La fica sborrata di mia figlia 7

Scritto da , il 2018-12-21, genere incesti

In quel periodo l'unico ad avere rapporti regolari con la mia fidanzata oltre me (con le particolari caratteristiche del nostro rapporto)era il suo docente di storia delle chiese medioevali di cui lei era appassionata pur essendo atea.

Lui era un cinquantenne che,a dire di Sandra,era molto disinibito e porco grazie al fatto che fosse anticlericale ed assolutamente scettico nei confronti dei dettami delle varie religioni ed in particolare dei dogmi e delle dottrine cattoliche che lui criticava aspramente.

Vi erano poi gli incontri occasionali che le piacevano molto e dei quali,quando ne era soddisfatta,mi raccontava ogni dettaglio mentre mi faceva leccare le tracce della sua trasgressione direttamente dal suo sesso bagnato.

Erano tassativamente esclusi dalle sue scelte sessuali tutte le sue conoscenze universitarie,i suoi compaesani ed ogni altro suo coetaneo.

In modo particolare,voleva evitare che le nostre comuni conoscenze ed amici,potessero intuire dei nostri rapporti e delle sue trasgressioni.

Per tutti eravamo una coppia perfetta legata da un amore impostato sulla sincerità e fedeltà ricambiata.

A suo modo,Sandra era una disinibita libertina con delle ferree regole che la rendevano inaccessibile e riservata agli occhi di coloro fuori dalle sue scelte.

Il giorno in cui aveva discusso la sua tesi di laurea,era tornata a casa esuberante e felice ed aveva subito voluto festeggiare con me facendo l'amore.

La sera invece,l'aveva passata in un ristorantino col suo prof.col quale aveva trascorso la notte.

Il mattino successivo,mi aveva chiesto di andarla a prendere in albergo e non appena salita in macchina,mi aveva mostrato le mutandine intrise dal frutto della sua ultima scopata prima di lasciare la camera per raggiungermi in strada dove la stavo aspettando.

Io ero già arrapato all'idea di ciò che mi aspettava ed appartandomi con la macchina in un angolo discreto di città studi,le avevo scostato le mutandine bagnate e l'avevo leccata subito tra le cosce intrise di sperma ancora caldo.

Era a tal punto incredibile la sua reazione di fronte ad eventi importanti che,persino il giorno della mia tesi di laurea in ingegneria,l'aveva voluta festeggiare venendomi a prendere all'università piena del seme di uno sconosciuto incontrato in un bar mentre veniva da me.

L'uomo si era seduto allo stesso tavolo dove lei stava facendo colazione.

Dopo un breve scambio di ammiccanti occhiate,si erano parlati e lui le aveva spiegato di essere il genitore di un ragazzo spagnolo e di essere a Milano per informarsi sul corso universitario che avrebbe voluto frequentare suo figlio e che sarebbe ripartito la sera stessa.

A quella notizia lei che si era già sentita attratta dalle sue prime occhiate,dopo aver pagato,con un malizioso cenno,l'aveva invitato a seguirla in bagno.

Una volta dentro,l'aveva tirato nella toilette per donne e dopo averlo succhiato per farglielo indurire,se l'era messo dentro e piegandosi con le mani appoggiate all'asse del cesso si era fatta chiavare e sborrare dentro in una delle sue mitiche sveltine.

Poi era corsa da me per raccontarmi ogni cosa ed offrirmi il frutto della sua preda.

Persino il giorno del nostro matrimonio aveva avuto un rapporto con una persona di cui,per la prima volta,non mi aveva rivelato l'identità

Il mattino del nostro matrimonio però,era rimasta a casa sola con i suoi genitori ed alcune sue parenti che l'avevano aiutata a vestirsi.

Che io sappia,non vi erano altri maschi in casa e dunque,l'unica persona con la quale poteva aver avuto quel rapporto era il padre.

In chiesa dopo lo scambio di anelli ed il tradizionale bacio degli sposi,mi si era avvicinata all'orecchio e mi aveva bisbigliato:

-Amore...fortuna che ho l'abito lungo perché sento qualcosa di caldo e viscido che mi sta scivolando tra le cosce.-

In macchina,mentre ci dirigevamo verso il ristorante mi aveva fatto verificare con la mano quanto mi aveva detto e poi,baciandomi sulle labbra aveva aggiunto:

-Tesoro...questo è un segreto....il mio segreto.-

A tavola si era seduta tra me e suo padre e dai suoi occhi sprizzavano lampi di gioia mentre il mio cazzo spingeva dolorosamente sotto i pantaloni al solo pensiero che forse suo padre la stesse toccando tra le cosce e lei gli stringesse il membro tra le dita.


segue

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