La fica sborrata di mia figlia 10

Scritto da , il 2018-12-29, genere incesti

Così come mi aveva promesso,mia moglie mi aveva riservato una sorpresa per quella notte.

Gli sposi erano usciti e,mentre io,davanti alla TV ero già pronto per andare a letto,mia moglie si stava preparando per uscire.

Era una sera alquanto calda e dunque,lei dopo aver fatto la doccia,si era truccata in modo leggero,aveva raccolto i capelli a coda di cavallo che le conferiva un'aria davvero giovanile ed aveva indossato una t-shirt senza reggiseno ed una gonnellina bianca come quelle che usano le tenniste.

Prima di uscire e darmi il bacio della buona notte,mi si era avvicinata e sollevando il gonnellino mi aveva mostrato il perizoma bianco ricamato che le avevo regalato prima della nostra partenza da Milano:

-Come mi sta?-

Mi aveva chiesto sorridendo:

-Bene amore...molto bene....avrai sicuramente un successone stasera.-

Le avevo risposto appoggiandole un lieve bacio proprio li.

Lei mi aveva ringraziato regalandomi un bellissimo sorriso ed un bacio sulla fronte ed era uscita sculettando su altissimi zoccoli di legno.

Era rientrata piuttosto presto.

Evidentemente era uscita giusto il tempo per prepararmi la sorpresa che mi aveva promesso.

Io mi ero addormentato sul divano ed aprendo gli occhi mi ero ritrovato col suo gonnellino calato sulla testa e con la bocca attaccata al suo sesso che roteando aveva cominciato a rilasciare sul mio viso e tra le labbra il viscoso contenuto che colava dalla sua fica.

Mentre la leccavo,si era abbassata su di me ed aveva cominciato a masturbarmi con le mani e con la bocca.

Dopo avermi scaricato tra le labbra i flussi del suo orgasmo e del precedente piacere col suo amante,si era distesa a terra ed allargando le gambe mi aveva detto:

-Vieni amore....prendimi anche tu,scaldami col tuo seme.....chiavami!-

Il mio cazzo era durissimo grazie ai suoi giochi di lingua,di mani e di bocca e per l'eccitazione che mi procuravano sempre le sue scappatelle con gli altri maschi.

Mentre la montavo lei gemeva e tra i sospiri parlava:

-Mmmm...Arturo...che bello fare l'amore con te....sai....André mi fa godere tanto col suo coso enorme ma tu sei più dolce,mi regali un piacere più lungo e rilassante...mmmmm...mentre lui è violento e mi da degli orgasmi devastanti e ripetuti...mmmm...godo...godooo...godi anche tu amore....-

Ansimo piano strozzando in gola i miei grugniti mentre unisco il mio seme a quello dell'altro maschio che ancora conserva sulla superficie uterina.

Ansimo e godo nel profondo del mio spirito per il privilegio che mi concede mia moglie di partecipare anch'io al piacere che le danno i suoi amanti.

Siamo rimasti così abbracciati per diversi minuti prima che lei si sedesse sul mio viso per scaricarmi in bocca il mio stesso sperma.

I giorni a seguire erano trascorsi tutti nello stesso modo.

Mia figlia e suo marito continuavano nell'esplorazione a piedi o in macchina delle bellezze storiche e paesaggistiche di quella zona dell'Occitania mentre io e mia moglie trascorrevamo la mattina sulla spiaggia del laghetto e nel pomeriggio,mentre io schiacciavo il mio consueto riposino mentre mia moglie si intratteneva col suo amico André.

André,come mi aveva spiegato mia moglie,non era un turista ma un Capagathoise(abitante del luogo)che in estate si concedeva tre mesi di vacanza mentre il resto dell'anno lo trascorreva a Parigi dove aveva una ditta di import-export.

La sua attività preferita in estate era quella di gigolò che praticava preferibilmente con donne sposate che in quella zona abbondavano con la complicità dei mariti "Cornuti" come amava definirli lui.

In quel momento lui ne "gestiva" tre in orari diversi ed aveva promesso a mia moglie se lei l'avesse voluto,di organizzare un incontro tutte insieme.

In realtà,io e mia moglie sapevamo bene che la mia non era una situazione da cornuto giacché la nostra era una complicità nata col nostro amore e con la consapevolezza che lei era libera come una farfalla e fedele come un pinguino.

Il quarto o quinto giorno al mio risveglio,mia moglie non era a letto accanto a me.

La cosa mi era parsa strana giacché ero sempre io ad alzarmi per primo per portarle a letto il caffé.

Mentre,ancora a letto mi sgranchivo le gambe e mi strizzavo gli occhi,dalla cucina mi arrivava un gradevole afrore di caffè.

Con mia grande sorpresa ad attendermi in cucina vi era mia figlia:

-Ciao pà.....bentornato in questo mondo....prima ero venuta da te ma dormivi come un angioletto e non ho voluto svegliarti.-

Mi aveva subito detto mia figlia correndomi incontro per abbracciarmi e stamparmi un bacio sulla bocca.

-Ciao Sandra...ma che ci fai tu qui e...dove sono tuo marito e tua madre?-

-Papà,ieri sera Antonio ha ricevuto una telefonata dalla ditta che gli chiedeva di rientrare urgentemente e io e la mamma lo abbiamo accompagnato stamattina presto a prendere il treno a Montpellier.-

-Ma perché non me l'avete detto ieri sera?-

Volevamo farti una sorpresa e poi la mamma non voleva che ti turbassi e.....non facessi i tuoi doveri coniugali.-

Aveva riso mia figlia mentre lo diceva ed io avevo riso insieme a lei.

-Tua madre dov'è adesso?-

-Sai papà,mentre eravamo al bar a prendere un caffè è arrivato il suo amico André che l'ha invitata a fare un giro in barca con lui e credo che torneranno un po tardi questo pomeriggio.-

Mentre lo diceva,dai suoi occhi sprizzavano lampi di luce e di libidine.

-Non sei contento che sono qui sola con te papà?-

-Certo bambina mia....sicuro che sono contento.-

Le avevo risposto con la voce un po tremolante mentre mi sedevo davanti alla colazione che lei aveva preparato.

Mia figlia era coperta(?)da una larga canottiera di quelle "smanicate" che sui lati metteva in mostra senza pudore i suoi generosi seni mentre davanti non nascondeva nulla del solco tra le due tette.

I pantaloncini che indossava in tessuto jeans sfilacciato simili a quelli della pubblicità Jesus,le lasciavano scoperto l'ombelico mentre dietro si insinuavano tra i glutei facendone affiorare le bianche,sode e scultoree forme.

Era davvero provocante quella semplice mise con la quale mi aveva sorpreso mia figlia.

Mentre ero seduto a tavola a bere il mio caffè e consumare la mia colazione,le mi era scivolata dietro e ponendo le sue mani sulle mie guance mi aveva tirata a se avvolgendomi la testa col le sue bocce nude.

Mi aveva massaggiato così la nuca ed i fianchi sino alle orecchie poi,tendosi sempre schiacciata a me,si era abbassata ed aveva cominciato ad alitarmi negli orecchi mentre mi leccava:

-Papà...ci pensi..io e te finalmente soli sino a stasera....non ci posso pensare...è meraviglioso.-

Poi aveva afferrato la sedia e dopo averla scostata dal tavolo con tutto il peso del mio corpo,mi era venuta di fronte e di era seduta sul mio grembo.

Muovendo lentamente il bacino sulle mie cosce,mi accarezzava il viso e mi copriva smaniosamente di baci sul viso,sulla fronte e sui capelli sino a che,unendo le sue labbra alla mia bocca,si era abbandonata ad un bacio appassionato e sensuale in cui la sua lingua si attorcigliava alla mia senza tregua in un effluvio di saliva,risucchi e trasporto tremante e peccaminoso.

Io ero completamente travolto da tanta passione ed il mio cazzo oramai durissimo,rispondeva al massaggio delle sue chiappe sulla patta dei miei pantaloncini.

Quando si è staccata allentando la sua morsa,abbiamo entrambi dovuto fare un respiro profondo tanta era l'aria di cui ci eravamo privati.

Con un rapido gesto poi,mi è scivolata tra le gambe e dopo avermi sfilato l'indumento,aveva cominciato a leccarmi ed accarezzarmi il cazzo che si contraeva come fosse una serpe.

Le sue labbra ed il tocco delle sue dita mi facevano toccare il paradiso e,quando i miei ansimi preannunciavano un finale senza ritorno,lei si era fermata e prendendomi per mano mi aveva detto con la voce impastata dai miei umori:

-Papà..non fare scherzi...adesso andiamo sul lettone della mamma e mi ripaghi con la stessa mia moneta...poi mi devi chiavare.....ti voglio sentire dentro di me...voglio sentire il calore del seme che mi ha generato...-

In un attimo eravamo entrambi nudi sul lettone mentre lei apriva le cosce alla mia smaniosa e avida bocca.-

segue





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