Avevo una padrona 15

Scritto da , il 2021-12-02, genere dominazione

nei mesi a seguire, ho passato ore a riflettere su quanto accaduto, su come, da una posizione oggettiva di quasi innocenza, mi sia trovato incastrato così bene, da non poter far neanche un piccolo passo addietro, mi sia arreso così ai suoi voleri, senza volontà, ma, mi sembrava che io medesimo lo avessi voluto, e devo ammettere che , da una parte, mi dava un piacere perverso, ma non così tanto da accettare le loro condizioni!
:-Va bene accetto:- capitolai
:-vieni siediti al tavolo e firma questo foglio, ma prima leggilo a voce alta:-
il foglio lo aveva già scritto, era già pronto!
Io sottoscritto Mxx ammetto in data gg/mm/aaa
di aver vigliaccamente tradito la fiducia della mia donna Mzz
scopando con sua cugina Dzz
a mia discolpa porto solo la verità : ad un uomo basta dire dammelo e lui te lo da
quindi

1) chiedo per favore alla mia donna
di applicarmi tutti gli artefatti che ritiene necessari per impedirmi di ricadere in errore e di mantenerli in loco , quanto le aggrada e da ora in poi di soddisfarmi solo quando lo ritiene necessario e solo se ritiene che io me lo meriti

2)chiedo per favore alla mia donna
che usi tutti i metodi che ritiene necessari, anche coercitivi, per ridurmi all'obbedienza

3)chiedo per favore alla mia donna
di poter andare a lavorare nel suo laboratorio, cosicché mi possa tenere sotto controllo ventiquattro ore su ventiquattro per impedirmi di avere tentazioni

4)chiedo per favore alla mia donna
che lo stipendio dovutomi mi sia versato su un conto vincolato, con la sola firma per traenza di Mzz per impedirmi di spendere soldi a vanvera e di passarmi solo i soldi strettamente necessari per le spese correnti

5)chiedo per favore alla mia donna di accelerare al massimo la data delle nostre nozze per dare tranquillità al nostro futuro
volendo io mantenere il mio libero arbitrio , ribadisco il fatto che , se per un qualsiasi motivo vorrò sottrarmi anche una sola volta, ad una sola di queste clausole , sarò libero di farlo , basta che esca per sempre dalla sua vita, senza più nulla pretendere

in fede Mxx



:-non posso venire a lavorare con voi prima della fine di dicembre, ormai ho perso degli impegni:- sussurrai
mi aspettavo un diniego, invece si scambiarono una occhiata ed acconsentirono, non trovai nulla altro da obbiettare
firmai
stavo male quasi quanto il giorno prima, non avevo mal di testa, ma mi sentivo confuso e febbricitante, speravo di poter avere almeno una settimana.... una nottata….. mezza giornata …. per riflettere invece
invece Marilena, prese il foglio, me lo rilesse a voce alta e
mi chiese se ero consapevole di cosa avevo firmato, le risposi di si
Loredana ancora dava mostra di non aver ben afferrato di cosa parlavamo, senza por tempo in mezzo, Marilena mi prese per mano e mi portò nella cameretta di Loredana, chiamò Loredana a darle una mano, spostarono il letto in mezzo alla stanza, poi mise una tela cerata sopra il lettino all'altezza del mio inguine e mi ci fece sdraiare sopra, mi legò le mani alla spalliera del letto usando un paio di collant della Loredana
mi tolse le mutande mi legò le gambe ai piedi del letto
solo a questo punto ebbi fiato di fare una parvenza di reazione
protestai, che aspettasse un attimo, chiesi cosa avesse intenzione di fare, se non credeva fosse possibile fare in un altro modo per essere sicura della mia fedeltà
passai alle obiezioni su cose pratiche, cosa usi, fai attenzione alle infezioni, ma come moltissime orafi erano anni che bucava lo orecchie a tutte le cuginette e amiche che volevano mettere gli orecchini, ed io lo sapevo, ma sentivo la mia voce che piagnucolava fai attenzione alle infezioni, non lo fare, come se venisse da una altra stanza
:-adesso basta !:- mi urlò sul muso :-adesso basta:- ribadì glaciale .
:-sii uomo! o sei sicuro di ciò che hai appena firmato o ce ne andiamo, subito, adesso!:-
Con le lacrime agli occhi ed un filo di voce le dissi di procedere
:-dillo più forte:- , mi urlò in un orecchio.
glielo dissi più forte
:-chiedimelo per favore:- , mi sibilò nelle orecchie ,
glielo chiesi per favore
:-punto due:- mi disse Marilena:- te lo ricordi?
chiedo per favore alla mia donna
che usi tutti i metodi che ritiene necessari, anche coercitivi, per ridurmi all'obbedienza!
ed io lo farò, perché ti amo anche se sei un porco maiale, non riesco a lasciarti, ma non voglio essere costretta ad ucciderti:-
diede una occhiata in giro, evidentemente non trovò quel che cercava
dette un ordine secco alla sorella, che muta si sfilò le mutandine, le appallottolò e gliele porse, un attimo dopo le avevo già in bocca
uno dei regali incrociati che le ragazze si erano fatte per i loro compleanni erano una dozzina di mutandine di seta bianche e una dozzina nere cadauna, quasi impalpabili al tatto quindi malgrado le forme giunoniche di Loredana, riuscì agilmente a mettermele tutte dentro!
Loredana era in piedi dall'altra parte del letto
uscì dal mio campo visivo.
tornò dopo pochi attimi: in una mano aveva alcune mie cinture , nell'altra un beauty
aiutata da Loredana aggiuntò l'un l'altra le cinture, le passò sotto al letto e le usò per stringermi le cosce saldamente al letto stesso
poi apri la valigetta
ne estrasse un flacone ed un pennello
mi fece vedere bene cosa fosse, passandomeli davanti agli occhi
il flacone era pieno di tintura di iodio o di un disinfettante similare
usò il pennello per spalmare su tutto il mio pene e sullo scroto la tintura di iodio
si aiutò a muovere il mio prepuzio con un paio di molle da orafi, abbondantemente disinfettate anche loro con la tintura e sempre dopo avermele rigirate sotto gli occhi
immerse la mano nella scatola e prese un ago gigantesco, mi parve, ricurvo e forato me la tenne sotto gli occhi mentre la apriva, poi disse a Loredana di tenermi fermo, Loredana mi si sdraiò sopra, mentre io cercavo ancora di dibattermi
mi sentii afferrare il prepuzio con le mollette e tirarlo violentemente, cominciai a sbattere, ma ero impotente, sentii un chiodo infilarsi nella carne viva del mio pene, dopo pochi attimi uscire di nuovo urlai per quanto me lo permise il bavaglio, poi mi arresi e ricaddi inerte, calde lacrime rigavano le mie guance.
Marilena prese due paia di pinze, me le fece vedere e si re-immerse nel campo operatorio, occultatomi dalla Loredana
non sentii dolore, ma urlai di nuovo
sentii, intuii un batuffolo di ovatta che mi forbiva la ferita
Loredana mi tempestava la faccia di bacini, piangendo in silenzio, le lacrime mi cadevano sul viso, mischiandosi con le mie
Marilena mise nel mio campo visivo una altro ago gigantesco, poi di nuovo le mollette!
Stavolta mi afferrò lo scroto, e io sentii l'ago che stavolta mi forava la pelle dello scroto, e poi tornava indietro! prese le pinze, strinse qualcosa, di nuovo ovatta e tintura
si alzò dal campo operatorio osservò il suo operato, annuì soddisfatta, poi mi guardo negli occhi e mi sorrise
:- da oggi non ci scappi più :- mi disse
Loredana scese dalla sua postazione, mi sciolse le cosce, poi le mani, con l'aiuto di Loredana mi tirai a sedere e mi guardai il pene
lo spettacolo, che vidi, anche se immaginato, mi gelò il sangue nelle vene.
avevo un anello, enorme, mi sembrò, saldamente fissato allo scroto e uno invece a ”C” fissato non all'attacco del prepuzio al pene come avevo creduto, ma che mi entrava dall'uretra e usciva almeno a un centimetro sotto la cappella , per fortuna nessuno dei due sembrava sanguinare
ricaddi pesantemente sul letto
Loredana, di nuovo mi sollevò a sedere, Marilena corse in cucina a prendere una tazza di tisana calda
mentre la sorseggiavo mi disse che adesso finalmente era sicura del mio amore e della mia fedeltà e che gli indiani di America ed altre popolazioni si incidevano il glande e ci inserivano dei sassolini per far godere di più la loro donna, tu ti sei fatto mettere un anello, per farmi felice!
Mi sentivo esausto, ero in un bagno di sudore, mi sentivo la testa ovattata mi riaddormentai
per lo shock dell'accaduto dormii quasi ininterrottamente per due giorni!
Mi svegliavano solo per disinfettare le piccole ferite, buttare giù qualcosa, tè biscotti ed un po' di frutta e per andare in bagno
le ragazze mi coccolavano in continuazione anche se mi ripetevano che ero un maiale e che mi meritavo che mi avessero messo un freno, poi lo chiedevano a me e io ripetevo quello che sapevo volevano sentirsi dire, comunque mi ero convinto che avessero ragione
dopo due giorni mi ero un po' rimesso dall'accaduto, mi facevano stare nudo, con solo una maglietta a mezze cosce per non creare complicazioni ai piercing, dicevano, quindi prendevamo il sole nel terrazzo dell'appartamento
io ero stato punto dalla mosca del sonno, sembrava !
Dormivo anche fino a 18 ore al giorno ed ero anche estremamente remissivo, indolente, apatico
dopo circa una settimana, eravamo tutti e tre nel solarium, io nudo come al solito, Marilena mi tolse, svitando una delle due sferette che lo corredavano il piercing e cominciò a baciarmi, in pochi istanti raggiunsi l'erezione!
Loredana unì le sue carezze ai baci sul mio corpo della Marilena, poi cominciò a baciarmi anche lei, intanto che Marilena, con solo la punta delle dita e della lingua mi masturbava
La mia eccitazione era alle stelle!
Marilena mi si mise a cavalcioni sopra offrendomi la sua natura da suggere, intanto che Loredana mi baciava e mordicchiava l'interno delle cosce
Marilena venne, io venni, Marilena non intercettò gli spruzzi del mio sperma che si sparse sulla mia pancia da cui Loredana lo lappò, intanto che si masturbava con una mano nelle mutandine del costume, venne anche lei, nel suo costume si allargò una gora di bagnato, tanto che dovette andare a cambiarselo!
Marilena mi leccò le ultime gocce di sperma dal pene e mi chiese se il glande mi faceva male, alla mia risposta negativa chiamò la Loredana, mi legarono i polsi ai braccioli della sdraio e mi prese il pene in mano e invece del piercing a “C” mi inserì un gioiellino della arte orafa, un anello di titanio che chiuse con due paia di pinze al mio glande, come fosse saldato! E che fissò tramite un lucchettino perfettamente funzionante, all'anello anch’esso in titanio infisso nello scroto!
Tolse la chiave, si assicurò che fosse veramente chiuso e la mise alla sua collanina! in posizione di riposo, a parte il peso del lucchetto che non era proprio una piuma, non era assolutamente fastidioso, il problema veniva se il mio pene cercava appena di alzare la testa!
Passava in un attimo da fastidioso a molto doloroso!
Il problema era quando avevo bisogno di andare in bagno!
Pensai che la soluzione migliore sarebbe stata fare la pipì nel lavandino!
Sapevo che saremmo arrivati a quello, non protestai, ma mi vennero le lacrime agli occhi!
Marilena se ne accorse e ricominciò a baciarmi, sentivo l'eccitazione crescere, assieme al turgore del pene, Marilena si sporse in avanti con la faccia, mi aprì il lucchetto, lo sganciò e con lo stesso fluido movimento mi baciò il glande, giocherellando con la lingua con l’anello.
Loredana era tornata con noi a prendere il sole, era girata di spalle e sembrava assopita
Marilena mi sussurrò in un orecchio se mi sentivo di far godere anche la sua sorella, -”se tu vuoi, a me sta bene”- le risposi
ci alzammo in piedi e “attaccammo” la Loredana!
dopo pochi attimi avevamo sganciato il suo reggiseno e stavo già baciando le sue grosse bocce , Marilena stava baciando la mia nuca ed il mio collo, intanto che mi carezzava le cosce, Loredana mi stringeva forte a se, ad occhi chiusi
Cominciai a baciare la sua pancia , dalle tette all'ombelico dall'ombelico alle tette , dalle tette al suo monte di venere, poi passai dalle ginocchia sù sù fino alle cosce, fino al costume, le mordicchiai il costume
Loredana tremava come una foglia, teneva entrambe le mani sulla mia testa e respirava a singhiozzi le sfilai le mutandine e rimasi basito!
Era, come me, completamente depilata , sembrava il sesso di una bambina di 5 anni e nelle grandi labbra di Loredana esattamente ai lati della vagina penzolavano otto , no, erano dieci catenine in titanio, cinque per lato!
Rimasi paralizzato tre secondi, poi l'eccitazione fece il suo corso, immersi la mia bocca in quella coppa colma di miele!
Appena la mia lingua toccò il suo clitoride Loredana impazzì!
Si inarcò e all'istante cominciò a mugolare e a ululare il suo piacere, poi un fiotto caldo colpì la mia faccia, seguito da altri 2, 3, 4, 5, 6 ! , al momento credei che stesse urinando! Scoprii, in seguito che stava squirtando! non riuscivo a togliere la mia faccia da tra le sue cosce dove era saldamente incastrata e dalle sue mani e dalle mani della Marilena, che credo che non si rendesse conto di ciò che stava accadendo, i fiotti si esaurirono e Loredana tornò lentamente tra noi, fece due singulti, poi esclamò -“adesso posso anche morire!”-
mi fecero godere baciandomi e tocchicchiandomi il pene a quattro mani e a due bocche!
Finalmente venne il momento delle spiegazioni mi dissero interrompendosi a vicenda che
Loredana si era invaghita di me appena mi aveva visto, poi aveva decisi di esser mia o di nessun altro, che Marilena non poteva rifiutarle nulla e che comunque Loredana conosceva tanti particolari della vita di Marilena che aveva usato se non proprio per ricattarla almeno per forzarle la mano, e aveva usato così bene le frecce del suo arco che Marilena non era riuscita ad opporsi!
tra le clausole della sua resa alla sorella oltre all'obbligo di comportarsi come una serva nei nostri confronti, c'erano la mia consensualità e la sicurezza che io e lei avremmo fatto l'amore solo quando Marilena avesse voluto e quindi le aveva imposto di lasciarsi sigillare la vagina con un lucchetto, che avevano intenzione di convincere anche me ad indossarlo, aveva intenzione di convincermi in occasione delle ferie fuori casa, perché era terrorizzata che io potesse tradirla, senza saper bene come fare, e che “quella troia” di Daniela era caduta come il cacio sui maccheroni
seppi che quando mi avevano messo il famoso braccialetto, Marilena credeva davvero che la “L” fosse per il loro cognome!
Loredana aveva imbrogliato la sorella! Aveva già l'idea di concupirmi alla faccia del “un po' ritardata”!!
mi dissero poi che una volta sposati Loredana, con la scusa che lavorava con noi e che non aveva la patente, avrebbe ufficialmente vissuto in un mini appartamento ricavato nelle stalle sotto casa “nostra” e che io sarei vissuto felice e contento con due donne che avrebbero fatto a gara per soddisfare ogni mio desiderio
quindi a parziale indennizzo che Marilena aveva avuto rapporti sessuali prima di conoscermi avrei avuto accesso al suo culetto, in viaggio di nozze ed alla illibatezza (illibatezza dissero proprio così) della sorella al nostro rientro!
Poi la Marilena infilò una catenina, anch'essa in titanio ma con maglie più piccole negli anelli liberi della “grata di castità” della sorella e la fissò con un lucchettino gemello al mio!
Due lucchetti con una sola chiave!
Dalla altra parte della catenina una maglia più grossa faceva da fermo superiore
dopo un lungo succhione al mio pene mise in loco anche la mia chiusura e andammo a pranzo

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