Il pensiero stupendo...Ma non è una canzone.
di
Hiroshi
genere
masturbazione
Il pensiero stupendo...Ma non è una canzone
La fantasia scatenante più irresistibile era sempre la stessa: da quando la sua amica gli aveva confidato che, da qualche tempo, lei praticava anche la masturbazione anale, era diventata il suo pensiero stupendo. Nient’altro - che fosse un video, un’immagine, una fantasia - aveva un effetto altrettanto forte su di lui. Ogni volta che gli veniva in mente, desiderava masturbarsi pensando a quella frase. Incredibile come una mera nozione potesse risultare tanto suggestiva ed eccitante. Questa “pozione” magica così potente aveva due soli ingredienti: la condivisione – ovvero la meravigliosa consapevolezza che lei le avesse voluto rivelare quel bellissimo momento del suo mondo – e la corrispondenza con il nuovo centro di interessa della sfera sessuale di lui, che già da tempo si era appunto orientato verso il sesso anale, in tutte le sue declinazioni.
Nei suoi pensieri, per prima cosa lui immaginava lei che si masturbava: la vedeva sul divano da lei più volte menzionato, con lo sguardo perso mentre un dito scivolava lento tra le sue grandi labbra luccicanti e grondanti di voglia (“sono un lago”, lei diceva sempre), sentiva quasi il suono umido e soffocato del suo respiro che diventava più frequente, il modo in cui il suo corpo si inarcava esaltando i capezzoli “piccoli e duri”, mentre con l’altra mano infilava e muoveva piano un dildo nel suo “buchino”, come amavano chiamarlo tra di loro. Un termine quasi bambinesco per un gioco così spinto e speciale, davvero un contrasto favoloso che infatti andava a segno alla grande.
Ma la sua fantasia non si fermava lì. Immaginava di chiederle, un giorno, di poter fare altrettanto insieme a lei. Li vedeva nudi e vicini nel letto, in un'intimità e una condivisione completa, potendosi guardare a vicenda. I loro occhi si sarebbero incontrati in un gioco di specchi, carichi di desiderio e di complicità, fino a perdersi, ognuno nel proprio piacere, per poi ritrovarsi in quell'attimo preciso in cui entrambi avrebbero fuso i loro due piaceri, in modo travolgente quanto profondo e unico.
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