Una mattina a Brescia

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Una mattina a Brescia

Dopo il primo incontro con Elisa i nostri scambi di messaggi e le telefonate si erano fatti più frequenti, come anche qualche video chiamata con skype, che allora era uno dei programmi più usati per quello. Anche se la distanza che ci separava era notevole, era nata un forte amicizia, forse anche qualcosa in più, e di certo per ciò che mi riguardava una forte attrazione sessuale. Il desiderio di rivedersi però ardeva in entrambi, così grazie al fatto che lei dovesse accompagnare una amica ad un convegno ci accordiamo per rincontrarci a Brescia.
Era a metà dell’estate, prima decade di agosto se non ricordo male, le giornate sono ancora belle ma è una mattinata tutto sommato fresca.
Il convegno della sua amica è programmato per il pomeriggio, noi ci organizziamo per stare insieme dalla mattinata. Lei viene in treno dalle parti di Venezia, arriva intorno alle 10,00, io vado in macchina mi ci vuole una oretta e mezza, ma è un viaggio tranquillo, anche se c’è sicuramente un pò di tensione e forte il desiderio di rivederla, vista la bella esperienza del primo incontro. Arrivo con una decina di minuti di anticipo e fortunatamente trovo parcheggio in una via che fiancheggia la ferrovia a pochi passi dalla stazione. Entro in stazione e controllo il tabellone luminoso degli arrivi, il suo treno è in orario perfetto, arriva sul quarto binario. Mi incammino per andarle incontro, c’è un breve sottopasso e salgo sul marciapiede, arriva il treno; è lungo e non so in quale carrozza sia, mi sono scordato di chiederglielo, non c’è molta gente ad aspettare comunque e nemmeno che scende. Un rapido sguardo e la riconosco a un paio di carrozze di distanza, è bellissima come la ricordavo, è elegante nei suoi pantaloni blu, ha una camicetta senza maniche dello stesso colore con disegnati dei fiori, abbottonata sul davanti da bottoni bianchi. Mi vede e mi saluta con la mano e un sorriso radioso. Il cuore mi batte forte, è una emozione rivederla.
- Ciao Elisa - La abbraccio e la bacio lieve sulla bocca.
- Ciao Graziano – La prendo per mano e ci incamminiamo verso l’uscita, ci fermiamo al bar della stazione a prendere un caffè.
- Come stai, com’è andato il viaggio -
- Bene - Risponde lei - Stranamente oggi i treni vanno in orario - mi dice con un tono leggermente canzonatorio, sapendo che io lavoro per le FS, anche se non sono propriamente addetto alla circolazione dei treni.
- Eh beh - Rispondo - Oggi serviva che funzionassero per bene - E ci scappa una mezza risata.

Brescia non la conosco, non ci sono mai stato se non una volta per lavoro, ma quando sono venuto è stato per una consulenza alla Caffaro, una ditta di prodotti chimici poi chiusa intorno al 2010 per aver causato un disastro ambientale, però la società aveva mandato un’auto a prendermi in stazione e poi a riportarmi lì finita la mia perizia, quindi non ho visto praticamente nulla. Avevo prenotato il motel per le 11,00 tenendo conto di un eventuale piccolo ritardo del treno, non ci rimaneva molto tempo, però chiacchierando facemmo due passi non lontano dalla stazione.
- Sai, ho prenotato una camera in motel - dico mentre passeggiando ci avviamo verso il luogo dove avevo parcheggiato. - Ci vogliono pochi minuti, che dici vogliamo andare ? -
- Va bene – risponde - Non avevo dubbi che lo avresti fatto - dice sorridendo.

Elisa è davvero una bella donna, non ancora cinquantenne è nel fiore della sua maturità, ha un corpo che per me è estremamente sensuale, e mi basta guardarla per eccitarmi, mi piacciono le sue gambe anche se sotto i pantaloni non si vedono. E in effetti il mio membro inizia a dare segni inequivocabili. E’ già pronto, duro e pulsante sotto i jeans.
Ho prenotato al Motel Fiera, era l’unico di cui fossi certo fosse un motel a ore, prendiamo la macchina e ci avviamo, ci vogliono giusto 10 minuti per arrivare.
Sbrighiamo le pratiche e andiamo alla nostra camera. L’ingresso ha un lungo corridoio con alla sinistra un ampio bagno con la doccia, do una occhiata, sembra discretamente in ordine e pulito, in fondo la stanza fa una L, di fronte un ampio letto e sulla sinistra c’è una scrivania bianca sotto la finestra con una sedia ampia e nell’angolo un mini frigo bar.
Le luci sono soffuse, l’atmosfera è sicuramente da motel per coppie clandestine, come noi in fondo.
Finalmente posso abbracciare Elisa, finalmente la posso baciare.
- Avevo davvero voglia di rivederti sai -
- Anch’io - fa lei appoggiando un attimo il capo sulla mia spalla, le accarezzo i capelli sono morbidi, con un profumo leggero e piacevole come la prima volta che ci siamo incontrati.

- Ho voglia di te - le dico
-Non pensavo di avere cosi tanta voglia di rivederti -
risponde lei, mentre lentamente inizio a sbottonarle la camicetta, e gliela sfilo. Sotto ha un bellissimo reggiseno di pizzo color panna, le tiene su un seno notevole, sodo ma la pelle è morbida con un bel solco che divide le tette. Lei intanto armeggia con i bottoni della mia camicia, la fa scendere dalle spalle e la mette sulla sedia insieme alla sua. Mi avvicino la bacio di nuovo, sento la sua lingua cercare la mia la sento che rotea all’interno della bocca, le salive che si scambiano, intanto le slaccio il reggiseno, è bello sentire il suo seno contro il mio petto, sento i capezzoli induriti spuntare da una areola ampia ma solo poco più scura della sua pelle. Anche i miei sono spuntati e lei li accarezza con una mano. Lascio la sua bocca e adagio la aiuto a stendersi sul letto, le slaccio i sandali bianchi e le sfilo i pantaloni, e insieme gli slip.
Così rimane nuda sul letto, la guardo è bella da morire, ha un bel pelo setoso intorno al sesso castano chiaro lo sfioro è una sensazione piacevole. Mi sdraio su di lei e prendo i capezzoli tra le labbra, li umetto con la saliva e con la lingua gli giro intorno, poi adagio scendo sul ventre, ancora piatto nonostante l’età, sento il suo monte di venere gonfio, scendo tra le cosce e la lingua si insinua nella sua fessura, anche lei è eccitata e sento il sapore e il profumo dei suoi umori. Sento che inarca la schiena quando la lingua le entra dentro, percorro tutto il suo solco e prendo le sue grandi labbra in bocca mentre le lecco. Poi mi sollevo un attimo, mi umetto due dita e le infilo adagio dentro il suo sesso, sento che si irrigidisce un attimo, non è un rifiuto, è solo il corpo che ancora non ha ricevuto lo stimolo che il cervello forse ha già dato. Non insisto, anche se non tolgo le dita aspetto solo che lei si rilassi, che accetti quello che sto per fargli. Lentamente inizio a roteare le dita nella sua vagina mentre le faccio scivolare avanti e indietro, le affondo lentamente e da dentro premo sul muscolo del clitoride, lo sento quasi muovere, come un piccolo pene che cerca di sollevarsi. Sempre con le dita dentro avvicino la bocca e inizio a succhiarglielo, sento un gemito uscire dalla sua bocca.
- Fai adagio Graziano, lentamente ...mi piace da morire sai così -
Abbiamo tutto il tempo che vogliamo, voglio che goda ma che il piacere duri il più a lungo possibile, così faccio più lentamente che posso.
Dopo qualche minuto di quella dolce tortura il suo sesso è ormai fradicio delle mia saliva e dei suoi umori dal sapore speziato.
- Prendimi Graziano, ti voglio sentire dentro - Mi sussurra
Mi fermo un attimo, mi alzo in piedi e mi tolgo i pantaloni e gli slip, il membro ormai duro da un pò, pulsante e in resta come una lancia, vigoroso con la cappella rosea bene in vista. Le si sta masturbando intanto, lentamente, non da respiro alla sua eccitazione. Mi avvicino in mezzo alle sue gambe che ora ha piegato, appoggio la cappella alla sua vagina e sento che lei lo prende con una mano, lo strofina lungo il solco lo sento inumidire
- Prendimi dai -
Lentamente mi spingo dentro lei, sento che la apro, la cappella fa strada al mio membro che la riempie, mi chino verso di lei e mi appoggio con le mani, lei solleva le gambe e mi cinge la schiena
- Scopami Gra, voglio che mi scopi, sono venuta per te oggi, voglio godere e farti godere -
Mi chino di più a baciarle i seni, mentre con colpi lenti e regolari mi spingo nelle sue reni, vado dentro fino in fondo, sento il bacino contro il suo, poi mi ritraggo quasi ad uscire, la cappella pulsa lo sento mentre le apro le labbra, la sua vagina pulsa, lo sento quando lo affondo e lei lo avvolge con il suo calore umido, sento che la contrae… volutamente penso. Andiamo avanti cosi per un po'

finché non sento un gemito uscire dalla sua gola, sento il suo corpo fremere come scosso da una scarica elettrica, sento la sua vagina che si contrae attorno al mio membro.
-Vengo Graziano, vengo, dai vieni anche tu dentro di me -
Non posso resistere e poi il suo invito non ammette rifiuto, mentre ancora la sua vagina è stretta intorno a me, con due colpi quasi violenti vengo, sento lo spruzzo che esce sento il secondo getto ancora abbondante e poi un terzo ancora, mentre un brivido mi arriva alla nuca e un grido mi esce dalla bocca
-Vengo Elisa- - la senti dentro di te? -
- La sento calda e vischiosa -
Restiamo così per qualche attimo sento la sua a sua vagina che si rilassa, sento il mio pene che si ritrae e uscendo sento un rivolo che le esce, mi bagna le cosce, mi abbandono sopra di lei e la bacio.
- Ti voglio bene Elisa, sei fantastica -
Mi sdraio accanto a lei e i miei pensieri corrono, sono davvero fortunato che una donna così sia nel mio letto.
- A cosa pensi Graziano – Mi chiede appoggiando il viso sul mio petto
- A niente di particolare, anzi, che sono pronto a ricominciare e tu ?-
- Anch’io -

Sarà un altro incontro fantastico.
di
scritto il
2026-07-23
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