L'Ufficio - Scena 2 - Elevator talk
di
Minervae
genere
saffico
Marta indossa un completo di giacca e pantalone sartoriale blu scuro, con un dolcevita della stessa tonalità e tacchi alti grigi. Ha appena concluso l’ultima videochiamata della giornata e si sta dirigendo fuori dall'ufficio per la pausa pranzo. Uscendo dalla propria stanza passa di fronte all'ufficio del suo team e li saluta. Nessuno di loro sostiene il suo sguardo mentre si scambiano un saluto, tranne uno, l'unico che ha il coraggio di guardarla fisso mentre se ne va. Percorre i corridoi dell’ufficio fino agli ascensori e percepisce uno sguardo su di sé. Si volta e incrocia gli occhi della segretaria, una donna bionda più grande di lei, la quale senza un cenno nè un sorriso, si alza dalla sua postazione in reception, svelando un fisico formoso a clessidra, prende la borsa e si mette al suo fianco ad attendere l'ascensore. Marta e la segretaria entrano nell'ascensore. Si chiudono le porte. La segretaria dalla sua posa rigida di fronte alle porte si slaccia la camicetta di qualche bottone e girandosi lentamente si rivolge a Marta: "Ho sentito il tuo potenziale da quando hai iniziato a lavorare qui, ma devo dire che mi hai stupita.” Marta vagamente sorpresa, ma sorridendo a quell’inaspettata confidenza, risponde: "A che cosa si riferisce scusi?” La donna continua, seria: "Al fatto che sei un'arrogante comandina. Non credevo di poter mai assistere a una scena come quella dell'altra sera nel tuo ufficio..” Con le sopracciglia aggrottate e gli occhi fissi sulla morbida linea del seno davanti a lei, Marta replica: "Non pensavo che fosse presente nessuno, se reputa che sia il caso riportare il mio comportamento in dirigenza le assicuro che porterò personalmente le mie dimiss…” La interrompe una sonora risata della segretaria: "Per perdermi un divertimento così? No cara, non hai idea di quanto ti abbia pensata questa notte.” E sospira, avvicinandosi a pochi centimetri dal volto di Marta. Si slaccia l'ennesimo bottone e preme il pulsante delle emergenze. "Perché non pensavo di trovare un'altra come me.” Marta apre la bocca interdetta "E insegnarle chi davvero comanda qui.” conclude la segretaria con la testa inclinata mentre le scosta i capelli dietro il collo con fare esperto. "So benissimo cosa vuol dire lavorare in un mondo di uomini.” Marta è immobile e i suoi respiri si fanno più intensi quando la donna preme il proprio corpo contro il suo sussurrandole all’orecchio: "So bene che a volte vorresti fotterli tutti con la tua potenza per farli stare zitti”. La donna spinge Marta contro la parete dell'ascensore e lentamente le insinua una mano sotto al dolcevita fino sfiorarle i capezzoli. Con tono di scherno le sussurra: ”So bene quanto stress possa portare questa condizione.” Marta chiude gli occhi e inizia ad ansimare lievemente.
La segretaria le alza la maglia lasciandole il seno scoperto e tira fuori dal reggiseno i propri floridi seni che usa per accarezzare con dei movimenti concentrici i capezzoli di Marta, che si inturgidiscono. Marta si morde le labbra e
la segretaria continua a strusciare le grandi e tonde tette mentre con voce seducente mormora: "Io so che cosa vuol dire comandare, e che in fondo tutto quello che vorresti è che qualcuno finalmente dominasse te.”
Marta, ormai completamente soggiogata, risponde flebilmente: "Sí"
La segretaria sorride e le slaccia i pantaloni infilandoci la mano e iniziando a ruotare con l’indice sul suo clitoride “ Mmm, come sei umida. Aspettavi da tempo di sentire qualcuno di potente su di te, non è vero?"
Marta ansima un altro "Sí"
La segretaria continua a masturbarla rapidamente con una mano, i suoi seni turgidi ancora premuti contro quelli di Marta. ”E ora che riconosci quel potere su di te, vuoi solo essere al suo servizio”. Marta riapre gli occhi e il suo desiderio è desto e traspare tutta la voglia di riprendere il controllo, ma la segretaria ha ancora il comando e le bacia le grandi e rosse labbra infilandole la lingua e iniziando un limone intenso ed estremo, sulla parete dell’ascensore. Marta sta per raggiungere l’orgasmo tremando con i gemiti smorzati dalla bocca della segretaria, finchè questa con voce autoritaria le intima:
“E allora godi, comandina.”
Marta a queste parole viene quasi urlando “SÍ!”.
La donna sorridendo si stacca dal suo corpo, richiude i seni enormi nella camicetta, con naturalezza si ravviva la gonna e preme nuovamente il bottone delle emergenze. "Sai a quelle come te io di solito piscio in testa, ma credo che potremmo divertirci.”
Marta ancora affannata si chiude i pantaloni e sistema il dolcevita. Poi si rivolge a lei con sguardo infuocato aprendosi a un sorriso storto: "Non vedo l'ora di farlo.”
Le porte si aprono. Le due donne escono senza guardarsi, come due estranee, ognuna verso la propria direzione.
Fine
La segretaria le alza la maglia lasciandole il seno scoperto e tira fuori dal reggiseno i propri floridi seni che usa per accarezzare con dei movimenti concentrici i capezzoli di Marta, che si inturgidiscono. Marta si morde le labbra e
la segretaria continua a strusciare le grandi e tonde tette mentre con voce seducente mormora: "Io so che cosa vuol dire comandare, e che in fondo tutto quello che vorresti è che qualcuno finalmente dominasse te.”
Marta, ormai completamente soggiogata, risponde flebilmente: "Sí"
La segretaria sorride e le slaccia i pantaloni infilandoci la mano e iniziando a ruotare con l’indice sul suo clitoride “ Mmm, come sei umida. Aspettavi da tempo di sentire qualcuno di potente su di te, non è vero?"
Marta ansima un altro "Sí"
La segretaria continua a masturbarla rapidamente con una mano, i suoi seni turgidi ancora premuti contro quelli di Marta. ”E ora che riconosci quel potere su di te, vuoi solo essere al suo servizio”. Marta riapre gli occhi e il suo desiderio è desto e traspare tutta la voglia di riprendere il controllo, ma la segretaria ha ancora il comando e le bacia le grandi e rosse labbra infilandole la lingua e iniziando un limone intenso ed estremo, sulla parete dell’ascensore. Marta sta per raggiungere l’orgasmo tremando con i gemiti smorzati dalla bocca della segretaria, finchè questa con voce autoritaria le intima:
“E allora godi, comandina.”
Marta a queste parole viene quasi urlando “SÍ!”.
La donna sorridendo si stacca dal suo corpo, richiude i seni enormi nella camicetta, con naturalezza si ravviva la gonna e preme nuovamente il bottone delle emergenze. "Sai a quelle come te io di solito piscio in testa, ma credo che potremmo divertirci.”
Marta ancora affannata si chiude i pantaloni e sistema il dolcevita. Poi si rivolge a lei con sguardo infuocato aprendosi a un sorriso storto: "Non vedo l'ora di farlo.”
Le porte si aprono. Le due donne escono senza guardarsi, come due estranee, ognuna verso la propria direzione.
Fine
1
voti
voti
valutazione
1
1
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
L'Ufficio - Scena 1 - Team building
Commenti dei lettori al racconto erotico