Melania - seconda parte.

di
genere
confessioni

Dopo questo scambio da accademia della Crusca, raccolgo un paio di cose che metto in uno zaino, so già che mi tocca fermarmi a dormire da lei, e così anche domani altra bella giornata al lavoro, per fortuna che tra qualche giorno ho delle ferie che non ce la faccio più, giuro che stacco la vita e dormo tre giorni di seguito e guai a chi mi scassa la straminchia.
Ovviamente per trovare parcheggio, aiuto proprio, per fortuna che al terzo giro dell’isolato si era liberato un posto, parcheggio a cazzo di cane, variante del a spina di pesce, suono il campanello e salgo le due rampe di scale a piedi che di aspettare l’ascensore non avevo voglia.
Una volta in casa le luci erano tutte spente tranne quella dell’abat jour in camera sua, mi accoglie in intimo, devo ammettere molto sexy, diamo a CesarA quel ch'è di CesarA, “poco di buono” è una gran scassapalle ma una scassapalle decisamente carina.
E poi diciamolo, dopo una giornata come quella di oggi, una bella scopata non mi dispiaceva per niente, no dai, la ridico più romantica, dopo una giornata come quella di oggi avevo proprio piacere di fare l’amore con la mia dolce ragazza, meglio così vero!

Visto che siamo ancora giovani la prendo in braccio e la porto in camera dove l’adagio nel letto, mi sfilo i vestiti con una certa foga, e senza troppi indugi scosto i suoi slip e inizio a cibarmi della sua fica stringendo i capezzoli della sua generosa seconda.
Ci sono due modi per farla stare zitta, questo è uno, l’altro lo lascio indovinare a chi legge.
Conquistato un primo orgasmo giunto molto in fretta, eh sì aveva ragione, aveva proprio voglia di cazzo…mi soffermo ulteriormente a succhiare il clitoride infilando un dito dentro la fessura che ormai era diventato un piccolo lago di piacere, e quando sento che stava per venire la seconda volta mi blocco pochi attimi prima di sentirla esplodere, e sapendo quale sarebbe stata la sua reazione, porto il cazzo subito nella sua bocca.
Per chi avesse puntato su questo come secondo modo per zittirla, avrebbe vinto la classica vaschetta col pesciolino rosso, chiusa parentesi ludica.
Superfluo aggiungere che una volta avuto il cazzo in bocca, “poco di buono” ha iniziato a goderselo, e come se lo godeva, aveva un gioco di lingua decisamente piacevole e che mi faceva andare via di testa, ho resistito in piedi a bordo letto e con lei a carponi sul materasso, poi anche per una certa stanchezza mi sono sdraiato nel letto, alzi la mano chi non dispiace mettersi due cuscini sotto la testa e guardare la propria donna mentre è amorevolmente intenta a fare un gran bel fellatio, per par condicio la può alzare anche colei che ama farsi guardare mentre sta spompinando un bel cazzo.

Non essendo così sicuro di riuscire a venire due volte, per una serie di ragioni che ora vi risparmio, quando ero abbastanza certo che se lo era goduto più che a sufficienza e che levarglielo via non mi sarebbe costata una denuncia a piede libero, l’afferrai per i capelli, suscitando in lei un fremito e dei mugugni di apprezzamento, le piaceva in certi momenti un po’ di sesso più “passionale”, diciamo così, e a me non dispiaceva darle un paio di schiaffi, vostro onore giuro che è stata legittima difesa e che sono tutti gesti d’affetto equamente ricambiati.
Trovarmi la rotondità del suo culo davanti ai miei occhi suscita sempre una certa voglia di “sbagliare” entrata, ma no, non si può, quindi tornato in me e presa bene la mira allargando per bene le chiappe, e non prima di averle lasciato l’impronta della mano sulla pelle, mi faccio strada dentro di lei che mi accoglie a pecora con le gambe divaricate che appoggiano nel letto.
Adoro far scivolare l’asta lentamente dentro, dare quel senso di apparente rilassatezza, lasciare il cazzo fermo immobile massaggiando i fianchi, sentire pulsare il cazzo contro la sua vagina tesa e dilatata per poi all’improvviso iniziare a darle una bella scarica e farle inarcare la schiena, che spettacolo cazzo, lo diventa ancor di più se stiamo di fronte a uno specchio dove guardo riflesse le espressioni del suo viso che mutano ad ogni colpo ricevuto e lei che guarda le mie.
Finita la modalità maiali al rodeo siamo passati a quella amorsentimentale, ma con un pizzico di brio, io sdraiato e lei sopra a cavalcarmi con le braccia tese sulle spalle e gli occhi socchiusi e una smorfia di piacere nascosta in un sorriso, insistevo nel stringerle le chiappe sempre più tese assecondando i suoi movimenti con le,
Quel muovere velocemente il bacino avanti e indietro mi stava facendo godere, sentivo che non mancava molto prima di sborrare, ancor più quando ha iniziato ad andare su e giù montandomi sempre più velocemente, cazzo l’adoro, alcuni secondi prima di esplodere l’ho alzata di peso e, per la sua gioia ma anche per la mia, l’ho riempita di sborra ovunque, le piaceva massaggiare la pelle con quel caldo sperma e poi chinarsi continuando a succhiarmi la cappella fino a farla morire tra le sue labbra.
Siamo stati in silenzio ad accarezzarci distesi nel letto, poi una veloce doccia insieme ed eravamo pronti ad andare a dormire, anche questa notta avrei dormito poco, che sono stanco l’ho già detto vero?

Al mattino l’ho lasciata che ancora stava dormendo, mi sono fermato a prendere un caffè nel bar vicino al lavoro come quasi ogni mattina che sono in ritardo e ho iniziato l’ultimo giorno di lavoro di quella settimana, qualche altro giorno di lavoro la settimana successiva e sarei entrato in ferie per due settimane, finalmente!
Intanto con Melania ci stavamo sentendo spesso, anche se avevo dovuto dirle che era meglio se la chiamavo io perché se “la poco di buono” veniva a saperlo, amici o no, lesbica o meno, mi avrebbe rotto le palle, anche se pensandoci bene non mi sarebbe dispiaciuto, almeno ci sarebbe stato un buon motivo, le cose tra noi non stavano andando per nulla bene, l’unica cosa che ci trovavamo in sintonia era a letto, un po’ poco a pensarci bene, anche se opinabile.
A parte questo il primo giorno di ferie sembrava non nascere nel migliore dei modi, nella tarda mattinata ricevo una chiamata da Dora, guardavo il cellulare vibrare porcheggiando non poco, poi però risposi, e giuro che fosse stato chiunque altro l’avrei mandato a fare in culo, ma con lei c’era un rapporto che andava al di là del lavoro, in ogni caso un po’ le palle mi stavano girando.
Carissima come sta la regina dei water e dei bidet? E cosa la spinge a chiamare questo suo umile trasportatore nel suo primo giorno di ferie…
Cretino, mi rispose, poi si scusò per il disturbo ma c’era stato un problema con una consegna ed era una cosa urgente, e così mi chiese se potevo andare da lei, dai che dopo ti offro un buon pranzo…aggiunse.
Ecco, fregato, comunque andai a prendere il furgone e un ora dopo ero fuori dalla sua ditta, ma che il cancello era chiuso, vuoi vedere che mi sono sognato che mi ha chiamato?
Prendo il cellulare dal cruscotto del furgone e la chiamo, non risponde ma subito dopo vedo il cancello elettrico aprirsi, entro nel piazzale, scendo e vado verso la porta che porta agli uffici al primo piano, comunque in giro non c’era anima viva, mah.

Dora, Dora ci sei?
Silenzio, e un po’ inizio a spazientirmi, e che cazzo, stavo nel mio bel lettone a non fare una beneamata minchia, ed invece mi trovo a rincorrere fantasmi in mezzo ai cessi, io sempre più stanco.
Finalmente appare Dora con un pacco in mano, lo posa su una scrivania e viene verso di me, mi dà un bacio sulla guancia, auguri di buon Natale tesoro, quello è per te.
Spiazzato, ma quindi niente consegna sbagliata…
No, ma l’altro giorno non ero in ufficio e così non te l’ho potuto dare e ci tenevo, e poi se aspetto te che m’inviti, sto fresca, aggiunse maliziosamente.
Ops, qua la situazione potrebbe diventare interessante, vediamo.
Ma così mi metti in difficoltà, le dissi, io non ho nessun pacco per te, risposi altrettanto maliziosamente.
Colse colse, eccome se colse, così bene che replicò subito.
Umm, sei sicuro che non hai nessun…pacco per me, io sono certa di si. Lo disse guardandomi negli occhi e mordendosi delicatamente il labbro inferiore, la situazione si fa esplosiva e interessante.
Dai aprilo, o lo vuoi portare a casa lasciandomi col dubbio se ho indovinato i tuoi gusti e…la misura, sempre con quella enfasi da grandissima Troia, ecco l’ho detto, e quando ci vuole ci vuole o no?
Mi avvicino alla scrivania, lo prendo e sento che non ha un peso eccessivo, lo apro e tiro fuori un maglione e due boxer, a però, esclamai ad alta voce, mi sa che qua bisogna proprio vedere se le taglie sono giuste, avevi ragione Dora.
Eh lo so che avevo ragione Tesoro, dai dai, provateli, io mi giro che vedo che sei in difficoltà, disse provocatoriamente, cazzo la verità è che mi stava girando come un calzino, e non mi dispiaceva per nulla, solo che iniziavo a sentire una certa voglia crescere, calmo mi dicevo, calmo, qua se giochi bene c’è da divertirsi!

Inizio a svestirmi, felpa, pantaloni, e faccio scivolare a terra i boxer che cadono giù nel pavimento, non avevo il cazzo duro, di più e questo non passò inosservato, Dora aveva gli occhi proprio lì, e io che a mia volta la fissava guardandola inumidirsi le labbra con la lingua.
Cosa c’è mia Regina dei bagni, qualcosa di suo gradimento, mi ero fatto più intraprendente.
Ma la Regina restava pur sempre una gran Porca d’esperienza, mi rispose, nulla che non ho già visto prima, mio Re dei trasporti…continuando a mordersi le labbra.
Cosa dici, provo prima il maglione o i boxer?
No no, fai con calma che non c’è fretta, e poi bisogna essere sicuri che vada tutto bene, prova il maglione per primo, Tesoro.
Eh, l’ho pensato anche io, e lo infilai, il maglione eh. Dora venne verso di me, l’asta sempre bella diritta, la scostò con un fianco mentre le sue mani tiravano il cotone per metterlo meglio.
Dai fai un giro su te stesso, mi disse, così ti guardo anche il culo, mi sembra che hai anche un bel culo, eh si, proprio due belle chiappe, esclamò. Bene, prova maglione direi superata, se vuoi ora proviamo il resto.
Quale resto stavi pensando di provare, ribattei.
Al primo paio di boxer, ovviamente, avevi in mente di propormi qualcos’altro, fece lei.
Questo scambio mi stava eccitando molto, non so se Dora se ne stava rendendo conto, ma sarei potuto venire anche solo sfiorandomi.
Comunque presi il primo e cercai di metterlo, un po’ era stretto in effetti, e per il resto non è che il cazzo così duro mi facilitasse l’operazione, lei intanto sorrideva.
Una volta messo, si chinò in ginocchio davanti a me, mettendomi le mani sui fianchi, portò avanti il corpo, ora il suo viso era a pochi centimetri dal cazzo prigioniero dentro a quel fottuto tessuto.
Ci siamo, dissi tra me e me, pensando già alla figura barbina che avrei fatto, ormai potevo sborrare anche solo col pensiero, cazzo non mi era mai capitata una situazione così nella mia ancor breve vita, estremamente eccitante quanto inaspettata, come quella che stavo vivendo quella mattina.
Non so se lo squillo del cellulare di Dora sia stato un bene o no, diciamo un NI, cazzo, esclamò, questa è una delle figlie, aspetta che devo proprio rispondere.
Si allontanò un paio di minuti, poi tornò e l'espressione era cambiata, non so come dirtelo, ma devo proprio scappare che ho un problema a casa, porca puttana.
Non so se quel porca puttana era per il problema o per il resto, io mi vestii, presi il pacco e scendemmo le scale fino al parcheggio.
Mi dispiace, non hai idea di quanto mi dispiace cazzo.
Dai, mica è colpa tua Dora, e poi, troveremo un’altra occasione, o no?
Contaci caro il mio Re dei trasporti, che quando mi metto in testa una cosa, difficile che non la porti a termine, costi quel che costi, mi diede un bacio sulla guancia e una carezza al cazzo che era tornato a riposare, anche se una volta a casa mi sarei sparato una sega, anzi facciamo due.

Le Feste ormai erano alle spalle, anno nuovo vita nuova? Più che un detto un auspicio e forse anche qualcosa in più, infatti con “poco di buono” le cose non andavano per nulla bene, discutevamo spesso e questo poi finiva per influire anche a letto, negli ultimi giorni la percepivo cambiata, sentivo che c’era qualcosa che prima o poi ci sarebbe esploso tra le mani, e questo mi sarebbe dispiaciuto, sì lo so, stronzo.
Con la Regina dei Bagni, dopo quell’incendio improvviso prima di Natale, continuavano solo le nostre provocazioni davanti al distributore di bibite e caffè, avevamo pranzato insieme solo una volta, il collega che prima delle Feste era mancato si era licenziato e così il suo giro è stato diviso tra noi superstiti, insomma anche il fronte lavoro non andava molto bene, c’è crisi, c’è crisi!
A proposito di crisi, il catorcio mi aveva definitivamente abbandonato una triste mattina di Gennaio, e la mia già compromessa situazione finanziaria non mi consentiva di prendere un’auto, neppure usata, così per fortuna mi è venuta in contro mammacara prestandomi la sua, io speriamo che me la cavo!
Con Melania invece tutto bene, forse l’unica nota positiva per il momento, da qualche giorno ogni SMS giornaliero che mandava iniziava con un meno e un numero, erano i giorni che mancavano al suo ritorno in città, ero contento di questo, ah, le avevo parlato di Dora e di quello che era capitato, ultimamente mi ero aperto maggiormente con lei su alcune dinamiche che solitamente tenevo gelosamente per me, lei invece me ne raccontava di ogni, insomma la mia Amica si stava divertendo parecchio, nutrivo una certa fiducia riguardo a quella fantasia, bene bene.


di
scritto il
2026-02-12
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