I costumi di Serena
di
Bargani
genere
incesti
Mi chiamo serena, ho 45 anni, sono una bella donna mora di circa 165 cm.
Di me tutti ammirano la mia semplicità, sensualità e, dulcis in fundo, il mio favoloso culo. Grosso, morbido e profumato.
Recentemente sto sperimentando il sesso in maniera direi intensa.
Nel periodo in cui si è svolta la vicenda di cui parlo, mi ero fatta crescere i peli del pube. Siccome sono mora, il risultato era un bel cespuglio scuro davanti, a coprire la mia bella figa.
In palestra, nello spogliatoio, ho notato che molte donne e ragazze puntavano gli occhi proprio li. In un modo che mostrava curiosità e anche desiderio.
Era estate e, come sempre, ci eravamo trasferiti nella nostra casa al mare per goderci qualche giorno di sole.
Andavamo in spiaggia tutti i giorni. Parlo al plurale perché c’era con me mio figlio e due suoi amici. Tutti sui 20 anni.
Io mi divertivo ad eccitarli con i miei costumi. Per un paio di giorni avevo indossato dei costumini striminziti da cui, ne ero sicura, si vedevano tracce di peli…
Un giorno ne indossai uno bianco.
Fatto il bagno, l’effetto fu molto interessante. L’acqua aveva reso il costume trasparente e, praticamente, si vedeva in maniera molto netta, il mio cespuglio.
Gli occhi degli amici di mio figlio erano tutti li.
Dopo il bagno mi distesi sull’asciugamano e iniziai a leggere.
Ero distesa a pancia in giù. Mio figlio era accanto a me e uno dei suoi amici si era messo sempre vicino a me , dall’altro lato.
Vidi che mio figlio si lanciava occhiate d’intesa con l’amico. Ad un certo punto, con la scusa della direzione del sole, si misero entrambi in direzione opposta alla mia. La mia testa dove stano i loro piedi e i miei piedi dove stavano le loro teste. Io decisi di giocare. Mi voltai a pancia in su per far ammirare loro il mio bel cespuglio, poco nascosto dal costumino umido.
Dopo essermi girata, allargai le gambe. Prima poco, poi sempre di più.
Mi accorsi che i loro costumi si gonfiavano decisamente. Continuai cosi per un po’. Mi stavo preparando a ricevere la loro sborra… volevo che ce ne fosse molta.
Il culmine fu quando iniziai anche a mettere a posto il costume.
Pensai che fossero pronti.
A quel punto dissi che dovevo tornare in appartamento.
Mi seguirono. Prima di tornare mi cambiai il costume ma rimasi con l’asciugamano annodato in vita e nuda sotto.
Se conosco i ragazzi di vent’anni, penso che, a quel punto, fossero cotti a puntino. Con le palle piene di sborra e un pensiero fisso in testa. I miei buchi.
Così fu. Appena entrati, iniziarono a prendermi in giro. Ridendo di gusto, mi slegarono l’asciugamano e rimasi nuda di sotto. Finsi imbarazzo. Ma loro, ormai eccitatissimi, si levarono i loro di costumi, mostrando due notevoli cazzi drittissimi.
Il cazzo di mio figlio era veramente grosso. Non riuscivo a guardarlo negli occhi. Mi inginocchiai, iniziai a succhiare entrambi.
Con un filo di voce dissi: ‘voglio che mi usiate come una troia. Per favore, riempitemi di sborra dappertutto ‘. Così fecero. Mi godei i loro cazzi per almeno un’oretta. Loro sborrarono per un paio di volte.
Ad un certo punto li vidi sorridere guardando la porta. Era arrivato il loro amico. Era già nudo e con un cazzo veramente enorme.
Nei giorni successivi continuarono a scoparmi più volte al giorno.
Erano sempre pieni. Venivano a turno già la mattina presto.
Mi palpavano in continuazione. Quando stavo in bagno venivano li. Mi succhiavano la figa anche dopo che avevo fatto pipì.
Per pulire bene, mi dissero.
Di me tutti ammirano la mia semplicità, sensualità e, dulcis in fundo, il mio favoloso culo. Grosso, morbido e profumato.
Recentemente sto sperimentando il sesso in maniera direi intensa.
Nel periodo in cui si è svolta la vicenda di cui parlo, mi ero fatta crescere i peli del pube. Siccome sono mora, il risultato era un bel cespuglio scuro davanti, a coprire la mia bella figa.
In palestra, nello spogliatoio, ho notato che molte donne e ragazze puntavano gli occhi proprio li. In un modo che mostrava curiosità e anche desiderio.
Era estate e, come sempre, ci eravamo trasferiti nella nostra casa al mare per goderci qualche giorno di sole.
Andavamo in spiaggia tutti i giorni. Parlo al plurale perché c’era con me mio figlio e due suoi amici. Tutti sui 20 anni.
Io mi divertivo ad eccitarli con i miei costumi. Per un paio di giorni avevo indossato dei costumini striminziti da cui, ne ero sicura, si vedevano tracce di peli…
Un giorno ne indossai uno bianco.
Fatto il bagno, l’effetto fu molto interessante. L’acqua aveva reso il costume trasparente e, praticamente, si vedeva in maniera molto netta, il mio cespuglio.
Gli occhi degli amici di mio figlio erano tutti li.
Dopo il bagno mi distesi sull’asciugamano e iniziai a leggere.
Ero distesa a pancia in giù. Mio figlio era accanto a me e uno dei suoi amici si era messo sempre vicino a me , dall’altro lato.
Vidi che mio figlio si lanciava occhiate d’intesa con l’amico. Ad un certo punto, con la scusa della direzione del sole, si misero entrambi in direzione opposta alla mia. La mia testa dove stano i loro piedi e i miei piedi dove stavano le loro teste. Io decisi di giocare. Mi voltai a pancia in su per far ammirare loro il mio bel cespuglio, poco nascosto dal costumino umido.
Dopo essermi girata, allargai le gambe. Prima poco, poi sempre di più.
Mi accorsi che i loro costumi si gonfiavano decisamente. Continuai cosi per un po’. Mi stavo preparando a ricevere la loro sborra… volevo che ce ne fosse molta.
Il culmine fu quando iniziai anche a mettere a posto il costume.
Pensai che fossero pronti.
A quel punto dissi che dovevo tornare in appartamento.
Mi seguirono. Prima di tornare mi cambiai il costume ma rimasi con l’asciugamano annodato in vita e nuda sotto.
Se conosco i ragazzi di vent’anni, penso che, a quel punto, fossero cotti a puntino. Con le palle piene di sborra e un pensiero fisso in testa. I miei buchi.
Così fu. Appena entrati, iniziarono a prendermi in giro. Ridendo di gusto, mi slegarono l’asciugamano e rimasi nuda di sotto. Finsi imbarazzo. Ma loro, ormai eccitatissimi, si levarono i loro di costumi, mostrando due notevoli cazzi drittissimi.
Il cazzo di mio figlio era veramente grosso. Non riuscivo a guardarlo negli occhi. Mi inginocchiai, iniziai a succhiare entrambi.
Con un filo di voce dissi: ‘voglio che mi usiate come una troia. Per favore, riempitemi di sborra dappertutto ‘. Così fecero. Mi godei i loro cazzi per almeno un’oretta. Loro sborrarono per un paio di volte.
Ad un certo punto li vidi sorridere guardando la porta. Era arrivato il loro amico. Era già nudo e con un cazzo veramente enorme.
Nei giorni successivi continuarono a scoparmi più volte al giorno.
Erano sempre pieni. Venivano a turno già la mattina presto.
Mi palpavano in continuazione. Quando stavo in bagno venivano li. Mi succhiavano la figa anche dopo che avevo fatto pipì.
Per pulire bene, mi dissero.
7
voti
voti
valutazione
5
5
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
La sorella è diventata donna
Commenti dei lettori al racconto erotico