Vedova "fai da te"

Scritto da , il 2020-10-07, genere etero

Dovevo lasciare la casa in affitto e già da mesi ero in cerca di un altro alloggio. Di appartamenti non se ne parlava per il caro affitto e così risposi ad una inserzione dove una signora mi affittava un locale monouso: stanza ampia con angolo cucina ed un divano-letto matrimoniale. Per me andava benissimo! Le telefonai per un appuntamento e mi disse di sbrigarmi perchè era in attesa di un potenziale occupante che lo aveva appena visto ma, quando arrivai da lei mi accolse dicendo che il mono era disponibiissimo per me. Il locale era spazioso, ben finestrato ed il bagno doccia era spazioso. La cucina assai stretta ma io ero solo perciò accettai. Dopo che firmai un patto scritto senza contratto ed altra scartoffia costosa, guardai con attenzione la proprietaria: una vedova da pochi mesi, non bella perchè il viso era un pò brufoloso ma in fondo da non trascurare perchè aveva il mio punto debole: il culo ben rotondo e le cosce abbastanza lunghe ed il seno sembrava un pò cadente ma non aveva vent'anni ma almeno quarantae più. Si chiamava Rosa e quando fu sicura che sarei stato suo coinquilino, mi chiese se ero esperto di lavori di manutenzione casa, cosa che le confermai barando un poco ma almeno la resi felice perchè aveva tanti lavoretti da svolgere. Il giorno dopo arrivai con la mia valigia e dei scatoloni e lei si offrì ad aiutarmi a sistemarmi bene. Acettai il suo aiuto e quando sistemavo i miei libri nello scaffale, lei non perdeva occasione di strusciarsi addosso a me, scusandomi perchè mi disse di soffrire spesso di giramenti di testa ma io interpretai il motivo ben diverso: soffriva di astinenza sessuale! Quel giorno mi disse che sarei stato suo ospite a pranzo dato che stavo sistemando le mie cose e così passai da lei e conobbi Giacomo il suo cane bassotto e Malachia il gatto che aveva lo stesso nome di quello di Paperino di W: Disney. Ci mettemmo a tavola e mi offrì uno squisitissimo pasto e dopo il caffè, tornammo al mio locale a sistemare tutto. Proprio quando stavo pensando alla mia cena mi bussò alla porta chiedendomi di andare con lei in camera sua a vedere uno sportello del armadio bloccato e, mentre era in cerca di un cacciavite, mi cadde l'occhio sul cassetto del comodino dove vidi cazzi di lattice e vibratori... . Lei rientrò ed io avevo già sbloccato l'anta e vidi nel suo viso un sorriso. Poi andai al mio locale a cenare. Al mattino dopo la trovai nel corridoio sullo scalandrino intenta a spolverare il lampadario e, passando le accanto notai le cosce assai invitanti e provocanti con delle calze grigio fumè che diedero subito un impulso al mio ancora addormentato cazzo. Mi fermai a chiederle se potevo aiutarla ma scese subito giù e finse, chiaramente, che stava perdendo l'equilibrio così l'afferrai ai fianche e la sorressi saldamente a me e lei si scusò ma le dissi che non doveva scusarsi, era una cosa normale, da tutti. Vidi che stava arrossendo e poi mi disse che ormai l'abbraccio di un uomo era solo un ricordo ed allora la strinsi più forte, così sospirò a lungo ed io le dissi che le sarei stato di conforto, così si voltò verso di me fissandomi negli occhi, lasciando capire che voleva stare ancora stretta a me ed allora la sostenni dicendole che se aveva bisogno di parlare poteva contare su di me e la lasciai appoggiarsi alla mia spalla. Mi disse nuovamente che era molto sola e, quando si voltò guardandomi in viso, mi prese una mano ringraziandomi per la mia disponibilità ad ascolatrla sfogarsi. A quel punto giocai la carta e la strinsi di nuovo ai fianchi e iniziai a sbaciucchiarla sul collo, sulle orecchie per poi andare dritto alla bocca che scostai con la lingua per aprirlgliela e gliela infilai slinguandola con passione e lei cedette subito rimanendo poi in silenzio e, senza esitare mi prese per mano conducendomi in camera sua e si sdraiò sul letto in attesa che io mi spogliassi, cosa che feci all'istante ed iniziai a sfilarle la gonna, le mutandine, a slacciarle le calze che sfilai lentamente poi fu la volta della camicetta che appena tolta scodellò i grandi e bei seni sulle mie mani che li afferrarono deciso. Mi sdraiai accanto e le presi la mano per posarla sul cazzo già rigido e lei a quel punto non capì più nulla e me la trovai che si allungava infilando il cazzo nella bocca e spompinandolo ad un ritmo scatenato che mai avevo provato in vita mia. Mi sbocchinò fino a farmi venire sborrando a fiumi poi corse in bagno a lavarsi la bocca e tornò mettendosi a cosce spalancate, invitandomi a scoparla subito e certo non persi tempo e glielo ficcai dentro fino a farla sobbalzare dall'impeto messoci per scoparla. La scopai per più volte sempre venendole dentro e quando lei mi chiese perchè le avevo sborrato dentro, allora le chiesi se voleva prendere la pillola del giorno dopo o provvedere diversamente. Subito chiamò il suo Medico che le prescrisse la pillola ed io poco dopo ero in Framacia ad acquistarla previo ricetta inviata via email. Dopo che tornai a casa trovai lei ancora nuda al letto e mi disse che doveva recuperare tutto il tempo passato a masturbarsi ed allora le chiesi se usava vibratori o giù di lì; si girò e prese dal comodino un cazzo ben grosso in lattice che si infilò in figa ed io, rapidamente denudatomi, le stavo leccando l'ano per penetrarla in culo insieme al finto cazzo avanti. La inculai facendola gridare ma nonostante il gran dolore, così mi disse dopo, m'incitava a squarciarle il culo ed io m'infocai, m'ingrifai pazzamente facendola gridare di più per poi concludere con gemiti di piacere. Poi le afferrai un polpaccio per slinguarle la coscia e passare poi all'altra e dopo le leccai la figona sbrodolante che colava umori argentei, poi le infilai il cazzo scopandola lentamente, dolcemente ma poi passai al ritmo scatenato e lei gridò di piacere e mi strinse al collo sussurrandomi all'orecchio che erano anni che non godeva così tanto. Ne fui felice ed orgoglioso e la baciai in bocca slinguando a lungo.

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