Avevo una padrona 3

Scritto da , il 2021-11-18, genere dominazione

chiaramente al mare non successe nulla di quello che lei temeva, comunque non sarebbe successo ugualmente nulla!
ero timidissimo e mi sentivo sempre fuori luogo, al mare con la zia e i cuginetti troppo più piccoli di me!

tornai dal mare la domenica e la Marilena era partita il sabato, i miei amici erano tutti via, in tutti i casi erano due mesi che trascuravo la compagnia, in tutti i casi non sono mai stato un gran frequentatore di bar, il fatto è che Marilena mi mancava, e molto!
:- domani arrivo alle quindici, alle sedici ti aspetto in fondo allo stradone! -: questa la telefonata del sabato alle nove e trenta di sera


alle quindici e tre quarti quando arrivai era già lì che mi aspettava
salì in auto
dopo averla stretta a me fino a farle male mi accorsi che tremava come una foglia! e che aveva gli occhi pieni di lacrime !
poi rinfrancata dai miei bacini deposti sulle sue labbra, orecchie, guance bagnate di lacrime fece un tremito più forte degli altri con un sospirone ed esclamò :- mai più!, mai più separati! :-
poi quando ci appartammo cominciò ad farmi domande, se la amavo ancora, se mi era mancata, se la avevo pensata, su come ero stato al mare

io scherzosamente le dissi :
:- guarda che anche se non mi rasavi, non ti avrei tradito ! cavolo, non ci ha provato nessuna donna a circuirmi!! -:
si arrabbiò come una vespa sotto un bicchiere, si mise a piangere, mi strappò praticamente i vestiti di dosso, mi baciava, mi insultava, mi leccava, mi mordeva, mi faceva un succhione qui , uno là era come impazzita ! mi fece venire nella sua bocca, poi mi ripeté guardandomi fisso negli occhi :- mai più ! non voglio che tu vada via mai più da solo! :-
io per farmi scusare della battuta la blandii per un bel pezzo, poi finalmente si rilassò, si lasciò baciare e, venne tra le mie braccia, semplicemente al contatto della mia bocca che le baciava il collo e le orecchie! Io scesi ancora con i baci, e finalmente riuscii a assaporare il suo miele, e a suggere il suo grilletto, e a lappare le sue piccole labbra, intanto che lei mi strappava i capelli guidandomi, venne, venne di nuovo con un lungo fremito!
poi mi infilò il preservativo e facemmo l’amore altre due volte !
non so se ero giovane o riusciva ad intrigarmi troppo, ma io non ricordo un nostro incontro amoroso in cui io non sia venuto almeno due volte!
i primi di settembre incominciò a lavorare nel suo laboratorio impiantato nei fondi di casa sua
aveva commesse di lavoro da tre ditte orafe molto importanti, e veniva aiutata da Loredana la sua sorella di 16 anni che, nei racconti di Marilena, sempre molto restia a parlare della sua famiglia, si stava rivelando un talento nell’assemblare i pezzi dei bracciali e delle collane che lei poi saldava
per le fasi di preparazione del metallo, che è una lavorazione prettamente maschile la sera ed il sabato mattina veniva aiutata da un suo cugino che lavorava in un’altra piccola ditta orafa
malgrado fosse piena di lavoro e poi avesse da ingranare, da rodare i meccanismi del laboratorio, da fare campioni, rifare pezzi sbagliati trovava sempre il tempo per vederci e la domenica pomeriggio riuscivamo sempre ad uscire assieme per poi al calar della sera far l’amore .
qualche giorno prima di natale, come usava … o usa tuttora? mi disse la frase da tutti i ragazzi temuta, quella che ti faceva cadere un mattone in testa, se non avevi intenzioni serie e quindi ti faceva svicolare appena possibile, oppure comunque il mattone ti cadeva lo stesso addosso ma passava direttamente dall’esofago all’intestino e rimanevi fulminato sul posto per almeno 10 minuti ( certuni raccontano di aver avuto una congestione quasi fatale!!!) :
:- mio padre avrebbe piacere di vedere la tua auto parcheggiata sotto casa, invece di sapermi a strasciconi chi lo sa dove, chi lo sa con chi! :-
quindi la domenica successiva, subito dopo pranzo invece di aspettarla alla fermata dell’autobus andai a prenderla a casa
salii le scale che sfociavano su di un ballatoio esterno con la porta e con un’ampia finestra che dava luce alla stanza adibita a cucina, sala da pranzo, salotto
venne ad accogliermi sulla porta e mi presentò a suo padre, camionista rubizzo e ridanciano con braccia e pancia da camionista.. prossimo alla pensione, contadino per passatempo e passione, alla mamma casalinga e alla sorella, una ragazzotta di circa 16 anni, più alta di Marilena, con un bel volto incorniciato da capelli castano scuro ancora con le forme da ragazzina, un po’ sovrappeso, ma non obesa, piuttosto era robusta, robusta, quanto Marilena era snella
timidissima, mi guardava da dietro i genitori con curiosità, ma solo quando si sentiva inosservata
esaurito le formule di rito
:- caffè? :-
:- si grazie!:-
:- un vinsantino? :-
:- si ma poco, devo guidare ! :-
:- resti a cena con noi? :-
:- no, stasera no, grazie,
i miei mi aspettano magari un’altra volta :-
vedo con la coda dell’occhio la Marilena ha afferrato la borsa
e via!
poi le scale
poi in macchina
la cinquecento, la cinquecento che va in moto al primo tentativo!
“brava Carola!”
la cinquecento si chiamava così! il nome glielo aveva messo il precedente proprietario e da quando la chiamava così Lei, quando era davvero importante, non lo aveva più lasciato a piedi.... quindi perché rischiare?

partenza!!

quando uscimmo dalla stradone e entrai nella statale, Marilena si mise a raccontarmi aneddoti della sua famiglia
il padre donnaiolo e puttaniere, spinto a ciò dalla madre che erano anni che si rifiutava a lui per una vecchia storia che lui aveva avuto con una collega di lavoro nell'azienda dove lavorava
e mi giurò l’impegno da parte sua di non farmi mai mancare il sesso e l’amore
poi, mi raccontò che sua sorella non era del tutto normale, era un po’ ritardata ed era anche per darle la possibilità di poter aver una vita il più normale possibile, quindi lavorare ed essere autonoma economicamente, che si era impegnata ad aprire il laboratorio orafo perché lei alla sua sorellona non poteva negare mai nulla!
questo concetto me lo ribadì in tutte le salse, tutta la sera e lo ripeté nei mesi a venire, tutte le volte che entravamo nell'argomento!

io, nel conoscerli meglio non ho mai riscontrato anomalie psichiche in Loredana, anzi era spesso la più sveglia del nostro gruppo e imparai a fidarmi dei suoi giudizi, e, col senno di poi, avendo assistito a vari episodi dei suoi attacchi, secondo me,
soffriva di attacchi di piccolo male, una versione molto blanda d’epilessia che colpisce in minore età, mai o mal diagnosticata molto leggeri ma molto frequenti durante i quali, si appoggiava con un fianco al muro e fissava per alcuni secondi il vuoto, poi ripartiva come nulla fosse
il problema era che, quando la mancanza la colpiva, se non trovava un appoggio ruzzolava a terra, raramente si era fatta male, ma quando si riprendeva rimaneva sconvolta e correva in lacrime a nascondersi in camera sua!
purtroppo il suo problema più grosso erano i suoi genitori che erano
fermamente convinti che era “ stregata” e avevano cercato di risolvere i suoi problemi rivolgendosi a guaritori e stregoni vari, invece che ai medici!
con ciò avevano molto accentuato il suo sentirsi diversa aumentando la sua timidezza!
Comunque alle diciannove e trenta, orario canonico per rientrare la domenica pomeriggio, la riportai a casa e poi dopo aver salutato tutti e rifiutato un reiterato invito a cena di sua madre, me ne tornai a casa
dalle mie parti usava che quando un ragazzo era “fidanzato in casa” aveva la settimana già scandita da appuntamenti ed orari:
il lunedì sera bar o film in televisione ( rai uno)
il martedì sera andava a “veglia” a casa della fidanzata, con doppia opzione serata in famiglia o uscita a due
( ma non tutte le famiglie ancora lo permettevano!!) uscire da soli? di notte? senza essere sposati? mai!!!
il mercoledì sera bar
il giovedì sera come il martedì
il venerdì sera bar e/o uscita con gli amici
il sabato sera uscita con la fidanzata (cinema o discoteca o sala da ballo liscio)
la domenica pomeriggio uscita con la fidanzata e
la domenica sera cena a casa di lei o di lui oppure
uscita con gli amici, io quella domenica sera andai a letto!

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