Il prelievo - quinta parte

scritto il 2026-10-06 tempo di lettura 8 min

di
genere
confessioni
cura
A

La verità?
Se buona parte di me era contento che Giulia aveva altro da fare, un’altra, magari piccola, era dispiaciuta, insomma stava maturando dentro di me l’idea, ma forse dovrei dire la certezza, che avrei finito per cedere alle sue continue provocazioni, e poi mai mi era capitato che una donna in maniera anche sfacciata, o comunque così diretta, mi facesse la corte, di solito ero sempre stato io a fare i primi e anche secondi passi.
Poi, non so come mai, mi venne in mente l’uomo col quale la vidi quella sera che mangiarono in ristorante, anche se potevo supporre che fosse il marito o il compagno, non potevo avere la certezza, chissà, magari glielo domanderò prima o poi.
Quell’interrogativo mi aprì la strada da altri pensieri, forse confusi, astrusi, come ad esempio il fatto che se lei fosse stata veramente impegnata, e io lo stesso, magari poteva uscire qualcosa legata al solo sesso, senza scomodare sentimenti e menate del genere, come se questo mettesse al riparo me, ma anche lei, da ipotetiche situazioni che avrebbero messo in discussione il mio rapporto.
Ed ecco che la vocina della coscienza si fece viva con un roboante “ma quanto sei stronzo” ed in effetti aveva ragione, insomma, ancora una volta ecco che iniziavo a farmi mille seghe mentali, per fortuna a stoppare questo oceano di pensieri senza capo ne coda ci pensò lo squillo del cellulare, era la mia dolce metà, minchia, ma non è che pure lei…mi percorse un brivido lungo la schiena, prima di rispondere.

< Amore, ciao, cosa stai facendo di bello, ti stai godendo il tuo meritato riposo >
Esordì con la sua solita voce squillante.
< Ah tesoro, guarda che se sei al mare sappi che tra poco piove da te, mi dispiace >
Ma porca di troia, come minchia fate a dire che piove che in cielo non c’è manco mezza nuvola, pensai alzando lo sguardo in alto, ammirando la maestosità del mare che in effetti s’era fatto più mosso di poco prima.
< Tesoro, sono in spiaggia e c’è il sole, tu invece, pausa lavoro o hai finito per oggi >
La conversazione si portò avanti per una decina di minuti, apparentemente parlando di niente d’importante, poi nel finire calò l’asso dicendomi che sarebbe venuta da me tra una decina di giorni, da vedere se qua, nel caso mi fossi fermato, o se a casa.
Ero contento di vederla, anche perché, ammetto, per varie ragioni, alcune mi appaiono chiare e ovvie, iniziavo a sentire un grosso desiderio che stava crescendo di fare sesso, ma anche all’amore eh, per carità, ma diciamo che in quel momento sesso era il sentimento più appropriato, la domanda è, riuscirò a resistere, a scacciare certe tentazioni, sospirone…
< Ma guarda amore, non vedo l’ora e anzi, peccato che non riesci ad arrivare prima >
Poi ci salutammo e solo in quel momento, mentre mi giravo a mettere il cellulare nella borsa, alzando lo sguardo al cielo lo vidi bello nero e carico di una pioggia che da lì a qualche minuto sarebbe certamente scesa, porca troia!!

Chiusi l'ombrellone, ripiegai la sedia sdraio, misi l’asciugamano nello zaino e mi diressi a passo spedito verso casa, nel frattempo il vento aveva iniziato a soffiare sempre più forte e le prime gocce di pioggia bagnavano l’asfalto della strada dove stavo camminando, anche l’aria s’era fatta molto più fresca, mi dispiaceva solo perché stavo così bene crogiolato sotto a quel sole che era sì caldo ma non cattivo, e poi ora che minchia avrei fatto nel resto del pomeriggio, visto che non erano neppure le tre e mezza.
Raggiunta casa mi parve abbastanza chiaro su cosa avrei potuto fare nel resto del pomeriggio, o almeno per una buona parte, il guardone!!
Eh si, che dire, la vita è fatta di molte prime volte e quel pomeriggio me ne diede dimostrazione, dalla parte dove dormiva Ornella mi giunsero distintamente dei sospiri e delle grida mal soffocate, che non lasciavano adito a nessun tipo di interpretazione su cosa stava capitando nella sua camera, quello che invece mi sarebbe apparso agli occhi non l’avevo immaginato, con Ornella c’era un’altra ragazza che in un primo momento non riconobbi perché mi dava la schiena, ma poi con mia grande sorpresa, una volta che si girò di lato, riconobbi Cinzia, un’altra nostra collega.
Ora, non che la cosa mi scandalizzò, ci mancherebbe, diciamo che mi colse di sorpresa ecco, anche perché a parte Ornella che sapevo avere un fidanzato fino a qualche mese fa, il ragazzo di Cinzia lo conosco proprio, praticamente lo vedevo ogni sera che veniva a prenderla al lavoro, e questo fino a pochi giorni fa, quindi la mia fu solo sorpresa, appunto.

L’imposta che dava nella finestra della camera era solo socchiusa, o magari era stato il vento ad aprirla di quel tanto da consentire di vedere, ero fermo immobile con ancora in mano sedia e ombrellone, sarei anche potuto andare via, tirare dritto fino alla porta della mia abitazione, ma la realtà è che mi fermai volentieri, e poi quando mai mi ricapita una situazione del genere, e si vede che era destina.
Che poi, ma qua cado probabilmente nel banale o nello scontato, a quale maschio l’idea di trovarsi in mezzo a due donne non dispiace, o non c’ha mai ricamato su mille e mille fantasie, bene se esiste io non sono certo uno di quelli.
Certo non osavo pensare o sperare di giungere a tanto, ma l’idea di godermi lo spettacolo, bè quello si che non me lo volevo proprio perdere e così in silenzio, trattenendo il fiato, posi le cose poco più in là, appoggiandole delicatamente vicino alla porta d’ingresso ed evitando anche il minimo rumore, poi sempre trattenendo il respiro, mi misi a spiare le due che si stavano scopando nel letto di Ornella, trovando una angolazione che mi consentisse di non perdermi praticamente nulla e nello stesso tempo di non essere visto e quindi scoperto.

Che poi anche fosse successo, sarei stato curioso di vedere come gestiremo la situazione, quasi quasi me la sarei giocata, poi prevalse la ragione, o forse altro, sta di fatto che mentre le guardavo mangiarsi a turno, stringevo tra le mani il cazzo che era diventato decisamente duro, mi assalì un irresistibile impulso di farmi una colossale sega, immaginando di venire su i loro corpi che continuavano a divorarsi, ansimando e godendo.
L’immagine di Cinzia che messa a pecora aveva la testa in mezzo alle gambe spalancate di Ornella che a sua volta le sosteneva alzandole, la schiena inarcata, la testa che si dimenava a destra e sinistra, le mani che stringevano la nuca di Cinzia, come a volerla guidare verso il massimo del piacere, il suo bisbigliare a bassa voce, continua, più in fondo, infilami un dito dentro, no due, continua, vengo, ecco, tutto questo unito alle immagini mi fecero godere nel giro di due o tre minuti, una sborrata come da molti anni non mi capitava di avere e cosa ancor più incredibile, che dopo poco mi si drizzò nuovamente, anche se non duro come poco prima.

Le due continuarono ancora per una decina di minuti, credo che saranno venute almeno due o tre volte ciascuna, poi si sdraiarono sul letto singolo, avvinghiate, potevo vedere nitidamente il sudore dei loro corpi, mentre fuori pioveva tra alcuni lampi e dei roboanti tuoni, si accesero una sigaretta che si passarono tra uno scambio di effusioni dolci e dei baci più intensi e carnali, e io che le spiavo senza sentirmi in colpa.
Dopo poco Ornella aprì un cassetto dell’armadio, là mi dovetti spostare perché era proprio accanto alla finestra, subito non vidi cosa avesse preso, solo poco dopo notai prima una specie di cintura che avvolse al bacino di Cinzia, cintura che aveva un discreto fallo, lo mise le ginocchia sul letto, stese le braccia in avanti e flettendo la schiena fino a toccare il materasso con la testa, abbassò poco il bacino, e Cinzia mise le sue piccole mani dalle dita affusolate nei glutei di Ornella che ebbe un sussulto, allargò le chiappe e afferrandola per i fianchi fece entrare il fallo dentro Ornella che si lasciò andare a dei gemiti di piacere.
Cinzia sembrava interpretare molto bene la parte del “maschiaccio” apostrofando Ornella con parole “sporche”, le due sembravano molto in confidenza, insomma, non mi davano l’idea che quella fosse la loro prima volta insieme, intanto Cinzia pompava, i suoi capelli appena sotto le spalle erano come foglie libere e spinte da un vento di passione, intervallando colpi molto decisi ad altri più soffici, a tratti era rude e subito dopo dolce e amorevole come quando, proprio quando Ornella stava godendo per l’ennesima volta, Cinzia si chinò baciando ed accarezzandole la schiena, con amore, subito dopo le gambe della prima cedettero sotto il “peso” di quell’ultimo orgasmo che concluse il loro amplesso e pose fine allo spettacolo al quale avevo assistito.
Le lasciai nella stanza, presi le mie cose e andai verso la mia camera, sbattendo apposta la porta, in modo da far capire che non erano più sole.


CONTINUA….
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