Ferrara - finale
di
Umile.e.sottomesso
genere
bisex
umile.esottomesso@libero.it
Ferrara - parte finale
2.
Sandro è ancora seduto e sta sorseggiando il suo prosecco
"Eccomi, Signore" dico con un filo di voce, rotta dall'emozione
Si alza e inizia a girarmi intorno come per controllare quello che, come posso dire, è di sua "proprietà"
Mi stringe il culo e lo allarga per controllare da vicino il plug. Poi mi fa un po' ballare il seno e mi dà due colpetti sulla gabbietta
Si avvia verso il bagno. Lo sento pisciare. E poi capisco che si sta lavando. Un gesto di una delicatezza rara che apprezzo tantissimo
Io sono rimasta in piedi, immobile, con le gambe leggermente divaricate e lo sguardo rivolto al pavimento
Sandro esce dal bagno e si ferma esattamente di fronte a me
Sì è rivestito. Sento il suo sguardo addosso e tengo gli occhi bassi
"Quindi mi hai portato qui in camera tua perché hai detto che vorresti farmi un pompino..."
"... sì, Signore..."
"E pensi di essertelo meritato?"
"Non lo so, Signore. Lo spero tanto, ma deve dirlo Lei"
"Intanto mettiti in ginocchio"
Mi abbasso e mi trovo con la bocca praticamente all'altezza del suo cazzo. Ho una voglia incredibile di tirarglielo fuori e di ingoiarlo
"Baciami le scarpe!"
"Subito, Padrone. Posso chiamarla Padrone?"
"No! Baciami le scarpe, muoviti! E alza bene il culo!"
Mi metto a 4 zampe, mi abbasso e inizio a baciare le sue scarpe
Un rumore familiare: è la fibbia di una cintura per i pantaloni
Intuisco le sue intenzioni, non è difficile...e tremo
"Continua a baciarmi le scarpe e alza bene il culo, troia!"
Si sta eccitando, lo sento...sono felice e impaurita...ma ho deciso che di quest'uomo posso fidarmi
Un cinghiata sul culo mi scuote: forte, decisa, imponente
"Ora vediamo se davvero ti meriti di farmi un pompino. Conta i colpi, troia e ringrazia ogni volta. Se sbagli ricomincio"
E giù un'altra cinghiata
"AAGGHH.. due, grazie Padrone"
"Due?!? Questo è solo il primo, puttana!"
"Mi scusi, mi scusi..."
"Le scuse non esistono. Esistono solo le conseguenze: positive quando ti comporti bene e negative quando sbagli"
"Ha ragione, Signore..."
Ne ho contate 15, una più forte dell'altra
"Ora girati e tieni il culo sempre ben alzato"
"Sì, Signore"
Un rumore: le tende che scorrono. Fuori è buio ma, come vi dicevo la strada di fianco all'albergo dove affaccia la camera è stretta ed è ben illuminata. Di fronte alle finestre dell'albergo ci sono condomini con abitazioni e uffici
La nostra camera è illuminata solo dalla lampada di uno dei due comodini
"In camera c'è poca luce, non trovi anche te?"
"Non saprei, Signore" rispondo imbarazzatissima
"Camminando come una cagna, vai ad accendere tutte le luci, comprese quelle del bagno. Muoviti!"
Cammino a 4 zampe con la testa bassa per il totale imbarazzo
Accendo tutte le luci, la stanza è completamente illuminata. Sì è accesa anche la luce che si trova nella spalliera del letto
Alzo la testa quanto basta per dare un'occhiata fuori: Sandro è comodamente seduto sulla poltrona che ha posizionato di fianco alla grande vetrata. Di fronte vedo finestre aperte e illuminate
Tremo
"Così è troppo. Spegni la luce principale e lascia accese tutte le altre. Poi vieni qui"
Eseguo e mi avvicino. Vedo dei movimenti nelle case di fronte. Mi pare che qualcuno sia anche sui terrazzi, ma non saprei dire con precisione
Ora sono di fronte a Sandro che ha le gambe accavallate
"Toglimi le scarpe"
Eseguo e mi prendo la libertà di baciare le sue calze, appena sfilate le scarpe
Si alza
"Toglimi i pantaloni"
Un bottone dopo l'altro, lentamente
"Baciami i piedi"
"Le tolgo le calze, Signore?"
"Se volevo togliermi le calze, lo avrei già fatto! Alza il culo!"
E mi lascia andare una cinghiata
"Devi imparare a stare zitta ed eseguire gli ordini"
"Ha ragione, Signore. Mi perdoni"
Sono a 4 zampe, di fianco alla grande finestra della camera con tutte le tende aperte.
Sandro si siede sulla poltrona, di fronte a me e allarga le gambe. Le luci filtrano anche da fuori, ma davvero, a questo punto, non me ne frega niente
Passano istanti che sembrano interminabili
"Vuoi succhiarmi il cazzo, troia?"
"Magari, Signore...magari"
"E allora, toglimi le mutande, tiralo fuori e inizia a darti da fare, puttana!"
Ci siamo...ci siamo...il momento che aspettavo. Il momento per cui sono qui
Abbasso le mutande ed eccolo: il mio primo cazzo. Ed è esattamente come nelle foto che Sandro mi aveva mandato e come speravo davvero che fosse: meravigliosamente normale. Sono emozionatissima...non riesco a muovermi né a parlare. Ho paura di fare qualsiasi cosa. Paura di sbagliare qualsiasi cosa.
Non è ancora eretto, ma è...bello anche solo a guardarlo e lo ingoierei tutto anche così. Anzi, il cazzo ancora un po' moscio mi ha sempre eccitato tantissimo
Ma sono letteralmente bloccata: comincio con le mani? Lo tocco per sollevarlo e portarlo vicino alla bocca? Lo masturbo lentamente? Che faccio? Che figura che sto facendo!
Sandro percepisce e mi dà una scossa:
"Bè? Hai già perso tutto l'entusiasmo?"
"Signore, io..io..non so cosa fare, sono emozionata ed ho paura di sbagliare qualsiasi cosa"
Mentre dico queste cose, Sandro comincia a masturbarsi e il suo cazzo inizia a crescere
"Dai, inizia con la lingua. Leccami le palle mentre mi faccio una sega" mi dice
Ecco che affiora alla memoria un altro post letto su Reddit qualche giorno fa: più succhierai e leccherai le sue palle e maggiore sarà la considerazione che otterrai dal tuo Padrone
"Se Lei si potesse alzare in piedi, Signore, lo farei meglio"
"Se volevo alzarmi in piedi, lo avrei già fatto. Stai zitta e leccami le palle o preferisci qualche altra bella cinghiata sul culo?"
Si sposta in avanti sulla poltrona per liberare meglio le palle e io comincio a lavorare con la lingua: lecco e ingoio prima un testicolo e poi l'altro. Che sensazione incredibile...
"Fai piano, troia! Lecca e succhia per bene!"
"Mi perdoni, Signore...sono un disastro, lo so ma..."
"Stai zitta e succhia, puttana!"
Mi afferra la testa con le due mani, m'infila il cazzo in bocca e inizia a pompare, avanti e indietro, sempre più a fondo
Stento a resistere, ma riesco a non avere conati
Mi sto impegnando al massimo perché sento il piacere di Sandro che cresce nella mia bocca e questo mi basta
Il suo piacere, sono qui per questo
Non ho idea di quanti colpi in bocca mi abbia dato con il suo cazzo
Adesso si alza in piedi. Forse vuole schizzare
Oso staccare per un momento la bocca
Mi lascia riprendere fiato, mentre mi colpisce con la cappella sul viso e sulla lingua per poi rinfilarmelo in bocca e riprendere a pompare con forza
Mi sta letteralmente scopando in bocca
"Ora voglio godere, troia!" mi dice tirando indietro la mia testa per estrarre il cazzo
"Sì, Signore, sì...tutto quello che vuole...faccia tutto quello che vuole, la prego..."
"Fammi vedere la lingua, puttana!"
Spalanco la bocca e tiro fuori tutta la lingua
Sandro appoggia la cappella sulla mia lingua e iniziata a segarsi sempre più velocemente
"Bevi, cagna! Bevi, cazzo! Beviiii!!! Aaagghhh! Beviiii!!"
Un fiotto fortissimo mi riempie la bocca, lo sento fino in gola
Gli schizzi successivi tutti in faccia, sembra non finire mai
Mi struscia la cappella sulla faccia
Sono piena di sperma in bocca e sul viso
Sandro si lascia andare sulla poltrona, respira forte, gli occhi chiusi, il cazzo che ancora pulsa, accenna un sorriso
Io so quello che devo fare, ma ho imparato che devo stare zitta, così... aspetto...
"Pulisci!"
"Subito, Signore"
Mi avvicino al suo cazzo che inizia a riposare, lo prendo delicatamente in mano e inizio a leccare tutto lo sperma che trovo, succhiando con grande attenzione dalla punta e ripulendo l'asta e le palle
Dal cazzo continua ad uscire sperma che io mi affretto a raccogliere ed ingoiare per poi tornare a leccare ancora giù fino alle palle e poi chiudere, risalendo e ingoiando tutto il cazzo che, nel frattempo, si è abbassato
"Basta così. Spostati adesso. Devo andare in bagno"
Mi alzo con fatica: sento il plug e la gabbietta; le ginocchia mi fanno male ma...sono contenta, sono contenta perché ce l'ho fatta, ce l'ho fatta!
Sandro è in bagno che si sistema e anch'io aspetto di poterlo fare
Quando esce mi trova sdraiata sul fianco del letto, con i piedi appoggiati in terra
"Alzati e vieni qui" mi dice serio
Cosa avrò sbagliato? Ho sicuramente fatto degli errori, lo so
"Eccomi, Signore. Spero di non averla delusa troppo. Per me è stata un'esperienza meravigliosa e non finirò mai di ringraziarla per avermi concesso questo privilegio e..."
"Parli troppo, lo sai vero?" mi dice con voce calma "sei stata brava: hai fatto il tuo dovere: dedicarti al mio piacere. E lo hai fatto bene. Ora ti lascio qui a riflettere e io, uscendo, farò lo stesso. Non ho idea di come si svilupperanno le cose e non voglio crearti nessuna illusione o aspettativa. È chiaro questo per te?"
"Certo Signore, certo. Spero solo che lei sia rimasto contento, che abbia goduto almeno un pochino come si aspettava. Da parte mia, posso solo sperare che questa non sarà l'ultima volta. Lei deve sapere che sono a sua totale e completa disposizione per qualunque cosa: potrà chiamarmi anche solo per svuotarsi le palle e..."
"Inutile: è una battaglia persa" dice sorridendo
"Ha ragione, ha ragione, sono una cretina, ci casco continuamente..."
"Ora devo andare, lo sai"
"Certo, certo Signore"
"Salutami come, secondo te, una schiava deve salutare il suo Padrone"
Mi inginocchio, gli prendo una mano e gliela bacio, poi scendo e gli bacio le scarpe, rimanendo prostrata ai suoi piedi
"Allora...posso chiamarla...Padrone?"
"Sì"
(Fine)
Ferrara - parte finale
2.
Sandro è ancora seduto e sta sorseggiando il suo prosecco
"Eccomi, Signore" dico con un filo di voce, rotta dall'emozione
Si alza e inizia a girarmi intorno come per controllare quello che, come posso dire, è di sua "proprietà"
Mi stringe il culo e lo allarga per controllare da vicino il plug. Poi mi fa un po' ballare il seno e mi dà due colpetti sulla gabbietta
Si avvia verso il bagno. Lo sento pisciare. E poi capisco che si sta lavando. Un gesto di una delicatezza rara che apprezzo tantissimo
Io sono rimasta in piedi, immobile, con le gambe leggermente divaricate e lo sguardo rivolto al pavimento
Sandro esce dal bagno e si ferma esattamente di fronte a me
Sì è rivestito. Sento il suo sguardo addosso e tengo gli occhi bassi
"Quindi mi hai portato qui in camera tua perché hai detto che vorresti farmi un pompino..."
"... sì, Signore..."
"E pensi di essertelo meritato?"
"Non lo so, Signore. Lo spero tanto, ma deve dirlo Lei"
"Intanto mettiti in ginocchio"
Mi abbasso e mi trovo con la bocca praticamente all'altezza del suo cazzo. Ho una voglia incredibile di tirarglielo fuori e di ingoiarlo
"Baciami le scarpe!"
"Subito, Padrone. Posso chiamarla Padrone?"
"No! Baciami le scarpe, muoviti! E alza bene il culo!"
Mi metto a 4 zampe, mi abbasso e inizio a baciare le sue scarpe
Un rumore familiare: è la fibbia di una cintura per i pantaloni
Intuisco le sue intenzioni, non è difficile...e tremo
"Continua a baciarmi le scarpe e alza bene il culo, troia!"
Si sta eccitando, lo sento...sono felice e impaurita...ma ho deciso che di quest'uomo posso fidarmi
Un cinghiata sul culo mi scuote: forte, decisa, imponente
"Ora vediamo se davvero ti meriti di farmi un pompino. Conta i colpi, troia e ringrazia ogni volta. Se sbagli ricomincio"
E giù un'altra cinghiata
"AAGGHH.. due, grazie Padrone"
"Due?!? Questo è solo il primo, puttana!"
"Mi scusi, mi scusi..."
"Le scuse non esistono. Esistono solo le conseguenze: positive quando ti comporti bene e negative quando sbagli"
"Ha ragione, Signore..."
Ne ho contate 15, una più forte dell'altra
"Ora girati e tieni il culo sempre ben alzato"
"Sì, Signore"
Un rumore: le tende che scorrono. Fuori è buio ma, come vi dicevo la strada di fianco all'albergo dove affaccia la camera è stretta ed è ben illuminata. Di fronte alle finestre dell'albergo ci sono condomini con abitazioni e uffici
La nostra camera è illuminata solo dalla lampada di uno dei due comodini
"In camera c'è poca luce, non trovi anche te?"
"Non saprei, Signore" rispondo imbarazzatissima
"Camminando come una cagna, vai ad accendere tutte le luci, comprese quelle del bagno. Muoviti!"
Cammino a 4 zampe con la testa bassa per il totale imbarazzo
Accendo tutte le luci, la stanza è completamente illuminata. Sì è accesa anche la luce che si trova nella spalliera del letto
Alzo la testa quanto basta per dare un'occhiata fuori: Sandro è comodamente seduto sulla poltrona che ha posizionato di fianco alla grande vetrata. Di fronte vedo finestre aperte e illuminate
Tremo
"Così è troppo. Spegni la luce principale e lascia accese tutte le altre. Poi vieni qui"
Eseguo e mi avvicino. Vedo dei movimenti nelle case di fronte. Mi pare che qualcuno sia anche sui terrazzi, ma non saprei dire con precisione
Ora sono di fronte a Sandro che ha le gambe accavallate
"Toglimi le scarpe"
Eseguo e mi prendo la libertà di baciare le sue calze, appena sfilate le scarpe
Si alza
"Toglimi i pantaloni"
Un bottone dopo l'altro, lentamente
"Baciami i piedi"
"Le tolgo le calze, Signore?"
"Se volevo togliermi le calze, lo avrei già fatto! Alza il culo!"
E mi lascia andare una cinghiata
"Devi imparare a stare zitta ed eseguire gli ordini"
"Ha ragione, Signore. Mi perdoni"
Sono a 4 zampe, di fianco alla grande finestra della camera con tutte le tende aperte.
Sandro si siede sulla poltrona, di fronte a me e allarga le gambe. Le luci filtrano anche da fuori, ma davvero, a questo punto, non me ne frega niente
Passano istanti che sembrano interminabili
"Vuoi succhiarmi il cazzo, troia?"
"Magari, Signore...magari"
"E allora, toglimi le mutande, tiralo fuori e inizia a darti da fare, puttana!"
Ci siamo...ci siamo...il momento che aspettavo. Il momento per cui sono qui
Abbasso le mutande ed eccolo: il mio primo cazzo. Ed è esattamente come nelle foto che Sandro mi aveva mandato e come speravo davvero che fosse: meravigliosamente normale. Sono emozionatissima...non riesco a muovermi né a parlare. Ho paura di fare qualsiasi cosa. Paura di sbagliare qualsiasi cosa.
Non è ancora eretto, ma è...bello anche solo a guardarlo e lo ingoierei tutto anche così. Anzi, il cazzo ancora un po' moscio mi ha sempre eccitato tantissimo
Ma sono letteralmente bloccata: comincio con le mani? Lo tocco per sollevarlo e portarlo vicino alla bocca? Lo masturbo lentamente? Che faccio? Che figura che sto facendo!
Sandro percepisce e mi dà una scossa:
"Bè? Hai già perso tutto l'entusiasmo?"
"Signore, io..io..non so cosa fare, sono emozionata ed ho paura di sbagliare qualsiasi cosa"
Mentre dico queste cose, Sandro comincia a masturbarsi e il suo cazzo inizia a crescere
"Dai, inizia con la lingua. Leccami le palle mentre mi faccio una sega" mi dice
Ecco che affiora alla memoria un altro post letto su Reddit qualche giorno fa: più succhierai e leccherai le sue palle e maggiore sarà la considerazione che otterrai dal tuo Padrone
"Se Lei si potesse alzare in piedi, Signore, lo farei meglio"
"Se volevo alzarmi in piedi, lo avrei già fatto. Stai zitta e leccami le palle o preferisci qualche altra bella cinghiata sul culo?"
Si sposta in avanti sulla poltrona per liberare meglio le palle e io comincio a lavorare con la lingua: lecco e ingoio prima un testicolo e poi l'altro. Che sensazione incredibile...
"Fai piano, troia! Lecca e succhia per bene!"
"Mi perdoni, Signore...sono un disastro, lo so ma..."
"Stai zitta e succhia, puttana!"
Mi afferra la testa con le due mani, m'infila il cazzo in bocca e inizia a pompare, avanti e indietro, sempre più a fondo
Stento a resistere, ma riesco a non avere conati
Mi sto impegnando al massimo perché sento il piacere di Sandro che cresce nella mia bocca e questo mi basta
Il suo piacere, sono qui per questo
Non ho idea di quanti colpi in bocca mi abbia dato con il suo cazzo
Adesso si alza in piedi. Forse vuole schizzare
Oso staccare per un momento la bocca
Mi lascia riprendere fiato, mentre mi colpisce con la cappella sul viso e sulla lingua per poi rinfilarmelo in bocca e riprendere a pompare con forza
Mi sta letteralmente scopando in bocca
"Ora voglio godere, troia!" mi dice tirando indietro la mia testa per estrarre il cazzo
"Sì, Signore, sì...tutto quello che vuole...faccia tutto quello che vuole, la prego..."
"Fammi vedere la lingua, puttana!"
Spalanco la bocca e tiro fuori tutta la lingua
Sandro appoggia la cappella sulla mia lingua e iniziata a segarsi sempre più velocemente
"Bevi, cagna! Bevi, cazzo! Beviiii!!! Aaagghhh! Beviiii!!"
Un fiotto fortissimo mi riempie la bocca, lo sento fino in gola
Gli schizzi successivi tutti in faccia, sembra non finire mai
Mi struscia la cappella sulla faccia
Sono piena di sperma in bocca e sul viso
Sandro si lascia andare sulla poltrona, respira forte, gli occhi chiusi, il cazzo che ancora pulsa, accenna un sorriso
Io so quello che devo fare, ma ho imparato che devo stare zitta, così... aspetto...
"Pulisci!"
"Subito, Signore"
Mi avvicino al suo cazzo che inizia a riposare, lo prendo delicatamente in mano e inizio a leccare tutto lo sperma che trovo, succhiando con grande attenzione dalla punta e ripulendo l'asta e le palle
Dal cazzo continua ad uscire sperma che io mi affretto a raccogliere ed ingoiare per poi tornare a leccare ancora giù fino alle palle e poi chiudere, risalendo e ingoiando tutto il cazzo che, nel frattempo, si è abbassato
"Basta così. Spostati adesso. Devo andare in bagno"
Mi alzo con fatica: sento il plug e la gabbietta; le ginocchia mi fanno male ma...sono contenta, sono contenta perché ce l'ho fatta, ce l'ho fatta!
Sandro è in bagno che si sistema e anch'io aspetto di poterlo fare
Quando esce mi trova sdraiata sul fianco del letto, con i piedi appoggiati in terra
"Alzati e vieni qui" mi dice serio
Cosa avrò sbagliato? Ho sicuramente fatto degli errori, lo so
"Eccomi, Signore. Spero di non averla delusa troppo. Per me è stata un'esperienza meravigliosa e non finirò mai di ringraziarla per avermi concesso questo privilegio e..."
"Parli troppo, lo sai vero?" mi dice con voce calma "sei stata brava: hai fatto il tuo dovere: dedicarti al mio piacere. E lo hai fatto bene. Ora ti lascio qui a riflettere e io, uscendo, farò lo stesso. Non ho idea di come si svilupperanno le cose e non voglio crearti nessuna illusione o aspettativa. È chiaro questo per te?"
"Certo Signore, certo. Spero solo che lei sia rimasto contento, che abbia goduto almeno un pochino come si aspettava. Da parte mia, posso solo sperare che questa non sarà l'ultima volta. Lei deve sapere che sono a sua totale e completa disposizione per qualunque cosa: potrà chiamarmi anche solo per svuotarsi le palle e..."
"Inutile: è una battaglia persa" dice sorridendo
"Ha ragione, ha ragione, sono una cretina, ci casco continuamente..."
"Ora devo andare, lo sai"
"Certo, certo Signore"
"Salutami come, secondo te, una schiava deve salutare il suo Padrone"
Mi inginocchio, gli prendo una mano e gliela bacio, poi scendo e gli bacio le scarpe, rimanendo prostrata ai suoi piedi
"Allora...posso chiamarla...Padrone?"
"Sì"
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