Sabella noir 5 - Storie di brogli e garbugli

Scritto da , il 2020-08-16, genere pulp

Storie di brogli e garbugli
La mia salvatrice varca la soglia del pub alle 11 di sera. Le ordino una birra chiara. Ma non è sola, c’è anche il Fausto, uomo rude, capelli neri e fluenti, aspetto irsuto, fisico da lottatore. L’uomo che venne dal Nord, il trivellatore di fondali marini. Per dieci mesi all’anno se ne stava su una piattaforma petrolifera nel amre del Nord, a perforare il fondo marino in cerca di gas metano e petrolio. Un lavoro che lo teneva lontano da casa per parecchio tempo, senza vedere una donna. E la Marisa a casa, in solitaria, dopo un po’ si annoia e..
“Mauro Torrisi” saluta Fausto con una manata su una spalla “Ho saputo della tua disavventura”
“Per fortuna mi hanno liberato” commento “Birra?”
“Offri tu?”
Sorrido e faccio cenno al barista. Marisa si siede accanto a me e afferra il boccale di birra “Stai sul cazzo a qualcuno” dice lei
“A molti, direi”
“Piero Iodice, ti dice qualcosa?”
“Mai sentito”
“E’ il testimone che dice di averti riconosciuto, di spalle, mentre ti allontanavi dal luogo dell’incidente”
“Però, un falco. Mi ha riconosciuto di spalle a che distanza?”
“Duecento metri”
“Occhio di falco”
“Buon per te che avevi un alibi” dice Fausto ghignando, altrimenti, mi sa che ti facevano la capretta” e scoppia a ridere rumorosamente
Guardo la Marisa, scambio d’intesa “Chi è questo fenomeno?”
“Un assicuratore ed è, il nuovo amante della tua matrigna”
“Vacca”
“Questa faccenda incomincia ad essere affollata”
“Vacca” ripeto
“Alla prima deposizione, lo Iodice ha detto di non aver riconosciuto l’uomo nel maggiolino” dice la Marisa “E poi, salta fuori che ti ha riconosciuto, di spalle, a duecento metri di distanze”
“Vacca”
“Ti si è rotto il disco?”
“E’ successo qualcosa tra, la volta che mi ha chiamato in ospedale e oggi”
“”La tua matrigna sapeva che tu e Sabella…”
“No, siamo sempre stati attenti” corrugo la fronte “Nessuno lo sa”
“Beh, Fausto lo sa” mi giro a guardare Fausto che solleva un bicchiere di birra, sorride e lo indirizza a me stile brindisi “Quindi, tanto segreto non è”
“Minchia”
“Prima che il maresciallo ti arrestasse, sei riuscito a parlare con qualcuno degli altri che hanno interagito con Sabella?”
“Ho parlato con donna Ines, la perpetua. Sabella si fermava spesso in chiesa e andava a confessarsi con don Ernesto. =Quella ragazza è il diavolo = mi ha detto = E deve essere bandita =. Non sono riuscito a parlare con don Ernesto ma so, da un ricerca che ho fatto, che il don è stato trasferito da un’altra parrocchia per sospetto pedofilo”
“Questo paese è pieno di peccatori”
“Andiamo a trovare la Curia domani?”
“Ci avevo pensato” involontariamente, o forse sì, la Marisa mi sfiora le dita e io ho un brivido che mi fa formicolare le parti basse
Fausto mi poggia una mano sul braccio e, chinandosi verso di me, mi sussurra “Dovrei dirti una cosa”
“OK”
“Non qui, troppo casino”
“Andiamo fuori”
La Marisa sta per seguirci ma, il marito, le dice di aspettarlo lì “Dico una cosa all’amico Mauro”
Fuori, l’aria più fresca. Il parcheggio del pub è pieno. Fausto si accende una sigaretta, aspira, soffia verso l’alto. “Iodice non è l’unico che si sbatte la tua matrigna” dice senza guardarmi “Ogni tanto ci faccio un giro anch’io. Non sono un santo, non lo sono mai stato. Quando ne ho l’occasione, mi scopo qualcuna che non è Marisa. E su, al freddo Nord, in un luogo che è solo di maschi, la voglia di passera è molta. Per questo, i dirigenti della Compagnia, una volta a settimana, fanno salire a bordo delle escort dalla terraferma. Dopo giorni e giorni che stai lì a penetrare la terra, la voglia di penetrare una passera calda diventa un’ossessione”
“Non pensavo di essere così in confidenza da ricevere queste confidenze”
“PArcondicio Mauro. So che ti scopi la Marisa quando io non ci sono” cazzo “MA non ti preoccupare. In altre occasioni ti avrei sfondato la faccia ma, tenendo conto che anche io non le sono fedele, fare scenate di gelosia mi sembrano fuori luogo” aspira l’ultima boccata di nicotina e butta a terra il mozzicone “Paradossalmente ci tengo alla Marisa,è per questo che non voglio che lei soffra. Intesi?”
“Intesi”
“Ora, la tua matrigna è un gran troia e ti odia. Iodice farebbe di tutto per la fica. Basta che gliela sventoli davanti al naso e lui diventa un cagnolino obbediente”
“La mia storia con Sabella risale a molto tempo fa”
“Ma lei lo sa da molto e ti odia. A tal punto da obbligare Iodice di cambiare versione e accusarti di essere l’investitore di Sabella”
“Come se l’indagine che Marisa sta conducendo non ha troppi garbugli. Ci mancava Loris e le sue fisse. Tu come le sai queste cose? Te le ha dette lei?”
“Che ti odia? Sì. Che ha costretto Iodice.. Beh, me lo ha detto lui”
“Iodice?”
“Sì e non so come farla usare come prova dal momento che mi colloca come adultero e quindi sospetto”
“Mi sta venendo il mal di testa”
“Brutta cosa i tradimenti quando c’è di mezzo un crimine”
“E Iodice perché lo ha detto a te?”
“Ieri mattina sono uscito per la mia corsetta mattutina. Nella realtà, Loris mi ha chiamato perché aveva voglia di sfogarsi e fare una cosa a tre. Il terzo incomodo era Iodice, l’amante numero uno. Ci siamo trovati a casa sua e abbiamo fatto un menage a tre. Loris è una vera maiala e l’ha preso in tutte le maniere. Cmq, in una pausa, lo Iodice si è lasciato andare a confidenza. Il sesso, su di lui, ha l’effetto di una bottiglia di Cognac,sproloquia e parla. E’ così che ha parlato della falsa testimonianza. Un bel casino”
“E siamo punto a capo” dico sfregandomi gli occhi “E chi ha investito Sabella e ucciso Giulio Ambrosi è ancora lì fuori a ridere di noi”
“Siamo su uno sgabello messo in equilibrio su una pila di casse. Basta un alito di vento e viene giù tutto”
“Quindi, non sapete ancora nulla di chi ha fatto cosa?”
“No”
Fausto sospira. Si è acceso un’altra sigaretta e si è gettato in un muto silenzio “Credo che sia meglio mettere le carte in tavola” dice dopo un po’ “Almeno per quanto ci riguarda. Giusto per non fare garbugli con la legge”
“Che intendi?”
“Intendo dire che questa storia aggrovigliata di bugie e tradimenti deve finire”
“Vuoi dire a Marisa che la tradisci?”
Fausto tira l’ultima boccata della sua seconda sigaretta e ne getta il mozzicone a terra “E’ la cosa giusta da fare”
La porta del pub si apre e la Marisa ci raggiunge, guardandoci di sottecchi. Si posiziona davanti a noi, guarda prima uno e poi l’altro e poi dice “Credo che noi tre dovremmo fare quattro chiacchiere” e da lì si capisce che aveva mangiato la foglia.

Strana la vita a volte. Due anni a fare sotterfugi con la Marisa e poi, saltan fuori tutti gli altarini. La Marisa che tradisce Fausto con me. Il Fausto che tradisce la Marisa con le Escort della compagnia petrolifera per cui lavora. E con la mia matrigna.
E, sullo sfondo, Sabella la Monella che la mostra a tutti e la da a chi non si sa. Loris che mi odia a tal punto da indurre Iodice a fare falsa testimonianza contro di me. Tale è il suo disprezzo verso di me, da volermi vedere in gabbia?
E in mezzo una fauna di personaggi che ammiravano e amavano la mia sorellastra. Vecchi maniaci pervertiti, guardoni,pedofili e chi ne ha più ne metta.
Abbiamo cercato di fare un quadro generale, la lista dei soliti sospetti ma, è stato come guardare un quadro di Picasso: un sacco di informazioni mal legate insieme.
E poi, non si sa come o perché, dopo le confessioni di Fausto e Marisa, ci siamo lasciati andare in un giro a tre. Mi faceva strano fare sesso con la Marisa insieme al marito. Ma, vista la situazione, la voglia di sfogarsi, non ci badai più di tanto. Purchè non mi ritrovassi il Fausto che manovrava da dietro. No,no e poi no. E ne io a manovrare dentro Fausto. Insomma, le manovre giuste erano tutte per la Marisa. Come un novella pornostar, in ginocchio tra i due, ha afferrato e succhiato i nostri cazzi con prodezza e spirito giusto.
Venimmo insieme e la Marisa, da avida e maiala, ci bevve tutti. “Mi fa strano” dice Fausto dopo un po’
“Sì ma, è divertente”
“Lo è”
La Marisa arriva che sprizza energia “Non sarete già stanchi, vero?”
Io e Fausto ci guardiamo “Siamo stanchi?”























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