Il dovere di ingravidare mia figlia, amore e sesso senza tregua - 5

Scritto da , il 2015-12-23, genere incesti

Quella notte davvero indimenticabile si era protratta sino all'alba.

Mia figlia non contenta di aver rivissuto con me la sua prima notte di nozze,aveva voluto ripercorrere come in un film tutte le fasi del nostro incestuoso rapporto.

Ogni passo...ogni conquista....ogni posizione erano state replicate in modo rituale come a voler imprimere su una lastra mi marmo quei momenti da consegnare ad imperituro ricordo.

In quella situazione la persona più coinvolta al punto da muovermi in modo quasi automatico ero io.

Al contrario,lei controllava perfettamente la situazione e la dominava dall'alto del suo carisma e della giovanile energia e dalla sua incontenibile voglia di godere.

Era successo così che aveva voluto essere leccata come la prima volta e come le prime volte si spingeva sempre oltre nell'offrire se stessa e nel pretendere che io stesso non la privassi di alcunché.

La cosa mi aveva coinvolto a tal punto nella replica della realtà che ad un certo momento della nottata,dopo averle ben lubrificato lo sfintere anale con la lingua ed averla ben aperta con le dita,l'avevo ingroppata nel tentativo di incularla.

A quel punto lei,con un guizzo felino si era liberata dalla mia stretta ed assumendo una postura supina,mi aveva stretto a se ed allargando le cosce e portando le gambe sulle mie spalle si era penetrata lei stessa con un repentino colpo di reni e mentre si contorceva colla verga che le martellava ogni lembo della vagina e dell'utero ansimava e mi diceva:

-No..no...papà....lì no....non adesso....adesso voglio solo sentirti dentro e non voglio che nessuna goccia del tuo seme....del nostro seme...vada perduto.

Tu non sai papà quanta voglia avrei di sentirti schizzare nella mia bocca per riprovare la libidine che mi il calore del tuo sperma quando mi pervade il cavo orale e mi scalda l'ugola scendendo verso lo stomaco.

Il tuo afrore....il gusto intenso che stimola le papille sulla mia lingua....le tue mani che mi serrano la testa e la tua voce che mi incita a succhiarti e bere...bere...bere sino all'ultima goccia il tuo prezioso nettare.

Gli stessi effetti mi fai quando mi monti come una cagna e nel momento di scaldarmi il retto coi tuoi fiotti bollenti,mi mordi i fianchi con le mani,le orecchie coi denti e mi fai sentire la tua cagna scivolandomi addosso coi corpi grondanti di sudore.

Fai presto papà...fai presto ad ingravidarmi che anch'io non vedo l'ora che tutto torni come prima!!!!!

Quelle parole biascicate mentre dalla sua bocca sortiva ogni genere di rantolo causato dal suo godimento, mi aveva infoiato come un animale e percepivo perfettamente la mia bestia che si gonfiava a dismisura dentro di lei,si contraeva,pulsava sino ad esploderle ancora contro la cervice uterina i suoi interminabili fiotti caldi e fecondi.

Era già l'alba quando entrambi spossati dalla notte brava,ci siamo concessi un breve riposo.

In realtà il riposo breve era stato solo il mio giacché un impegno di lavoro mi aveva obbligato ad alzarmi presto ed uscire mentre lei dormiva con l'aria più serena ed appagata del mondo.

Era un angelo...era la mia bambina ed al tempo stesso era il mio demonio capace di trascinare anche me nelle sue peggiori perversioni.

Quando sono arrivato in ufficio le persone che aspettavo erano già arrivate piacevolmente intrattenute dalla mia segretaria vestita in maniera insolitamente provocante.

-Buon giorno dottore-

Mi aveva detto accogliendomi aggiungendo subito dopo con un tono di voce basso e confidenziale:

-Che cos'ha dottore.....la vedo stanca....non ha dormito?-

Quella conversazione si era interrotta li ripresa coi nostri ospiti con argomenti consoni al nostro lavoro.

Durante la riunione la mia segretaria si premuniva di farci arrivare diversi caffè e più d'una volta aveva dovuto respingere le insistenze di mia figlia che al telefono le chiedeva di passarmela.

Una sola volta era stata accontentata ma mi è bastata per tutta la giornata.

Con voce artefatta e inflessione da porcellina ninfomane che solo lei era capace di fare mi diceva:

-Paparino....porcone....io sono già pronta....sono tutta bagnata....la mia patatina piange aspettando l'arrivo del suo cazzone...papà...lascia tutto e corri da me altrimenti mi costringi a masturbarmi.....-

Naturalmente quell'unica telefonata aveva riattizzato il fuoco che covava sotto la cenere della mia libido e mi aveva procurato un'erezione che fortunatamente veniva celata dal grande tavolo della sala riunioni.

La mia segretaria da perfetta professionista svolgeva il suo compito senza perdere di vista però i miei cambiamenti d'espressione.

Al rientro in ufficio dal pranzo di lavoro,dopo aver congedato i clienti,la mia segretaria è entrata nel mio ufficio e inginocchiandosi davanti a me mi aveva detto:

-Lo sa dottore che è da stamattina che il suo amichetto non si concede un attimo di tregua?

Cosa ne dice se mi occupo un po' io di lui?!-

Mentre parlava,mi aveva già slacciato i pantaloni e dopo aver estratto il turgido membro dalla cappella gonfia ed arrossata dalla nottata trascorsa e dalla lunga costrizione sotto le mutande,aveva cominciato a succhiarmelo sino a farselo sciogliere in bocca come un caldo ghiacciolo.

Dopo aver ingoiato tutto ed avermi ben ripulito con la lingua,mi ha ricomposto lei stessa e poi,appoggiando le mani sulla mia scrivania e guardandomi negli occhi mi ha detto:

-Lo sa dottore che il suo rapporto con sua figlia mi ricorda molto quello tra me e il mio papà!-

-In che senso?-

Le ho risposto d'impulso!

-Nel senso che lei sa dottore.....tutti lo sanno e nessuno lo dice!

E' fortunata sua figlia dottore se lo faccia dire da me che conosco bene il TUO carattere....la TUA passione e l'argomento che HAI sotto quei pantaloni e col quale anche a me piace giocare quando me lo permetti!-

La sicurezza con la quale la segretaria aveva voluto rivolgersi a me col TU e le frasi che ben poco avevano di sibillino,mi aveva lasciato senza parole e quando la ragazza mi si è avvicinata per baciarmi,ho dischiuso le labbra ed ho lasciato che la sua lingua violasse la mia bocca.


segue



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