Avevo una padrona 4

Scritto da , il 2021-11-20, genere dominazione

il martedì sera mi presentai a casa sua puntuale alle nove, orario canonico e Marilena era già pronta per uscire, pregustando la serata che mi si prospettava, salutai educatamente tutti e uscimmo
quando però dallo stradone di casa sua passammo alla statale mi accorsi che c’era qualcosa che non andava, Marilena era molto, troppo silenziosa

le chiesi cosa era successo e dopo avermi fatto friggere a lungo nell’olio bollente, piangendo come una fontana mi investì con accuse assurde, che io la domenica ero andato via per andare con i miei amici chissà dove, se no in alternativa, che avevo un appuntamento chissà con chi, che in terza ipotesi c’era qualcuna che mi aspettava direttamente a casa, che magari ero fidanzato o addirittura sposato e che anche a sua madre era sembrato strano che non fossi rimasto a cena!
io la blandii, erano cose assurde, ma sentivo che soffriva troppo per arrabbiarmi o per prenderla in giro, a furia di carezzarla e di darle bacini riuscii a calmarla, poi di cosa nasce cosa e facemmo l’amore, e una volta chiariti, di nuovo facemmo l’amore poi la riportai a casa e la invitai per la domenica successiva a pranzo a casa mia
il giovedì ed il sabato trascorsero senza episodi degni di nota.
la domenica mattina andai a prenderla, era davvero splendida, sembrava una principessa e fece un figurone.
Pranzo in famiglia e
la domenica sera cenai a casa sua, Loredana non mi toglieva gli occhi di dosso, ma comunque aveva cominciato a sciogliersi ed a uscire dal suo mutismo
il martedì sera Marilena, appena usciti e instradati mi confessò ( uso troppe volte questo termine, ma è l’unico che si addice appieno …)

mi confessò che era terrorizzata dalla paura che fossi sposato o comunque non libero perché Giovanni, il secondo ragazzo con cui era stata fidanzata, era sposato, con un figlio piccolo e era riuscito a prendere in giro la Marilena per quasi quattro mesi, dicendo che faceva il montatore di impianti industriali, quindi arrivava e partiva ad orari assurdi! mi scongiurò di perdonare il suo comportamento del martedì della settimana prima
per ribadire il concetto fu ancora più dolce del solito, quando facemmo l’amore!
arrivò Natale ed io le regalai un anello (un anello? l’ANELLO! L'anello di fidanzamento!) lei quindi per la befana poté regalarmi l’anello, bello, bello quanto il mio devo ammettere era dozzinale, molto bello, di oro giallo e con inserti di oro bianco e rosso messi a formare due emme, le iniziali dei nostri nomi intrecciate assieme, un pezzo unico, disegnato e realizzato da lei, mi disse.
i primi giorni di febbraio comprai una Fiat 127 e lasciai la Carola dal concessionario!
l’unica auto con un nome e sospettavo molto spesso un’anima che io abbia mai avuto!
l’unica che rimpiango!
la Fiat 127 !!! venendo dalla 500 era come aver acquistato un appartamento!
c’era spazio anche per girarsi a fumare una sigaretta senza strinarci reciprocamente i capelli!
c’era la possibilità di passare da un cunnilingum o da una fellatio ad un sessantanove e da li ad un rapporto classico senza bisogno di combattere con i crampi!
mitica 127 Fiat!
poi con la 127 mi sentivo meno a disagio per andare a trovare i suoi parenti e le sue amiche a cui mi mostrava orgogliosa e altera
anche se sapevo lo smacco che aveva avuto con Giovanni, la prendevo in giro se faceva troppo la montata, dicendole che sembrava che io fossi Alan Delon!
ma lei mi rispondeva che ero io che non capivo!
io ero un principe, il SUO principe ed ero bellissimo, bravissimo, dolcissimo e amatore perfetto e le sue parenti e amiche schiattavano di rabbia e si vedeva lontano un miglio! comunque semmai ero io che davo loro troppo spago! ( brutto maiale io e troie loro!)
diversamente andava quando andavamo a trovare i miei parenti, cioè non andavamo quasi mai perché riusciva a trovare sempre qualche scusa e anche se riuscivo a trascinarla con me, si metteva in un angolo, e non mi lasciava un attimo con uno sguardo da cane bastonato, finché non mollavo, trovavo una scusa ed uscivamo
poi si chiudeva in un mutismo sepolcrale per il quale avevo provato più e più metodi per scardinarlo, riuscendoci solo baciandola con delicatezza su tutto il viso a lungo finché passava da un rigor mortis assoluto alle lacrime silenti qui cominciavo a toglierle gli abiti e a baciarle la pancia e i seni passava poi ai singhiozzi disperati, alle proteste che non la amavo più e che senza ombra di dubbio mia zia la odiava..
qui stavo già omaggiando la sua orchidea… poi aveva un orgasmo squassante.
a quel punto, mentre io le ripetevo come un mantra sono tuo, sono tuo, mi faceva morire con la sua bocca sui miei genitali, tenuti da lei sempre perfettamente rasati.
tutte le domeniche pomeriggio infatti trovava 10 minuti per lavorare di rasoio, non più di forbicine e farmi bello, bello e suo!! ( esclamava contemplando l’opera finita)
poi dopo aver inghiottito il mio seme, mi baciava ed adorava finché non ero pronto di nuovo a far l’amore, mi metteva il preservativo, arte in cui diventava ogni volta più brava, e facevamo l’amore, ma con lei sopra che mi teneva le mani con una delle sue intanto che con l’altra mi graffiava la schiena o il petto e che simulava di azzannarmi e farmi lividi sul collo e sul viso
il timore di essere poi preso in giro il giorno dopo, uniti al piacere doloroso dei suoi morsettini, all’essere tenuto con le mani ferme, al suo pube che batteva sul mio, (anche io ero molto, troppo magro) al suo dolce ma perentorio su e giù mi facevano esplodere in orgasmi travolgenti, che mi facevano rendere accettabilissimi i gironi infernali da cui dovevo passare prima di arrivare a tali paradisi!
non ho mai capito come facesse, sono quasi certo che non simulava, ma, appena io stavo giungendo al culmine aveva l’orgasmo anche lei! poi calmata la passione si scusava per i suoi eccessi, si umiliava anche,
poi si giustificava dicendo :-sono troppo gelosa, ma la colpa è tua, sei troppo civetta!-

il giorno del diciassettesimo compleanno di Loredana a metà marzo fu passato dalla famiglia completamente sotto silenzio!
Marilena giustificò il fatto dicendo che da sempre i compleanni di Loredana li festeggiavano assieme al suo, i primi di aprile
a me sembrò una cosa crudele da fare ad una ragazzina prima e ad una giovane donna poi e, dietro il mio suggerimento, io e Marilena il giorno dopo le regalammo una grossa radio mangianastri, Loredana quasi impazzì dalla gioia arrivando a darmi un fugace bacino sulla guancia!
quello fu un grosso, grosso errore! Loredana teneva Renato Zero a palla al lavoro dalla mattina alla sera e in casa dalla sera alla mattina! esasperando tutti finché suo padre non si arrabbiava davvero e solo allora veniva zittito!
i primi di aprile fecero una festa di compleanno per Marilena e Loredana a cui invitarono oltre me solo sua zia e sua figlia Daniela, con le quali (ancora non ho capito bene come e quando dissi di sì) decidemmo di andare al mare insieme per le ferie di quell’anno
sua zia era ridanciana come il fratello e aveva una risata molto grassa e cavernosa a cui seguiva immancabilmente un accesso di tosse altrettanto cavernoso e grasso, dovuto senza ombra di dubbio al pacchetto di Gauloises che fumava quotidianamente, malgrado avesse il cuore molto malandato! e si mostrava dolce e affettuosa con Marilena e Loredana per quanto si mostrava fredda con la cognata e la propria figlia!


di quella primavera ed inizio estate mi ricordo che

dal punto di vista sentimentale amoroso andava tutto a gonfie vele se non per il fatto che, data l’eccessiva gelosia di Marilena e la sua voglia di avermi sempre vicino, sotto controllo quasi, ero passato dalla squadra dei fidanzati in casa a quella dei quasi sposati !
non andavo da lei solo nei giorni canonici, ma anche il venerdì sera e il sabato pomeriggio! poi cenavo da lei tornavo a casa mia anche oltre la mezzanotte e la domenica mattina andavo a prenderla e pranzava lei da me, poi la domenica sera di nuovo cenavo da lei!
a questo punto praticamente mi era impossibile per me uscire per andare con gli amici poiché il lunedì ed il mercoledì ero troppo stanco ed assonnato! restavamo in casa, a guardare la televisione con i suoi, solo il giovedì sera e, appena uscivamo, la nostra attività preferita era fare sesso, spesso lo facevamo per rappacificarci dopo che lei si era in qualche modo sentita offesa da me!
e sempre quando lo facevamo per fare pace, prima la facevo venire leccando e succhiando la sua vagina e poi facevamo l’amore con lei che mi teneva sotto con le mani imprigionate in una delle sue, intanto che mi faceva un succhione sul petto o sulle spalle!
per il mio compleanno, a fine giugno mi regalò una collana d’oro molto pesante, del tipo che avevo visto solo nei film di serie B al collo di mafiosi.
io protestai che costava troppo, ma lei liquidò la faccenda dicendo che lei poteva permetterselo, visto che pagava molto meno la materia prima e nulla il lavoro, che io lo meritavo appieno e che mi stava benissimo e che era un investimento, e che era tanto innamorata e che la facevo morire quando facevamo l’amore e che se lo avessi rifiutato ne avrebbe sofferto molto perché l’aveva fatta tutta lei e sua sorella disegno, maglie e saldatura, che poi qualche sabato pomeriggio la avevo aiutata nel suo lavoro e avrebbe avuto tanto piacere che lo facessi ancora!
i regali non vanno rifiutati e quindi io la accettai

malgrado che non ci sia nessuna fase delle lavorazioni degli orafi che io abbia svolto o che abbia visto svolgere che mi aggradi, il sabato pomeriggio avevo cominciato ad aiutarla a fare qualche lavoretto nel suo laboratorio, spinto a ciò, oltre che dalla sua insistenza nel chiedere il mio aiuto, dal fatto che potevamo chiuderci dentro a chiave per fare l’amore sul divano messo nel piccolo ufficio prima e/o dopo aver fatto il lavoro senza tema di esser sorpresi poiché è prassi che nei laboratori orafi la porta sia sempre chiusa a chiave dall'interno!
la seconda domenica di agosto partimmo per il mare, io e Marilena con la mia 127 la zia Marisa, il suo “fidanzato” e la Daniela con la Fiat 125 di lui
la Loredana? Come tradizione restò a casa!

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