Mi sposai in Brasile.

Scritto da , il 2020-11-10, genere etero

Questo racconto non è frutto di fantasia ma realtà, pura realtà. Ventinove anni fa conosco tramite una comune amica brasiliana sposata con un mio amico, una donna, brasiliana anche lei e casualmente ci frequentiamo per un certo periodo poi io dò fine alla mia insicurezza e timidezza e mi dichiaro con Paulette ( la chiamerò così! ) esponendole i miei sentimenti nei suoi confronti. Con lei stranamente acquisto fiducia e stima in me stesso...mai avuta fino a quel momento in vita mia. Dopo alcuni mesi, essendo io solo al Mondo, le propongo di fare un regalo ai suoi genitori che consisteva nell'andare io e lei al suo Brasile e sposarci in Chiesa con attorno la sua numerosa famiglia: molti fratelli e sorelle. Avvisiamo sua madre per telefono e dopo pochi giorni siamo lì ed io mi godo la bellezza del suo paese (Rio de Janeiro con il noto pan di zucchero e la invidiata copa cabana, la spiaggia appunto e tante altre bellezze naturali) A tutto pensavo riguardo allo stare per sposarmi e non m'incantava la bellezza di alcune donne del posto assai ben messe che qualsiasi altro avrebbe dato chissà cosa per scoparsele ma io avevo occhi solo per la mia Paulette. Arriva la vigilia del matrimonio ( "Casamento" nella lingua locale: il portoghese appunto! ) ed i fratelli della mia futura sposa, con molta fatica riescono a comunicare con me nella lingua loro che in parte capivo abbastanza e mi propongono di passare la serata con loro in un locale a sentire musica brasiliana. Accetto e dopo cena andiamo lì, un bell'ambiente dove trovo ragazzi e ragazze che appena sanno che lì c'è un italiano (io, appunto!) vengono vicino a me osservandomi come fossi un marziano o giù di lì. Mi offrono la frutta esotica classica del posto, chiedono di ballare con me ed io accetto attendendo però lo sguardo consenziente dei futuri cognati che sorridono e mi fanno cenno che dopo sarà ancora più interessante per me e taciono. Mi siedo al tavolino dopo vari balli e si avvicina una biondona così strafiga che ricordava brigitte Bardot ed i cognati vanno a ballare e la sventolona dopo una bevanda alla frutta, mi fa cenno di seguirla e finiamo in una stanza con un lettone dove certo lei "lavorava". Si spoglia nvitandomi a fare altrettanto a cenni e si sdraia sul letto. Io mi affianco a lei ed inizio a baciarla in bocca, poi gli stupendi seni, la sua succosa figa e, lecca di quà, succhia di là, infine iniziamo a scopare più volte e ad un certo punto io sono stremato e faccio capire a lei di non avere più energie per giocare insieme. Lei mi sorride e poi mi fa cenno di aspettarla lì e, dopo qualche minuto ritorna da me con un bicchiere con un liquido rosso fuoco che mi fa bere per forza e, poco dopo, il mio cazzo ammosciato, raggrinzito, agonizzante, riprende la sua forma eretta e giù di nuovo a scopare ma dopo quattro rapporti eseguiti con una naturalezza come se prima non avessimo fatto ancora sesso, lei capisce che bisogna fermarsi ed io non mi oppongo, sfinito e felice. Torniamo al tavolino, lei sparisce nella folla presente e passano pochi minuti ed una, questa volta mora, si siede accanto a me offrendomi un bicchiere di Bibita ( in Brasile per bibita s'intende alcoolico ) chiamata Kaipirina, ovvero Cassascia (estratto di canna da zucchero) con ghiaccio e limao( Pronuncia: limòn che è un tipo di limone molto meno acido del nostro ) squisitissima e poi lei mi prende per mano e guarda la coincidenza, andiamo nella stessa stanza dove avevo scopato la biondona. Con la morona, simile ad una nostra attrice che ricordo vagamente svolgere la parte di Carabiniere, poca figa ma tanto culo ma devo dire che anche con lei ho fatto la mia buona figura di amatore latino. Torniamo poi al tavolino e ci trovo alla sedia accanto la mia, una morettina altrettanto ben messa che mi sorride e parla quasi bene l'italiano così scambiamo parole con piacere medesimo e ad un certo punto mi fà l'occhiolino accennando ad andare in un bel posto. Ci alziamo da lì e finiamo in una stanza osurata dove non vedo bene lei. Lei mi si avvicina e mi stringe alla vita dandomi bacetti sul collo e poi però, accade qualcosa che mi gela il sangue nelle vene: mi sta abbracciando un TRANS. Fuga precipitosa da parte mia e nel corridoio incontro i miei futuri cognati anche loro in compagnia con dei trans evidentissimi e dico a loro che sò bene la strada di casa e me ne vado da lì. Così finì l'addio al celibato.

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