Colpo di scena
di
IL MICROBO
genere
sadomaso
COLPO DI SCENA
Mi manca proprio. I suoi vestiti di gran marca che gli facevo bruciare nel caminetto senza alcuna rimostranza. Il suo bel corpo decisamente etero tutto da soggiogare. Il suo modo convinto e incondizionato di consegnarsi a me. Le sue smorfie così partecipi ma anche composte e virili durante le punizioni. Il suo candore di Frocio in divenire e in piena evoluzione. Tutto mi manca di lui.
L'ho richiamato in servizio con il nome di CENERENTOLO che gli spetta di diritto memori di quella prima volta che una sola delle sue scarpe è scampata al rogo e gli è rimasta spaiata per trasformarlo a fine sessione in uno zoppo claudicante di corpo quanto di testa.
Mi ha confessato che non riesce più ad andare a donne e che i suoi sonni sono perseguitati dall'apparizione ossessiva del mio cazzo. Vuole votarsi a me nel dolore e nel godimento tutte le volte che sia possibile accoglierlo da supplice e da vittima dei nostri intrallazzi perversi.
Al suo rientro gli ho destinato una monta coi fiocchi che ci ha travolti e fatti venire nello stesso istante. Ma per non trascurare affatto i miei doveri di aguzzino l'ho lasciato languire a lungo sopra lo scannatoio mentre gli stavo accanto a gustarmi una sigaretta che come da copione gli ho spento su una natica, deturpandola con un bozzo di cui va fiero quasi che sia un marchio di possesso. Per il branding definitivo ho già pronto il ferro con le mie iniziali da imprimergli a fuoco al centro del gluteo e all'interno del polso, sinistri come è sinistra la nostra intesa maledetta, che ad occhio e croce durerà per sempre ben oltre i limiti della decenza.
Mi manca proprio. I suoi vestiti di gran marca che gli facevo bruciare nel caminetto senza alcuna rimostranza. Il suo bel corpo decisamente etero tutto da soggiogare. Il suo modo convinto e incondizionato di consegnarsi a me. Le sue smorfie così partecipi ma anche composte e virili durante le punizioni. Il suo candore di Frocio in divenire e in piena evoluzione. Tutto mi manca di lui.
L'ho richiamato in servizio con il nome di CENERENTOLO che gli spetta di diritto memori di quella prima volta che una sola delle sue scarpe è scampata al rogo e gli è rimasta spaiata per trasformarlo a fine sessione in uno zoppo claudicante di corpo quanto di testa.
Mi ha confessato che non riesce più ad andare a donne e che i suoi sonni sono perseguitati dall'apparizione ossessiva del mio cazzo. Vuole votarsi a me nel dolore e nel godimento tutte le volte che sia possibile accoglierlo da supplice e da vittima dei nostri intrallazzi perversi.
Al suo rientro gli ho destinato una monta coi fiocchi che ci ha travolti e fatti venire nello stesso istante. Ma per non trascurare affatto i miei doveri di aguzzino l'ho lasciato languire a lungo sopra lo scannatoio mentre gli stavo accanto a gustarmi una sigaretta che come da copione gli ho spento su una natica, deturpandola con un bozzo di cui va fiero quasi che sia un marchio di possesso. Per il branding definitivo ho già pronto il ferro con le mie iniziali da imprimergli a fuoco al centro del gluteo e all'interno del polso, sinistri come è sinistra la nostra intesa maledetta, che ad occhio e croce durerà per sempre ben oltre i limiti della decenza.
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