Cena da amici - 4 (epilogo)
di
Kazuo97
genere
tradimenti
Segue da Cena da amici - 3
Seduta sul sedile posteriore dello spazioso suv guardavo il marito della mia amica togliersi la camicia, mentre con la mano mi massaggiavo le mutande, sempre più bagnate. Lui mi prese dalle cosce e spostò il mio intimo da un lato, mentre si avvicinava alla fica per leccarla. Non era eccezionale, ma era molto che mio marito non mi dava più piacere in quel modo, e anche perché ero già molto bagnata, mi sentii ben presto dominare dall’orgasmo. Allontanai la faccia di Franco, e mi spostai in ginocchio, la testa appoggiata sul sedile, la mano sulla fica, come a invitarlo a cominciare la penetrazione. Non se lo fece ripetere due volte: si tolse i pantaloni, gettandoli in un angolo, e mi fece scorrere la punta del cazzo sulle grandi labbra, facendomi pregustare una scopata dal sapore proibito.
-
Monica leccava e succhiava il cazzo di Carlo come se la sua vita ne dipendesse, e lui godeva senza ritegno, spingendole la testa verso il suo membro durissimo e mugolando a voce alta. Anche lui non riceveva un trattamento simile da molto tempo, e c’è da dire che Monica aveva sempre fatto dei pompini di alto livello, mentre io ero sempre stata più basica. In ogni caso lui, dopo poco, riuscì a mugugnare che stava venendo, e Monica fece una cosa che io non avevo mai fatto con lui: continuò a succhiarlo con avidità, bevendo tutto il suo sperma come un nettare prelibato. Si alzò da terra, le ginocchia un po’ arrossate, e si andò a stendere sul divano, le gambe vergognosamente aperte, pronta a farsi scopare. Lui si avvicinò, ma qualcosa lo trattenne: “non posso” “e perché?” “Perché… beh siamo sposati, abbiamo già sbagliato abbastanza, non credi?”
Lei richiuse le gambe, un po’ delusa, poi gli disse: “siediti per favore”
Lui si sedette accanto a lei, ancora nudo e con il cazzo sporco del suo stesso sperma che lentamente si ammosciava.
“Che cosa pensi stia facendo tua moglie con mio marito?”
“Cosa?”
“Sei proprio un coglione sai? È ovvio che Carlo sta scopando tua moglie no?”
“Non è possibile Monica!”
“Ah no? E perché sono in garage da mezz’ora secondo te? E perché non ci hanno chiamato per scendere? Quella troverà voleva scopare mio marito e lasciarci campo libero, solo che tu non ne hai approfittato fino in fondo…”
-
Gli affondi erano rapidi e profondi, ma Franco non aveva un cazzo così grande, perciò non mi fece godere quanto avrei potuto. Si impegnava molto, questo si, perciò, anche se con una certa difficoltà, stava montando nuovamente l’orgasmo, almeno finché non lo sentii estrarre il cazzo in tutta fretta
“Ma che fai?” Gli chiesi bruscamente
Per tutta risposta sentii dei piccoli getti caldi sulla schiena, segno evidente che per lui la serata era conclusa. Mi girai lentamente, delusa, e lo vidi ansante, appoggiato alla portiera come per riposarsi. Non c’era nulla da fare: mi rimisi le mutande a posto, cercai un fazzoletto e gli chiesi di pulirmi la schiena. Lui cercava la camicia e i pantaloni, e in breve eravamo di nuovo in ascensore, pronti a tornare in casa…
-
“Quindi secondo te mia moglie sta scopando tuoi marito, e quindi io dovrei scopare te?”
“Beh l’idea è quella no?”
Il cazzo di mio marito torno duro sorprendentemente presto, e lei, con una faccia sorpresa e insieme molto eccitata, gli sali sopra, leccandosi una mano per facilitare l’accesso a Carlo.
Ormai era quasi nuda, ma Carlo le strappò comunque quel poco che le era rimasto indosso, mentre lei gli saltava sopra come una assatanata, stringendosi il seno e mordendosi le labbra. Fu in quel momento che io e Franco rientrammo in casa. Io guardai subito Monica, e l’eccitazione torno a salire, mentre Franco guardò Carlo, e dal loro sguardo capii che non erano contenti di quella situazione. Monica si alzò, nuda, senza neanche cercare di coprirsi, mentre io le andavo incontro, una spallina del vestito caduta, l’altra ancora indosso. Franco stava diventando rosso di rabbia, e Carlo era così in imbarazzo che il suo cazzo si era improvvisamente ammosciato. “E così ti stavi scopando mia moglie eh, schifoso!” “Franco scusa, mi ha praticamente costretto, io… mi ha detto che tu avevi scopato mia moglie e allora mi è sembrato giusto…”
Mentre la discussione montava, sempre più feroce, io e Monica ci guardammo, e capimmo che nessuna delle due aveva ancora goduto come si deve. Mi tolsi il vestito, rimanendo in mutande, e questo zittì gli uomini, poi mi spostai verso la mia amica, che mi prese per mano e mi portò in camera da letto. Non sapevo se ci avrebbero seguito i nostri mariti, ma non mi importava. Quello che volevo era godere veramente, e sentivo che anche per Monica era così. Ci baciammo appassionatamente, le lingue intrecciate, le mani sui corpi dell’altra. Mi tolse le mutande, e iniziò ad accarezzarmi con decisione “l’hai scopato alla fine?” “Si ma ha finito sulla mia schiena, e io non ero ancora arrivata, e tu?” “Io l’ho succhiato e basta, avevamo appena cominciato quando siete entrati… non ti ha pulito bene però…” si allontanò un momento dalla mia bocca, mi toccò la schiena con un dito, se lo porto alle labbra e lo leccò: “ecco, ora sei pulita”.
La baciai con maggiore forza, e la spinsi sul letto, pronta a leccarla, quando sentii le mani di Franco sui fianchi. Lei gli disse: “hai intenzione di finire ora?” Ma nel frattempo Carlo le si avvicinò con il cazzo tornato duro, spingendoglielo in bocca. Io leccavo Monica, mentre suo marito mi prendeva da dietro, e lei succhiava il cazzo di mio marito. Il sesso andò avanti per un po’, finché Monica non propose di cambiare le posizioni, e si mise a pecora sul bordo del letto, offrendo il culo a mio marito, che ne approfittò subito, mentre io prendevo il cazzo di Franco in bocca e sentivo i dolci baci di Monica sulla fica. Ben presto i mariti ci fecero capire di essere arrivati, e Monica si mise accanto a me, chiedendo ai nostri uomini di venirci addosso. Pochi, caldi fiotti di sperma uscirono da Carlo e Franco, che si dovettero sedere per lo sforzo, mentre Monica mi leccava via lo sperma dal seno e dalla pancia, invitandomi a fare lo stesso. Fu una serata memorabile, e dopo, mentre i mariti si rivestivano e io e Monica condividevamo una doccia non molto casta, ci promettemmo di non fare passare troppo tempo prima della prossima cena tra amici.
Seduta sul sedile posteriore dello spazioso suv guardavo il marito della mia amica togliersi la camicia, mentre con la mano mi massaggiavo le mutande, sempre più bagnate. Lui mi prese dalle cosce e spostò il mio intimo da un lato, mentre si avvicinava alla fica per leccarla. Non era eccezionale, ma era molto che mio marito non mi dava più piacere in quel modo, e anche perché ero già molto bagnata, mi sentii ben presto dominare dall’orgasmo. Allontanai la faccia di Franco, e mi spostai in ginocchio, la testa appoggiata sul sedile, la mano sulla fica, come a invitarlo a cominciare la penetrazione. Non se lo fece ripetere due volte: si tolse i pantaloni, gettandoli in un angolo, e mi fece scorrere la punta del cazzo sulle grandi labbra, facendomi pregustare una scopata dal sapore proibito.
-
Monica leccava e succhiava il cazzo di Carlo come se la sua vita ne dipendesse, e lui godeva senza ritegno, spingendole la testa verso il suo membro durissimo e mugolando a voce alta. Anche lui non riceveva un trattamento simile da molto tempo, e c’è da dire che Monica aveva sempre fatto dei pompini di alto livello, mentre io ero sempre stata più basica. In ogni caso lui, dopo poco, riuscì a mugugnare che stava venendo, e Monica fece una cosa che io non avevo mai fatto con lui: continuò a succhiarlo con avidità, bevendo tutto il suo sperma come un nettare prelibato. Si alzò da terra, le ginocchia un po’ arrossate, e si andò a stendere sul divano, le gambe vergognosamente aperte, pronta a farsi scopare. Lui si avvicinò, ma qualcosa lo trattenne: “non posso” “e perché?” “Perché… beh siamo sposati, abbiamo già sbagliato abbastanza, non credi?”
Lei richiuse le gambe, un po’ delusa, poi gli disse: “siediti per favore”
Lui si sedette accanto a lei, ancora nudo e con il cazzo sporco del suo stesso sperma che lentamente si ammosciava.
“Che cosa pensi stia facendo tua moglie con mio marito?”
“Cosa?”
“Sei proprio un coglione sai? È ovvio che Carlo sta scopando tua moglie no?”
“Non è possibile Monica!”
“Ah no? E perché sono in garage da mezz’ora secondo te? E perché non ci hanno chiamato per scendere? Quella troverà voleva scopare mio marito e lasciarci campo libero, solo che tu non ne hai approfittato fino in fondo…”
-
Gli affondi erano rapidi e profondi, ma Franco non aveva un cazzo così grande, perciò non mi fece godere quanto avrei potuto. Si impegnava molto, questo si, perciò, anche se con una certa difficoltà, stava montando nuovamente l’orgasmo, almeno finché non lo sentii estrarre il cazzo in tutta fretta
“Ma che fai?” Gli chiesi bruscamente
Per tutta risposta sentii dei piccoli getti caldi sulla schiena, segno evidente che per lui la serata era conclusa. Mi girai lentamente, delusa, e lo vidi ansante, appoggiato alla portiera come per riposarsi. Non c’era nulla da fare: mi rimisi le mutande a posto, cercai un fazzoletto e gli chiesi di pulirmi la schiena. Lui cercava la camicia e i pantaloni, e in breve eravamo di nuovo in ascensore, pronti a tornare in casa…
-
“Quindi secondo te mia moglie sta scopando tuoi marito, e quindi io dovrei scopare te?”
“Beh l’idea è quella no?”
Il cazzo di mio marito torno duro sorprendentemente presto, e lei, con una faccia sorpresa e insieme molto eccitata, gli sali sopra, leccandosi una mano per facilitare l’accesso a Carlo.
Ormai era quasi nuda, ma Carlo le strappò comunque quel poco che le era rimasto indosso, mentre lei gli saltava sopra come una assatanata, stringendosi il seno e mordendosi le labbra. Fu in quel momento che io e Franco rientrammo in casa. Io guardai subito Monica, e l’eccitazione torno a salire, mentre Franco guardò Carlo, e dal loro sguardo capii che non erano contenti di quella situazione. Monica si alzò, nuda, senza neanche cercare di coprirsi, mentre io le andavo incontro, una spallina del vestito caduta, l’altra ancora indosso. Franco stava diventando rosso di rabbia, e Carlo era così in imbarazzo che il suo cazzo si era improvvisamente ammosciato. “E così ti stavi scopando mia moglie eh, schifoso!” “Franco scusa, mi ha praticamente costretto, io… mi ha detto che tu avevi scopato mia moglie e allora mi è sembrato giusto…”
Mentre la discussione montava, sempre più feroce, io e Monica ci guardammo, e capimmo che nessuna delle due aveva ancora goduto come si deve. Mi tolsi il vestito, rimanendo in mutande, e questo zittì gli uomini, poi mi spostai verso la mia amica, che mi prese per mano e mi portò in camera da letto. Non sapevo se ci avrebbero seguito i nostri mariti, ma non mi importava. Quello che volevo era godere veramente, e sentivo che anche per Monica era così. Ci baciammo appassionatamente, le lingue intrecciate, le mani sui corpi dell’altra. Mi tolse le mutande, e iniziò ad accarezzarmi con decisione “l’hai scopato alla fine?” “Si ma ha finito sulla mia schiena, e io non ero ancora arrivata, e tu?” “Io l’ho succhiato e basta, avevamo appena cominciato quando siete entrati… non ti ha pulito bene però…” si allontanò un momento dalla mia bocca, mi toccò la schiena con un dito, se lo porto alle labbra e lo leccò: “ecco, ora sei pulita”.
La baciai con maggiore forza, e la spinsi sul letto, pronta a leccarla, quando sentii le mani di Franco sui fianchi. Lei gli disse: “hai intenzione di finire ora?” Ma nel frattempo Carlo le si avvicinò con il cazzo tornato duro, spingendoglielo in bocca. Io leccavo Monica, mentre suo marito mi prendeva da dietro, e lei succhiava il cazzo di mio marito. Il sesso andò avanti per un po’, finché Monica non propose di cambiare le posizioni, e si mise a pecora sul bordo del letto, offrendo il culo a mio marito, che ne approfittò subito, mentre io prendevo il cazzo di Franco in bocca e sentivo i dolci baci di Monica sulla fica. Ben presto i mariti ci fecero capire di essere arrivati, e Monica si mise accanto a me, chiedendo ai nostri uomini di venirci addosso. Pochi, caldi fiotti di sperma uscirono da Carlo e Franco, che si dovettero sedere per lo sforzo, mentre Monica mi leccava via lo sperma dal seno e dalla pancia, invitandomi a fare lo stesso. Fu una serata memorabile, e dopo, mentre i mariti si rivestivano e io e Monica condividevamo una doccia non molto casta, ci promettemmo di non fare passare troppo tempo prima della prossima cena tra amici.
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Un viaggio di piacere - 3: Epilogo
Commenti dei lettori al racconto erotico