A domanda rispondo
di
IL MICROBO
genere
sadomaso
A DOMANDA RISPONDO
Mi è stato chiesto di fornire particolari piccanti su come i preti costumano fare sesso. I preti come categoria non saprei. Credo che in base al loro voto di castità se ne dovrebbero astenere. In ogni gregge però tra tante pecore ve ne è sempre qualcuna di nera che va fuori dal seminato.
Il Prete di cui ho raccontato mi ha certamente preso a benvolere. Lo sto frequentando e mi rapporto a Lui un po' come peccatore bisognoso di redenzione, un po' come masochista che necessita di venire punito e raddrizzato e molto anzi tanto in suo potere anche in quella particolare confidenza che fra maschi degeneri se non ci fosse Lui a salvaguardarmi condurrebbe dritto a percorrere strade sbagliate.
Solo per misurare la mia indegnità e il mio degrado morale in Sua presenza vengo messo alla prova nel ripugnante esercizio del coito invertito di cui dovrei fare ammenda. E per quanto Egli ci giri intorno con strani giochi di parole so per certo che è perso dietro al mio culetto. In Sua presenza glielo devo tenere per bene in mostra e me decanta quanto ce l'ho provocante. La sua verga in tiro me lo intinge per mettermi alla prova e come si accorge che mi piace riceverlo mi insulta e mi maledice come se fossi una diretta emanazione del diavolo. Mi sa tanto che è tutta una commedia o forse un Suo alibi di grande ipocrisia.
Il Prete in questione non è insomma diverso dal mostrarsi un uomo ferocemente perverso come tanti altri che praticano il BDSM. Si atteggia ad inquisitore ed alto giudice dei miei vizi ma io lo vedrei meglio nei panni del coimputato per oltraggio al pudore, esercizio di atti osceni in associazione a delinquere, con di Suo esclusivo addebito la tentata riduzione in schiavitù, l'eccessivo utilizzo di strumenti di sevizia, le aggravanti della condotta ingiuriosa, del disprezzo per la incolumità di terzi e delle lesioni colpose plurime a mio carico anche permanenti, infertemi a pioggia come posso documentare su diverse zone del corpo.
La cosa più tormentosa che mi tocca sopportare? Mi punzecchia le natiche con i rebbi di una forchetta da tavola e si diverte a verificare come mi dimeno e ad ascoltare i miei gemiti che giudica “molto melodiosi”. Lo fa con rabbia fino allo sfinimento e poi mi punge a mitraglia con il rebbio che gli si rizza grosso in centro pube chiamandomi ad ogni colpo “perfido culo tentatore” e “orrendo mangiacazzi”. Quando finalmente viene mi trascina sul pavimento a patire le cinghiate di cui secondo la Sua esperienza un “essere disgustoso senza anima” come il sottoscritto ha assoluto bisogno.
Per fortuna che c'è Lui a tenermi in riga avendomi preso sotto la sua protezione molto per tempo dall'età di quattordici anni altrimenti a quest'ora che ne ho venti avrei corso il rischio di diventare un rifiuto della società in balia di qualche malintenzionato molto più severo e cattivo, chissà quanto nocivo alla mia ora meglio indirizzata educazione sentimentale.
Mi è stato chiesto di fornire particolari piccanti su come i preti costumano fare sesso. I preti come categoria non saprei. Credo che in base al loro voto di castità se ne dovrebbero astenere. In ogni gregge però tra tante pecore ve ne è sempre qualcuna di nera che va fuori dal seminato.
Il Prete di cui ho raccontato mi ha certamente preso a benvolere. Lo sto frequentando e mi rapporto a Lui un po' come peccatore bisognoso di redenzione, un po' come masochista che necessita di venire punito e raddrizzato e molto anzi tanto in suo potere anche in quella particolare confidenza che fra maschi degeneri se non ci fosse Lui a salvaguardarmi condurrebbe dritto a percorrere strade sbagliate.
Solo per misurare la mia indegnità e il mio degrado morale in Sua presenza vengo messo alla prova nel ripugnante esercizio del coito invertito di cui dovrei fare ammenda. E per quanto Egli ci giri intorno con strani giochi di parole so per certo che è perso dietro al mio culetto. In Sua presenza glielo devo tenere per bene in mostra e me decanta quanto ce l'ho provocante. La sua verga in tiro me lo intinge per mettermi alla prova e come si accorge che mi piace riceverlo mi insulta e mi maledice come se fossi una diretta emanazione del diavolo. Mi sa tanto che è tutta una commedia o forse un Suo alibi di grande ipocrisia.
Il Prete in questione non è insomma diverso dal mostrarsi un uomo ferocemente perverso come tanti altri che praticano il BDSM. Si atteggia ad inquisitore ed alto giudice dei miei vizi ma io lo vedrei meglio nei panni del coimputato per oltraggio al pudore, esercizio di atti osceni in associazione a delinquere, con di Suo esclusivo addebito la tentata riduzione in schiavitù, l'eccessivo utilizzo di strumenti di sevizia, le aggravanti della condotta ingiuriosa, del disprezzo per la incolumità di terzi e delle lesioni colpose plurime a mio carico anche permanenti, infertemi a pioggia come posso documentare su diverse zone del corpo.
La cosa più tormentosa che mi tocca sopportare? Mi punzecchia le natiche con i rebbi di una forchetta da tavola e si diverte a verificare come mi dimeno e ad ascoltare i miei gemiti che giudica “molto melodiosi”. Lo fa con rabbia fino allo sfinimento e poi mi punge a mitraglia con il rebbio che gli si rizza grosso in centro pube chiamandomi ad ogni colpo “perfido culo tentatore” e “orrendo mangiacazzi”. Quando finalmente viene mi trascina sul pavimento a patire le cinghiate di cui secondo la Sua esperienza un “essere disgustoso senza anima” come il sottoscritto ha assoluto bisogno.
Per fortuna che c'è Lui a tenermi in riga avendomi preso sotto la sua protezione molto per tempo dall'età di quattordici anni altrimenti a quest'ora che ne ho venti avrei corso il rischio di diventare un rifiuto della società in balia di qualche malintenzionato molto più severo e cattivo, chissà quanto nocivo alla mia ora meglio indirizzata educazione sentimentale.
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