Un racconto, una regione. Veneto

scritto il 2026-10-28 tempo di lettura 7 min

di
genere
masturbazione
cura
A

I genitori si erano conosciuti durante il cammino di Santiago e, dopo tre anni di fidanzamento si erano fidanzati.
Nel 2003 nasce loro figlio che, in onore del santo a cui è dedicata la basilica di Santiago De Compostela, hanno deciso di chiamarlo Giacomo.
Col tempo però questo loro figlio, più che seguire le orme del Santo, si è trovato più avvezzo a seguire quello del suo concittadino: Giacomo Casanova.
Fin dalla pubertà Giacomo scopre fin da subito che il savoir faire ce lo aveva dentro.
Non faceva nessuna distruzione per fasce di età, basta che una femmina catturasse la sua attenzione e, nel giro di un po' di tempo ci finiva a letto.
A 19 anni addirittura ha intrattenuto per qualche mese una donna di 40 forse annoiata dalla vita coniugale ma il caso più emblematico è stato quando si è portato a letto, per sfizio, quella che all' epoca era sua suocera.
Giacomo non lo sapeva ma quella sera avrebbe imparato sulla sua pelle una lezione, si può essere playboy quanto si vuole ma ci sarà sempre quella femmina che si vuole ma non si può avere.
Sandro, il suo amico di infanzia stava per dare una festa e, per l' occasione, aveva affittato una villa con piscina subito poco dopo Mestre.
Alla festa avrebbero partecipato una ventina di persone e tra queste c'è Irene.
Irene ha la stessa età di Giacomo e quella sera veste un jeans scuro molto aderente che ne risalta le sue gambe ed una camicia beige sempre tendente a tonalità scure.
È la star della festa, balla, ride, conversa, insomma mette subito in mostra la sua personalità e, come ben prevedibile, anche Giacomo ne rimane colpito, così comincia ad attuare la sua tecnica.
Dapprima fa sentire la sua presenza senza essere pressante ma la ragazza non sembra particolarmente interessata a lui, quindi Giacomo è costretto a trovare un modo, purché casuale, per parlarci da solo.
Verso le tre del mattino la fortuna ma soprattutto la fame viene in aiuto del ragazzo che, sceso in cucina, trova Irene che mangia un pacchetto di patatine.
"Sé vuoi ce n'è un altro lì nella credenza".
Giacomo la ringrazia e si unisce a lei nello snack notturno.
I due parlano tanto e, verso l'alba, un altro step è stato fatto. Giacomo aveva il numero di Irene.
Durante la settimana seguente si scambiano messaggi fino ad organizzare un'uscita.
Giacomo era stra eccitato come sempre quando usciva con una "nuova" ma anche qui aveva la soluzione.
Prima di prepararsi comincia a toccarsi il cazzo. Nella sua mente le immagini di lei nuda a gambe aperte.
Pian piano partiva sempre più veloce immaginandola in tutte le posizioni, sopra di lui, sotto, a pecora e di sponda.
La sborrata che ne consegue è un'esplosione di goduria che attraversa il petto.
Solo durante l' arrivo al ristorante Giacomo può ben vedere come è vestita Irene.
Per l' occasione la ragazza aveva scelto una gonna asimmetrica ed un top che copriva un seno non tanto grande ma ben fatto.
I suoi capelli mossi erano raccolti in una coda ed il suo trucco le esaltava i lineamenti del viso. L' eyeliner era sufficientemente marcato, quel tanto che basta per far da contorno ai suoi occhi chiari.
Al ristorante non mancano gli argomenti, entrambi persone brillanti parlano di tutto e, per non farsi mancare nulla, anche episodi scherzosi.
Di ritorno a casa scatta quel bacio che nient'altro è il naturale epilogo della serata.
Giacomo prova ad indugiare un po' in mezzo alle gambe ma trova la ferma opposizione di Irene.
Tornato a casa Giacomo non tarda a masturbarsi di nuovo.
Il pensiero va ad Irene che, con maestria, succhia il cazzo non lasciandone nemmeno un centimetro libero.
Immagina le labbra della ragazza avvolgere il suo glande creando anche un vuoto.
Poi passa ad immaginare la sua lingua lungo l' asta del pene.
Semmai fosse stato possibile l' eiaculazione che ne è derivata è stata più potente di quella avuta prima che uscisse di casa.
Scaricata la tensione una sensazione di benessere lo pervade e, con questa, si addormenta.
I giorni seguenti lo scambio di messaggi continua, Giacomo prova a flirtare in qualche modo ma non trova nessuno riscontro in Irene.
Passano i giorni e, per interposta persona, Giacomo viene a scoprire che Irene si è scopata Alessandro, suo compagno di università.
Giacomo e Alessandro si conoscono.
Alessandro è quel ragazzo timido, poco sicuro di sé, uno che Giacomo ha da tempo bollato.
Per l' immensa autostima di Giacomo questo è un duro colpo e decide una volta per tutte di affrontare Irene.
Irene rimane totalmente basita e rivendica il fatto di poter andare con chi vuole.
Giacomo le rinfaccia il fatto di averla provocata ma è una giustificazione che non regge visto che Irene non si è andata oltre il bacio.
Irene si ritrova con le spalle al muro di casa sua, Alessandro, con uno scatto, le si avvicina cercando di dandole un bacio ma la donna gli assesta una ginocchiata sulla pancia.
Giacomo è a terra in posizione fetale.
Irene se lo guarda senza il benché minino rimorso.
"Stammi a sentire bene Giacomo, io vado con chi cazzo mi pare e non sono costretta a venire con te. HAI CAPITO?".
Ancora in posizione fetale Giacomo accenna un SI con la testa.
"Bene, ora esci da questa casa!".
Ancora mezzo claudicante il ragazzo prende la porta di uscita.
La logica imporrebbe che almeno Giacomo facesse le sue scuse invece, fedele al suo carattere orgoglioso, si fa sotto di nuovo come se nulla fosse.
Quello è il momento in cui anche il lato negativo di Irene viene a galla.
Da brava persona vendicativa asseconda Giacomo, i due riprendono ad uscire e, questa volta, Irene si spinge più in là arrivando anche, una sera, a fargli una sega.
Quando non usciva con Giacomo Irene di certo non rimaneva a bocca asciutta, anzi, così, oltre ad Alessandro si concede in tutto e per tutto sia a Tiziano che a Lorenzo, altri due con il bollino da "sfigato".
Tutto questo arriva alle orecchie di Giacomo che, nel frattempo si era trovato un'altra distrazione. Elena, casalinga di trent'anni che abita a Treviso.
Giacomo reagisce in malomodo, per lui è inconcepibile che tre sfigati si siano scopati la ragazza dei suoi sogni e così, manifestando in maniera discutibile il proprio orgoglio, Giacomo arriva a minacciare Tiziano e Lorenzo.
Una volta appreso questo Irene medita la sua vendetta.
Il suo piano prende forma un sabato sera.
Dopo aver passato una serata in discoteca il gruppo di amici si ritrova a mangiare un cornetto.
Irene prende la parola.
Racconta davanti agli amici di Giacomo quello che lui aveva combinato.
Pian piano si stava smontando un mito.
Giacomo arrossisce, per la prima volta non parla, non ribatte.
Ad uno ad uno gli amici rivolgono sguardi schifati a Giacomo che incassa a mento basso.
Irene se la ride e lo guarda come a dirgli: "sei contento?".
Tutti aspettano la versione di Giacomo che però non arriva.
Lì era un ragazzo come tutti gli altri e, forse, aveva scoperto la sua unica debolezza.
Non contenta Irene rincara la dose: "comunque ti concedo di segarti su di me".
Giacomo rimane solo, con i suoi pensieri, non ha voglia di tornare a casa.
Irene aveva stravolto tutto.
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