Il primo incontro

di
genere
etero

Anche se i nomi sono di fantasia, l’episodio è reale.

Elsa l’avevo conosciuta in una chat, non espressamente di quelle dove si va per cercare sesso. Era iniziato più che altro come un passatempo, a volte al lavoro avevo delle pause, oppure mi aspettavano ore di treno per spostarmi da un posto all’altro dove dovevo andare per lavoro, lei casalinga, con il marito spesso fuori giornate intere, in casa a volte ad annoiarsi.
Così mentre ero in viaggio ci scambiavamo qualche messaggio. All’inizio si parlava del più e del meno, poi entrando in confidenza, fatalmente, i discorsi si fecero più intimi.
Dopo qualche mese che ci si scriveva abbiamo deciso di incontrarci di persona, un caffè per conoscerci. Di sicuro avevo suscitato in lei una certa curiosità, forse perché avevamo scoperto di avere in comune la passione per la lettura, forse perché mi ero comunque posto in un certo modo, non invadente, e soprattutto non dando l’impressione di essere uno di quei morti di figa in cerca di una scopata e via, come invece fanno in molti nelle chat, che non era certo quello che lei cercava.

Devo essere sincero però, quando lei accettò l’invito, nella mia testa scattò il pensiero che dopo il caffè potesse esserci “altro”, anche perché nel frattempo ci eravamo scambiati una foto, e lei mi aveva particolarmente colpito, uno sguardo furbetto e un bellissimo sorriso che si vedeva dalla foto. Una donna molto bella, non molto alta ma con un bel seno, due occhi verdi cangianti, matura e in quella età in cui una donna è consapevole di sé e di cosa vuole dalla vita.

Così una fresca mattina di inizio giugno decidiamo di incontrarci, con l’occasione per lei di far visita alla sorella e potendosi prendere una giornata tutta per se ci incontriamo a Castel San Giovanni.
Avevo scelto il posto con cura per un paio di motivi. Abbastanza facile per me da raggiungere, comodo per lei per via del casello dell’autostrada che avrebbe preso per rientrare, e per il fatto che nelle vicinanze ci fosse un ottimo motel, per chi conosce la località il Motel 1, di cui mi avevano parlato molto bene.

Il paese non è molto grande, lei non lo conosceva, così sono andato ad aspettarla lungo la strada, appena fuori dall’abitato nella zona industriale. E’ arrivata puntuale per l’ora che avevamo stabilito, ha parcheggiato la macchina, un grosso suv, sul bordo della strada ed è scesa. Confesso che sono rimasto senza fiato, la fotografia che mi aveva fatto vedere non le rendeva onore, era davvero molto bella, leggermente abbronzata e fasciata da un vestito bianco che metteva in risalto le sue forme, e una scollatura che lasciava intravvedere il solco dei seni. Si è tolta gli occhiali da sole e il primo impulso è stato quello di baciarla, mi sono avvicinato l’ho salutata e ho posato le mie labbra sulle sue.

- Non qui – mi dice – Potrebbe sempre esserci in giro qualcuno che non dovrebbe, e siamo entrambi sposati. -

- Hai ragione – rispondo, non volendo certo causare problemi le dico
- Andiamo in un bar a prenderci qualcosa, hai già fatto colazione? -
- No – Risponde lei – Ho cercato di arrivare il più puntuale possibile e così non ho ancora preso nulla. -
- Ok, seguimi, c’è un posto qui vicino con un bel parcheggio proprio davanti ad un caffè.

Andiamo a parcheggiare e ci andiamo a sedere fuori dal caffè, siamo all’ombra e nonostante sia giugno fa ancora abbastanza freschino, ordiniamo io un caffè e lei un cappuccio, con due brioches.
Facciamo colazione parlando del più e del meno, la conversazione scorre tranquilla, anche se ogni tanto non posso fare a mento di guardare le sue gambe. Il vestito è di quelli al ginocchio, anzi appena su, e da seduta con le gambe accavallate lascia intravedere un bel pezzetto di coscia. La pelle sembra liscia e sicuramente morbida, la voglia di infilarle una mano sotto la gonna c’è, e sento una certa eccitazione.
Dopo circa un’ora di piacevole conversazione, il mio desiderio s’era fatto intenso e credo che anche lei se ne fosse accorta così ci provo e la butto lì.

- Cosa ne dici, se ce ne andiamo da qui ? -
le chiedo, un poco titubante e anche emozionato, temendo una risposta negativa, in fondo dovevamo solo prendere un caffè.

- Dove pensi di andare - Fa lei, con un tono che sicuramente nasconde un velo di malizia
Quella malizia velata però mi da coraggio e così le dico

- C’è un bel Motel qui vicino, me ne hanno parlato bene, è pulito tranquillo e soprattutto riservato, che dici, ci andiamo ? - Non mi aspettavo che dicesse di si, anche se ovviamente lo speravo, ma la sua risposta mi sorprende.
- Ok – dice -Andiamo, però dove posso lasciare la macchina, qui è troppo in vista. -
- Non preoccuparti, seguimi che parcheggiamo al Motel – le dico
- Va bene, andiamo – Fà Elsa.

Pochi minuti davvero, il Motel è a non più di un paio di Km, lasciamo la mia macchina nell’ampio parcheggio e entriamo con la sua, sbrigate le formalità entriamo e andiamo direttamente dinnanzi alla stanza. Appena scesi lasciamo scendere la copertura del posto macchina, così che da fuori non si veda nulla. Entriamo in stanza le luci sono accese la camera è spaziosa, pulita e luminosa. Appena chiusa la porta prendo Elsa tra le braccia la tiro a me e la bacio con passione. Infilo la mia lingua nella sua bocca, lei non fa resistenza, anzi socchiude la sua e con la lingua cerca la mia, e un bacio profondo sensuale eccitante, il mio membro al contatto del suo corpo si irrigidisce, lei lo sente attraverso la stoffa dei vesti, allunga una mano e mi accarezza la patte dei pantaloni, mentre io ormai eccitato infilo una mano tra le sue cosce e risalgo ai suoi slip. Non si oppone, anzi mi lascia armeggiare con la stoffa delle mutandine, sento i suoi peli setosi, cerco il suo solco, con un dito le sfioro il clitoride, ha un gemito, è eccitata anche lei, cerco la sua fessura ed è bagnata, le infilo il mio medio e la stuzzico.
Il vestito ha una lunga lampo lungo la schiena, gliela abbasso lo faccio scendere dalle spalle e cade a terra, sotto ha uno stupendo completo nero con il pizzo, il reggiseno le mette in risalto le tette, non che ne avesse bisogno e le mutandine sono a culotte ( le ha messe apposta di sicuro, perché nei nostri messaggi avevamo parlato di biancheria intima e sapeva che il filo interdentale delle brasiliane non mi piaceva ). Di sicuro anche lei era venuta “preparata” per “ogni evenienza”, non che la cercasse ma mettendo in conto che sarebbe potuta succedere.
La faccio stendere sul letto, ammiro il suo corpo, è sensuale. Mi corico sopra di lei e riprendo a baciarla, le lingue di nuovo si intrecciano si scambiano la saliva, i suoi baci sono appassionati e fanno salire la tensione. Mentre ci baciamo sento le sue mani che prima cercano il mio sesso, infilando una mano nei pantaloni, poi armeggiano con la cintura, la slaccia e apre il bottone dei jeans.

- Togliteli, togliti tutto, voglio sentire la tua pelle sulla mia -
Mi sussurra all’orecchio

Mi alzo e in un attimo sono nudo, il membro eretto, con la cappella grossa e rosa bene in vista ( sono circonciso, quindi e sempre in vista)
Mi chino su di lei e inizio a baciarle il ventre a mordicchiarla sui fianchi sento le sue mani sui miei capelli e la cosa mi eccita ancora di più, le sfilo le mutandine, le apro le gambe dopo averle a lungo accarezzate e infilo la testa tra le sue cosce, sento il suo profumo il profumo del suo sesso, ha una figa bellissima, non è rasata, ma sa che mi piace cosi. Infilo la lingua nel suo solco e la faccio scorrere da giù a su fino al clitoride, è prominente, rigido ...da succhiare. Ogni tanto cerco di infilarle la lingua in profondità, e sento che lei inarca la schiena, probabilmente le piace e vuole sentirla dentro.
Mi stacco un attimo e risalgo verso il suo seno ancora avvolto dal reggiseno, più su, la bacio di nuovo, voglio che senta il suo sapore con il mio bacio. Le slaccio il reggiseno e lo faccio volare su una sedia, mi piacciono le sue tette, una leggermente più grande dell’altra, noto, ha i capezzoli duri da succhiare e avvolgere con la lingua calda e umida. Mentre torno a baciarla steso sopra di lei, sento che solleva le gambe, con una mano prende il mio cazzo e lo dirige verso le sue grandi labbra, gocciolanti dei suoi umori e della mia saliva. Lo struscia qualche istante per farlo bagnare e poi sussurra
- Prendimi, ti voglio sentire dentro, voglio che mi scopi, dai. -

Sento la sua figa che è umida, aprirsi sotto la spinta dei miei fianchi, sento la cappella che entra la apre tutta. La mia verga non è molto lunga, ma ha un bel diametro, la riempio tutta, mentre inizio a farla scorrere avanti e indietro lentamente, sento che inarca la schiena ogni volta che affondo il cazzo dentro di lei, e chiaro che gli piace. Mentre la scopo le accarezzo i seni, stringo leggermente i capezzoli ritti tra le dita, e ogni tanto mi abbasso a succhiarglieli.
Andiamo avanti cosi per un po, poi a un tratto lei mi dice

- Aspetta, voglio venirti sopra io, esci e stenditi -

Mi corico sul letto e lei sale sulle mie gambe, prende di nuovo il mio cazzo con una mano e lo punta verso la sua figa ormai gocciolante, lo appoggia alla fessura e lentamente scende facendolo entrare tutto fino alla radice.

- Ecco – dice - Ora siamo una cosa sola.-

E mentre comincia a fare su e giù con il mio cazzo lucido ormai bagnato dei suoi umori, alzandosi fin quasi a farlo uscire per poi scendere a farlo sparire completamente di nuovo dentro di lei, inizia a muovere il bacino con un moto circolare, è una cosa fantastica, sento il cazzo accolto dalle pareti della sua figa calda e sento il suo movimento circolare.

- Scopami Graz, scopami, fammi godere, voglio sentire tutto il tuo sesso dentro di me -

So di non poter resistere a lungo, sento già le scariche lungo la schiena, ma sento anche il suo respiro farsi più affannoso, sento i suoi seni sotto le mani e i suoi capezzoli, e vedo l’espressione del suo viso che cambia.
Sento che stiamo per arrivare entrambi, mi irrigidisco e sento che lei fa lo stesso, sento che freme, quasi si scuote e nello stesso tempo sento il mio piacere arrivare, non posso resistere e un fiotto caldo di sperma spruzza nel suo ventre, lei lo sente, sente il calore del mio seme e lancia un grido liberatorio

- Vengo Graz, non resisto più, godo ! -

Guardo il suo viso, una lacrima gli riga la guancia, ma e felice, e rilassata, è stato un orgasmo squassante ma appagante nello stesso tempo. Si china verso di me e mi bacia, mentre sento il pene rilassarsi e ritirarsi, e un rivolo di sborra uscire da lei mentre si ammoscia e esce completamente.

Lei è davvero stupenda, e di una sensualità irresistibile. Pochi attimi e siamo di nuovo pronti, l’incontro per il caffè si è trasformato in una giornata veramente straordinaria.
di
scritto il
2026-06-30
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