Io e Francesco
scritto il 2026-10-27 tempo di lettura 6 min
di
Marco Cianni
genere
gay
cura
A+
Francesco non era solo un amico, era come un fratello.
Con lui siamo cresciuti insieme, abbiamo fatto le scuole, i compiti e giocato tutti i giorni insieme, eravamo molto uniti.
Ormai qualche anno fa appena diciottenni ero in giro con il mio amico Francesco.
Chiacchieravamo su cosa fare da grandi ma poi come spesso succede a quell'età fini a cazzate.
Era estate, avevamo finito gli esami di maturità e aspettavamo solo che uscissero i voti.
Non avevamo nulla da fare quindi Francesco mi chiese se mi andava di andare lungo il fiume a tirare i sassi in acqua. Accettai e ci andammo.
Alla riva del fiume ci dirigemmo in un posto tranquillo che conoscevano in pochi, ci sedemmo e iniziammo a lanciare dei sassi cercando di colpire le cose dall'altra parte del fiume.
"Ho una voglia matta di andare con qualche ragazza, non puoi capire", dissi io.
"A chi lo dici" rispose Francesco.
Le mie esperienze erano state pochissime fino ad allora, solo qualche pomiciata in discoteca e null'altro mentre lui più fortunato di me aveva ricevuto una sega da una ragazza proprio in quel posto dove eravamo.
"Marco ci facciamo una sega, ti va?" Disse lui.
"Perchè no?!" Risposi io.
Non era la prima volta che lo facevamo uno davanti all'altro, era successo già a casa sua con le cassette porno del padre.
Io da qualche tempo mi ero aperto molto verso lo stesso sesso. Non mi sentivo di essere gay ma ero curioso di sapere cosa si provasse.
Colsi l'attimo, presi coraggio e dissi, "Franci tu faresti mai esperienze con un uomo?"
"No, mica sono gay. Perchè tu Marco lo faresti?" Esclamò lui.
"Non so dirti, non sono gay neanche io ma in determinate condizioni credo che non mi tirerei indietro." Risposi.
Francesco mi guardò con la sua tipica spavalderia e tono di sfida e disse, "tieni fammi un bocchino."
Io lo guardai dritto negli occhi, esitai qualche secondo poi feci per avvicinarmi e mi aspettai che lui mi scansasse invece rimase immobile. Chiusi gli occhi e con la lingua gli leccai la cappella, poi mi tirai di nuovo su.
"L'hai fatto veramente", disse Francesco.
"Cazzo sei gay, sei gay", aggiunse ridendo.
"Ah si, sei gay pure tu che te l'hai fatto fare", risposi io con aria amareggiata.
"Si ma non era un bocchino, mi hai solo dato una leccata alla cappella, non hai mai visto un porno? Non sai come si fa?!" Disse lui con quell'aria di chi capisce tutto.
"Eh certo sei seduto tutto rannicchiato, neanche ci arrivo", gli dissi quasi infastidito.
Francesco si alzò in piedi, si tolse la maglietta, fece scendere i pantaloni fino alle caviglie e con il cazzo in mano mi disse, "eccolo, tieni, ora ci arrivi?!"
Io rimasi seduto e incredulo di quella situazione, dissi tra me e me, "ora o mai più."
Mi tirai su e mi misi in ginocchio, presi il suo cazzo in mano, mi avvicinai, chiusi gli occhi perchè non sapevo a cosa sarei andato incontro e aprì la bocca.
Un secondo dopo avevo la sua cappella calda e liscia in bocca, era molto strano ma non era affatto male.
Iniziai ad immaginare nella mente come facevano nei film porno e cercai di replicare il gesto del bocchino.
Più succhiavo e leccavo la sua cappella e più mi piaceva quindi iniziai ad andare più in fondo mentre sentivo Francesco ansimare di piacere.
"Cazzo sto per venire, levati", urlò Francesco.
Alzai lo sguardo e lui mi fissava sbalordito, abbassai lo sguardo e continuai a succhiargli il cazzo.
Dopo una decina di secondi sentì la sia cappella pulsare e mi sborrò in bocca. Alla sensazione di quel liquido caldo e viscido d'istinto mi staccai e sputai mentre lui finì di venire con una sega.
"Cazzo Marco l'hai fatto veramente, com'è fa scifo?" Disse Francesco.
Lo guardai mentre mi pulivo la bocca e dissi, "per niente anzi è molto liscio, caldo e il sapore è buono. L'unica cosa forse è lo sborro che è caldo e viscido ma ha un buon sapore", risposi io.
"Ma di cosa sa?" Aggiunse lui.
"Franci, di cosa sa?! Sa di cazzo. Dai prova anche tu." Replicai.
"No, no, non sono gay, non mi piace." Disse lui scuotendo la testa.
"Ma che gay e gay. Neanche io sono gay, è un'esperienza. Siamo qui solo io e tu e rimarrà tra di noi, dai! Io l'ho fatto a te e tu lo fai a me così siamo pari poi se non ti piace chi se ne frega." Dissi cercando di convincerlo.
"Ok va bene ma dimmelo quando vieni e non mi sborrare in bocca." Replicò lui.
Mi alzai in piedi come aveva fatto lui, mi tolsi la maglia e abbassai i pantaloni.
Si avvicinò, prese il mio cazzo in mano, diede un paio di leccate alla cappella e fece, "dai, non sembra proprio male."
Mi guardò in faccio e ripetè, "dimmelo quando vieni."
Io annuì. Si avvicinò di nuovo, aprì la bocca e iniziò ad assaporare la mia cappella.
Era una sensazione fantastica, la bocca era calda e la sua lingua sotto mi accarezzava il filetto. Pochi secondi dopo iniziai a sentire la cappella formicolare, stavo per venire, così esclamai, "eccolo, eccolo, levati."
Francesco si tolse, presi il cazzo in mano e con sega sborrai per terra.
Lui mi guardò e disse, "che sapore ha lo sborro?"
"Prova, tieni," risposi mentre mi girai verso di lui indicandogli il cazzo.
Non esitò neanche un secondo, allungò un dito, toccò una goccia attaccata alla mia cappella e si leccò il dito.
Sbarrò gli occhi e fece una cosa che mi spiazzò. Si avvicinò con la bocca al mio cazzo e diede una succhiata alla cappella ancora bagnata come per assaporare meglio ed esclamò, "wow, buono. Oddio ho la testa confusa. Sono stordito da questa cosa."
Ci rivestimmo e ce ne andammo senza dire una parola per diversi minuti. Presi l'iniziativa io dicendo, "Franci a me è piaciuto molto, a te? Può essere il nostro segreto, che ne dici?"
"Marco sono molto confuso perchè non sono gay, non avrei mai pensato prima d'ora di provarlo e che mi sarebbe anche piaciuto", esclamò lui scuotendo la testa.
Ci salutammo ed andammo ognuno verso casa nostra, entrambi con tanti pensieri per la testa e senza sapere che sarebbe stata la prima di una lunga serie.
Con lui siamo cresciuti insieme, abbiamo fatto le scuole, i compiti e giocato tutti i giorni insieme, eravamo molto uniti.
Ormai qualche anno fa appena diciottenni ero in giro con il mio amico Francesco.
Chiacchieravamo su cosa fare da grandi ma poi come spesso succede a quell'età fini a cazzate.
Era estate, avevamo finito gli esami di maturità e aspettavamo solo che uscissero i voti.
Non avevamo nulla da fare quindi Francesco mi chiese se mi andava di andare lungo il fiume a tirare i sassi in acqua. Accettai e ci andammo.
Alla riva del fiume ci dirigemmo in un posto tranquillo che conoscevano in pochi, ci sedemmo e iniziammo a lanciare dei sassi cercando di colpire le cose dall'altra parte del fiume.
"Ho una voglia matta di andare con qualche ragazza, non puoi capire", dissi io.
"A chi lo dici" rispose Francesco.
Le mie esperienze erano state pochissime fino ad allora, solo qualche pomiciata in discoteca e null'altro mentre lui più fortunato di me aveva ricevuto una sega da una ragazza proprio in quel posto dove eravamo.
"Marco ci facciamo una sega, ti va?" Disse lui.
"Perchè no?!" Risposi io.
Non era la prima volta che lo facevamo uno davanti all'altro, era successo già a casa sua con le cassette porno del padre.
Io da qualche tempo mi ero aperto molto verso lo stesso sesso. Non mi sentivo di essere gay ma ero curioso di sapere cosa si provasse.
Colsi l'attimo, presi coraggio e dissi, "Franci tu faresti mai esperienze con un uomo?"
"No, mica sono gay. Perchè tu Marco lo faresti?" Esclamò lui.
"Non so dirti, non sono gay neanche io ma in determinate condizioni credo che non mi tirerei indietro." Risposi.
Francesco mi guardò con la sua tipica spavalderia e tono di sfida e disse, "tieni fammi un bocchino."
Io lo guardai dritto negli occhi, esitai qualche secondo poi feci per avvicinarmi e mi aspettai che lui mi scansasse invece rimase immobile. Chiusi gli occhi e con la lingua gli leccai la cappella, poi mi tirai di nuovo su.
"L'hai fatto veramente", disse Francesco.
"Cazzo sei gay, sei gay", aggiunse ridendo.
"Ah si, sei gay pure tu che te l'hai fatto fare", risposi io con aria amareggiata.
"Si ma non era un bocchino, mi hai solo dato una leccata alla cappella, non hai mai visto un porno? Non sai come si fa?!" Disse lui con quell'aria di chi capisce tutto.
"Eh certo sei seduto tutto rannicchiato, neanche ci arrivo", gli dissi quasi infastidito.
Francesco si alzò in piedi, si tolse la maglietta, fece scendere i pantaloni fino alle caviglie e con il cazzo in mano mi disse, "eccolo, tieni, ora ci arrivi?!"
Io rimasi seduto e incredulo di quella situazione, dissi tra me e me, "ora o mai più."
Mi tirai su e mi misi in ginocchio, presi il suo cazzo in mano, mi avvicinai, chiusi gli occhi perchè non sapevo a cosa sarei andato incontro e aprì la bocca.
Un secondo dopo avevo la sua cappella calda e liscia in bocca, era molto strano ma non era affatto male.
Iniziai ad immaginare nella mente come facevano nei film porno e cercai di replicare il gesto del bocchino.
Più succhiavo e leccavo la sua cappella e più mi piaceva quindi iniziai ad andare più in fondo mentre sentivo Francesco ansimare di piacere.
"Cazzo sto per venire, levati", urlò Francesco.
Alzai lo sguardo e lui mi fissava sbalordito, abbassai lo sguardo e continuai a succhiargli il cazzo.
Dopo una decina di secondi sentì la sia cappella pulsare e mi sborrò in bocca. Alla sensazione di quel liquido caldo e viscido d'istinto mi staccai e sputai mentre lui finì di venire con una sega.
"Cazzo Marco l'hai fatto veramente, com'è fa scifo?" Disse Francesco.
Lo guardai mentre mi pulivo la bocca e dissi, "per niente anzi è molto liscio, caldo e il sapore è buono. L'unica cosa forse è lo sborro che è caldo e viscido ma ha un buon sapore", risposi io.
"Ma di cosa sa?" Aggiunse lui.
"Franci, di cosa sa?! Sa di cazzo. Dai prova anche tu." Replicai.
"No, no, non sono gay, non mi piace." Disse lui scuotendo la testa.
"Ma che gay e gay. Neanche io sono gay, è un'esperienza. Siamo qui solo io e tu e rimarrà tra di noi, dai! Io l'ho fatto a te e tu lo fai a me così siamo pari poi se non ti piace chi se ne frega." Dissi cercando di convincerlo.
"Ok va bene ma dimmelo quando vieni e non mi sborrare in bocca." Replicò lui.
Mi alzai in piedi come aveva fatto lui, mi tolsi la maglia e abbassai i pantaloni.
Si avvicinò, prese il mio cazzo in mano, diede un paio di leccate alla cappella e fece, "dai, non sembra proprio male."
Mi guardò in faccio e ripetè, "dimmelo quando vieni."
Io annuì. Si avvicinò di nuovo, aprì la bocca e iniziò ad assaporare la mia cappella.
Era una sensazione fantastica, la bocca era calda e la sua lingua sotto mi accarezzava il filetto. Pochi secondi dopo iniziai a sentire la cappella formicolare, stavo per venire, così esclamai, "eccolo, eccolo, levati."
Francesco si tolse, presi il cazzo in mano e con sega sborrai per terra.
Lui mi guardò e disse, "che sapore ha lo sborro?"
"Prova, tieni," risposi mentre mi girai verso di lui indicandogli il cazzo.
Non esitò neanche un secondo, allungò un dito, toccò una goccia attaccata alla mia cappella e si leccò il dito.
Sbarrò gli occhi e fece una cosa che mi spiazzò. Si avvicinò con la bocca al mio cazzo e diede una succhiata alla cappella ancora bagnata come per assaporare meglio ed esclamò, "wow, buono. Oddio ho la testa confusa. Sono stordito da questa cosa."
Ci rivestimmo e ce ne andammo senza dire una parola per diversi minuti. Presi l'iniziativa io dicendo, "Franci a me è piaciuto molto, a te? Può essere il nostro segreto, che ne dici?"
"Marco sono molto confuso perchè non sono gay, non avrei mai pensato prima d'ora di provarlo e che mi sarebbe anche piaciuto", esclamò lui scuotendo la testa.
Ci salutammo ed andammo ognuno verso casa nostra, entrambi con tanti pensieri per la testa e senza sapere che sarebbe stata la prima di una lunga serie.
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