L' imprevisto nella vita c'è sempre!

Scritto da , il 2020-04-19, genere etero

Mi trovavo come tutti i giorni intento ad installare parabole su terrazzi e, mentre lavoravo mi capitava di guardarmi intorno per posizionare esattamente rispetto ai ripetitori sui monti. Notai che ad una finestra al palazzo difronte a dove stavo lavorando c'erano due donne molto giovani ma sopratutto belle, ma "belle de core" come si dice qui a Roma. Mi fissavano di continuo ma poi lasciai perdere per lavorare con precisione. Quando terminai l'installazione mi dedicai a radunare i miei strumenti nella valigetta e, andando via da lì, notai che delle bonone in finestra ne era rimasta solo una. Dopo provato l'esito del mio lavoro facendo scorrere i canali del televisore, presi il compenso pattuito e me ne scesi al portone e lì ci trovai la bionda che mi aveva osservato dalla sua finestra che avendomi visto dedicarmi alle TV, mi chiese se potevo salire a casa sua per sistemare il suo TV dove non poteva vedere bene i programmi. La seguii pur senza tralasciare la sua andature ancheggiante con il culo veramente una calamita per i miei occhi. A casa sua trovai anche la rossa che capì subito ero più interessato a loro due e non solo del televisore da sistemare. Mentre sintonizzavo la TV parlammo di tante cose poi mi confessarono che si erano appena sposate in mattinata difronte alla Sindaco. Mi lasciarono da solo un attimo ma poi ebbi bisogno di averle lì con me per provare i canali da memorizzare e così mi diressi nel corridoio chiamandole ma non ebbi risposta perchè impegnate sul lettone a godersi un sessantanove, spettacolo che mi lasciò assai basito e, quando la rossa si accorse di me, si alzarono dal letto e si dedicarono a denudarmi tutto. Mi trovai sul loro letto e lì una mi slinguava in bocca, l'altra mi spompinava il cazzo, poi si alternarono ed infine la bionda si mise a cosce spalancate, invitandomi ad essere scopata da me. La scopai egregiamente, facendola gemere di piacere, tutto questo mentre la rossa mi mordicchiava le natiche dandomi delle leccatine all'ano. Godevo anch'io da matti, così, quando sborrai tutto dentro la biondona, feci sdraiare la rossa e la scopai fino a farla gridare di piacere e lì sborrammo insieme, teneramente osservati dalla bionda. A quel punto chiesi loro i nomi: la bionda Katya, la rossa Barbara. Dopo che le riscopai entrambe, fu Barbara a chiedermi di essere inculata e confermò che le notrevoli dimensioni del mio batacchio non le mettevano paura per il suo culetto. Katya fu carina con lei ungendole il buchino col gel e si mise sotto a pancia sopra per potere baciare in bocca la sua compagna di vita. Le infilai il cazzo lentamente e lei sospirò a fondo ma poi gemette dolorosamente ma dopo però il dolore divenne solo piacere per lei e la possedetti fino a sborrare a lungo tutto dentro. Dopo una piccola pausa anche Katya chiese di farsi fare il culetto, cosa che le feci subito dopo che Barbara unse l'ano e ugualmente fece col mio cazzo, augurando alla sua compagna di sentire meno dolore di lei. Penetrai Katya con dolcezza, considerando che quella per lei era la prima volta ma non si lamento poi molto ma solo per un breve attimo. Terminato il gioco dissi loro che avevo altri appuntamenti da rispettare in serata e mi fecero promettere che sarei sato loro ospite a cena. Accettai e andai subito via da loro. Certo lì non mi preoccupavo perchè loro due erano sposate e non correvo l'alto rischio di perdere l'amata libertà! Andai quindi dal prossimo cliente che era una signora affatto esperta di televisori, così lì dovetti solo risintonizzare vari canali, cosa che feci mentre spiegavo come fare alla signora un poco attempata ma pur sempre scopabile, che però non guardava il TV ma il gonfiore al mio inguine... . Capito il gioco, mi sedetti sul divano accanto a lei e le misi una mano sulla coscia e lei divaricò allargando al massimo consentito dalla gonna larga. Posai il telecomando e la strinsi ai fianchi ma lei rimase muta, così la baciai in bocca e scesi poi a toglierle le mutandine per leccarle la figa già grondante di umori. Dopo che mi lavò il viso con i suoi schizzi d'umore, mi abbassai i calzoni e le infilai in figa il cazzone che sembrava stesse per scoppiare. Pompai su e giù senza tregua e, ad un certo punto lei urlò di piacere godendo tantissimo e altrettanto feci pure io. Che scopata! Mi ricomposi e, senza pretendere compenso per il lavoro eseguito sul TV, mi congedai da lei che mi disse di chiamarsi Silvana, facendomi promettere di venire ogni tanto a "controllarle il TV".

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