Approccio in piscina 3

di
genere
gay

Ogni racconto che scrivo e romanzato per far percepire al meglio le emozioni e sensazioni di quei momenti ma sono fatti realmente accaduti.

Con Massimo le cose andavano molto bene, parlavamo sempre più apertamente e senza quel freno che c'è all'inizio. La differenza di età non si sentiva, io 22 e lui 57. Lui mentalmente era molto giovanile e aperto, un uomo atletico e molto gentile, era proprio piacevole starci insieme. Iniziammo a sentirci molto anche via messaggio, eravamo ormai ottimi amici.
Un giorno gli dissi che al solito orario non potevo allenarmi e che sarei andato la sera. Arrivò il pomeriggio e ricevetti un messaggio, Massimo scriveva: "a che ora vai a nuotare così ci vediamo?"
Io risposi che sarei andato intorno alle 6 e mezza così poi con la doccia fatta sarei stato pronto se avessi voluto uscire. Rispose che sarebbe venuto anche lui perchè l'orario gli andava bene.

Arrivato in piscina lui era li ad aspettarmi: "ciao Marco, come stai? Orario insolito, sicuramente essendo poco prima di cena c'e poca gente.
Io: "si sembra ci sia poca gente, dai entriamo che voglio sfogare un pò di stress in acqua."

Entrammo negli spogliatoi e ci cambiammo, lui era sempre attento nel guardarmi da capo a piedi. Notai con piacere che si era accorciato i peli nella zona intima ed era molto pulito e ordinato, apprezzai la cosa e dissi: "vedo che ti sei rasato, mi piace molto così."
Massimo sorpreso disse: "vedo che te ne sei accorto, mi fa piacere che ti piacciono."
Io: "non solo tu mi guardi ma anche io guardo te."
Dicemmo altre due cavolate e ci dirigemmo verso la piscina. Stavolta entrammo insieme chiacchierando mentre lui mi riempiva dei soliti complimenti.
Dopo diverse vasche mi fermai per sistemare gli occhialini appannati, vidi l'ora, erano intorno alle 7 ed esclamai davanti a lui: "che fame, inizio a sentirla."
Massimo: "che ne dici se usciti da qui andiamo a cena insieme?"
Io: "bell'idea, molto volentieri."
Finimmo ognuno il proprio allenamento e andammo a farci la doccia, erano ormai le 7 e mezza di sera. Negli spogliatoi c'era un'altro signore quindi ci facemmo la doccia velocemente e andammo a vestirci, lui non mi toglieva gli occhi di dosso, era molto attento ai miei movimenti per scorgere ogni parte intima di me.

Uscimmo insieme dalla struttura e mi fece: "dove vuoi andare a mangiare?"
Io: "che ne dici di qualcosa di leggero e veloce?"
Massimo: "va bene, andiamo in questo posto che conosco, fanno degli aperitivi abbondanti."
Ci recammo in questo locale ma stavolta con la sua macchina, nel tragitto parlammo di svariate cose, dal lavoro ella vita in generale. Arrivati al locale ci sedemmo e ordinammo una bottiglia di vino, versai il vino ad entrambi e lui brindò: "a noi, che ne dici?!"
Io: "assolutamente a noi e alla nostra amicizia stupenda."
Arrivò nel frattempo da mangiare e ordinammo un'altra bottiglia dello stesso vino. L'alcool stava salendo e gli umori si stavano scaldando, Massimo esordì con: "senti, cambiando discorso, dopo di qui che hai in mente di fare?"
Io: "a casa ho messo in fresco del vino, che ne dici?"
Massimo: "no, stavolta andiamo da me così vedi casa mia, ho in fresco del vino anche io."
Finimmo l'aperitivo, anche stavolta pagò lui e ce ne andammo.

Salimmo in macchina e ci dirigemmo verso casa sua, lungo il tragitto mi mise una mano sulla coscia e mi accarezzava fino ad arrivare all'inguine, il mio cazzo iniziava ad ingrandirsi, la voglia era tantissima e già sapevo come sarebbe andata la serata. Il vino stavolta era di più e a casa sua ce n'era anche altro, l'aspettativa per il proseguimento era altissima.
Fece lui stavolta gli onori di casa, abitava in una casa scampagnata ma vicina alla città, il fatto che fossimo soli mi intrigava molto, sapevo che potevo lasciarmi andare.
Ci mettemmo di fuori nella veranda e lui stappò il vino, Massimo: "che ne dici ti piace il posto?"
Io: "stupendo, se sapevo abitassi qui da solo saremmo venuti subito da te, amo la campagna e la solitudine."
Massimo: "sono contento ti piaccia, tieni, vuoi altro vino?"
Io: "si, riempi che lo sto sentendo che sale."
Massimo con un sorriso ammiccante: "a me sta salendo un'altra cosa, andiamo dentro?"
Io senza dire una parola mi alzai e lui mi fece strada.

Ci fermammo in salotto, mi appoggiai al tavolo con il sedere, lui mi si mise davanti, mi guardò e iniziò a baciarmi sul collo, salendo poi fino alla bocca e iniziammo a pomiciare. Piano piano iniziammo a toglierci le maglie, prima lui a me, poi io a lui, per passare in fine ai pantaloni. Rimanemmo in poco tempo entrambi in mutande, gli misi una mano sopra al cazzo ed era gia duro, lo stesso fece lui a me poi piano piano ci sfilammo le mutande e rimanemmo subito nudi, mi strinse e i nostro cazzi erano uno sopra l'altro, l'eccitazione era altissima. Lui piano piano scese lungo il petto, poi la pancia per arrivare alla fine in ginocchio a baciarmi l'inguine, lo guardai e dissi: "hai detto che non lo hai mai fatto."
Massimo: "c'è sempre una prima volta poi ho visto che a te piace molto e voglio sentire il tuo sapore nella mia bocca."
Io rimasi fermo, lui iniziò a leccarmi il cazzo per tutta la lunghezza, poi lo scappellò piano piano e iniziò a leccare la cappella, pensavo di dargli due dritte su come fare e dissi: "bravissimo, ora apri la bocca e metti la cappella dentro, fai attenzione a non mettere i denti."
Lui senza fermarsi lo fece e iniziò a succhiarlo, dopo poco gli feci cenno di fermarsi altrimenti se avesse continuato sarei potuto venire. Alzò lo sguardo e mi disse: "girati!"
Mi girai e mi appoggiai al tavolo rimanendo quasi a novanta e massimo mi fece, tira su una gamba e appoggiala sopra al tavolo così si apre bene e ti lecco meglio. Lo guardai e dissi: "posso fare meglio."
Salì sul tavolo in ginocchio poi aprì le gambe una a destra e una a sinistra e piano piano senza cadere mi abbassai, i miei testicoli strusciavano sul tavolo, io ero comodo appoggiato in avanti e lui in ginocchio a terra aveva il mio sedere ben aperto e i testicoli proprio all'altezza della faccia. Mi mise una mano su ogni natica e disse: "che spettacolo, perfettamente liscio come piace a me, meglio del culo di una donna, sai come sterebbe bene con un bel perizoma di pizzo."
Io: "oggi l'ho depilato più corto del solito perchè so che ti piace e sono stato attento a toglierli tutti."
Lui non aggiunse altro e iniziò a leccarmi partendo dai testicoli fino al buco, io emettevo gemiti di piacere senza preoccuparmi che qualcuno mi sentisse. Poco dopo introdusse un dito, poi un'altro e fece: "è larghissimo, guarda cone entrano, sei eccitato eh?
Io risposi: "Massimo, mettilo dentro non resisto più, voglio sentirti dentro di me."
Lui: "no scendi dal tavolo, te lo voglio mettere dentro mentre ti guardo in faccia e vederti godere."
Io scesi dal tavolo e gli dissi: "portami in camera e farmi urlare, qui non ci sente nessuno".
Lui mi prese per mano e andammo nella sua camera da letto, aveva un'armadio con lo specchi e ci mettemmo perpendicolare ad esso così da vederci riflessi.

Lui si mise lungo, io glielo presi in bocca per bagnarlo con la saliva e lui bagnò il mio buco direttamente con la sua bocca. L'eccitazione era palpabile, entrambi i nostri cazzi sembravano esplodere, il mio buco formicolava dalla voglia che avevo.
Mi sedetti sopra di lui e ci baciammo ancora, il suo cazzo lo sentivo durissimo sotto di me. Lui ormai aveva capito cosa fare e come farlo, prese il suo grosso cazzo, lo puntò sul mio buco e spinse fortissimo, il dolore fu forte ma stavolta tra il vino e tutti i preliminari entrò al primo colpo, emisi un genito fortissimo ma lui non si preoccupò che mi stesse facendo male e continuò, stavolta ad un ritmo lento ma costante, il piacere era altissimo, lo estraeva quasi tutto e lo spingeva dentro fino in fondo mentre mi teneva stretto per i fianchi, io gli feci: "accelera voglio avere un'orgasmo anale come l'altra volta."
Massimo: "io tra poco vengo non so se riesco a portarti a quel punto."
Io: "allora stimolami con le dita poi quando sto per arrivare a quel punto ripartiamo a fare sesso."
Mi tolsi da sopra di lui e mi misi a pecorina con la faccia appoggiata al materasso, allargai bene le gambe e alzai il sedere, lui iniziò prima a leccarmi il buco per bagnarlo bene poi introdusse subito due dita, gli spiegai in breve come trovare la prostata da stimolare e capì subito. Due dita dentro per far partire l'orgasmo e con la bocca mi succhiava e leccava le palle. Dopo qualche minuto di puro godimento e gemiti sentì la sensazione partire e gli dissi, ci siamo quasi, molto velocemente lui si mise di nuovo lungo e io saltai sopra di lui, il suo cazzo entrò molto facilmente e io ripresi a scoparlo con movimento ondulatori spostandomi contemporaneamente avanti e indietro, dopo una decina di spinte lui mi disse che stava per vanire e come la volta precedente mi avvinghiai a lui passando le mie gambe sotto le sue. Questo perchè lui viene molto vigorosamente e tende a spingermi via.
Dopo altre dieci o venti spinte trattenne il respiro, si tirò tutto ed esplose in un gemito fortissimo che accompagnò una decina di pulsazioni del suo cazzo, sentì lo sperma colare fuori, stavolta era tantissimo. Non mi fermai, il punto di non ritorno era vicino, cavalcavo molto velocemente sotto i suoi spasmi muscolari, il cazzo faceva un rumore bellissimo, lo sperma colava ovunque e lubrificava per bene. D'un tratto gli dissi che stavo per venire e stavolta fece una mossa che non mi aspettavo, mi spinse lungo sul letto a pancia in giù.
Io: "Massimo ma che hai in mente?!
Lui senza dire una parola portò le mie braccia dietro la schiene e le tenne saldamente ferme per i polsi perchè sapeva che avrei tentato di alzarmi durante l'orgasmo, puntò il suo cazzo ancora durissimo nel mio buco che entrò molto facilmente e iniziò a spingere forte e in fondo. Le spinte erano possenti, veloci ma non troppo e quando arrivava in fondo spingeva così forte che dal piacere estremo si passò quasi al dolore ma fu bravissimo perchè seppe regolarsi, io ero concentrato sul rumore delle sue palle che sbattevano su di me, ad ogni spinta emettevo dei gemiti fortissimi, ad un certo punto iniziai ad urlare più forte e lui capì che stessi per venire così lo spinse tutto dentro, spingeva forte senza farlo uscire e mi diceva: "lo senti come spinge?! Ti piace?! Dai vieni, non ti sento godere, urla, URLAAAA!!!!"
Un'altra manciata di colpi assestati perfettamente, emisi un urlo continuo di piacere ed esplosi in un'orgasmo anale come mai prima d'ora, l'orgasmo fu talmente forte che mi diede degli spasmi.
Lui vedendomi così si tolse e si preoccupò, chiedendomi: "Marco, ehi che succede, oddio ho esagerato?!"
Io urlai forte: "RIMETTILO DENTRO E SPINGI." Lui senza preoccuparsi di altro tornò sopra di me, lo mise di nuovo dentro e lo fece entrare ed uscire molto lentamente spingendo bene quando arrivava in fondo, mentre i nostri gemiti continuavano nonostante fossimo entrambi venuti lui si avvicinò al mio orecchio e disse: "Marco, posso dirti ormai di essere pazzo di te."
scritto il
2026-09-23
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