Giuliana, una bella esperienza

di
genere
etero

Esperienza reale, i nomi ovviamente sono inventati i luoghi sono anch'essi invece reali

Giuliana, una bella esperienza

Il treno era sempre quello, il locale in partenza da Voghera alle 9,27, quello che fa tutte le fermate fino a Milano Lambrate. Di solito in compagnia di qualche collega, più raramente da solo, era il treno che mi portava in servizio quando facevo il pomeriggio.
Il tragitto è abbastanza monotono, c’è chi legge il giornale, qualcuno un libro, a volte si chiacchiera. Il treno però è uno di quei mezzi che invitano a fare conoscenza, ma dopo un po' ti rendi conto che sono quasi sempre le stesse persone che viaggiano, per lo più studenti che da Voghera o frequentano l’università di Pavia e qualche istituto superiore o studenti che da Pavia vanno all’università a Milano. Pochi altri tipi di viaggiatori su quel treno in genere mai eccessivamente affollato, non come le prime corse del mattino dove spesso eri costretto a stare in piedi e ammassato come una sardina.
Dopo qualche viaggio la notai. Una donna ancora giovane, sicuramente qualche anno meno di me, che al tempo ne avevo 44. Non le avrei dato più di 30 o 35 anni comunque. Castana chiara, o biondo scuro se preferite, i capelli lisci le coprivano il collo fino alle spalle, un viso tondo e gli occhi azzurri sorridenti, alta almeno uno e settanta e con un fisico notevole. Sempre vestita elegante anche se raramente con la gonna. Saliva a Pavia e scendeva sempre a Rogoredo. L’ho notata perché almeno in un paio di occasioni, nonostante il treno fosse quasi vuoto, si è venuta a sedere proprio nel compartimento di lato al mio e rivolta verso di me. Le carrozze sono di quelle aperte con due file di sedili una per lato e corridoio centrale, le classiche vetture pendolari. Entrambe le volte ero però in compagnia di colleghi, ma nonostante l’avessi notata non gli ho dato troppa attenzione.
Una mattina sono solo a viaggiare, senza colleghi e mi domando , mentre lo penso il treno si ferma in stazione a Pavia. La gente scende poi salgono i passeggeri in attesa, sento le porte richiudersi e il treno muoversi per ripartire. Non c’è penso, un po deluso.
Poi alle spalle sento una voce
- Buongiorno - mi dice una voce di donna. Alzo lo sguardo ed è lei, probabilmente arrivata dalla carrozza vicina.
- Se il posto è libero posso sedere con lei, vedo che oggi non ci sono i suoi colleghi -
- Buongiorno - rispondo, abbastanza sorpreso - Certamente può sedere qui, i posti sono liberi -
- Piacere mi chiamo Giuliana - mi dice spontaneamente.
- Piacere mio, Graziano - Ho notato che prende spesso questo treno, lavora a Milano anche lei? -
- Si, Lavoro al CAI Post, in piazzale Corvetto, faccio dalle 10,30 alle 18,00 di solito, ma dammi del tu -
- Ok Giuliana, diamoci del tu -
Iniziamo a parlare del più e del meno e scopro che di anni ne ha 32, è sposata da cinque anni, niente figli il marito dipendente Enel e abita vicino a Broni. Purtroppo come sempre succede quando la conversazione è piacevole il tempo vola e in un attimo ci ritroviamo a Rogoredo.
- Domani prendi ancora questo treno - Mi chiede mentre si alza per scendere.
- No, io faccio i turni e fino fino a venerdì questo non lo prendo più – Le dico
- Va bene, grazie per la compagnia, ti cercherò venerdì mattina - e con un sorriso scende dalla carrozza.
La guardo dal finestrino allontanarsi, mi piace come cammina, la vedo arrivare alla fine del marciapiede e inaspettatamente si volta, mi vede appiccicato con il viso al finestrino, sorride e mi saluta con la mano. Beh penso sarà lunga aspettare venerdì, c’è qualcosa in lei che mi attira, forse la sua spontaneità, il suo sorriso e poi è comunque una bella donna.

Il venerdì successivo parto già con la speranza di rivederla, e per fortuna a Pavia la vedo mentre arriviamo, che aspetta sul marciapiede. Quando sale mi sporgo nel corridoio, voglio essere sicuro che mi veda. Infatti arriva e si siede di fronte a me
- Buongiorno – dice, mentre sfoggia un sorriso raggiante - Come stai? -
- Sto bene, sai che ho aspettato con ansia che arrivasse venerdì - rispondo
- Anch’io-
- Era da molto che cercavo l’occasione di parlarti, ma eri sempre con i tuoi colleghi -
Rimango un po sorpreso perché anche se la avevo notata, non immaginavo di aver suscitato interesse in lei. Non che non sia un bell’uomo, e anzi ho avuto sempre conferme di piacere alle donne. Sono alto 1,82 ho le spalle larghe senza essere palestrato, porto la barba sempre ben curata e spesso mi dicono di essere tipo Sean Connery, ...tipo ah ah.
- Sono contento che tu lo abbia fatto, in effetti ti avevo notata, ma non volevo sembrarti uno che ci prova….anche se in sei una bella donna, e un pensierino lo avevo fatto - le dico con una strizzatina d’occhio.
- Grazie per il complimento, anche tu mi piaci sai -
Così iniziamo a raccontarci, a raccontare le nostre vite le nostre esperienze anche i nostri desideri e inevitabilmente si tocca anche la sfera sessuale, parliamo di tutto come se fossimo vecchi amici.
Cosi scopro che la sua vita sessuale non la soddisfa molto, con suo marito anche se si vogliono bene, a letto le cose non funzionano; quando lo fanno lui viene in due minuti e lei rimane spesso a bocca asciutta. A volte capita che stiano sul divano e lei che ne avrebbe voglia cerca di stuzzicarlo, ma se glielo prende in mano dopo due colpi di sega, un seghino come lo chiama lei, lui viene e tutto finisce li.
- Mi spiace per te - Le dico – Io credo che il sesso in una coppia sia una parte importante e se non funziona spesso può essere causa di incomprensioni, e qualche unione finisce anche per quello, o uno dei due va a cercare soddisfazione da un’altra parte -
- La penso anch’io cosi, anche se finora non cercato avventure...finora - dice sorridendo
- Mi pare di intendere che sia un invito, o mi sbaglio ? -
- Potrebbe essere, dipenderà da quanto ci conosceremo - Risponde sorridendo
Intanto anche stamattina il tempo è volato e stiamo già per arrivare in stazione a Rogoredo.
- Senti Giuliana, io martedì vengo su in macchina, finisco il turno verso le 18, se ti va ti vengo a prendere qui e torniamo giù insieme, intanto perché non ci scambiamo il numero di telefono -
- Va bene - Dice lei mentre mi scrive il numero su un bigliettino, lo piega e me lo da sfiorandomi la mano. Ci sono due numeri, ufficio e casa ma in fianco al numero di casa mi scrive “solo al mattino dopo le sette e prima delle nove”
- Allora ci vediamo martedì, buon lavoro e buon w.e. ...pensami -
- Mi sa che lo farò, a martedì -

Martedì vado in macchina al lavoro, nonostante mi abbia dato il numero di telefono non l’ho chiamata, anche se la tentazione di farlo c’era. La chiamerò nel primo pomeriggio al numero dell’ufficio.
Verso le tre del pomeriggio chiamo il numero, risponde una centralinista credo e chiedo di parlare con la sig.a Giuliana dopo qualche attimo di attesa dall’altra parte risponde lei
- Pronto, chi è – chiede
- Ciao, sono Graziano, come stai, volevo dirti che io stasera ti aspetto davanti all’uscita della metro a Rogoredo. -
- Ciao - fa lei - Pensavo che non mi chiamassi più -
- Perché non avrei dovuto farlo, come vedi sono qui. Allora ci vediamo alle 18, ok ? -
- Va bene a dopo, ciao Graziano -

Il pomeriggio scorre e alle 17,45 parto dal mio ufficio, i tangenziale ci vogliono 10 minuti per arrivare a Rogoredo, parcheggio appena fuori dall’uscita della metro e lei puntuale arriva alle 18.
La vedo uscire dalla metro è elegante come sempre, oggi è in gonna, una gonna chiara beige al ginocchio una camicetta azzurra e un giacchino dello stesso colore della gonna, scarpe a sandalo che lasciano vedere le dita con uno smalto luccicante. La trovo sexy.
Mi saluta mentre entra in macchina e si siede. La gonna già di suo sopra il ginocchio si alza ulteriormente e mette in mostra un bella coscia, liscia e tornita.
Mi avvio e prendiamo la strada per Pavia, chiacchieriamo tranquillamente e il tempo vola, una mezza oretta e siamo già arrivati, le chiedo dove la devo accompagnare e lei mi indica il parcheggio a poche centinaia di metri dalla stazione. Parcheggio vicino alla sua macchina, è autunno e il sole ormai è prossimo a tramontare il cielo comincia a imbrunire. Ci guardiamo un attimo e mi avvicino a lei, la bacio e lei non si ritrae, e mentre la bacio una mano si infila tra le sue cosce, non le chiude anzi mi lascia arrivare ai suoi slip, li sento umidi, è eccitata.
- Sai mi dice - staccandosi un attimo -Avevo pensato che ti saresti fermato per strada -
- Avrei voluto farlo, ma non conosco posti dove poter stare al sicuro -
- Senti Giuliana, tu mi piaci e mi piacerebbe fare l’amore con te, ma vorrei farlo in un posto tranquillo dove potermi dedicare a te senza fretta e senza problemi.
- Io posso prendermi una mezza giornata tutta per me - mi dice - Se vuoi anche questa settimana -
- Ne sarei proprio felice, mi organizzo e ti chiamo - - Direi che potrei venire a prenderti in stazione a Pavia per l’orario del treno e poi decidiamo dove andare, ok? -
- Va bene, quando pensi di poterlo fare cosi mi organizzo anch’io ? -
- Che ne dici di venerdì mattina - le dico
- Va bene venerdì mattina, alle nove sono in stazione -
Un ultimo bacio, poi lei scende e sale sulla sua auto, mi saluta mentre si avvia.

Venerdì mattina, un po prima delle nove sono in stazione che la aspetto, puntuale la vedo arrivare dalla strada del parcheggio, scendo e la aspetto
- Ciao Giuliana, come stai, vuoi che ci prendiamo un caffè ?
- No preferirei che andassimo via di qui, non si sa mai, hai pensato dove andare ? - mi chiede con un sorriso sornione, è evidente che anche lei ha voglia di divertirsi.
- Ho visto che sulla statale appena dopo Certosa c’è un bel motel, e un posto discreto, che dici andiamo li, cosi possiamo stare tranquilli ? -
- Come vuoi, non sono mai stata in un motel- risponde quasi timidamente
Il viaggio non dura più di dieci minuti, intanto la osservo, non mi ero accorto di quanto fosse sexy stamattina.
- Sei bellissima Giuliana, e stamattina sei tremendamente sexy -
- Trovi – fa lei con un sorriso
Ha una gonna al ginocchio nera, le gambe velate da calze nere trasparenti e le scarpe con il tacco abbastanza sottile. Una camicetta bianca con i primi bottoni aperti che lasciano intravvedere il solco di un seno abbondante, forse una quarta, avvolto da un reggiseno nero di cui si vede un po di pizzo.
Mentre andiamo verso il motel chiacchierando le metto una mano sul ginocchio, le scosto un po la gonna e salgo leggermente, scopro la balza delle calze, indossa delle autoreggenti, sento la sua pelle scoperta tra l’elastico delle calze e gli slip, la pelle è morbidissima, sento il calore tra le sue gambe, la sua eccitazione.
Parcheggiamo la macchina dietro il motel (al tempo si chiamava la Pagoda, mi pare) fuori da sguardi indiscreti e finalmente saliamo in camera.
Giuliana è un po tesa, forse un po più di quando ci siamo incontrati, la guardo però salire la scala e l’ondeggiare dei suoi fianchi lo trovo davvero provocante.
Non faccio in tempo a chiudere la porta, mi abbraccia e mi bacia intensamente, mi infila la lingua in bocca, me la prende tra le labbra e la succhia, mi morsica il labbro quasi a farmi male e poi di nuovo la sua lingua contro la mia, la avvolge mentre la nostra saliva si mescola. Non posso stare fermo, le mie mani sono sul suo seno, è sodo sotto il mio palmo, sento la stoffa della camicetta e quella del reggiseno, glielo stringo. Poi le sbottono la camicia e la faccio volare, le sgancio il reggiseno e anche lui vola sulla sedia. Il suo seno è sodo, morbido e ha due capezzoli eretti e lunghi, come non ne ho mai visti cosi, mi chino e glieli prendo tra le labbra prima uno poi l’altro, la lingua che gira intorno a loro, cosi duri ...la sento fremere sotto i tocchi della mia lingua. Le slaccio la gonna e faccio scendere la corta zip la gonna cade a terra, le autoreggenti lasciano scoperto un breve tratto di carne tra il loro elastico e gli slip, neri di pizzo. Una mano sale tra le sue cosce, le dita si infilano sotto le mutandine, sento i suoi peli serici e folti, le infilo il medio dentro facendolo scorrere un po nel solco, in un attimo si bagna dei suoi umori, lo spingo dentro e poi un altro, li faccio roteare lentamente dentro lei, e molto stretta e evidente che non abbia avuto rapporti frequenti, penso.
Ci spogliamo a vicenda mentre le nostre bocche non smettono un attimo di cercarsi, siamo finalmente nudi uno di fronte all’altra, la guardo, ha un bel fisico la vita stretta e le gambe lunghe il seno è sodo e i capezzoli incredibilmente lunghi eretti e grossi come la falange di un dito. La prendo in braccio e la corico sul letto, mi corico sopra di lei il mio petto contro il suo, inizio a baciarla sul collo e poi scendo, la lingua sfiora i suoi capezzoli li prendo tra le labbra e li succhio, lei geme.
Poi scendo sul ventre senza staccare la lingua dalla sua pelle, arrivo al suo pube, ricoperto da un folto pelo quasi biondo, sento il il suo profumo, l’odore del suo sesso. E’ inebriante, infilo la lingua nella sua fessura che è già fradicia dei suoi umori, cerco di penetrarla e lei si lascia andare
- Oh Graziano, che bello, ti prego continua dai -
La lingua scorre nel suo solco, su è giù, quando arrivo al clitoride lo avvolgo con la lingua, lo succhio come fosse un piccolo pene, la sento vibrare.
Il mio membro è duro, ha voglia di lei e io ho voglia di scoparla, ma voglio fargli raggiungere un orgasmo prima di prenderla.
Mentre succhio il suo clitoride le infilo di nuovo le dita nella figa, è cosi bagnata dei suoi umori e della mia saliva che scivolano dentro senza fatica, le faccio ruotare dentro di lei e con il medio premo all’interno dietro il muscolo del suo clitoride, lei non resiste e dopo qualche attimo sento che il suo orgasmo sta per arrivare, si scuote mentre sento la sua vagina pulsare e contrarsi attorno alle mie dita.
- Vengoo – grida, mentre la sento irrigidire e poi dopo qualche sussulto rilassarsi. Mi alzo e con la bocca ancora piena dei suoi umori la bacio, profondamente, cercando la sua lingua facendole sentire il suo sapore.
- Ti piace sentire il tuo sapore Giuliana, sentire il sapore di una donna? -
- Sai, non lo avevo mai fatto, si mi piace ...però lui non mi aveva mai fatto venire così, credo che questo sia stato l’orgasmo più bello e intenso che abbia mai avuto. Lui non mi aveva mai fatto eccitare così, credo potrei fare qualunque cosa quando sono eccitata. – dice.

Poi si solleva , allunga una mano e accarezza il mio membro, ormai così duro da fare quasi male, lo stringe e inizia a farla scorrere lentamente su è giù. Avvicina la bocca lo prende tra le labbra, la lingua intorno alla cappella, poi appoggia le labbra sul frenulo e lo stuzzica con la lingua la fa scorrere lungo l’asta fino alle palle e risale sempre senza staccare la lingua, il desiderio mi consuma, mentre lei lentamente lo fa scivolare in bocca, sento il calore umido della sua bocca avvolgermi, e la sua lingua accarezzare tutto il membro. Sento il desiderio di spingerglielo in gola, prendo la sua testa e dopo averla accompagnata per un po' su è giù in quel gioco piacevole la premo contro il mio bacino, sento la sua saliva che mi cola abbondante sulle cosce, sento che lei non può resistere oltre con il mio cazzo duro e gonfio in gola, allento leggermente la presa e mentre lei si solleva un getto di sperma le riempie la bocca, lei la ingoia ma poi un altro spruzzo e ancora un altro mentre un brivido mi percorre fino alla nuca le riempiono di nuovo la bocca. Lei la apre leggermente e lentamente la mia sborra e la sua saliva colano in un rivolo lungo il mio cazzo a bagnarmi le cosce e le palle, lei torna sul membro, se lo infila di nuovo in bocca e lo succhia, lo ripulisce e ingoia di nuovo.
- Sei stata bravissima – dico – per una che non pratica molto -
- Sai a volte vediamo qualche porno, anche se lui dopo il seghino di solito si addormenta, io mi masturbo e mi guardo il film, mi piacciono le scene dove le modelle fanno i pompini.-
-Hai imparato molto bene, però io adesso ho voglia di scoprire cos’altro sai fare a letto, ho voglia di scoparti sai -
- E io ho voglia di farmi scopare Graziano, non voglio sprecare nulla di questa giornata, e poi ho una fantasia che voglio realizzare -
- Che fantasia è Giuliana – chiedo curioso
- Scopami, al momento giusto te la dirò – risponde , lasciandomi con la curiosità e il desiderio di scoprire la sua fantasia
di
scritto il
2026-07-28
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