Una ragazza a L.A. 6 - Lehman Brothers

scritto il 2026-11-05 tempo di lettura 12 min

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Confessioni
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L'estate passa fra feste sulla spiaggia, concerti e lavoretti. Faccio la modella nei corsi di fotografia e un po' di fitting per un sarto emergente. Non è proprio un reddito fisso ma tutto quello che viene è utile. 
A giugno con Tyler, Tiffany e il suo boyfriend andiamo a Erotica per gli Awards del porno. Ci divertiamo moltissimo perché veniamo prese per pornostar e ci chiedono l'autografo. Per un po' dico di essere solo un visitatore pagante, poi è più facile firmare con uno scarabocchio. Mi battezzo seduta stante Cindy Suka. E, se ben ricordo, definisco Tif LadyAnal, con gran divertimento del suo ragazzo e le proteste di Tif.

Ci continueremo a chiamare fra noi Suka e Ladya per giorni. Tyler è l'idolo dei gay. Lo conoscono e vengono a chiedergli l'autografo. 
Riceviamo anche proposte serie (?) da qualche produttore o sedicente tale. No way. Mom doesn't want it. Sorry.

A metà agosto Tyler come promesso trova i biglietti per un teatro dove suonano i Queen of the Stones Age e verso la fine del mese vediamo i Judas Priest a San Bernardino.  Viene anche Kareem. Mentre suonano Breaking the Law e saltiamo, lo guardo e rido. E lui mi sillaba con le labbra le parole you don’t know what it’s like,, you don’t have a clue, if you did you’d find yourselves , doing the same thing too (Non sapete com’è, non ne avete la minima idea; se lo sapeste, vi ritrovereste a fare la stessa cosa anche voi).
C'è anche la sua ragazza del momento, Moesha. E' black. Non mi guarda con affetto. Si atteggia a dura. Penso che se Kareem non la tenesse buona mi metterebbe le mani addosso. Non so cosa sappia di me ma intuisce la corrente che scorre fra me e K.
I toni con cui lui si rivolge a me e quelli che usa con lei sono completamente differenti. 
Non importa. sono molto concentrata sul lavoro e determinata a non impelagarmi ulteriormente in situazioni pericolose. Stavolta non ci casco. Se Moesha fosse stata più carina magari...

Purtroppo però va a monte buona parte del lavoro che pensavo di avere a ottobre per la presentazione delle collezioni primavera 09. Un organizzatore storico si ritira. Diversi marchi non parteciperanno in segno di protesta per lo spazio che viene dato a alcune celebrità tv che presentano le loro linee. Fra questi proprio un paio che consideravo lavoro sicuro.

A settembre il crollo di Lehman Brothers innesca una reazione di panico che sfocerà in una recessione profonda che colpisce drasticamente nei mesi a venire anche il settore del lusso, La maggior parte delle Maison stringerà sui costi. Questo ancora non lo sapevo però.

In più, avrei dovuto scegliere un'agenzia della West Coast, invece sono rimasta legata a Jane e i lavori che mi passa non sono abbastanza. 

In breve, quello che a giugno era un luminoso avvenire a ottobre inizia a sembrare un problematico tirare avanti.
A metà novembre viene a trovarmi la mia amica Franci. E' un tuffo nel passato. Non che fosse tutto brillante, ma mi sale la nostalgia. Mi chiedo se sto facendo la scelta giusta nella mia vita. Sono andata a vivere a Milano, poi un periodo a New York, ora qui a Los Angeles. Volevo la libertà assoluta. Ho scoperto che la libertà intossica. Non devo fermarmi a pensare, quando lo faccio mi sento disancorata. Mi sento si, libera, ma come un pallone portato dal vento. Continua a correre Moni. Continua a correre. Ma dove stai andando?

I dont belong here. What the hell am I doing here?
Le parole di Creep mi risuonano nella testa.
Qualcosa di più di un attacco di nostalgia. Ne parlo con Franci. Ci diamo tempo fino a febbraio-marzo, per il periodo delle Big Four Fashion Week. Se non va diamo un taglio. La realtà impietosa è che se mio padre non mi mandasse dei soldi ogni tanto, di nascosto da mia madre, in questi anni non sarei stata in grado di mantenermi. Faccio a pugni con il mio orgoglio, ma questo è. Anche perché per quanto abbia guadagnato anche bene a volte, questo è un ambiente in cui non puoi permetterti di fare casa e lavoro. Devi girare come un oggetto da comprare. Devi essere vista. Devi "esserci". 

In una festa conosco un attore di quelli considerati sex simbol planetari. Mi chiama per uscire. Due volte. La prima sto lavorando e trovo la chiamata. Non lo richiamo. La seconda rispondo.
Tyler mi dice: "cazzo aspetti? solo se ti fotografano con lui vai in orbita, lo sai come funziona no? anzi se mi dici dove andate li chiamo io degli amici..."
"No cazzo Ty, non mi va, lo so come funziona si. Diventi il bagaglio a mano prima di uno poi di un altro finché non ti hanno girata tutti, passano un paio d'anni e diventi la ex di..." 
"Magari te lo sposi che ne sai..."
"Ma dai, ma mi ci vedi? è un fico ma ha ventanni più di me, credo..."
"Perchè, tu vuoi sposarti come Biancaneve, con l'abito bianco la zucca e i topolini?"
"Quella è Cynderella Ty, si sposa alla fine?"
"Certo che si sposa, come Julia Roberts e Richard Gere!"
"Io non è che batto il marciapiede però eh"
"E' lo stesso. Tutti lo facciamo. In un modo o nell'altro..."

Comunque quando mi richiama accetto. In fondo come tipo mi piace. Anzi. Senza in fondo.
Mi chiede: "Ti dispiace se ti vengo a prendere in moto?" 
"Non ho niente per andare in moto..." rispondo, un po' perplessa.
"Porto il casco per te. Non preoccuparti, niente di impegnativo" mi dice. E mi fissa un orario, in  un posto vicino casa mia.

Passa a prendermi con un'Harley. Bellissima. 
"Preferisco girare così, in modo da non essere riconosciuto" si scusa. E' gentile. Credibile. Modesto. Sembra veramente godersi la gita in moto. 
Inizio a trovarmi bene con lui. Il sedile è comodo, l'andatura rilassata.
Ci fermiamo a un bar a Manhattan Beach. Vado io a prendere qualcosa da bere e ci sediamo sulla sabbia vicino al mare. E' fine novembre ma non è una giornata fredda. 
La conversazione prende una piega che non mi aspettavo. Mi chiede dell'Italia, di Roma, mi ritrovo a parlare di casa. E lui mi racconta che ha iniziato da poco una relazione ma lei non vive lì.
Sono contenta di non aver dato il permesso a Ty di mettere in moto la sua trappola.
Mi riaccompagna a casa (abitiamo vicini) e mi ringrazia del bel pomeriggio passato insieme. 
Cazzo mi sento veramente Julia Roberts. 

Ty dopo che gli racconto mi dice: "Allora te lo vuoi sposare?" Ma non riesco a scherzarci su. 
Perché mi trovo bene con uno che ha 23 anni più di me? Non è condiscendente. Mi ascolta. Mi parla. Non ha fatto un gesto o una battuta che mi faccia pensare a un interesse sessuale.
Mi ritrovo a sperare che mi richiami. Ma non credo lo farà. Di lì a pochi giorni esce il suo ultimo film. Non avrà tempo. Magari mi ha trovata insignificante. Non chiamerà.
Mi richiama. 
"Ti va di venire a arrampicare?"
"Non l'ho mai fatto" rispondo.
""Non importa, ho un amico, professionista, pensa a tutto lui, è facile. Solito posto solita ora?"
"Si"
"Vestiti comoda".
Tyler mi prende in giro: "incrocio le dita, ricordati di me quando sarai una star"
Andiamo a Topanga Canyon, un posto bellissimo di roccia rossa. Ci aspetta Cody, una guida professionista.  Entrambi siamo principianti. Il mio accompagnatore è alla sua seconda volta.
Mi diverto moltissimo effettivamente. Scopro uno sport che negli anni successivi praticherò con passione.
Sto bene con "John".  Ammiro il suo corpo in perfetta forma. Non vedo segni di quei vent'anni e passa di differenza fra noi. 
Se non fosse chi è, se fosse uno sconosciuto, ci proverei. Perché mi piace. Ma non lo faccio. Perché non è lo sconosciuto. Spero lo faccia lui. Ma non lo fa. Compriamo dei panini e ci fermiamo in un'area sosta a mangiarli. Parliamo delle sensazioni provate arrampicando. Di altri sport. Mi riaccompagna a casa.

Sono disorientata. Starà fuori per un po' . Dopo la prima del film volerà a raggiungere la sua ragazza. La cerco su internet. Anche lei modella, ma anche altro. A metà come età fra me e lui. 
Chiudo i siti con una scrollata di spalle. 

Vado a fare un servizio fotografico nello studio di un fotografo. Non è la prima volta. Lavora con la moglie, molto corretto. Devo indossare una serie da capi, lui scatta. La volta precedente mi ha dato 300 dollari più del pattuito. Quando mi richiama sono contenta e rilassata.
Anche questa volta c'è Evelyn, la sua compagna. La presenza di una donna mi rassicura ulteriormente. C'è anche un modello, Ryan. Non posso fare a meno di notare che ha un fisico perfetto. Addominali scavati, muscoli tonici. 
Non c'è nulla di strano in ciò. Se lo stilista presenta una collezione maschile e femminile, spesso gli scatti sono insieme. Oppure a volte è una rivista che commissiona a un fotografo degli scatti con dei capi di stilisti che sponsorizzano la rivista. Quindi si indossano abiti o accessori di brand diversi.
Inizio con una camicia bianca. Ryan, ha una camicia a scacchi. Alcuni scatti della parte superiore del corpo.
Evelyn mi chiede se posso togliere i jeans. Nessun problema ovviamente. Indosso biancheria intima sotto.  Altri scatti.
Quindi mi propone, aumentando il compenso, di sollevare la camicia, sul viso, coprendolo, mostrando i seni. 

Le mie regole sono chiare, nessuna nudità. Lei lo sa. Ma 500 dollari in più mi farebbero comodo. 
"Non si vedrà il viso" dice "ti copri con la camicia, ok? "
Accetto. Ma solo se potrò rivedere gli scatti e decidere quali eliminare. Siamo d'accordo.

Una serie di scatti.
Anche insieme a Ryan che ti toglie la sua camicia restando in jeans. Di nuovo non posso fare a meno di notare gli addominali. Vorrei passarci un dito sopra.
"Guardatevi come amanti. Tu Moni di spalle. Non si vedrà il tuo viso. Solo quello di Ryan, ok?"
In pratica è una serie di foto da sola e con Ryan in cui sono drappeggiata e nascosta da questa camicia. Sono in intimo e senza reggiseno. 

Mi chiedono, aumentando ancora il compenso, di fare foto con nudità completa. Foto artistiche. Accetto. Sdraiata su un tappeto in terra. Evelyn mi benda con la camicia stessa, legandomela intorno alla testa.  Assumo diverse pose. Evelyn mi chiede come mettermi e mi tocca leggermente per spostare un ginocchio, o un braccio.  Mi chiede di aprire le gambe. Di più. Lo faccio.

Finito mi tolgo la camicia che mi bendava e voglio rivedere le foto. Ci sono una serie di pose come mi aspettavo, molto belle e poi, sorpresa, in scena appare Ryan. Non avevo mai avuto la percezione che fosse vicino.  Una serie di scatti in sequenza mentre apre i jeans e appare il suo cazzo in erezione. A pochi centimetri da me. Dal mio viso. Dalla mia bocca.
Da una parte mi incazzo, dall'altra una vocina dentro di me dice: però, cazzo quanto è bello...

Ma parla la prima parte: "Che scherzo è questo? non era quello che avevamo concordato! Ora cancelli tutte le foto!!"
Evelyn sorride. Mi dice: "Calma, Moni. Guarda. Non ti si riconosce mai. Assolutamente. E guarda questa foto, non la trovi bellissima?"

E' vero. Sono sdraiata su quel tappeto, abbandonata, la mia pelle bianca spicca sulla cromia del tessuto. Accanto la diversa tonalità della pelle di Ryan, il suo cazzo eretto che sfiora il mio viso. La mia bocca socchiusa. Non mi sono resa conto di nulla. Ma la foto è veramente bella. 
Dico: "Dovevate dirmelo!"
"Se te lo avessimo detto non avresti avuto la stessa espressione." dice Evelyn.

E' vero, penso.

"Senti" mi dice Evelyn "i patti sono patti. Se vuoi, clicca qui e distruggi tutte le foto. Ci stringiamo la mano e paghiamo quanto dovuto. Oppure... continuiamo il servizio, con la tua consapevolezza, ti prendi 3000 dollari e in ogni caso il tuo viso non si vedrà mai. Che ne pensi?"

"Che vuol dire continuare il servizio?" chiedo. I 3000 dollari mi farebbero proprio comodo.

"Stessa situazione di prima, solo che saprai che Ryan è vicino a te e ti toccherà." 

"Potrò controllare le foto?"
"Si, assolutamente"
"Ok. Ci sto."

Mi spoglio di nuovo, mi sdraio sul tappeto, Evelyn mi benda con la camicia. Anche Ryan si spoglia dei jeans.
Ancora eseguo delle pose. Sono consapevole della presenza del suo corpo vicino al mio adesso e è come una corrente elettrica.
Mi sto eccitando. Spero non si veda l'umidità laddove la sento affiorare.
Ryan mi tocca i fianchi. Le sue mani sono calde. Percepisco il suo cazzo appoggiato su una coscia, all'attaccatura della natica. 
I capezzoli sono eretti, iniziano a farmi male. Vorrei che qualcuno li toccasse.
Sono sdraiata e le pose seguenti sono con Ryan in ginocchio vicino al mio visto e il suo cazzo mi sfiora le labbra. Ne sento il calore. Basterebbe allungare la lingua per toccarlo. Resisto.

Per un po'.
Poi lo faccio. Lo tocco con la punta.
Serie di scatti.
Sento che le pareti della vagina si contraggono. Il clitoride si gonfia. Le labbra si aprono.

Nella serie successiva di scatti lui è fra le mie gambe.
Le mie cosce toccano le sue. Scatti.
Il calore del suo pene mi sfiora il clitoride. Scatti.
Si appoggia leggero. Scatti.
Fra le mie labbra. Scatti.

Lo aggancio con le gambe e lo tiro dentro. Entra facilmente fino in fondo. Emette un gemito prolungato e esce. Sento il seme bollente sulla gamba.

Silenzio.
Mi tolgo la benda. Mi alzo e vado in bagno e mi pulisco con dei kleenex. Mi rivesto. 
Ryan si scusa imbarazzato.
Dico, la colpa è mia. Non siamo stati molto professionali.

Evelyn è entusiasta. Mi fa vedere le foto. Sono di una sensualità fantastica.
Mi fa strano sapere che sono io. 
In nessuna foto si vede il mio viso. Non ho sul corpo tatuaggi o altri segni che possano farmi riconoscere.
Prendo i 3000 dollari in una busta e me ne vado.
Nella metro mi chiedo se ho passato un segno.
La busta con i soldi mi distrae da questo pensiero.
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