La promessa di Claudia
di
Bargani
genere
incesti
Mi chiamo Roberto. Sono un ragazzo di 27 anni. Carino, tranquillo, alto 180 cm circa, moro. Ho una sorella, Claudia, di 20 anni. È una bella ragazza, alta 165 cm, con un bel viso e, devo dire con un bellissimo culetto morbido e abbondante. Recentemente mi ha fatto assaggiare il suo corpo. Mi ha anche promesso che avremmo giocato ancora. Con il suo bel culo.
Passarono diverse settimane, da quella promessa. Io mi ero quasi rassegnato, fino a quando un giorno, i miei genitori andarono fuori con amici per il weekend.
Claudia iniziò il suo ‘corteggiamento’. Mutandine striminzite di tutti i tipi, posizioni super sexy e sguardi equivoci.
Il mattino del sabato, in bagno, vidi le sue mutandine lasciate in bella vista vicino al lavandino. Le toccai. Erano morbide come lo è la biancheria usata. Nel cavallo, dove si appoggia la fica, erano leggermente sporche di qualche cosa di giallastro. Le presi, le portai al naso e iniziai ad annusare i meravigliosi odori di Claudia. Erano lievi e fantastici. Iniziai a segarmi. Smisi quando Claudia mi chiamò e mi chiese di aiutarla. Uscii dal bagno. Era spettacolare. Era in mutande e canottiera. Tutto in cotone ma aderente. Vedevo i suoi capezzoli sotto la maglietta e il suo meraviglioso sedere ben fasciato da un paio di mutandine bianche. Mi chiese, pensa tu, di guardare una cosa che le dava fastidio vicino alla natica destra. Mi venne vicina e io mi sedetti su una sedia. Inutile dire che il suo sedere era dritto di fronte al mio viso. Guardai nel punto che mi aveva indicato. ‘Non vedo nulla, Claudia ‘ le dissi. Lei mi chiese di guardare meglio e si piegò in avanti. Io avvicinai il viso a quel culo fantastico. Ero così vicino che iniziavo a sentire il tepore della pelle calda. Ah… cazzo in tiro da un poco … allungai le mani su quelle natiche morbide e setose. ‘Si, accarezzamelo, per favore ‘ disse lei. Iniziò ad ondeggiare lievemente con i fianchi. Io la accarezzavo in maniera sempre più ardita. Le tolsi le mutandine. Avevo davanti a me il suo sedere aperto. Lei si allargò le natiche e disse: leccamelo, per favore. Non sai quanto mi piace. Io passai più volte la lingua sul suo buco. Claudia mi prese una mano. Si mise una delle mie dita in bocca e mi chiese di infilargliela nel culo. ‘Mi piace tantissimo. Fallo, per favore ‘. Infilai un dito. Andai in profondità. Volle succhiare il dito. Lo fece con tanto desiderio da farmi venire anche se non mi stavo toccando. Lei mi guardò ridendo e disse: ‘ma hai sborrato nelle mutande…’. Mi fece alzare, mi tirò giù pantaloni e mutande e inizio a leccare tutto. Ogni traccia di sborra che potesse esserci nel mio cazzo o nelle mie mutande, finì nella sua bocca.
Continuiamo nel pomeriggio, disse. Voglio che le tue palle si riempiano di nuovo.
Nel pomeriggio venne da me, come promesso.
Era rossa in viso per l’eccitazione. Continua, mi disse.
Si allargò il sedere e volle che affondassi le mie dita. Prima una e poi ne volle due.
Quando me le faceva togliere si girava, mi guardava fisso negli occhi e le succhiava.
Io a stento non sborrai nuovamente.
Ad un certo punto disse: ‘lo voglio in bocca’. Mi fece alzare e si inginocchiò lei. Prese in bocca il mio cazzo. Devo dire che, nonostante i 20 anni, era veramente brava.
Mentre me lo succhiava, mi accarezzava le palle con una mano. Ogni tanto andava più sotto, fino al culo. Li passava le dita dolcemente.
Produssi un bel quantitativo di sborra.
Lei, senza indugio, deglutì tutto.
Mi guardò rossa per l’eccitazione e mi disse: la prossima volta voglio il tuo cazzo nel culo.
Passarono diverse settimane, da quella promessa. Io mi ero quasi rassegnato, fino a quando un giorno, i miei genitori andarono fuori con amici per il weekend.
Claudia iniziò il suo ‘corteggiamento’. Mutandine striminzite di tutti i tipi, posizioni super sexy e sguardi equivoci.
Il mattino del sabato, in bagno, vidi le sue mutandine lasciate in bella vista vicino al lavandino. Le toccai. Erano morbide come lo è la biancheria usata. Nel cavallo, dove si appoggia la fica, erano leggermente sporche di qualche cosa di giallastro. Le presi, le portai al naso e iniziai ad annusare i meravigliosi odori di Claudia. Erano lievi e fantastici. Iniziai a segarmi. Smisi quando Claudia mi chiamò e mi chiese di aiutarla. Uscii dal bagno. Era spettacolare. Era in mutande e canottiera. Tutto in cotone ma aderente. Vedevo i suoi capezzoli sotto la maglietta e il suo meraviglioso sedere ben fasciato da un paio di mutandine bianche. Mi chiese, pensa tu, di guardare una cosa che le dava fastidio vicino alla natica destra. Mi venne vicina e io mi sedetti su una sedia. Inutile dire che il suo sedere era dritto di fronte al mio viso. Guardai nel punto che mi aveva indicato. ‘Non vedo nulla, Claudia ‘ le dissi. Lei mi chiese di guardare meglio e si piegò in avanti. Io avvicinai il viso a quel culo fantastico. Ero così vicino che iniziavo a sentire il tepore della pelle calda. Ah… cazzo in tiro da un poco … allungai le mani su quelle natiche morbide e setose. ‘Si, accarezzamelo, per favore ‘ disse lei. Iniziò ad ondeggiare lievemente con i fianchi. Io la accarezzavo in maniera sempre più ardita. Le tolsi le mutandine. Avevo davanti a me il suo sedere aperto. Lei si allargò le natiche e disse: leccamelo, per favore. Non sai quanto mi piace. Io passai più volte la lingua sul suo buco. Claudia mi prese una mano. Si mise una delle mie dita in bocca e mi chiese di infilargliela nel culo. ‘Mi piace tantissimo. Fallo, per favore ‘. Infilai un dito. Andai in profondità. Volle succhiare il dito. Lo fece con tanto desiderio da farmi venire anche se non mi stavo toccando. Lei mi guardò ridendo e disse: ‘ma hai sborrato nelle mutande…’. Mi fece alzare, mi tirò giù pantaloni e mutande e inizio a leccare tutto. Ogni traccia di sborra che potesse esserci nel mio cazzo o nelle mie mutande, finì nella sua bocca.
Continuiamo nel pomeriggio, disse. Voglio che le tue palle si riempiano di nuovo.
Nel pomeriggio venne da me, come promesso.
Era rossa in viso per l’eccitazione. Continua, mi disse.
Si allargò il sedere e volle che affondassi le mie dita. Prima una e poi ne volle due.
Quando me le faceva togliere si girava, mi guardava fisso negli occhi e le succhiava.
Io a stento non sborrai nuovamente.
Ad un certo punto disse: ‘lo voglio in bocca’. Mi fece alzare e si inginocchiò lei. Prese in bocca il mio cazzo. Devo dire che, nonostante i 20 anni, era veramente brava.
Mentre me lo succhiava, mi accarezzava le palle con una mano. Ogni tanto andava più sotto, fino al culo. Li passava le dita dolcemente.
Produssi un bel quantitativo di sborra.
Lei, senza indugio, deglutì tutto.
Mi guardò rossa per l’eccitazione e mi disse: la prossima volta voglio il tuo cazzo nel culo.
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