L'inseminazione naturale, L'inizio della storia parte 2
scritto il 2026-11-05 tempo di lettura 10 min
di
StefeMichi
genere
Prime esperienze, Sentimentali, Tradimenti
cura
A−
Qui inizia la seconda parte, vi consiglio di leggere la prima per capire un po’ più di noi
Sono Stefano ed ero al lavoro quel giorno aspettando la sera, in testa avevo alti e bassi, da una parte non vedevo l’ora che Michela si preparava per questa sera, dall’altra mi saliva la gelosia sempre di più, so bene che se Michela decide di fare la porca è difficile darle una fine, mi ha fatto molte premesse che non succederà ma quando il corpo chiede e si spegne la mente per seguire il desiderio potrebbe succedere di tutto, ieri l’ho vista come guardava mio fratello toccarselo, non ho capito se le piaceva o meno ma sicuramente non le faceva schifo, continuavo a fantasticare finché non si fecero le 18 e corsi a casa.
Michela quando ero rientrato stava entrando in doccia, quindi mi sono messo in soggiorno e ho aperto una birra per stemperare la tensione, ho sbirciato in camera e ho intravisto un bel po’ di vestiti sul letto, questo voleva solo dire che non si era decisa, avrei voluto aprire la porta del bagno e scoparla direttamente, ma non mi sembrava il caso disturbarla.
Contavo i secondi i minuti, non usciva mai dal bagno, mi iniziavo a chiedere che cosa stesse facendo ma in quel momento uscì con l’accapatoio, era già bellissima, struccata tutta al naturale, le sarei saltato addosso a momenti avevo un desidero troppo alto dopo la giornata di attesa, le ho chiesto: “che cosa ti metti” lei: “sarà una sorpresa, anche per te, non ho ancora deciso” io: “ah quindi fuochi d’artificio stasera?” Lei: “si ma non fantasticare troppo, faremo solo ciò che è necessario” Rimasi un’attimo in silenzio e rimurginai sulle parole -ciò che è necessario-, e se era necessario fare sesso? Mi vide scuotere la testa per cacciare questi pensieri, lei si chiuse in camera e io mi sentivo quasi uno stupido a pensare a lei che si preparava per un’altro uomo, io dovevo solo aspettare.
Si fece attendere abbastanza dopo circa un’oretta uscì, era fantastica, aveva le sue loubitin ai piedi, calze scure molto velate, una gonna corta ma non esageratamente, infatti non capivo se erano autoreggenti o meno, sopra una maglia bianca attillata come una seconda pelle e sotto incredibilmente non aveva messo un reggiseno, sopra alla maglia si era messa un copri spalla lungo che cadendo in avanti copriva proprio le tette, e sopra mi chiese se mettere il trench o un giubbotto lungo, avevo già capito che la sua strategia era di avere più strati così da poter scegliere di spogliarsi lentamente, davvero furba e già mi stava venendo un po’ duro a pensare cosa avrebbe fatto, subito dopo avevo dubbi se questa fosse la cosa giusta. Mi chiese per cena cosa vogliamo fare? Proposi una pizza veloce a casa, anche perchè non avevo molto fame volevo solo che arrivassero le 22:30, ma sembrava non arrivare mai quel momento.
Invece Michela a gran sorpresa mi disse: “mi sono preparata tutta, mica per sprecarlo solo con tuo fratello, dai guarda che mi sono preparata più per te che per lui” Quello che disse mi rincuoró molto e contento la portai in una trattoria tranquilla, non cerano molti clienti dato che era infrasettimanale, cerano due coppie e una tavolata con 6 uomini, sembravano o camionisti o operai.
Quando entrammo al locale notammo tutti gli occhi addosso, era difficile non notare Michela, il cameriere ci accompagnò in un angolo della sala, Michela si sedette all’angolo con la visione libera verso tutta la sala invece io davo le spalle a tutti, eravamo anche troppo eleganti per la trattoria ma non volevamo andare in un posto impegnativo.
Michela mi diceva che dal tavolone, 3 uomini la vedevano praticamente tutta, visto che il nostro tavolo era di tre quarti verso di loro e la tovaglia era corta, potevano benissimo vedere le gambe di Michela, lei aveva la gamba accavallata nel verso opposto a loro e mi disse: “mi è caduta la forchetta” la fece scivolare a terra, io mi piegai sotto al tavolo per prenderla e lei in quel momento scavallò le gambe e cambio gamba, in quel momento avevo visto delle fantastiche autoreggenti e il suo perizoma con una fantasia in pizzo nera, Michela: “Sai hanno visto tutto, come hai visto tutto tu” Io: “Tu sai proprio come farmi arrapare” Michela sorrise e diede uno sguardo anche al tavolone che bisbigliavano e guardavano Michela. Si prospettava una serata sempre più bollente da questo preambolo, mi volevo godere la cena senza pensare troppo al dopo anche se era molto difficile.
Cenammo in un atmosfera molto positiva, bevemmo anche due calici per essere più rilassati, prima del conto andai in bagno e mentre tornavo al tavolo la ammiravo, era bellissima questa sera e estremamente sexy, gli uomini al tavolone l’avrebbero chiavata direttamente li, lei aveva regalato una visione indimenticabile a loro per tutta la cena, solo li mi ero accorto che mentre ero in bagno si era tolta il copri spalle, dalla maglietta bianca le si vedevano i capezzoli che spingevano contro il tessuto, mi stava provocando davvero tanto, Michela: “Sai volevo giocare un po’ tra di noi, perché prima ci siamo noi di tutto il resto” bevemmo il caffè e sono rimasto duro tutto il tempo, continuavo a guardarle le tette, gli uomini vedevano benissimo le sue cosce che ogni tanto scavallava e ri accavallava appositamente con un movimento lento, alzandoci ha voluto fare un gesto proprio da porca, si è sistemata il bordo dell’autoreggente mostrando benissimo la balza. Dopo quest’ultimo gesto siamo andati via, in macchina abbiamo commentato le facce di loro, lei era stata proprio porca.
Arrivati a casa dopo poco suonò mio fratello, la tensione era tornata, chiesi a Michela “perché sta ancora col cappotto?” Lei: “non voglio mica far vedere tutto subito” Provai una stretta al cuore, stava per succedere e lei mi sembrava molto calda. Aprì la porta a mio fratello ci salutò calorosamente e ci sedemmo in soggiorno, lui poteva vedere solo i polpacci avvolte dalle calze e le loubitin e il resto era coperto dal cappotto, mio fratello le disse: “Ma hai freddo?” Michela: “no no, anzi siamo solo tornati da poco” Lei si alzò e tolse il cappotto facendolo scivolare a terra, lei era una statua con il cappotto a terra, vestita in quel modo avrebbe fatto svegliare anche i morti. Parlammo dell’ultima sera, mio fratello: “sapete non era facile ieri, sicuramente adesso già è un’altra cosa ma rimane comunque una cosa non facile da fare” Io: “ma non ti preoccupare, abbiamo capito che non ti abbiamo aiutato per nulla, anzi abbiamo appesantito l’atmosfera, oggi proviamo questa nuova strategia” Michela: “Stasera così ti stiamo aiutando?” Passandosi una mano lungo il bordo delle tette fino al fianco e alla coscia” mio fratello abbastanza imbarazzato e rosso accennò un si con la testa, andammo in stanza con Michela che ci precedeva, il rumore dei tacchi, vederla sculettare davanti a noi mi sentivo in un film porno, ero geloso ma ero carico dalla cena, avrei voluto scoparla subito, ma non era il momento per me.
Io mi sedetti in una poltrona con di fronte il letto, volevo vedermi bene la scena in confronto all’ultima volta, Michela mi fece un’occhiolino prima di sedermi, e si sedette anche lei ai piedi del letto, e disse: “vatti a scaldare che poi ci sarà una sorpresa per te” mio fratello uscì dalla stanza, nell’attesa lei aprì le gambe guardandomi negli occhi, si spostò il perizoma e si allargò le labbra della figa, sembrava una pornostar, io me lo toccavo da sopra i pantaloni, lei mi sorrideva ammiccante, vederla ancora vestita con tacchi, autoreggenti, gonna, maglietta e copri spalle ma con tutta la figa aperta, mi faceva scoppiare.
Poco dopo bussò mio fratello entrò molto più duro dell’ultima volta, lei si era ricomposta prima che entrasse e si alzò in piedi, sapevo che questo era per nascondere le autoreggenti, mio fratello ancora non aveva capito cosa stava per vedere e lei gli disse “adesso guarda” io ero in trans da questa visione, lui stava a due passi da lei, tutti e due in piedi, avevo la visione completa di tutti e due. Michela iniziò a far scivolare via il copri spalle scoprendo le tette libere sotto alla maglietta, si vedevano benissimo i capezzoli duri, segnale che anche lei si stava un po’ eccitando, con movimenti molto lenti e intensi si toccava la pancia per passare a massaggiare le proprie tette da sopra maglietta che non nascondeva nulla, mio fratello aveva rallentato la sega, si stava gustando la scena, lei gli rivolgeva sguardi da porca verso di lui e verso il suo arnese, lei iniziò a toccare il bordo della gonna, ma prima si sedette sul letto, accavallò le gambe mostrando finalmente le autoreggenti, lui si mordeva le labbra guardando le cosce, Michela: “ti basta?” Lui: “sei bellissima” Michela: “prima mi hai chiesto se avevo freddo, forse la gonna è di troppo adesso che ne dici?” Lui: “emmm si si” Michela: “mi aiuti?” Lui si tolse le mani dal pene si avvicinò per aiutarla, penso lo fece apposta ma appoggiò la punta sulle cosce di lei dato che si era alzata in piedi, lei tirò giù la cerniera della gonna e diede il bordo a mio fratello indicandoglielo, lui si avvicinò e glielo tirò giù fino ai piedi, lei alzandolo con il piede lo riprese in mano e me lo lanciò, notai che dove lui aveva appoggiato la punta aveva bagnato la calza, stava scoppiando, Michela sorridendo disse: “ci sei?” Mio fratello riprendendoselo in mano: “si si” e ricominciò a toccarselo, mentre lei si era di nuovo seduta e si accarezzava tutta dalle cosce alle tette, a un certo punto lei poggiò la schiena sul letto e stese le gambe verso il soffitto e iniziò lentamente a sfilarsi il perizoma, era stupenda in questa posizione si vedeva tutto, lei dopo aver sfilato il perizoma lasciandolo vicino ai tacchi aprì le gambe, e chiese “sei pronto adesso?” mio fratello fece solo cenni con la testa molto velocemente sembrava affamato, Lei disse: “aspetta che mi giro” con un movimento molto lento e sexy si mise a pecorina con le gambe tese e con i tacchi era una statua, mio fratello senza dire nulla d’istinto apri le chiappe di Michela, lei non se lo aspettava fece un piccolo balzo, ma lo lasciò fare, lui continuando a segarsi avvicinò la punta alla figa, iniziò ad appoggiarlo ma alla prima strusciata di cappela sulla figa, iniziò a urlare “oddio” stava venendo sopra alla figa. Rimanemmo senza parole, lui continuava a venire e ormai si stava lasciando andare, Michela aveva gli occhi sbarrati, subito dopo si scusò tantissimo, lei era ricoperta di sborra sul culo e sulla figa, mio fratello ci spiegò mortificato che non si era riuscito a controllare, non era abituato a queste cose e che con la moglie non lo fanno mai così, noi lo tranquillizzammo un po’ delusi. Michela andò a pulirsi e ne parlai con mio fratello, la sua conclusione era che forse entrare un po’ prima aiuterebbe a evitare questo incidente, io ero turbato da questo volere ma capivo che sincronizzare tutto al secondo era difficile, ci salutammo senza fargli sapere cosa avremmo fatto, ne volevo parlare con Michela prima, lei era rimasta vestita così ma con una vestaglia sopra, ovviamente per la notte l’ho scopata forte e l’abbiamo fatto almeno due volte, non bastandole la prima me lo ha fatto venire duro di nuovo subito con la sua bocca carnosa stupenda e ha voluto la seconda sborrata in gola.
Il giorno dopo ne parlammo, eravamo un po’ titubanti, questo voleva dire che per certo ci sarà un momento per fare sesso, lei è molto calda non si sarebbe controllata, ci riflettemmo per un paio di giorni
Continua….
Sono Stefano ed ero al lavoro quel giorno aspettando la sera, in testa avevo alti e bassi, da una parte non vedevo l’ora che Michela si preparava per questa sera, dall’altra mi saliva la gelosia sempre di più, so bene che se Michela decide di fare la porca è difficile darle una fine, mi ha fatto molte premesse che non succederà ma quando il corpo chiede e si spegne la mente per seguire il desiderio potrebbe succedere di tutto, ieri l’ho vista come guardava mio fratello toccarselo, non ho capito se le piaceva o meno ma sicuramente non le faceva schifo, continuavo a fantasticare finché non si fecero le 18 e corsi a casa.
Michela quando ero rientrato stava entrando in doccia, quindi mi sono messo in soggiorno e ho aperto una birra per stemperare la tensione, ho sbirciato in camera e ho intravisto un bel po’ di vestiti sul letto, questo voleva solo dire che non si era decisa, avrei voluto aprire la porta del bagno e scoparla direttamente, ma non mi sembrava il caso disturbarla.
Contavo i secondi i minuti, non usciva mai dal bagno, mi iniziavo a chiedere che cosa stesse facendo ma in quel momento uscì con l’accapatoio, era già bellissima, struccata tutta al naturale, le sarei saltato addosso a momenti avevo un desidero troppo alto dopo la giornata di attesa, le ho chiesto: “che cosa ti metti” lei: “sarà una sorpresa, anche per te, non ho ancora deciso” io: “ah quindi fuochi d’artificio stasera?” Lei: “si ma non fantasticare troppo, faremo solo ciò che è necessario” Rimasi un’attimo in silenzio e rimurginai sulle parole -ciò che è necessario-, e se era necessario fare sesso? Mi vide scuotere la testa per cacciare questi pensieri, lei si chiuse in camera e io mi sentivo quasi uno stupido a pensare a lei che si preparava per un’altro uomo, io dovevo solo aspettare.
Si fece attendere abbastanza dopo circa un’oretta uscì, era fantastica, aveva le sue loubitin ai piedi, calze scure molto velate, una gonna corta ma non esageratamente, infatti non capivo se erano autoreggenti o meno, sopra una maglia bianca attillata come una seconda pelle e sotto incredibilmente non aveva messo un reggiseno, sopra alla maglia si era messa un copri spalla lungo che cadendo in avanti copriva proprio le tette, e sopra mi chiese se mettere il trench o un giubbotto lungo, avevo già capito che la sua strategia era di avere più strati così da poter scegliere di spogliarsi lentamente, davvero furba e già mi stava venendo un po’ duro a pensare cosa avrebbe fatto, subito dopo avevo dubbi se questa fosse la cosa giusta. Mi chiese per cena cosa vogliamo fare? Proposi una pizza veloce a casa, anche perchè non avevo molto fame volevo solo che arrivassero le 22:30, ma sembrava non arrivare mai quel momento.
Invece Michela a gran sorpresa mi disse: “mi sono preparata tutta, mica per sprecarlo solo con tuo fratello, dai guarda che mi sono preparata più per te che per lui” Quello che disse mi rincuoró molto e contento la portai in una trattoria tranquilla, non cerano molti clienti dato che era infrasettimanale, cerano due coppie e una tavolata con 6 uomini, sembravano o camionisti o operai.
Quando entrammo al locale notammo tutti gli occhi addosso, era difficile non notare Michela, il cameriere ci accompagnò in un angolo della sala, Michela si sedette all’angolo con la visione libera verso tutta la sala invece io davo le spalle a tutti, eravamo anche troppo eleganti per la trattoria ma non volevamo andare in un posto impegnativo.
Michela mi diceva che dal tavolone, 3 uomini la vedevano praticamente tutta, visto che il nostro tavolo era di tre quarti verso di loro e la tovaglia era corta, potevano benissimo vedere le gambe di Michela, lei aveva la gamba accavallata nel verso opposto a loro e mi disse: “mi è caduta la forchetta” la fece scivolare a terra, io mi piegai sotto al tavolo per prenderla e lei in quel momento scavallò le gambe e cambio gamba, in quel momento avevo visto delle fantastiche autoreggenti e il suo perizoma con una fantasia in pizzo nera, Michela: “Sai hanno visto tutto, come hai visto tutto tu” Io: “Tu sai proprio come farmi arrapare” Michela sorrise e diede uno sguardo anche al tavolone che bisbigliavano e guardavano Michela. Si prospettava una serata sempre più bollente da questo preambolo, mi volevo godere la cena senza pensare troppo al dopo anche se era molto difficile.
Cenammo in un atmosfera molto positiva, bevemmo anche due calici per essere più rilassati, prima del conto andai in bagno e mentre tornavo al tavolo la ammiravo, era bellissima questa sera e estremamente sexy, gli uomini al tavolone l’avrebbero chiavata direttamente li, lei aveva regalato una visione indimenticabile a loro per tutta la cena, solo li mi ero accorto che mentre ero in bagno si era tolta il copri spalle, dalla maglietta bianca le si vedevano i capezzoli che spingevano contro il tessuto, mi stava provocando davvero tanto, Michela: “Sai volevo giocare un po’ tra di noi, perché prima ci siamo noi di tutto il resto” bevemmo il caffè e sono rimasto duro tutto il tempo, continuavo a guardarle le tette, gli uomini vedevano benissimo le sue cosce che ogni tanto scavallava e ri accavallava appositamente con un movimento lento, alzandoci ha voluto fare un gesto proprio da porca, si è sistemata il bordo dell’autoreggente mostrando benissimo la balza. Dopo quest’ultimo gesto siamo andati via, in macchina abbiamo commentato le facce di loro, lei era stata proprio porca.
Arrivati a casa dopo poco suonò mio fratello, la tensione era tornata, chiesi a Michela “perché sta ancora col cappotto?” Lei: “non voglio mica far vedere tutto subito” Provai una stretta al cuore, stava per succedere e lei mi sembrava molto calda. Aprì la porta a mio fratello ci salutò calorosamente e ci sedemmo in soggiorno, lui poteva vedere solo i polpacci avvolte dalle calze e le loubitin e il resto era coperto dal cappotto, mio fratello le disse: “Ma hai freddo?” Michela: “no no, anzi siamo solo tornati da poco” Lei si alzò e tolse il cappotto facendolo scivolare a terra, lei era una statua con il cappotto a terra, vestita in quel modo avrebbe fatto svegliare anche i morti. Parlammo dell’ultima sera, mio fratello: “sapete non era facile ieri, sicuramente adesso già è un’altra cosa ma rimane comunque una cosa non facile da fare” Io: “ma non ti preoccupare, abbiamo capito che non ti abbiamo aiutato per nulla, anzi abbiamo appesantito l’atmosfera, oggi proviamo questa nuova strategia” Michela: “Stasera così ti stiamo aiutando?” Passandosi una mano lungo il bordo delle tette fino al fianco e alla coscia” mio fratello abbastanza imbarazzato e rosso accennò un si con la testa, andammo in stanza con Michela che ci precedeva, il rumore dei tacchi, vederla sculettare davanti a noi mi sentivo in un film porno, ero geloso ma ero carico dalla cena, avrei voluto scoparla subito, ma non era il momento per me.
Io mi sedetti in una poltrona con di fronte il letto, volevo vedermi bene la scena in confronto all’ultima volta, Michela mi fece un’occhiolino prima di sedermi, e si sedette anche lei ai piedi del letto, e disse: “vatti a scaldare che poi ci sarà una sorpresa per te” mio fratello uscì dalla stanza, nell’attesa lei aprì le gambe guardandomi negli occhi, si spostò il perizoma e si allargò le labbra della figa, sembrava una pornostar, io me lo toccavo da sopra i pantaloni, lei mi sorrideva ammiccante, vederla ancora vestita con tacchi, autoreggenti, gonna, maglietta e copri spalle ma con tutta la figa aperta, mi faceva scoppiare.
Poco dopo bussò mio fratello entrò molto più duro dell’ultima volta, lei si era ricomposta prima che entrasse e si alzò in piedi, sapevo che questo era per nascondere le autoreggenti, mio fratello ancora non aveva capito cosa stava per vedere e lei gli disse “adesso guarda” io ero in trans da questa visione, lui stava a due passi da lei, tutti e due in piedi, avevo la visione completa di tutti e due. Michela iniziò a far scivolare via il copri spalle scoprendo le tette libere sotto alla maglietta, si vedevano benissimo i capezzoli duri, segnale che anche lei si stava un po’ eccitando, con movimenti molto lenti e intensi si toccava la pancia per passare a massaggiare le proprie tette da sopra maglietta che non nascondeva nulla, mio fratello aveva rallentato la sega, si stava gustando la scena, lei gli rivolgeva sguardi da porca verso di lui e verso il suo arnese, lei iniziò a toccare il bordo della gonna, ma prima si sedette sul letto, accavallò le gambe mostrando finalmente le autoreggenti, lui si mordeva le labbra guardando le cosce, Michela: “ti basta?” Lui: “sei bellissima” Michela: “prima mi hai chiesto se avevo freddo, forse la gonna è di troppo adesso che ne dici?” Lui: “emmm si si” Michela: “mi aiuti?” Lui si tolse le mani dal pene si avvicinò per aiutarla, penso lo fece apposta ma appoggiò la punta sulle cosce di lei dato che si era alzata in piedi, lei tirò giù la cerniera della gonna e diede il bordo a mio fratello indicandoglielo, lui si avvicinò e glielo tirò giù fino ai piedi, lei alzandolo con il piede lo riprese in mano e me lo lanciò, notai che dove lui aveva appoggiato la punta aveva bagnato la calza, stava scoppiando, Michela sorridendo disse: “ci sei?” Mio fratello riprendendoselo in mano: “si si” e ricominciò a toccarselo, mentre lei si era di nuovo seduta e si accarezzava tutta dalle cosce alle tette, a un certo punto lei poggiò la schiena sul letto e stese le gambe verso il soffitto e iniziò lentamente a sfilarsi il perizoma, era stupenda in questa posizione si vedeva tutto, lei dopo aver sfilato il perizoma lasciandolo vicino ai tacchi aprì le gambe, e chiese “sei pronto adesso?” mio fratello fece solo cenni con la testa molto velocemente sembrava affamato, Lei disse: “aspetta che mi giro” con un movimento molto lento e sexy si mise a pecorina con le gambe tese e con i tacchi era una statua, mio fratello senza dire nulla d’istinto apri le chiappe di Michela, lei non se lo aspettava fece un piccolo balzo, ma lo lasciò fare, lui continuando a segarsi avvicinò la punta alla figa, iniziò ad appoggiarlo ma alla prima strusciata di cappela sulla figa, iniziò a urlare “oddio” stava venendo sopra alla figa. Rimanemmo senza parole, lui continuava a venire e ormai si stava lasciando andare, Michela aveva gli occhi sbarrati, subito dopo si scusò tantissimo, lei era ricoperta di sborra sul culo e sulla figa, mio fratello ci spiegò mortificato che non si era riuscito a controllare, non era abituato a queste cose e che con la moglie non lo fanno mai così, noi lo tranquillizzammo un po’ delusi. Michela andò a pulirsi e ne parlai con mio fratello, la sua conclusione era che forse entrare un po’ prima aiuterebbe a evitare questo incidente, io ero turbato da questo volere ma capivo che sincronizzare tutto al secondo era difficile, ci salutammo senza fargli sapere cosa avremmo fatto, ne volevo parlare con Michela prima, lei era rimasta vestita così ma con una vestaglia sopra, ovviamente per la notte l’ho scopata forte e l’abbiamo fatto almeno due volte, non bastandole la prima me lo ha fatto venire duro di nuovo subito con la sua bocca carnosa stupenda e ha voluto la seconda sborrata in gola.
Il giorno dopo ne parlammo, eravamo un po’ titubanti, questo voleva dire che per certo ci sarà un momento per fare sesso, lei è molto calda non si sarebbe controllata, ci riflettemmo per un paio di giorni
Continua….
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