Avevo una padrona 6

Scritto da , il 2021-11-22, genere dominazione

facemmo la doccia e intanto che preparavamo la cena mi spiegò che la pillola, che io sapevo essere vietata come anticoncezionale dallo stato italiano, su istigazione del Vaticano, gliela procurava la zia dalla farmacia Vaticana, presa con ricette, per “stabilizzare il ciclo”, per se, per Daniela ed adesso anche per noi!
andammo a letto
dopo un po’ io provai a fare l’amore, ma Marilena si rifiutò decisamente dicendo che era stanca
la mattina ci alzammo, e dopo pranzo facemmo di nuovo l’amore, sempre sul suo letto e Marilena preparò la cena e cenammo da soli
a notte fonda tornarono i suoi dal podere, io fui quasi buttato in terra da Loredana, che mi abbracciò stretto, come se fosse mesi che non mi vedeva, per poi andarsene in camera sua, imbarazzatissima!
io rientravo al lavoro soltanto dopo due settimane, invece Marilena e Loredana avevano dei campioni da consegnare per fine agosto e quindi la mattina dopo si misero subito al lavoro
io a casa non avevo nulla da fare, quindi andavo ad aiutarle, la mattina si lavorava, così il pomeriggio potevano riposare
Loredana andava a letto, invece io e Marilena ci chiudevamo nel laboratorio dove lei mi insegnava i rudimenti del lavoro, e prima e dopo facevamo l’amore!
il giorno pranzavo da loro, la sera tornavo a cena e a dormire a casa mia

il venerdì, a pranzo, suo padre ci disse che lui, una volta conseguita la pensione, a breve, aveva intenzione di ritirarsi a vivere con la moglie nella loro casa di campagna, e che in vista di ciò avevano intenzione già da ora di aumentare il loro impegno nella ristrutturazione della casa, e sui campi
avevano però il problema che le loro figlie odiavano quella casa, dove erano nate e avevano vissuto fino ad una decina di anni prima e che addirittura Loredana la notte tra il sabato e la domenica (quella in cui avevamo dormito da soli) aveva avuto un terribile attacco di ansia e, una volta che si era ripresa, aveva dato in escandescenze dicendo che non avrebbe mai più dormito in quella casa!
e scrollando tristemente il capo guardò Loredana e disse :- io non so più come fare con questa testolina bacata!
(io sbiancai per lei, ma lei poveretta sembrava abituata a essere trattata come se avesse la sensibilità di un frigorifero!)
:- non posso lasciare due ragazze a dormire a casa da sole, però … però se tu il sabato sera dormi qui io sono tranquillo! Noi si parte il sabato mattina presto e torniamo la domenica sera sul tardi, poi se la domenica volete andare a pranzo dai tuoi, prima porti la Loredana da me, importante è che non facciamo dormire sole queste ragazze la notte tra sabato e domenica!:-
mi guardò negli occhi e mi disse un
:- oh mi raccomando!:-
che valeva più di mille parole !
io acconsentii subito, da una parte per l’orgoglio di aver ricevuto l’onore di essere l’uomo di casa con la responsabilità di una famiglia, (già mi vedevo respingere attentatori alla castità della Loredana a colpi di fucile carico a sale!)
dall’altra parte per la possibilità di stare con più agio con Marilena !

comunque fu tutto rimandato alla fine di agosto, perché, complici le ferie e le lunghe giornate, partivano per la campagna la mattina presto e tornavano la sera tardi
i primi di settembre, rientrati al lavoro, ricominciò il trantran quotidiano
un martedì sera, entrato in casa fui invitato a sedermi a tavola con Marilena e Loredana, intanto che i loro genitori ci guardavano con gli occhi lucidi di commozione e mi furono messi davanti dieci fogli da diecimila lire!
centomila lire!
io all’epoca nell’officina meccanica dove lavoravo guadagnavo si e no centoottanta mila lire al mese ed era un buon stipendio!
mi spiegarono che Marilena e Loredana tolte le tasse e contributi e una somma che avevano decisi di accantonare mensilmente si erano fatte uno stipendio di duecentocinquanta mila lire mensili a testa, e quelle era la mia mercède per l’aiuto che io avevo dato loro, cercai in tutti i modi di rifiutare ma furono tutti e quattro irremovibili affermando che da quando nel reparto preparazione c’ero io invece del loro cugino il lavoro era molto più accurato e Loredana riusciva ad assemblare molto più velocemente, i pezzi preparati da me e che con lui appunto centomila lire al mese erano state pattuite!
a questo punto mi sentii costretto ad andare ad aiutarle anche il venerdì sera, appena uscito dal mio lavoro, per poi lavorare fino a tardi, e dormire a casa sua, per poi essere il sabato mattina subito sul posto, l’alternativa era smettere del tutto di aiutarle perché secondo me per quelle poche ore che facevo al sabato, cento mila lire erano soldi rubati!

quindi iniziai subito da quello stesso venerdì!
il pomeriggio alle diciotto dopo una veloce merenda ero già alle prese con presse e rulli, sotto la guida di Marilena
alle venti e trenta sua madre ci chiamò tutti e tre a cena, feci la doccia io per primo, poi le ragazze .
Cenammo, in un leggero clima di imbarazzo, poi guardammo un po’ la tv e visto che i suoi non mollavano annunciai che io sarei andato a letto
il reparto notte della casa della Marilena era formato da un lungo corridoio, con le porte che si aprivano tutte alla destra, per prima la camera delle ragazze, poi il bagno, la camera matrimoniale e in fondo, in uno sgabuzzino senza porta né finestra, della stessa larghezza del corridoio era stata ricavata una celletta monacale arredata solo con un lettino ed un comodino che fungeva da cameretta per gli ospiti occupata talvolta negli anni passati da Andrea o da Daniela.
Era separata dal resto del corridoio solo da un pesante tendaggio

stavo per addormentarmi quando nella mia cameretta entrò Marilena con la scusa di darmi la buonanotte, dopo avermi dato qualche casto bacino sul collo mi prese le mani intanto che sussurrava implorante
:- ti prego ti prego ti prego:-
mentre sentivo le sue mani che mi annodavano un foulard ad un polso, me lo passava attraverso alla collana e tentava di fissarlo al cinturino metallico dell'orologio, io sorpreso cercai di impedirglielo ma lei alzò la voce non troppo, ma abbastanza da essere sentita dalla cucina, ordinandomi di stare fermo, come se fossi io che stessi tentando di fare qualcosa di illecito!
dalla cucina sentimmo:
:- ragazzi, che state combinando? :-
:- nulla babbo, nulla! si sta scherzando!:-
nel frattempo Marilena si portò l’indice alla bocca implorando con lo sguardo il mio silenzio, io rimasi indeciso sul da farsi un attimo di troppo, lei ne approfittò per finire il suo lavoro e dopo avermi intimato ancora una volta a gesti di tacere, intanto che sussurrava nuovamente
:- ti prego ti prego ti prego:-
mi segnalò la sua intenzione di tornare poco dopo
mi coprì con le coltri e spense la luce nella cameretta lasciandomi al buio, ma non del tutto perché vedevo una strisciata di luce venire dal corridoio, dopo pochi minuti Marilena tornò e mi sussurrò all’orecchio di non liberarmi per amor suo e che la mattina dopo appena i suoi fossero partiti mi avrebbe spiegato tutto!

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