La compagna di mio padre

di
genere
incesti

Mi chiamo Antonio, ho 27 anni, sono un bel ragazzo moro. Frequento l’università. Recentemente sono tornato a casa per una vacanza. Mio padre è separato e ha una nuova compagna. Si chiama Simonetta e vivono entrambi nella mia casa d’infanzia. Simonetta è una donna molto attraente. Circa 40 anni, alta 168 cm, con un bel seno e un bel sedere. Nel periodo in cui sono stato a casa lavorava da casa. Spesso venivano a farle visita dei colleghi. In maggioranza maschi. Più raramente femmine. Lei ha l’ufficio in quella che era la camera di mia sorella, dove c’è ancora il letto. Devo dire che Simonetta mi attrae di brutto. Aveva l’abitudine, in quel periodo, di lasciare sempre la sua biancheria sporca in bagno. La sua biancheria sapeva sempre un intenso odore di femmina. Sia dove si appoggia la figa che dove si appoggia il culo. Sempre più arrapato, ho iniziato a spiarla… letteralmente dal buco della serratura. Per mia fortuna le stanze avevano una serratura vecchia maniera e il buco era abbastanza grande da vedere tutto. Notai che aveva una bella fica rasata. Ma non completamente. Un pochino di peluria scura si vedeva. Inoltre in bagno spesso si guardava culo e tette nello specchio grande. Allargandosi le natiche, potevo ammirare un bel buco del culo grande e ricoperto da una leggera peluria. Il vero spettacolo erano però le visite dei colleghi. La prima che ho spiato era con un uomo di circa 50 anni. Sono andati nel suo ufficio, si sono chiusi dentro e hanno iniziato a lavorare. Lei era seduta. Lui, in piedi alle sue spalle, continuava a guardare culo e tette. Ad un certo punto ha allungato una mano per infilarla dentro i pantaloni di lei. Lei si è alzata, ha parlottato con lui, e lui ha tirato fuori dal portafoglio 100 euro. Lei li ha presi. A quel punto si è girata, lui si è inchinato e ha iniziato a baciarle il culo. Poi le ha slacciato i pantaloni e ha iniziato a palparla dappertutto. Lei si faceva toccare. Lui le ha tolto le mutandine. Ha iniziato a leccarle il culo. È seguito un pompino e poi, dulcis in fondo, per altri 50 euro, una scopata con sborrata nelle tette. Nei giorni seguenti ho potuto apprezzare la varietà delle prestazioni. Qualcuno la scopava e basta. Qualcuno voleva un 69. Altri volevano addirittura che lei facesse pipì per poi leccarle la figa. Una ragazza ha voluto leccarle il culo. Qualcun altro voleva solo la sua biancheria. Lei prendeva due paia di mutandine, una se la infilava nella vagina e una nel buco del culo e consegnava la merce. Insomma: una vacca di professione. Un bel giorno ho deciso di passare all’azione. Una sabato mattina mio padre era uscito e sarebbe stato fuori per l’intera giornata. Era presto e la vacca ancora dormiva. Mi sono intrufolato in camera e, con le sole mutande addosso, sono andato vicino a lei. Lei si è svegliata e mi ha guardato stupita. ‘Cosa ci dai qui mezzo nudo?’ Mi ha chiesto. Io, per tutta risposta, le ho detto: ‘voglio che scopi anche me, troia. Ho visto come lavori, sai? Voglio la mia parte’. Lei mi ha guardato e ha chiesto: ‘ vuoi una parte dei soldi?’. ‘No. Voglio proprio scoparti’. ‘Ma sei praticamente mio figlio’ ha detto. Io non l’ho lasciata continuare e ho tirato fuori il mio cazzo già bello duro. L’ho spinto verso la sua bocca e lei, senza troppa resistenza ha iniziato un pompino. Mentre mi succhiava ho infilato le mani nei suoi pantaloni del pigiama. Davanti e dietro. Aveva un culo morbidissimo e la fica in acqua. ‘Hai un bel cazzo’ mi ha detto. ‘Fammi sborrare nella figa’ ho risposto. Lei non si è fatta tanto pregare. Si è tolta pantaloni e mutande e si è fatta scopare e sborrare nella figa. Alla fine le ho detto: ‘settimana prossima voglio che la dai a un gruppo di miei amici. Voglio vederti con 5 cazzi. Due in mano, uno in bocca, uno nel culo e uno nella figa. Ti riempiamo di sborra’. Non avevo nemmeno finito di parlare che lei si è messa distesa con le gambe spalancate. ‘Scopami di nuovo’ ha detto. ‘Non ce la faccio più. Voglio essere riempita di nuovo dalla tua sborra’.
scritto il
2026-01-23
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