Angela la vicina

di
genere
etero

Fatto realmente capitatomi, solo i nomi sono inventati.

Angela era una vicina di casa, il marito aveva comprato e ristrutturato una vecchia abitazione nel paese in cui vivo ed erano soliti venirci a passare il fine settimana durante l’anno, tranne i mesi invernali, e durante l’estate si trasferivano qui, praticamente da giugno finite le scuole a inizio settembre quando ricominciavano. A parte il mese di agosto il marito lavorava e durante la settimana a volte restava a Milano oppure rientrava solo la sera tardi e lei rimaneva sola con i tre figli.
Erano ormai parecchi anni che venivano in villeggiatura e eravamo entrati in confidenza, tanto che nel periodo in cui era qui, spesso mi chiedeva se potessi fargli la spesa o accompagnarla quando andavo io dato che lei non aveva la patente. Il paese è una frazione, anche se non siamo lontani dal centro principale ci sono sempre quattro chilometri da fare, qui l’ultima bottega aveva chiuso ormai da parecchi anni, però la accompagnavo volentieri.
Angela era ancora abbastanza giovane, quarantanove anni, il marito una decina di anni in più, una donna ancora in forma, nonostante le tre gravidanze, non una bellezza strepitosa ma aveva un sorriso sereno era di buon carattere e le piaceva scherzare, un presenza gradevole insomma come ce ne sono tante. E devo dire che anche fisicamente era ancora molto attraente, e più di una volta ci avevo fatto un pensierino. Era alta tra uno e sessantacinque e uno e settanta, la vita sottile e il ventre ancora piatto, non segnato dalle gravidanze, e un bel seno, una terza direi, che a volte si poteva immaginare sotto le magliette scollate che indossava d’estate.

Le conversazioni mentre scendevamo a fare la spesa ormai erano diventate molto confidenziali, si parlava di qualunque cosa, dei figli, il più piccolo aveva solo due anni più del mio e quando era qui erano sempre insieme e giocavano spesso con gli altri ragazzi del paese, i suoi si erano ambientati bene, anche perché al tempo durante l’estate il posto si riempiva di numerose famiglie foreste con figli, e c’era una bella compagnia di ragazzi. Parlavamo della gente del paese che a volte spettegolava, del marito che lei avrebbe voluto allentasse con il lavoro.
Così mi venne quasi naturale una volta chiederle
- Ma non ti pesa stare da sola qui, a volte lui ho visto che non viene per giorni e giorni, sei ancora una donna giovane non ti manca il sesso? - Intanto quasi inconsapevolmente le avevo appoggiato una mano sulla gamba.
Lei un po sorpresa dalla domanda comunque rispose
- A volte si, a volte vorrei più attenzioni, e poi spesso quando torna è stanco del lavoro e sinceramente un po mi trascura – guardandomi con un sorriso.
In quel momento l’ho vista sotto una nuova luce, mi era sembrato di capire che sotto quella frase potesse esserci un velato invito. Però per qualche tempo non ci pensai più.

Nel mese di luglio la frazione festeggia il santo patrono e la pro loco di solito organizza una serata in cui si mangia in compagnia e poi c’è sempre musica. Si balla il liscio, e anche molti dei ragazzi giovani partecipano con entusiasmo. C’è anche Angela, ha legato con altre signore del paese e siamo nella stessa tavolata. Il marito non è voluto venire, era stanco e sarebbe andato a letto. Dopo la cena che si protrae parecchio inizia la musica e la invito a ballare una mazurka, è l’unico ballo in cui me la cavo abbastanza, e lei noto, non è molto meglio di me come ballerina. Così dopo qualche giro di pista, e un valzer ritorniamo al tavolo a chiacchierare del più e del meno. Passa una mezz’oretta e mi chiede se la posso accompagnare a casa, per lei si è fatto tardi, la balera è appena fuori dal paese poche centinaia di metri, ma c’è un tratto dove manca l’illuminazione e mi dice
- Sai ho paura li, c’è buio e anche se sicuramente non mi succederà niente, se non ti spiace vorrei che mi accompagnassi -
Non mi costa niente accompagnarla in dieci minuti possiamo andare e posso tornare. Cosi usciamo e ci incamminiamo, facciamo pochi passi e lei mi prende sottobraccio
- Così mi fai sentire sicura – Dice - Se non ti da fastidio -
- No no, figurati -
Passato il tratto più buio lei comunque non lascia il mio braccio, la cosa non mi dispiace, ma mi e venuto un pensiero “...cavolo, mi dico, io ci provo” appena arriviamo all’angolo provo a baciarla, mal che vada dirà di no. Arriviamo in un punto in cui la strada fa un angolo con una casa, mi fermo e lei si ferma con me
- Che c’è - mi chiede - Perchè ti sei fermato -
- Perchè ...ho voglia di baciarti - le dico, mentre mi avvicino a lei e la cingo con le braccia
- Ma dai...e perché mai -
- Perchè mi piaci - rispondo mentre poso le labbra sulle sue. Lei non si ritrae anzi socchiude la bocca e accetta volentieri il mio bacio, la mia lingua che cerca la sua. Cosi la stringo a me e sotto le magliette leggere sento i suoi capezzoli indurire premere contro il mio petto. Ci baciamo per qualche minuto poi lei si scosta e mi dice
- Potrebbero vederci Marco, e poi devo proprio andare -
- Scusami Angela, non so cosa mi ha preso, o forse si lo so, so che ho voglia di te -
- Non devi scusarti, anche tu mi piaci - - Però ora devo proprio andare, buona notte, a presto -

E’ a pochi passi da casa, la vedo raggiungere l’ingresso, si volta e mi saluta con la mano.
Per tutto il resto della serata non faccio che pensare a lei, a quel bacio appassionato, ai suoi capezzoli induriti sotto la maglietta, alla voglia che mi è venuta e che forse è venuta anche a lei.

Le nostre case sono vicine, nel centro del paese, un angolo ci separa. Angela e seduta fuori davanti casa, la vedo mi saluta e allora mi avvicino
- Ciao, come va come stai - le chiedo senza accennare a quello che è successo
- Va bene, e tu come stai - - A proposito che sei qui, se non ti spiace, mi si è bruciata la lampadina della cappa e Giovanni è andato via stamattina, non è che saresti capace di cambiarmela, la lampadina c’è l’ho -
- Ok, posso vedere -
Entriamo in casa e seguendo Angela andiamo in cucina, la guardo mentre cammina e “ ...cavolo è davvero una bella donna ancora..” penso. La luce della cappa sta illuminando il piano cottura, lei si ferma davanti ai fornelli dandomi di spalle, ….era un invito allora? Mi avvicino a lei e da dietro la abbraccio mi poso contro il suo sedere ancora sodo, è estate indossiamo abiti leggeri e il contatto è quasi a pelle, sento il mio menbro indurire, con le mani le stringo i seni, non indossa nulla sotto la maglietta, sento il suo seno caldo e sodo sotto le mie mani, sento i capezzoli diventare duri, lei non si oppone, anzi sento che struscia volentieri le natiche contro il mio cazzo. Infilo le mani sotto la maglietta e sento la sua pelle liscia mentre la bacio sul collo infilo una mano dentro l’orlo dei suoi pantaloncini fino al suo sesso, le sfioro i peli del pube sono setosi, le infilo un dito nella vagina, è calda umida bagnata dei suoi umori, sento la sua voglia. Lei si gira mi fissa un attimo negli occhi e mi bacia, un bacio lento con le lingue che si cercano le nostre salive che si mescolano, mi prende la lingua tra le labbra e la succhia, poi mi mordicchia le labbra, allunga una mano sul mio membro duro e voglioso
- Cosa c’è qui - dice maliziosamente
- E’ per te Angela, se lo vuoi - rispondo eccitato
Lei mi guarda di nuovo negli occhi e poi si inginocchia davanti a me, mi sfila i pantaloncini sui fianchi e li fa scendere fino a terra, poi avvicina la sua bocca alla stoffa degli slip, sento il calore del suo respiro sento che lo bacia, poi mi sfila gli slip, il membro finalmente libero si alza quasi in verticale, la cappella rosea gonfia.
- Che bel cazzo che hai Marco, non ne avevo mai visto uno già scappellato cosi -
Sono circonciso, quindi la mia cappella è sempre bene in vista, si nota.
Avvicina le labbra alla punta e inizia a farlo entrare in bocca, lentamente avvolge la cappella con la lingua lo bagna di saliva mentre comincia a far scorrere una mano lentamente su e giù. Poi lo fa sparire tutto in bocca, lo sento quasi nella sua gola, e comincia a pomparmelo su e giù, lo sfila e con le labbra e la lingua percorre tutta l’asta. Lo prende di nuovo in bocca mentre con la lingua ruota tutto attorno alla cappella e succhia quasi volesse cavarmi l’anima sento una goccia del seme lubrificante uscire dall’orifizio. - Mmmhh - sento lei che mugola. Prendo la sua testa con le mani e la accompagno mentre riprende a spingerselo in gola su e giù, sento le sue labbra contro il pube, è vero che non l’ho lunghissimo ma 15 cm ci sono, e sono nella sua gola, mentre ora con la mano libera mi accarezza le palle, si scosta un attimo, sento che le manca il fiato.
- Voglio bertela tutta Marco, voglio che mi sborri in bocca in gola, voglio sentire il tuo sapore -
- Stavo per chiedertelo Angela, se potevo sborrarti in bocca -
- Si puoi farlo, la voglio, voglio sentire la tua crema colarmi giù -
Sento il piacere che sta arrivando, sento un scarica che parte da sotto lo scroto, mi percorre tutta la schiena e arriva alla nuca, sento la cappella che mi pulsa, e sento che il momento è arrivato.
Un attimo e un getto di sborra le riempie la bocca, poi un sussulto e un altro schizzo ancora, sento che deglutisce la ingoia, mentre mi parte un altro fiotto di sborra calda vischiosa che colpisce la sua lingua
- E’ buono il tuo sperma sai, davvero un buon sapore - mi dice guardandomi in viso, mentre dall’angolo della bocca le scende un piccolo rivolo di saliva e il resto del mio seme. Lentamente mi ripulisce il membro dalla saliva e dalle ultime gocce di sperma.

- Sei stata fantastica Angela, non avrei mai pensato che potessi essere così brava, grazie -
- Sono contenta che ti sia piaciuto, sai che volevo fartelo già da molto tempo, mi piaci sai, ma non avevo mai avuto il coraggio di fartelo capire -
- Anche tu mi piaci - ed è la verità.
- Però non è giusto così, io ho goduto, ma voglio far godere anche te, ho voglia di scoparti -

- Lo farai, lo voglio anch’io, ho voglia di essere scopata, mi manca da un sacco di tempo - mentre si rialza prende uno scottex dal ripiano della cucina e si asciuga le labbra.
- Domani i ragazzi non ci sono tutto il giorno, vanno in piscina con gli amici, ti aspetto, se vuoi -
- Verrò certamente - rispondo mentre mi sistemo gli slip e tiro su i pantaloncini.

Ci salutiamo con un bacio, esco ma già penso a domani.
di
scritto il
2026-07-21
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