Sì domani

di
genere
confessioni

Le pale del ventilatore appeso al soffitto girano veloci, il caldo carico di umidità mi entra nel cervello e non mi da tregua neppure questa notte, prima o poi devo decidermi di comprare un condizionatore, ormai sono più le notti che passo insonne che quelle che riesco a chiudere occhio.

Il corpo intriso di sudore, mille gocce scendono da tutto il corpo e cadono nel lenzuolo di lino, di fianco mio marito dorme e russa, lo odio e lo invidio, mi domando sempre come riesce a dormire un minuto dopo che appoggia la testa sul cuscino, io invece alle 4 del mattino sono ancora con lo sguardo fisso verso il soffitto, gli occhi spalancati bucano il buio di questa notte, mi consolo solo con i mille pensieri che la fantasia riproduce nella mia testa, come un film dove la scena si ripete all’infinito e io sono sempre la protagonista, la regista, la comparsa, la prima donna, manca solo una colonna sonora degna del momento e quel qualcosa, che mai potrò ricreare, che mi possa rendere vero e reale quello che vive solo attraverso l’immaginazione.

Mi lascio andare in un profondo sospiro senza neppure provare a trattenerlo, lo lascio libero tanto quanto questo corpo nudo che si agita, mi muovo d’impulso mentre la mano scende, prigioniera tra le cosce che stringo forte, come a non voler lasciar andare via, come se pretendessi qualcosa che a questo punto sento essermi dovuta, e intanto la voglia sale, un pensiero si fa strada nel cuore di questa maledetta notte sempre più carica di caldo umido e desiderio di trovare altre umidità.

Ho voglia, ci sono giorni e poi notti che non mi da tregua, poi guardo lui, mi investe il ricordo di ciò che era tempo fa, poco tempo fa, non so neppure io come siamo arrivati a questo punto, dove ci siamo persi, all’inverno nel quale siamo entrambi piombati, mi rammarico e non mi capacito, lo rivorrei fuoco come prima, lo amo ancora, si, no, forse, ma si dai, però c’è una parte di me che prima o poi prenderà un’altra strada, sono, siamo ancora giovani, sono ancora attraente, me ne accorgo ogni giorno di più, ogni volta che sento gli sguardi su di me, di uomini che manco conosco e che probabilmente potrebbero non essere credibili o genuini, ma anche di colleghi, due su tutti, o di amici che sfidano il proibito lanciandomi chiari messaggi che non lasciano adito a nessun fraintendimento, fino a quando riuscirò a resistere, fino a quando riusciremo a resistere.

E lui, coi suoi riccioli neri e folti, il suo fisico forgiato da anni di nuoto agonistico, i suoi occhi dove mi perdo ancora e dove, lo so, si perdono molte altre donne, magari è semplicemente finito il sentimento dell’amore, si potrebbe essere, e con esso anche l’attrazione reciproca? Me domando,, ci piacciamo ancora? Anche questo mi domando.
Condividiamo gli stessi spazi, mangiamo assieme, usciamo con gli amici comuni, ridiamo e scherziamo ancora insieme, ci riusciamo ancora, ma poi, al dunque, non ricordo neppure l’ultima volta che abbiamo fatto l’amore, o l’ultima volta che abbiamo fatto sesso.

Anche l’autoerotismo mi sta diventando stretto, impazzisco, a neanche 40 anni no, non è giusto, e intanto le gocce di sudore continuano a scendere sul lenzuolo che in alcuni punti si sta inzuppando, l’odore di chiuso e umido mi penetra nel cervello dalle narici, respiro quasi a fatica, come se mi mancasse l’aria eppure sto respirando, il mio cuore pompa forte, veloce, ascolto il mio respiro che mi tiene compagnia in questa fottutissima notte, solo le 4 e dieci, solo dieci minuti da quando ho guardato l’ora, mi sembra passata un’eternità, una vita, la stessa che mi sta scorrendo negli occhi anche adesso, la sua barba di tre giorni ispida e forte che mi graffia l’anima, divorando la fica, la sua lingua che stuzzica il clitoride, io che non riuscivo a restare ferma, o a non gridare di piacere quando piena di lui, delle sue attenzioni, esplodevo in un orgasmo intenso che mi spezza le reni, paralizzando il respiro che trattenevo fino ad esplodere una seconda volta sotto il suo insistere con le dita infilate nel mio fiore intriso di fluidi e con una voglia di recuperare il fiato e saltargli addosso.

Ed invece ora sono qui, nel cuore dell’ennesima notte che non vuole passare, tre dita dentro il mio piacere, i capezzoli che mi fanno male da quanta voglia di stringerli, strizzarli, dai scopami cazzo, scopami, ti sto implorando, te lo sto vomitando addosso, ma tu niente, dormi profondamente e magari, ironia della sorte, si magari stai sognando esattamente quello che sto desiderando ora io ad occhi aperti, e intanto ecco uno squallido orgasmo che monta veloce come un lampo e che presto, o subito dopo, è già un amaro e lontano ricordo

Una lacrima scende rigando questo volto triste, eh già, fino a quando mi domando sempre più insistentemente, domani parliamo, domani devono arrivare delle risposte, costi quel che costi, qualsiasi sia il prezzo, come quello di un addio o di un abbandono, si domani!
scritto il
2026-10-02
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