Il Gioco (e la prima delusione)
di
Graz
genere
trio
La pioggia batte contro i vetri del soggiorno, l'unico rumore in una stanza altrimenti troppo silenziosa. Elisa tiene gli occhi fissi sui fogli sparsi sulla scrivania, ma non sta leggendo. Sente il peso del mio sguardo su di sé, costante, dall'altro lato del tavolo.
Io non mi muovo. Appoggiato con la schiena alla poltrona, le dita intrecciate, lo sguardo attento che segue ogni minimo movimento di lei. Il respiro di Elisa è leggermente più accelerato del normale, un dettaglio che non mi sfugge.
"Non hai ancora girato pagina", le dico. La sua voce bassa, un sussurro che sembrò vibrare nell'aria pesante della stanza.
Elisa solleva lentamente gli occhi. "Sto riflettendo."
"Su cosa?" Chiedo sporgendomi in avanti, appoggiando i gomiti sul legno scuro della poltrona.
La distanza tra noi diminuisce. L'aria diventa improvvisamente rarefatta.
"Sulle conseguenze", risponde lei, cercando di mantenere la voce ferma. Ma la verità era scritta nella linea tesa delle sue spalle.
Tendo una mano sul tavolo, muovo le dita millimetro dopo millimetro. Non la tocco. Mi fermo a un soffio dalle dita di Elisa, abbastanza vicino da percepire il calore della sua pelle. Era una promessa sospesa, un limite invisibile che nessuno dei due aveva ancora il coraggio di superare.
Elisa guarda la mia mano. Il cuore le batte contro le costole. Basta un movimento di un centimetro per annullare la distanza, per cedere a quello che evitavamo da giorni. Sentiva l'elettricità di quel mancato contatto bruciare sulla pelle.
"Le conseguenze si affrontano", dico, gli occhi fissi nei suoi, privi di qualsiasi esitazione.
"Ma l'attesa ha un limite."
Elisa trattiene il fiato. Il silenzio torna a riempire la stanza, più forte del rumore della pioggia, carico di tutto ciò che non si stavamo dicendo.
Le tensione era nell’aria ormai da qualche giorno, da quando in un momento di intimità le avevo proposto di vivacizzare il nostro rapporto sessuale. “Che ne pensi?” gli avevo detto
“ Se inserissimo una lei nei nostri giochi?”.
Era un discorso che avevamo già fatto qualche volta, ma era sempre rimasta una fantasia, anche se entrambi provavano il desiderio di fare una simile esperienza per ragioni diverse, io perché la cosa mi eccitava lei perché voleva scoprire e mettersi alla prova.
Questa volta la proposta era seria, e Elisa lo sapeva, la cosa la intrigava anche se si era sempre ritenuta etero, la fantasia di fare una esperienza con una donna qualche volta le era venuta, mentre si masturbava.
“ Lascia che ci pensi” aveva risposto, “Sai, la cosa ha molte implicazioni, se poi fossi
gelosa e non sapessi come affrontare la situazione?” dice con aria pensierosa. “Quali conseguenze potrebbero esserci?”
Ne avevamo parlato anche altre volte, il mio principale desiderio era vedere Elisa fare sesso con una donna, era la mia fantasia, non avevo intenzione di scopare la nostra eventuale ospite.
Anche se entrambi sapevamo che quando tutti fossimo stati eccitati rispettare dei paletti sarebbe stato difficile, e che poteva succedere che se “l’altra” lo avesse voluto avrei potuto fare sesso con lei.
Tuttavia io ero disponibilissimo a non giocare con la nostra ospite, se Elisa non si fosse sentita a suo agio, avrebbe solo dovuto avvisarmi.
“Comunque ci penserò” aveva detto chiudendo li il discorso.
Ma ora Elisa mi guarda, il silenzio è carico di elettricità, avrebbe voluto che le mie dita la sfiorassero, ne sentiva il calore, cosi allunga la sua mano e mi sfiora le dita.
“Va bene” dice “Ci ho pensato, se ci saranno conseguenze le affronteremo insieme” poi con calma “ Il problema sarà come organizzare la cosa”
Certo non si poteva proporlo a nessuna amica della cerchia di amicizie, anche se sicuramente tra loro qualcuna disposta ad accettare c’era di sicuro, ma era un rischio. Sarebbe stato meglio con una perfetta sconosciuta, almeno non ci sarebbe stata nessuna implicazione, sarebbe stato solo sesso e basta, ed era quello che entrambi avremmo voluto. Però non eravamo frequentatori di locali particolari dove queste avventure potevano capitare, si, frequentavamo qualche bar ogni tanto, ma non avevamo mai avuto sentore che potessimo trovare qualcuna che potesse essere interessata. Solo una volta, per la verità avevamo notato una coppia in un locale che ci guardava insistentemente,
parlottando tra loro e sorridendoci, ma al tempo un eventuale “gioco a quattro” non era nelle nostre priorità e così non rispondemmo agli ammiccamenti.
Rimaneva dunque la possibilità di cercare la nostra lei nella chat in cui ci eravamo conosciuti o in qualche chat per adulti. Dopo qualche tempo contattai una certa Cinzia, sulla stessa chat in cui ci eravamo conosciuti noi, e dopo qualche scambio di messaggi decisi di essere più diretto e esplicito, tanto quello che cercavamo era quello, inutile girarci intorno e perdere tempo, se fosse stata interessata ok, altrimenti avremmo cercato altrove. Così direttamente le chiesi se fosse interessata a una “cosa a tre” con una coppia, con sorpresa disse di si, e che lei aveva già fatto una simile esperienza e che farlo con una donna non le sarebbe per niente dispiaciuto.
Ci organizzammo quindi per incontrarla un pomeriggio, e ci demmo appuntamento al bar di fronte alla stazione di Voghera, comoda per tutti, e luogo pubblico per tranquillizzarla se avesse avuto eventualmente delle remore, legittime, quando si incontrano degli sconosciuti.
Arrivò puntuale, ci salutammo e entrammo sedendoci ad un tavolino appartato, non c’era molta gente e potemmo parlare tranquillamente, non che ci fosse molto da dire, il motivo per cui eravamo li era chiaro, bisognava solo vedere se noi andavamo bene e lei e viceversa. Ci racconta che lei ha già avuto un paio di esperienze con coppie, che le donne le piacciono e non ha proprio problemi a fare sesso. così dopo un po le chiedo
“Cosa pensi, possiamo andare bene per te”
“Si certo” risponde “ Siete certamente delle persone serie e mi piacete, direi che si può fare”
Naturale quindi che le proponessimo di andare subito in motel, e lei accettò decisamente convinta.
L’argomento devo dire che aveva eccitato un po' tutti, cosi andiamo al Motel K a Casei, ci vogliono non più di dieci minuti.
Entriamo in stanza, l’atmosfera e chiaramente molto calda, la tensione è al massimo. Elisa e Cinzia si abbracciano, Elisa prende l’iniziativa e la bacia in bocca mentre con una mano la cinge in vita e con l’altra le accarezza un seno. Io guardo, eccitato.
Lentamente mentre continuano a baciarsi, iniziano a spogliarsi a vicenda. E’ primavera inoltrata non ci sono molti capi da togliere e in un attimo rimangono entrambe solo con l’intimo, tutte e due con le autoreggenti ( Cinzia era venuta consapevole che se ci fossimo piaciuti le avremmo chiesto di farlo subito, Elisa invece e sempre molto sexy in ogni occasione). A mia volta mi spoglio velocemente e completamente nudo mi avvicino a Cinzia da dietro, appoggio il membro nel solco delle sue natiche, contro la stoffa dei suoi slip, lei lo sente lascia un attimo la bocca di Elisa e già visibilmente molto eccitata dice:
“ Fate di me quello che volete”
Le due donne si stendono sul letto, si baciano vedo le loro bocche unirsi, le loro lingue che si cercano avide, mentre con le mani cercano i loro sessi. La visione e altamente erotica e il mio membro si indurisce alla vista di quella scena. Poi Elisa china su Cinzia le sfila le mutandine, il reggiseno, e inizia a baciargli i capezzoli, mentre a mia volta slaccio il reggiseno di Elisa e le sfilo le mutandine iniziando a baciarla nel solco delle natiche, sull’orlo del suo buchino e scendendo fin sotto, sul suo sesso già bagnato dei suoi umori. Elisa scende sul ventre di Cinzia, poi lentamente infila la lingua nel solco gliela lecca. Non mi sarei aspettato che Elisa fosse così presa, che partisse diretta in quel modo. Lei non è sicuramente lesbica, tutt’altro, però si è adattata alla situazione in fretta e il sesso le piace, è una nuova scoperta di se. Mentre lei continua a giocare con le piccole labbra di Cinzia mi metto sul letto vicino a lei, avvicino il membro alle sue labbra e lei inizia a succhiarlo voracemente, sento la lingua sulla cappella e sento che la fa scorrere lungo l’asta, poi torna di nuovo su e se lo fa sparire tutto in gola.
Dopo qualche minuto di un bel pompino lo sfilo e mi metto dietro Elisa, la prendo lentamente e inizio a far scorrere il membro dentro di lei, mentre continua a leccare la figa di Cinzia. Sento che gemono, una per la lingua nella figa e l’altra per il mio membro che la riempie. Dopo qualche attimo sento arrivare il mio piacere, sento un brivido lungo la schiena e sento un getto di sborra che riempie il sesso di Elisa, la prendo per i fianchi e la tiro contro di me, spingendo a fondo il membro dentro di lei, un rantolo mi esce dalla gola e stato bello venire cosi.
Ci abbandoniamo un attimo tutti e tre sul letto, l’atmosfera e sempre e ancora carica. Quello che avremmo voluto però, e che cercavamo in un rapporto a tre, era che anche l’altra lei fosse “attiva”
con Elisa, perciò riprendiamo a stuzzicarci. Ricomincio a baciare Elisa mentre lei con una mano stuzzica il sesso di Cinzia, poi mentre sono ancora supino Elisa sale sulle mie gambe, afferra il mio sesso e con la mano lo dirige verso la sua figa, che ora si è risvegliata. Cinzia si mette a cavallo con il suo sesso sul mio viso, mi offre la sua fessura da succhiare, mentre le due si baciano e si accarezzano i seni.
Dopo qualche momento però chiedo a Elisa di spostarsi, vorrei vedere lei godere sotto la lingua di Cinzia, lei si sfila, Cinzia in un attimo prende il suo posto si mette a cavallo delle mie gambe e si infila il cazzo nella figa, che è grondante della mia saliva e dei suoi umori, è evidentemente molto eccitata e sicuramente ha voglia di essere scopata, non ci vuole molto, anch’io sono eccitato, e anche se avevo detto a Elisa che lei non la avrei scopata, il gesto è stato così veloce che non ho potuto evitare. Sento che Cinzia gode, sento le pareti della sua vagina che si stringono intorno al mio membro, la sento pulsare e non riesco a trattenere il getto del mio sperma dentro di lei, la
inondo con altri spruzzi e sento la sborra colare lungo l’asta bagnare le sue cosce e le mie.
Finalmente si scosta, si sdraia sul letto e si gode il suo orgasmo, in fondo al letto ai piedi del letto Elisa, con il viso nascosto tra le ginocchia, mi avvicino e le chiedo - Elisa che c’è
-Niente- risponde lei con un filo di voce – Va tutto bene
Quando risponde così, di solito non va tutto bene anzi. La storia avrà ripercussioni, e conseguenze da affrontare. Intanto non è andata esattamente come volevamo, ma ne riparleremo
Io non mi muovo. Appoggiato con la schiena alla poltrona, le dita intrecciate, lo sguardo attento che segue ogni minimo movimento di lei. Il respiro di Elisa è leggermente più accelerato del normale, un dettaglio che non mi sfugge.
"Non hai ancora girato pagina", le dico. La sua voce bassa, un sussurro che sembrò vibrare nell'aria pesante della stanza.
Elisa solleva lentamente gli occhi. "Sto riflettendo."
"Su cosa?" Chiedo sporgendomi in avanti, appoggiando i gomiti sul legno scuro della poltrona.
La distanza tra noi diminuisce. L'aria diventa improvvisamente rarefatta.
"Sulle conseguenze", risponde lei, cercando di mantenere la voce ferma. Ma la verità era scritta nella linea tesa delle sue spalle.
Tendo una mano sul tavolo, muovo le dita millimetro dopo millimetro. Non la tocco. Mi fermo a un soffio dalle dita di Elisa, abbastanza vicino da percepire il calore della sua pelle. Era una promessa sospesa, un limite invisibile che nessuno dei due aveva ancora il coraggio di superare.
Elisa guarda la mia mano. Il cuore le batte contro le costole. Basta un movimento di un centimetro per annullare la distanza, per cedere a quello che evitavamo da giorni. Sentiva l'elettricità di quel mancato contatto bruciare sulla pelle.
"Le conseguenze si affrontano", dico, gli occhi fissi nei suoi, privi di qualsiasi esitazione.
"Ma l'attesa ha un limite."
Elisa trattiene il fiato. Il silenzio torna a riempire la stanza, più forte del rumore della pioggia, carico di tutto ciò che non si stavamo dicendo.
Le tensione era nell’aria ormai da qualche giorno, da quando in un momento di intimità le avevo proposto di vivacizzare il nostro rapporto sessuale. “Che ne pensi?” gli avevo detto
“ Se inserissimo una lei nei nostri giochi?”.
Era un discorso che avevamo già fatto qualche volta, ma era sempre rimasta una fantasia, anche se entrambi provavano il desiderio di fare una simile esperienza per ragioni diverse, io perché la cosa mi eccitava lei perché voleva scoprire e mettersi alla prova.
Questa volta la proposta era seria, e Elisa lo sapeva, la cosa la intrigava anche se si era sempre ritenuta etero, la fantasia di fare una esperienza con una donna qualche volta le era venuta, mentre si masturbava.
“ Lascia che ci pensi” aveva risposto, “Sai, la cosa ha molte implicazioni, se poi fossi
gelosa e non sapessi come affrontare la situazione?” dice con aria pensierosa. “Quali conseguenze potrebbero esserci?”
Ne avevamo parlato anche altre volte, il mio principale desiderio era vedere Elisa fare sesso con una donna, era la mia fantasia, non avevo intenzione di scopare la nostra eventuale ospite.
Anche se entrambi sapevamo che quando tutti fossimo stati eccitati rispettare dei paletti sarebbe stato difficile, e che poteva succedere che se “l’altra” lo avesse voluto avrei potuto fare sesso con lei.
Tuttavia io ero disponibilissimo a non giocare con la nostra ospite, se Elisa non si fosse sentita a suo agio, avrebbe solo dovuto avvisarmi.
“Comunque ci penserò” aveva detto chiudendo li il discorso.
Ma ora Elisa mi guarda, il silenzio è carico di elettricità, avrebbe voluto che le mie dita la sfiorassero, ne sentiva il calore, cosi allunga la sua mano e mi sfiora le dita.
“Va bene” dice “Ci ho pensato, se ci saranno conseguenze le affronteremo insieme” poi con calma “ Il problema sarà come organizzare la cosa”
Certo non si poteva proporlo a nessuna amica della cerchia di amicizie, anche se sicuramente tra loro qualcuna disposta ad accettare c’era di sicuro, ma era un rischio. Sarebbe stato meglio con una perfetta sconosciuta, almeno non ci sarebbe stata nessuna implicazione, sarebbe stato solo sesso e basta, ed era quello che entrambi avremmo voluto. Però non eravamo frequentatori di locali particolari dove queste avventure potevano capitare, si, frequentavamo qualche bar ogni tanto, ma non avevamo mai avuto sentore che potessimo trovare qualcuna che potesse essere interessata. Solo una volta, per la verità avevamo notato una coppia in un locale che ci guardava insistentemente,
parlottando tra loro e sorridendoci, ma al tempo un eventuale “gioco a quattro” non era nelle nostre priorità e così non rispondemmo agli ammiccamenti.
Rimaneva dunque la possibilità di cercare la nostra lei nella chat in cui ci eravamo conosciuti o in qualche chat per adulti. Dopo qualche tempo contattai una certa Cinzia, sulla stessa chat in cui ci eravamo conosciuti noi, e dopo qualche scambio di messaggi decisi di essere più diretto e esplicito, tanto quello che cercavamo era quello, inutile girarci intorno e perdere tempo, se fosse stata interessata ok, altrimenti avremmo cercato altrove. Così direttamente le chiesi se fosse interessata a una “cosa a tre” con una coppia, con sorpresa disse di si, e che lei aveva già fatto una simile esperienza e che farlo con una donna non le sarebbe per niente dispiaciuto.
Ci organizzammo quindi per incontrarla un pomeriggio, e ci demmo appuntamento al bar di fronte alla stazione di Voghera, comoda per tutti, e luogo pubblico per tranquillizzarla se avesse avuto eventualmente delle remore, legittime, quando si incontrano degli sconosciuti.
Arrivò puntuale, ci salutammo e entrammo sedendoci ad un tavolino appartato, non c’era molta gente e potemmo parlare tranquillamente, non che ci fosse molto da dire, il motivo per cui eravamo li era chiaro, bisognava solo vedere se noi andavamo bene e lei e viceversa. Ci racconta che lei ha già avuto un paio di esperienze con coppie, che le donne le piacciono e non ha proprio problemi a fare sesso. così dopo un po le chiedo
“Cosa pensi, possiamo andare bene per te”
“Si certo” risponde “ Siete certamente delle persone serie e mi piacete, direi che si può fare”
Naturale quindi che le proponessimo di andare subito in motel, e lei accettò decisamente convinta.
L’argomento devo dire che aveva eccitato un po' tutti, cosi andiamo al Motel K a Casei, ci vogliono non più di dieci minuti.
Entriamo in stanza, l’atmosfera e chiaramente molto calda, la tensione è al massimo. Elisa e Cinzia si abbracciano, Elisa prende l’iniziativa e la bacia in bocca mentre con una mano la cinge in vita e con l’altra le accarezza un seno. Io guardo, eccitato.
Lentamente mentre continuano a baciarsi, iniziano a spogliarsi a vicenda. E’ primavera inoltrata non ci sono molti capi da togliere e in un attimo rimangono entrambe solo con l’intimo, tutte e due con le autoreggenti ( Cinzia era venuta consapevole che se ci fossimo piaciuti le avremmo chiesto di farlo subito, Elisa invece e sempre molto sexy in ogni occasione). A mia volta mi spoglio velocemente e completamente nudo mi avvicino a Cinzia da dietro, appoggio il membro nel solco delle sue natiche, contro la stoffa dei suoi slip, lei lo sente lascia un attimo la bocca di Elisa e già visibilmente molto eccitata dice:
“ Fate di me quello che volete”
Le due donne si stendono sul letto, si baciano vedo le loro bocche unirsi, le loro lingue che si cercano avide, mentre con le mani cercano i loro sessi. La visione e altamente erotica e il mio membro si indurisce alla vista di quella scena. Poi Elisa china su Cinzia le sfila le mutandine, il reggiseno, e inizia a baciargli i capezzoli, mentre a mia volta slaccio il reggiseno di Elisa e le sfilo le mutandine iniziando a baciarla nel solco delle natiche, sull’orlo del suo buchino e scendendo fin sotto, sul suo sesso già bagnato dei suoi umori. Elisa scende sul ventre di Cinzia, poi lentamente infila la lingua nel solco gliela lecca. Non mi sarei aspettato che Elisa fosse così presa, che partisse diretta in quel modo. Lei non è sicuramente lesbica, tutt’altro, però si è adattata alla situazione in fretta e il sesso le piace, è una nuova scoperta di se. Mentre lei continua a giocare con le piccole labbra di Cinzia mi metto sul letto vicino a lei, avvicino il membro alle sue labbra e lei inizia a succhiarlo voracemente, sento la lingua sulla cappella e sento che la fa scorrere lungo l’asta, poi torna di nuovo su e se lo fa sparire tutto in gola.
Dopo qualche minuto di un bel pompino lo sfilo e mi metto dietro Elisa, la prendo lentamente e inizio a far scorrere il membro dentro di lei, mentre continua a leccare la figa di Cinzia. Sento che gemono, una per la lingua nella figa e l’altra per il mio membro che la riempie. Dopo qualche attimo sento arrivare il mio piacere, sento un brivido lungo la schiena e sento un getto di sborra che riempie il sesso di Elisa, la prendo per i fianchi e la tiro contro di me, spingendo a fondo il membro dentro di lei, un rantolo mi esce dalla gola e stato bello venire cosi.
Ci abbandoniamo un attimo tutti e tre sul letto, l’atmosfera e sempre e ancora carica. Quello che avremmo voluto però, e che cercavamo in un rapporto a tre, era che anche l’altra lei fosse “attiva”
con Elisa, perciò riprendiamo a stuzzicarci. Ricomincio a baciare Elisa mentre lei con una mano stuzzica il sesso di Cinzia, poi mentre sono ancora supino Elisa sale sulle mie gambe, afferra il mio sesso e con la mano lo dirige verso la sua figa, che ora si è risvegliata. Cinzia si mette a cavallo con il suo sesso sul mio viso, mi offre la sua fessura da succhiare, mentre le due si baciano e si accarezzano i seni.
Dopo qualche momento però chiedo a Elisa di spostarsi, vorrei vedere lei godere sotto la lingua di Cinzia, lei si sfila, Cinzia in un attimo prende il suo posto si mette a cavallo delle mie gambe e si infila il cazzo nella figa, che è grondante della mia saliva e dei suoi umori, è evidentemente molto eccitata e sicuramente ha voglia di essere scopata, non ci vuole molto, anch’io sono eccitato, e anche se avevo detto a Elisa che lei non la avrei scopata, il gesto è stato così veloce che non ho potuto evitare. Sento che Cinzia gode, sento le pareti della sua vagina che si stringono intorno al mio membro, la sento pulsare e non riesco a trattenere il getto del mio sperma dentro di lei, la
inondo con altri spruzzi e sento la sborra colare lungo l’asta bagnare le sue cosce e le mie.
Finalmente si scosta, si sdraia sul letto e si gode il suo orgasmo, in fondo al letto ai piedi del letto Elisa, con il viso nascosto tra le ginocchia, mi avvicino e le chiedo - Elisa che c’è
-Niente- risponde lei con un filo di voce – Va tutto bene
Quando risponde così, di solito non va tutto bene anzi. La storia avrà ripercussioni, e conseguenze da affrontare. Intanto non è andata esattamente come volevamo, ma ne riparleremo
3
voti
voti
valutazione
6
6
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Il primo incontroracconto sucessivo
Il primo pompino da un uomo
Commenti dei lettori al racconto erotico