Ama, prega, fotti
scritto il 2024-11-27 tempo di lettura 2 min
di
Lucrezia
genere
saffico
cura
B+
"... sex and drugs and rock and roll..." cantava Ian Dury "... Is all my brain and body need..." mentre la radio trasmetteva il brano, affettavo aglio e coriandolo e sale grosso sul tagliere nella mia cucina.
Ballavo felice mentre un dolce sole pallido entrava dalla finestra affacciata sul mare, mi dimenavo facendo ondeggiare a ritmo l'orlo del mio vestito indossato a pelle, su di me il tuo odore si mischiava al mio e alle spezie che stavo accumulando in una capiente ciotola.
Oltre al trito a cui avevo aggiunto del pepe nero macinato, aggiunsi anche dei limoni confit fatti a pezzetti ed una dose di polvere Ras el hanout.
A questo miscuglio odoroso aggiunsi sei cosce di pollo, poi infilai nella ciotola anche le mie mani e presi a massaggiare il pollo col composto appena preparato.
Sentivo la consistenza soda della carne e il viscido dei limoni mentre venivano su i profumi intensi delle spezie inebriandomi.
Fornaciari aveva preso il posto di Dury nella programmazione radiofonica e alla frase "sbucci le cipolle" mi ricordai che dovevo effettivamente sbucciare e poi fare rosolare le cipolle, dopo vi adagiai sopra il pollo con tutto il composto di prima, ora avevo circa 40 minuti per sbucciare patate e tagliare pomodori.
Misi a bagno l'uvetta sultanina per farla rinvenire, sbucciai le patate e poi via, tagliate a spicchi, nemmeno una canzone per questi tuberi, va bene, pazienza, intanto lavo e poi affetto i pomodori.
Il tempo è passato, è dura aspettare anche un minuto figuriamoci 40 ma a quel punto giù uvetta, patate, pomodori e pure le olive verdi; completata questa operazione vi metto pure mezzo bicchiere d'acqua in cui ho fatto rinvenire dello zafferano, mescolata propiziatoria e poi ancora il coperchio fino a cottura delle patate.
Mentre aspetto mi siedo al contrario su una sedia della cucina, appoggio il mento alla spalliera e guardo sconsolata il casino prodotto.
Tu mi stai guardando dalla porta, sei appoggiata allo stipite e sorridi.
Sei bellissima e nuda e ti bramo.
Ti sorrido anch'io poi ti stacchi e mi porgi una mano che prendo, felici corriamo verso il mare che è lì a due passi da noi.
Ti amo e ti voglio.
Ballavo felice mentre un dolce sole pallido entrava dalla finestra affacciata sul mare, mi dimenavo facendo ondeggiare a ritmo l'orlo del mio vestito indossato a pelle, su di me il tuo odore si mischiava al mio e alle spezie che stavo accumulando in una capiente ciotola.
Oltre al trito a cui avevo aggiunto del pepe nero macinato, aggiunsi anche dei limoni confit fatti a pezzetti ed una dose di polvere Ras el hanout.
A questo miscuglio odoroso aggiunsi sei cosce di pollo, poi infilai nella ciotola anche le mie mani e presi a massaggiare il pollo col composto appena preparato.
Sentivo la consistenza soda della carne e il viscido dei limoni mentre venivano su i profumi intensi delle spezie inebriandomi.
Fornaciari aveva preso il posto di Dury nella programmazione radiofonica e alla frase "sbucci le cipolle" mi ricordai che dovevo effettivamente sbucciare e poi fare rosolare le cipolle, dopo vi adagiai sopra il pollo con tutto il composto di prima, ora avevo circa 40 minuti per sbucciare patate e tagliare pomodori.
Misi a bagno l'uvetta sultanina per farla rinvenire, sbucciai le patate e poi via, tagliate a spicchi, nemmeno una canzone per questi tuberi, va bene, pazienza, intanto lavo e poi affetto i pomodori.
Il tempo è passato, è dura aspettare anche un minuto figuriamoci 40 ma a quel punto giù uvetta, patate, pomodori e pure le olive verdi; completata questa operazione vi metto pure mezzo bicchiere d'acqua in cui ho fatto rinvenire dello zafferano, mescolata propiziatoria e poi ancora il coperchio fino a cottura delle patate.
Mentre aspetto mi siedo al contrario su una sedia della cucina, appoggio il mento alla spalliera e guardo sconsolata il casino prodotto.
Tu mi stai guardando dalla porta, sei appoggiata allo stipite e sorridi.
Sei bellissima e nuda e ti bramo.
Ti sorrido anch'io poi ti stacchi e mi porgi una mano che prendo, felici corriamo verso il mare che è lì a due passi da noi.
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