Incontro a pagamento

di
genere
dominazione

Sono Serena. Donna di 40 anni. Se avete letto i racconti precedenti, saprete che ho ricevuto 2000 euro per farmi usare da 5 uomini.
Giunse il giorno dell’incontro.
Mi feci la doccia, mi vestii, come richiesto, con biancheria intima semplice, e mi recai all’indirizzo che mi avevano dato. Era un bel palazzo nel centro storico. Suonai al campanello. Mi aprirono e salì le scale fino alla porta della casa. La porta si aprì su un appartamento ampio, elegante, immerso in una luce calda e studiata. Il parquet chiaro rifletteva le lampade soffuse, il divano in pelle sembrava attendere più che offrire riposo. Nell’aria, un profumo sottile di legno, ambra e vino rosso: un odore che avvolgeva, che preparava.
Gli uomini erano lì. Non parlavano. Mi guardavano entrare come si guarda qualcosa che si è immaginato a lungo, troppo a lungo. Nessuna fretta, nessun gesto inutile. Solo occhi che seguivano il movimento dei fianchi, la linea decisa del mio corpo mentre attraversava il salotto.
Mi fermai al centro della stanza. Sentii l’aria cambiare, farsi più densa. Sapevo cosa rappresentavo in quel momento: presenza, promessa, tensione. Non serviva altro. Il silenzio era carico, vibrante, quasi fisico.
L’appartamento era pronto. Le luci, gli spazi, l’attesa trattenuta.
Sorrisi appena, con quella calma provocatoria di chi sa di essere desiderata — e di poter decidere quanto far durare l’attimo prima che il desiderio diventi qualcosa di più.
C’era molto caldo. Perfino troppo. Stare nudi non sarebbe stato un problema. Anzi. Uno degli uomini si avvicinò a me e iniziò a toccarmi dolcemente. Mi tolse il cappotto. Altri si fecero avanti fino a quando mi ritrovai circondata da uomini che desideravano solo me. Desideravano usarmi ed io, incredibilmente, non desideravo altro che soddisfare le loro voglie. Compiacerli. Farli godere come volevano loro. Mi svestirono, lentamente, gentilmente. Mi lasciarono solo le mie mutandine di cotone bianche. A quel punto, sempre in silenzio e sempre con gentilezza, iniziarono, a turno a palpare il mio culo e la mia fica. Le mani accarezzarono le mie natiche, entravano sotto alle mutandine, si appoggiavano sopra i buchi. Io ero fradicia di umori, completamente a loro disposizione. Mi fecero mettere a carponi su un bellissimo e morbidissimo materassino. A quel punto iniziarono i giochi un pochino più seri. Iniziarono con le dita. Me le infilarono nel culo. Erano tutti attorno a me. Infilavano una o anche due e tre dita nel mio culo. A volte le leccavano loro altre volte le facevano leccare a me. Ero nuda, con il mio buco del culo aperto per il godimento di tutti. Esplorato dalle dita, per adesso. A questo punto presero dei falli di gomma. Uno era veramente molto grosso. Scelsero quello. Lo avvicinarono al mio buco del culo. Iniziarono, con molta gentilezza, a infilarmelo dentro. Ci misero diversi minuti per farlo entrare. Era veramente grosso e, ogni volta che dicevo che mi faceva male, si fermavano. Dopo circa 30 minuti riuscirono a infilarlo. Lo spinsero fino in fondo. Alla fine avevo questo cazzo finto di 25 cm completamente infilato nel mio culo. In questa posizione giocavano con il mio culo spalancato leccando i bordi del cazzo finto, carezzando le natiche e segandosi.
La fase successiva fu di togliere il fallo dal mio buco. Fu fatto anche questo con estrema gentilezza. Quando fu completamente fuori dal mio culo se lo passarono uno con l’altro. Era pieno dei miei umori. Profumato del mio culo di troia. Me lo infilarono in bocca e mi fecero leccare tutto. A turno infilarono la lingua nel mio culo rimasto spalancato.
Nel frattempo erano tutti in boxer. Si segavano.
Il gioco finale fu il più piacevole per me. Fecero entrare um modello completamente nudo con un cazzo bello importante. Era un bellissimo ragazzo. Muscoloso e profumato.
Facemmo l’amore in maniera incredibile. Lui era infoiatissimo di me e io di lui. Finalmente qualcosa si dedicava alla mia fica. Il suo pene era dentro di me. Gli umori bianchi della mia vagina si accumulavano. Sinceramente: non mi ero mai sentita così desiderata prima di quel giorno.
Ebbi diversi orgasmi. Gli uomini si stavano segando.
Alla seconda sborrata del modello, lo fecero uscire da me e mi fecero mettere con le gambe spalancate e i buchi bene in vista, entrambi. Fecero arrivare tutta la sborra sui miei due buchi, specie il culo.
Mi fecero fare una doccia, mi rivestii.
Mi salutarono gentilmente e me ne andai.
Sinceramente? Fare la troia così mi era piaciuto tantissimo!!!
scritto il
2026-01-01
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