Moka

scritto il 2026-11-04 tempo di lettura 4 min

di
genere
Sentimentali
cura
A

Il caffè sale dalla moka, iniziando con un gorgoglio che si fa sempre più intenso, l'aroma che si sprigiona mi apre le narici e la mente inizia a riempirsi di pensieri, di ricordi, che solo un attimo prima erano altrove, sospesi tra il fumo di una sigaretta e i problemi di tutti giorni.
Porto le dita a sfiorare il naso d'istinto e sento ancora il suo odore, intenso, pungente, monta un pensiero che si accende come un lampo, il respiro muta e si fa più intenso, mentre il caffè sale, fino ad uscire dalla moka.
Le dita si facevano largo, tra il tessuto dei tuoi leggings, dita sfacciate che si spingono dentro, tra il cotone morbido delle tue mutande già bagnate e l’inferno delle tue grandi labbra umide, e guardavo i tuoi occhi socchiusi, le braccia aperta erano attesa, la mia bocca era voglia.


Verso il caffè nella tazzina di porcellana bianca, niente zucchero, il vapore che esce dalla moka si mescola a quello della sigaretta che tengo tra le dita.
Sorseggio quel liquido caldo, annuso il suo intenso aroma mentre altre immagini mi riempiono il cervello, frammenti di momenti passati insieme, tra parole e baci, mentre due mani si cercavano fino ad unirsi.


Due dita si facevano largo tra la tua fessura che si schiudeva sempre più ad ogni passaggio, sfioravano il clitoride gonfio ed avanzavano, il tuo respiro si faceva sempre più intenso, ascoltavo il tuo corpo che mi parlava, chissà dove si stavano perdendo i tuoi pensieri ansimare, adesso ero io a chiudere gli occhi.


Il caffè scendeva nella gola, caldo, saporito, un altro tiro di sigaretta che stava bruciando in fretta, fissavo la finestra aperta come a poterti ritrovare ancora una volta, i ricordi vanno verso un’altra finestra aperta, al vento che entrava e accarezzava i nostri corpi avvinghiati sul letto ed eravamo persi a rincorrere il piacere.

Continuo a sorseggiare un caffè che ora è diventato tiepido, accendo un'altra, l'odore dello zolfo di un fiammifero, mentre altri odori accendono i pensieri, sempre più bagnati e gonfi.


Cresce anche adesso il desiderio di te, il cervello ritrova la tua mano che mi cercava, facendosi largo tra i boxer macchiati da un piacere che voleva già esplodere, baciavo la tua bocca che sapeva di sesso, di orgasmo, volevo vederti godere, vorrei sentirti godere, con un dito eri mia, mentre la lingua sfiorava la tua pelle e il tuo corpo si contraeva, ero teso come un arco pronto a scoccare la mia freccia, e tu eri un’onda pronta a tracimare


La sigaretta si brucia in fretta, il fumo sale lento per poi sparire portato lontano dal vento che entra senza chiedere permesso da questa finestra rimasta socchiusa, i miei occhi restano persi, i pensieri in bilico dall’essere pieni e leggeri, intanto tutto mi riporta a te, a noi, a un tempo diverso.


Continuavi a sussurrare parole a gambe aperte, la mia testa tra le tue cosce, le mani trovavano i tuoi capezzoli che stringevo forte, giocavo con il tuo seno gonfio, le dita sfioravano le linee del tuo corpo, il tuo ansimare cresceva e lo posso ascoltare anche adesso, eri prigioniera nella mia bocca, il tuo piacere mi esplodeva nel cervello, posso sentire ancora i gemiti di piacere rimbombare nel mio cervello, dove sei.

Quei soffi di vento caldo che entravano dalla finestra si facevano sempre più forti, il fumo impazzito saliva e scendeva nella stanza, le tende tese sembrano fantasmi bianchi colpiti dalla luce di questo nuovo giorno che sta nascendo, il buio della notte è solo ricordo.

Sorseggio l’ultimo goccio di un caffè che ormai è diventato freddo, guardo il pacchetto di sigarette sopra il tavolo con vicino la scatola di fiammiferi, sono tentato ma desisto, mi aspetta una doccia e un altro giorno da affrontare mentre torno a camminare insieme a questo presente.
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