La fica sborrata di mia figlia 4

Scritto da , il 2018-12-13, genere incesti

Oltre quella prima volta nel mio ufficio,era capitato ancora che,nelle successive,ormai abituali performances in cui le ripulivo la fica sborrata,mia figlia mi lasciasse in dono come ricordo le sue mutandine impregnate da suo fratello ed una volta anche dal marito.

Naturalmente non potevo conservare quegli odorosi "cimeli" in ufficio ma la cosa non mi creava problemi giacché sua madre,oltre che essere una mangiatrice di uomini,era anche feticista della sue biancheria intima sborrata ed ogni volta che tornava a casa col "regalino"per me tra le cosce,conservava come ricordo lo slip che indossava in quel momento.

Ne aveva accumulato in una apposita scatola chiusa a chiave una vera collezione di ogni foggia e colore.

Naturalmente,non era solo la sua passione per quei feticci a motivarla ma anche il fatto che conservandoli,poteva tenere il conto di quante volte mi aveva "Tradito".

Dunque,era piuttosto facile per me,confondere le mutandine di mia figlia in quello stesso contenitore senza che mia moglie se ne accorgesse.

Il fatto che mia figlia avesse quell'abitudine così simile a quella di sua madre,mi aveva fatto nascere il sospetto che lei conoscesse quel nostro segreto ed avesse scoperto il modo di aprire lo scrigno delle trasgressioni.

Il sospetto era diventato quasi certezza quando,l'avevo vista indossare delle mutandine molto simili ad alcune che avevo visto,sfilato e leccato,addosso a sua madre.

-Papà....come sono....sono brava come la mamma?-

Mi chiedeva con sempre maggiore insistenza alla fine di ogni nostro incontro.

Mi sembra di averlo già detto ma avevo il concreto sospetto che mia figlia stesse diventando ogni giorno di più troia come sua madre ed avevo l'impressione che quello che dovevo ancora scoprire di lei,fosse molto di più di quanto già non conoscessi.

Avevo conosciuto sua madre all'università.

Avevamo entrambi poco più di 18 anni però,mentre io ero imbranato come un bamboccione,lei era già scafata,molto scaltra e decisamente disinvolta nei confronti dei ragazzi.

Quando dopo circa due anni in cui ci conoscevamo avevo trovato il coraggio di confessarle la mia attrazione per lei proponendole di fidanzarci,lei non aveva accettato subito dicendomi che avrebbe dovuto pensarci.

Quando infine avevamo iniziato a frequentarci più assiduamente,pur senza avere ancora accettato la mia proposta,una sera dopo la pizza,siamo finiti a letto nella sua stanzetta in affitto in Città studi.

Quella esperienza per me è stata terribile e la ricordo ancora come una delle cose più umilianti della mia vita.

Io ero ancora vergine.

Lei era espertissima!

La serata era finita malissimo con me che avevo avuto una eiaculazione precoce nella sua bocca non appena le ero scivolato tra le labbra.

-Lei aveva ingoiato tutto il mio seme senza battere ciglio e con cura,mi aveva ripulito alla perfezione sino a che non mi era diventato completamente molle.

-Che c'è Antonio...che hai?-

Mi aveva chiesto ed io le avevo risposto balbettando frasi incomprensibili.

-Che c'è,sei emozionato.....è la tua prima volta con una donna questa?-

-Si!-

Le avevo risposto rosso in volto per la vergogna e col corpo in preda ad un incontrollabile tremore.

-No preoccuparti Antonio,non tutti hanno la fortuna che ho avuto io di trovare un maestro quando ero ancora adolescente.

Non mi ha sverginata subito ma sin dalle prime volte,mi aveva fatto provare quello che nessuno è in grado di descrivere.

Ho scoperto tutto del mio corpo,delle zone erogene e di quello che avrei potuto farne per provare il massimo piacere.

Ma non era solo un insegnamento fisico quello a cui ero sottoposto.

Vi era fantasia,psicologia ed un confronto aperto con l'educazione formale che ricevevo dai miei genitori ed a scuola.

Mi aveva fatto capire che tutto ciò che sapevo,che avevo sentito o che credevo di sapere del sesso era semplicemente sbagliato e frutto di pregiudizi e tabù.

Quando mi ha presa la prima volta,ero già completamente aperta di mente e di corpo.

Con la mente ero già pronta e toccavo il cielo con le dita alla sola idea che l'avrei avuto,finalmente,dentro di me.

La mente me l'aveva spalancata con le sue parole,la sua cultura e la sua apertura mentale mentre nel fisico,mi aveva aperta con le dita,con la bocca e con migliaia di carezze scivolate in ogni anfratto del mio imberbe ma sensibilissimo corpo.

Conoscevo già tutto di lui.

I suoi odori intimi,il pungente olezzo del suo sudore,le carezze dei suoi peli e le pennellate della sua lingua umida e ruvida.

Il gusto acidulo e gustoso del suo seme che aspettavo come un dono di ricevere tra le labbra ogni giorno e che mi faceva soffrire molto i giorni in cui non potevamo vederci.

Mi aveva insegnato come accarezzarlo e godere del piacere di sentire il calore della sua verga tra le dita e percepirne la vitalità quando la sentivo crescere grazie alle mie mani o le mie labbra.

La sua lingua nella mia bocca,la sua saliva,il suo sapore....che meraviglia!

Mi aveva insegnato a masturbarmi e quando non riuscivamo a vederci,mi davo piacere da sola nel mio lettino con gli occhi chiusi in compagnia delle sue carezze dei suoi sospiri e dei suoi bacini prima di addormentarmi e sognarlo ancora.

Se non potevamo vederci per più giorni,mi telefonava e ci masturbavamo reciprocamente al telefono.

Le parole che accompagnavano ogni suo tocco,ogni suo respiro,mi procuravano brividi di piacere.

Con lui avevo scoperto cosa fosse l'amore e la differenza che vi era con le mie adolescenziali pulsioni.

Ecco Antonio...io sono questa!-

Avevo ascoltato quel racconto a bocca aperta e ad ogni sua parola mi rendevo conto dell'inadeguatezza della mia persona e dell'assurdità di quella mia proposta di fidanzamento che non aveva alcuna possibilità di successo.

Ero ancora frastornato e tremante quando accarezzandomi i capelli mi aveva detto:

-Antonio...inginocchiati e massaggiami e baciami i piedi.-

Ero immobile e incapace di capire ciò che Sandra mi stava chiedendo e lei:

-Antonio...lo so che non sei capace.....vieni qui...inginocchiati...prendi un mio piede in grembo e comincia ad accarezzarmi.....il resto te lo insegno io.

Se dobbiamo fidanzarci,dobbiamo imparare a conoscerci meglio....non credi?-

"Mio Dio!Sandra non mi detto di no!"

Avevo pensato in quel momento e col cuore in gola e le mani tremanti,mi ero inginocchiato e le avevo portato un piede sul mio petto.

Segue

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