Matilde
di
Graz
genere
etero
La storia che racconto mi è successa, non più di qualche mese fa.
Matilde è una amica di mia moglie, si sono conosciute in palestra lei insegna latino-americani.
E’ cilena, arrivata in Italia al tempo della dittatura di Pinochet, ha avuto una vita abbastanza travagliata.
Spesso capitava quando andavo a prendere mia moglie alla fine della palestra che si andasse a prendere un caffè insieme, quattro chiacchiere e alla fine è diventata una amica di famiglia.
E’ rimasta vedova quando una velocissima malattia, le ha portato via il marito circa undici mesi fa. Durante quel periodo le siamo stati molto vicini, in quanto non ha parenti che vivono in Italia, i suoi due figli ormai adulti e sposati abitano uno in Germania e l’altro in Olanda e suo marito ha solo un cugino già piuttosto anziano e che vive in toscana. E’ capitato spesso quindi che per alcune piccole necessità si rivolgesse a noi, come quando mi chiesto di accompagnarla a Linate per prendere l’aereo per l’Olanda e successivamente di andarla a riprendere.
Matilde e una donna ancora molto piacente, ha quasi sessantanni ma non li dimostra, bionda con i capelli abbastanza lunghi sempre in ordine e raccolti sulla testa con un chignon. Occhi scuri, è alta circa uno e sessantotto, e quando cammina ha un passo elegante e molto sensuale, forse per via dei balli latini, un sedere che alla vista sembra ancora ben tonico e un seno che nonostante l’età sta su ancora da solo. Lo so perché un volta è uscita dalla palestra, dopo la lezione, solo con un top e i pantaloni, ed era evidente che non avesse reggiseno perché i capezzoli erano ben conformati sotto la stoffa della maglietta. Diciamo che suscita ancora gli appetiti di un uomo. E poi è una compagnia piacevole, estroversa, il che non guasta.
Circa quindici giorni fa, come dicevo mi ha chiesto se la potessi accompagnare a Linate. Non avendo impegni la vado a prendere a casa, abita a pochi chilometri di distanza da me e all’ora concordata mi trovo sotto casa sua. Partiamo e ci avviamo a prendere l’autostrada, da noi per arrivare in aeroporto ci vogliono circa 75 minuti. Mentre andiamo parliamo del più e del meno, ma non posso fare a meno di notare che è la prima volta che la vedo con la gonna. Ha due belle gambe e terminano con le caviglie sottili, come piacciono a me.
- Non ti avevo mai vista con la gonna ! - le dico - Sai che hai proprio due belle gambe! -
- Grazie - fa lei - Di solito metto sempre i pantaloni, per praticità -
- Dovresti metterla più spesso, ti sta molto bene, e poi ...finalmente ti posso vedere le gambe!-
- Sai che ora che ti guardo meglio sei proprio ancora una gran bella donna! - le dico con un sorriso
- Lo pensi davvero? - fa Matilde – Una volta, forse la ero. Quando torno se vuoi ti faccio vedere una foto di quando ero ragazza, ne ho conservata qualcuna -
- Volentieri - rispondo - Posso immaginare come eri, visto come sei ora - le dico per essere galante.
- Tu sei un bell’uomo invece, fortunata tua moglie - e sorride mentre lo dice
Il tempo con le chiacchiere passa velocemente sembra un attimo e siamo a Linate, mi infilo nella corsia delle partenze e arriviamo all’ingresso. Ci fermiamo un attimo e mentre ci guardiamo mi dice
- Grazie, per avermi accompagnata, no so davvero come ringraziarti -
- Eh… ti costerà caro questo favore - rispondo quasi ridendo
- Cosa vuoi dire - fa Matilde
- Niente, niente ...magari te lo dico quando torni -
Vedo che sorride, ma è ora di salutarci. Mi sporgo verso di lei e ci diamo un bacio sulla guancia, anzi tre come si usa, ma il terzo è sulle labbra anche se ci sfioriamo solo delicatamente, mentre mi sporgo verso di lei una mano si appoggia sul suo ginocchio, la sua pelle è calda e liscia, vellutata.
Lei appoggia la sua mano sulla mia, ma non per allontanarla, mi guarda un attimo negli occhi ...con una luce strana e un sorriso.
- Devo andare Graziano - ci vediamo al mio ritorno - -Per il momento grazie davvero - e mi stampa un bacio sulle labbra e senza darmi il tempo di reagire, scende e con un sorriso mi saluta di nuovo.
Torno verso casa, la serata è limpida anche se abbastanza calda, non c’è nemmeno molto traffico e ho il tempo per pensare a quel bacio, inaspettato.
Passano i giorni e non ci penso più.
Poi l’altra sera a mia moglie arriva un messaggio da Matilde >
- Se non hai impegni Matilde chiede se puoi andarla a prendere a Linate domani sera, cosa gli dico? - mi dice lei
- Ok digli di si, se vuoi venire anche tu andiamo -
- No non vengo, c’è la finale di tennis e vorrei vederla -
- Va bene, andrò da solo -
Così la sera dopo intorno alle 20,50 parto, è un po' presto ma non si sa mai, non vorrei arrivare tardi se ci dovesse essere traffico e poi diversamente la posso prendere comoda.
Come quando l’ho accompagnata in realtà il traffico è molto scorrevole, faccio con comodo e alle 22,05 sono già nell’area di parcheggio gratuita all’uscita del terminal. Dopo qualche attimo mi arriva un msg da Matilde > > rispondo >
Nemmeno una mezzora ed ecco che arriva, scendo per farmi vedere e lei viene verso di me
- Ciao bentornata, com’è andato il volo? - le dico mentre mi avvicino per salutarla
- Grazie, tutto bene il volo era in perfetto orario – si avvicina e la abbraccio, la bacio sulla guancia, ma dopo il secondo bacio sull’altra guancia lei mi bacia sulla bocca. La bocca è socchiusa ed è un chiaro invito a baciarci con la lingua, stavolta non sono cosi sorpreso e la bacio appassionatamente, la mia lingua si infila nella sua bocca, cerca la sua, calda. Restiamo così per un attimo poi si scosta e mi dice
- E’ in questo modo, che mi sarebbe costato il tuo favore? - - Sai che ci ho pensato ...molto – mi dice sorridendo.
Sono certamente un pò sorpreso, di certo non me lo aspettavo, ma sicuramente non mi è dispiaciuto, anzi.
- Veramente… forse non basta Matilde -
- Non basta?- mi dice mentre ci sediamo in macchina - Cos’altro vorresti di più? -
Mi guarda mentre avvio la macchina e imbocco l’uscita, ci dirigiamo sulla strada per casa
- Se volessi te? Tutta te, se volessi fare l’amore con te, cosa ne diresti?-
- Davvero tu vorresti fare l’amore con me? - Mi risponde, senza essere sorpresa
- Sai che è più di un anno e mezzo che non vedo un uomo, anzi probabilmente quasi due anni, da quando Luigi (il suo defunto marito) ha iniziato a non star bene ...e anche prima non è che..-
- Beh Matilde, sei ancora una gran bella donna, lo sai, e se lo volessi non dovresti aver difficoltà a trovarti qualcuno, anche solo per fare sesso - in effetti è così, una bella donna ancora.
- Sai che ho pensato a te, dalla sera che mi hai accompagnata -
- Matilde...- mentre dico il suo nome allungo una mano tra le sue cosce, indossa i pantaloni stasera, faccio salire la mano fino al suo inguine e sento il calore del suo sesso sotto la stoffa. Lei si avvicina un pò e mi accarezza la patta dei jeans, non ci vuole molto a farmelo diventare duro e lei lo sente
- Come stà - mi chiede
- Sai, se infili una mano dentro lo senti da sola -
Lentamente mi apre la cintura e fa scendere la zip, mi apre i jeans e sento il calore della sua mano attraverso gli slip, il mio membro è già duro e lei infila la mano sotto l’elastico, lo fa uscire. Incomincia ad accarezzarlo lentamente e a farlo scorrere su e giù, poi si slaccia la cintura di sicurezza si china sul cazzo e lo prende in bocca, sento la lingua, calda e umida, sento le sue labbra che scorrono sulla cappella, piano piano lo ingoia fino alla radice.
L’autostrada è praticamente quasi deserta, nessuno nella nostra corsia, solo qualche auto ogni tanto ci sorpassa. Lei è sempre impegnata con il mio membro in bocca, lo lavora lentamente sento la lingua roteare sulla cappella e la sua saliva calda scivolare lungo l’asta. Piano se lo affonda in gola e
poi risale è una sensazione molto piacevole. Le sue labbra sono morbide, carnose, le sento sul filetto mentre succhia e le sento scorrere fino alle palle. Un gemito mi sfugge
- Mmmhhh Matilde, mi fai venire se continui così -
- Voglio che tu venga, voglio sentire il tuo sapore nella mia bocca -
E mentre riprende ad infilarselo in gola, con una mano le premo la nuca e la tengo premuta contro il mio ventre, pochi attimi e un fiotto di calda e densa sborra le schizza in bocca, in gola. Lascio la sua testa e la sento sfilarsi qualche centimetro mentre arriva un altro fiotto di sperma. Lei inghiotte e poi di nuovo lo prende in bocca, succhia e con la lingua ripulisce tutto il membro, alla fine si rialza, si passa le dita sulle labbra e raccoglie le ultime gocce ai lati della bocca e le porta sulla lingua.
- Mi piace il tuo sapore Graziano, era da un sacco di tempo che non “assaggiavo” un uomo -
- Io però ...vorrei assaggiare te - dico
- Appena saremo a casa, mi sono eccitata e ...ho voglia di te - dice Matilde
Siamo ormai al casello, usciamo dall’autostrada e ci mancano solo una ventina di minuti per arrivare a casa sua.
Parcheggio la macchina davanti al cancelletto di ingresso, scendiamo e lei apre
- Vieni - mi dice - Entra, sai non resisto ho voglia di te, ho voglia di fare l’amore, anzi ..ho proprio voglia di farmi scopare Graziano, ne ho bisogno e da troppo tempo che non stò con un uomo -
L’ingresso da sul soggiorno dove c’è un ampio e comodo divano, appena entrati la abbraccio, la bacio le nostre lingue si cercano, le labbra bagnate dalle nostre salive e in bocca di lei ancora il mio sapore. Mentre le nostre mani si cercano le sbottono la camicia che indossa e gliela sfilo, sotto ha un bel reggiseno color azzurro cenere che le sorregge un seno prosperoso, mentre lei mi sbottona la camicia di jeans facendo saltare gli automatici uno ad uno le sfilo il reggiseno poi la stringo a me, il mio petto ormai nudo contro i suoi seni, sento i capezzoli rigidi contro di me. Gli prendo i seni tra le mani mentre la bacio sul collo, sulla spalla e poi scendo mentre le strizzo le tette prendo un capezzolo in bocca, lo succhio mentre la lingua gli rotea intorno lo picchietta. Le sbottono i pantaloni e glieli faccio scivolare lungo i fianchi insieme alle mutandine, fino a terra, lei si sfila le scarpe e con un piede allontana tutto. E’ nuda ora davanti a me, il suo corpo freme di desiderio, la voglia le si legge negli occhi, mentre riprendo a baciarla le infilo una mano tre le cosce, la sua figa è pelosa, i peli folti ma morbidi, con un dito cerco la sua fessura, è già umida e calda e bagnata, anche tra le cosce.
- Fai piano - mi dice - E’ da troppo tempo che non viene stuzzicata -
La frugo con le dita, che comunque bagnata com’è entrano facilmente, le sfioro il clitoride, è prominente e rigido. La faccio coricare sull’ampio divano mi spoglio completamente e poi mi corico su di lei, mentre la bacio lei allunga una mano, prende il mio membro e lo struscia sulle sue grandi labbra bagnate e vogliose.
- Prendimi Graziano, mettimelo dentro - mi dice con un filo di voce
La tengo per i fianchi e lentamente lo spingo dentro di lei, la sua figa è calda, umida, sento che la contrae e mi avvolge completamente. Restiamo così un attimo, mentre la guardo, i suoi occhi luccicano e il desiderio le si legge in viso. Poi lentamente comincio a muovermi dentro di lei, avanti e indietro fin quasi a farlo uscire per poi spingerglielo nuovamente in fondo, sento la cappella che la apre, sento i suoi gemiti quasi un sussurro, lo sento scivolare dentro di lei senza problemi di quanto è lubrificata. Ad ogni affondo il suo seno si muove, i capezzoli scuri turgidi vogliono essere succhiati e strapazzati, il suo desiderio da anni ormai inespresso le fa inarcare la schiena ogni volta che affondo nella sua figa.
- Scopami Graziano, così continua...fammi sentire ancora donna, desiderata -
- Ti desidero Maty, di desidero davvero - rispondo mentre il ritmo si fa un po più veloce, anche il suo ansimare si fa più frequente, e sento il suo corpo che vibra, la sua figa che pulsa e la mia spinta aumenta. Quasi selvaggiamente adesso i colpi si fanno sentire dentro di lei e ogni spinta è più forte della prima, poi un gemito.
- Vengo, dio vengo - grida mentre inarca il bacino un ultima volta e butta indietro la testa
Non resisto nemmeno io e sento un brivido, una scossa che mi parte dallo scroto, mi percorre la schiena e arriva alla nuca mentre un fiotto di sperma la riempie, poi un’altro schizzo e un’altro ancora, mi abbandono sopra di lei e mentre la bacio sento il membro che pian piano si ritira, e sento un rivolo della mia sborra che le cola fuori, lungo le cosce, caldo appiccicoso.
Restiamo cosi per un tempo che sembra interminabile, mentre ci guardiamo negli occhi.
- Grazie - mi dice -E’ stato bello, e mi hai fatto sentire di nuovo una donna -
- Grazie a te Matilde - le sorrido e la bacio teneramente.
Matilde è una amica di mia moglie, si sono conosciute in palestra lei insegna latino-americani.
E’ cilena, arrivata in Italia al tempo della dittatura di Pinochet, ha avuto una vita abbastanza travagliata.
Spesso capitava quando andavo a prendere mia moglie alla fine della palestra che si andasse a prendere un caffè insieme, quattro chiacchiere e alla fine è diventata una amica di famiglia.
E’ rimasta vedova quando una velocissima malattia, le ha portato via il marito circa undici mesi fa. Durante quel periodo le siamo stati molto vicini, in quanto non ha parenti che vivono in Italia, i suoi due figli ormai adulti e sposati abitano uno in Germania e l’altro in Olanda e suo marito ha solo un cugino già piuttosto anziano e che vive in toscana. E’ capitato spesso quindi che per alcune piccole necessità si rivolgesse a noi, come quando mi chiesto di accompagnarla a Linate per prendere l’aereo per l’Olanda e successivamente di andarla a riprendere.
Matilde e una donna ancora molto piacente, ha quasi sessantanni ma non li dimostra, bionda con i capelli abbastanza lunghi sempre in ordine e raccolti sulla testa con un chignon. Occhi scuri, è alta circa uno e sessantotto, e quando cammina ha un passo elegante e molto sensuale, forse per via dei balli latini, un sedere che alla vista sembra ancora ben tonico e un seno che nonostante l’età sta su ancora da solo. Lo so perché un volta è uscita dalla palestra, dopo la lezione, solo con un top e i pantaloni, ed era evidente che non avesse reggiseno perché i capezzoli erano ben conformati sotto la stoffa della maglietta. Diciamo che suscita ancora gli appetiti di un uomo. E poi è una compagnia piacevole, estroversa, il che non guasta.
Circa quindici giorni fa, come dicevo mi ha chiesto se la potessi accompagnare a Linate. Non avendo impegni la vado a prendere a casa, abita a pochi chilometri di distanza da me e all’ora concordata mi trovo sotto casa sua. Partiamo e ci avviamo a prendere l’autostrada, da noi per arrivare in aeroporto ci vogliono circa 75 minuti. Mentre andiamo parliamo del più e del meno, ma non posso fare a meno di notare che è la prima volta che la vedo con la gonna. Ha due belle gambe e terminano con le caviglie sottili, come piacciono a me.
- Non ti avevo mai vista con la gonna ! - le dico - Sai che hai proprio due belle gambe! -
- Grazie - fa lei - Di solito metto sempre i pantaloni, per praticità -
- Dovresti metterla più spesso, ti sta molto bene, e poi ...finalmente ti posso vedere le gambe!-
- Sai che ora che ti guardo meglio sei proprio ancora una gran bella donna! - le dico con un sorriso
- Lo pensi davvero? - fa Matilde – Una volta, forse la ero. Quando torno se vuoi ti faccio vedere una foto di quando ero ragazza, ne ho conservata qualcuna -
- Volentieri - rispondo - Posso immaginare come eri, visto come sei ora - le dico per essere galante.
- Tu sei un bell’uomo invece, fortunata tua moglie - e sorride mentre lo dice
Il tempo con le chiacchiere passa velocemente sembra un attimo e siamo a Linate, mi infilo nella corsia delle partenze e arriviamo all’ingresso. Ci fermiamo un attimo e mentre ci guardiamo mi dice
- Grazie, per avermi accompagnata, no so davvero come ringraziarti -
- Eh… ti costerà caro questo favore - rispondo quasi ridendo
- Cosa vuoi dire - fa Matilde
- Niente, niente ...magari te lo dico quando torni -
Vedo che sorride, ma è ora di salutarci. Mi sporgo verso di lei e ci diamo un bacio sulla guancia, anzi tre come si usa, ma il terzo è sulle labbra anche se ci sfioriamo solo delicatamente, mentre mi sporgo verso di lei una mano si appoggia sul suo ginocchio, la sua pelle è calda e liscia, vellutata.
Lei appoggia la sua mano sulla mia, ma non per allontanarla, mi guarda un attimo negli occhi ...con una luce strana e un sorriso.
- Devo andare Graziano - ci vediamo al mio ritorno - -Per il momento grazie davvero - e mi stampa un bacio sulle labbra e senza darmi il tempo di reagire, scende e con un sorriso mi saluta di nuovo.
Torno verso casa, la serata è limpida anche se abbastanza calda, non c’è nemmeno molto traffico e ho il tempo per pensare a quel bacio, inaspettato.
Passano i giorni e non ci penso più.
Poi l’altra sera a mia moglie arriva un messaggio da Matilde >
- Se non hai impegni Matilde chiede se puoi andarla a prendere a Linate domani sera, cosa gli dico? - mi dice lei
- Ok digli di si, se vuoi venire anche tu andiamo -
- No non vengo, c’è la finale di tennis e vorrei vederla -
- Va bene, andrò da solo -
Così la sera dopo intorno alle 20,50 parto, è un po' presto ma non si sa mai, non vorrei arrivare tardi se ci dovesse essere traffico e poi diversamente la posso prendere comoda.
Come quando l’ho accompagnata in realtà il traffico è molto scorrevole, faccio con comodo e alle 22,05 sono già nell’area di parcheggio gratuita all’uscita del terminal. Dopo qualche attimo mi arriva un msg da Matilde > > rispondo >
Nemmeno una mezzora ed ecco che arriva, scendo per farmi vedere e lei viene verso di me
- Ciao bentornata, com’è andato il volo? - le dico mentre mi avvicino per salutarla
- Grazie, tutto bene il volo era in perfetto orario – si avvicina e la abbraccio, la bacio sulla guancia, ma dopo il secondo bacio sull’altra guancia lei mi bacia sulla bocca. La bocca è socchiusa ed è un chiaro invito a baciarci con la lingua, stavolta non sono cosi sorpreso e la bacio appassionatamente, la mia lingua si infila nella sua bocca, cerca la sua, calda. Restiamo così per un attimo poi si scosta e mi dice
- E’ in questo modo, che mi sarebbe costato il tuo favore? - - Sai che ci ho pensato ...molto – mi dice sorridendo.
Sono certamente un pò sorpreso, di certo non me lo aspettavo, ma sicuramente non mi è dispiaciuto, anzi.
- Veramente… forse non basta Matilde -
- Non basta?- mi dice mentre ci sediamo in macchina - Cos’altro vorresti di più? -
Mi guarda mentre avvio la macchina e imbocco l’uscita, ci dirigiamo sulla strada per casa
- Se volessi te? Tutta te, se volessi fare l’amore con te, cosa ne diresti?-
- Davvero tu vorresti fare l’amore con me? - Mi risponde, senza essere sorpresa
- Sai che è più di un anno e mezzo che non vedo un uomo, anzi probabilmente quasi due anni, da quando Luigi (il suo defunto marito) ha iniziato a non star bene ...e anche prima non è che..-
- Beh Matilde, sei ancora una gran bella donna, lo sai, e se lo volessi non dovresti aver difficoltà a trovarti qualcuno, anche solo per fare sesso - in effetti è così, una bella donna ancora.
- Sai che ho pensato a te, dalla sera che mi hai accompagnata -
- Matilde...- mentre dico il suo nome allungo una mano tra le sue cosce, indossa i pantaloni stasera, faccio salire la mano fino al suo inguine e sento il calore del suo sesso sotto la stoffa. Lei si avvicina un pò e mi accarezza la patta dei jeans, non ci vuole molto a farmelo diventare duro e lei lo sente
- Come stà - mi chiede
- Sai, se infili una mano dentro lo senti da sola -
Lentamente mi apre la cintura e fa scendere la zip, mi apre i jeans e sento il calore della sua mano attraverso gli slip, il mio membro è già duro e lei infila la mano sotto l’elastico, lo fa uscire. Incomincia ad accarezzarlo lentamente e a farlo scorrere su e giù, poi si slaccia la cintura di sicurezza si china sul cazzo e lo prende in bocca, sento la lingua, calda e umida, sento le sue labbra che scorrono sulla cappella, piano piano lo ingoia fino alla radice.
L’autostrada è praticamente quasi deserta, nessuno nella nostra corsia, solo qualche auto ogni tanto ci sorpassa. Lei è sempre impegnata con il mio membro in bocca, lo lavora lentamente sento la lingua roteare sulla cappella e la sua saliva calda scivolare lungo l’asta. Piano se lo affonda in gola e
poi risale è una sensazione molto piacevole. Le sue labbra sono morbide, carnose, le sento sul filetto mentre succhia e le sento scorrere fino alle palle. Un gemito mi sfugge
- Mmmhhh Matilde, mi fai venire se continui così -
- Voglio che tu venga, voglio sentire il tuo sapore nella mia bocca -
E mentre riprende ad infilarselo in gola, con una mano le premo la nuca e la tengo premuta contro il mio ventre, pochi attimi e un fiotto di calda e densa sborra le schizza in bocca, in gola. Lascio la sua testa e la sento sfilarsi qualche centimetro mentre arriva un altro fiotto di sperma. Lei inghiotte e poi di nuovo lo prende in bocca, succhia e con la lingua ripulisce tutto il membro, alla fine si rialza, si passa le dita sulle labbra e raccoglie le ultime gocce ai lati della bocca e le porta sulla lingua.
- Mi piace il tuo sapore Graziano, era da un sacco di tempo che non “assaggiavo” un uomo -
- Io però ...vorrei assaggiare te - dico
- Appena saremo a casa, mi sono eccitata e ...ho voglia di te - dice Matilde
Siamo ormai al casello, usciamo dall’autostrada e ci mancano solo una ventina di minuti per arrivare a casa sua.
Parcheggio la macchina davanti al cancelletto di ingresso, scendiamo e lei apre
- Vieni - mi dice - Entra, sai non resisto ho voglia di te, ho voglia di fare l’amore, anzi ..ho proprio voglia di farmi scopare Graziano, ne ho bisogno e da troppo tempo che non stò con un uomo -
L’ingresso da sul soggiorno dove c’è un ampio e comodo divano, appena entrati la abbraccio, la bacio le nostre lingue si cercano, le labbra bagnate dalle nostre salive e in bocca di lei ancora il mio sapore. Mentre le nostre mani si cercano le sbottono la camicia che indossa e gliela sfilo, sotto ha un bel reggiseno color azzurro cenere che le sorregge un seno prosperoso, mentre lei mi sbottona la camicia di jeans facendo saltare gli automatici uno ad uno le sfilo il reggiseno poi la stringo a me, il mio petto ormai nudo contro i suoi seni, sento i capezzoli rigidi contro di me. Gli prendo i seni tra le mani mentre la bacio sul collo, sulla spalla e poi scendo mentre le strizzo le tette prendo un capezzolo in bocca, lo succhio mentre la lingua gli rotea intorno lo picchietta. Le sbottono i pantaloni e glieli faccio scivolare lungo i fianchi insieme alle mutandine, fino a terra, lei si sfila le scarpe e con un piede allontana tutto. E’ nuda ora davanti a me, il suo corpo freme di desiderio, la voglia le si legge negli occhi, mentre riprendo a baciarla le infilo una mano tre le cosce, la sua figa è pelosa, i peli folti ma morbidi, con un dito cerco la sua fessura, è già umida e calda e bagnata, anche tra le cosce.
- Fai piano - mi dice - E’ da troppo tempo che non viene stuzzicata -
La frugo con le dita, che comunque bagnata com’è entrano facilmente, le sfioro il clitoride, è prominente e rigido. La faccio coricare sull’ampio divano mi spoglio completamente e poi mi corico su di lei, mentre la bacio lei allunga una mano, prende il mio membro e lo struscia sulle sue grandi labbra bagnate e vogliose.
- Prendimi Graziano, mettimelo dentro - mi dice con un filo di voce
La tengo per i fianchi e lentamente lo spingo dentro di lei, la sua figa è calda, umida, sento che la contrae e mi avvolge completamente. Restiamo così un attimo, mentre la guardo, i suoi occhi luccicano e il desiderio le si legge in viso. Poi lentamente comincio a muovermi dentro di lei, avanti e indietro fin quasi a farlo uscire per poi spingerglielo nuovamente in fondo, sento la cappella che la apre, sento i suoi gemiti quasi un sussurro, lo sento scivolare dentro di lei senza problemi di quanto è lubrificata. Ad ogni affondo il suo seno si muove, i capezzoli scuri turgidi vogliono essere succhiati e strapazzati, il suo desiderio da anni ormai inespresso le fa inarcare la schiena ogni volta che affondo nella sua figa.
- Scopami Graziano, così continua...fammi sentire ancora donna, desiderata -
- Ti desidero Maty, di desidero davvero - rispondo mentre il ritmo si fa un po più veloce, anche il suo ansimare si fa più frequente, e sento il suo corpo che vibra, la sua figa che pulsa e la mia spinta aumenta. Quasi selvaggiamente adesso i colpi si fanno sentire dentro di lei e ogni spinta è più forte della prima, poi un gemito.
- Vengo, dio vengo - grida mentre inarca il bacino un ultima volta e butta indietro la testa
Non resisto nemmeno io e sento un brivido, una scossa che mi parte dallo scroto, mi percorre la schiena e arriva alla nuca mentre un fiotto di sperma la riempie, poi un’altro schizzo e un’altro ancora, mi abbandono sopra di lei e mentre la bacio sento il membro che pian piano si ritira, e sento un rivolo della mia sborra che le cola fuori, lungo le cosce, caldo appiccicoso.
Restiamo cosi per un tempo che sembra interminabile, mentre ci guardiamo negli occhi.
- Grazie - mi dice -E’ stato bello, e mi hai fatto sentire di nuovo una donna -
- Grazie a te Matilde - le sorrido e la bacio teneramente.
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