Nerea sul treno

di
genere
masturbazione

Erano passati solo 30` da quando il treno aveva lasciato la stazione. Nerea, vestita con camicia, gonna, collant e scarpe con tacco, stava andando a Milano ed era gia annoiata. Il compagno di lavoro che doveva accompagnarla, non stava bene ed era rimasto a Firenze. Il posto davanti a lei era vuoto.
Con i suoi occhioni azzurri, guardava passare i meravigliosi Appennini, interrotti dalle gallerie.
A Bologna, unica fermata, salí un bel po di gente.

Un ragazzo di colore, 1,90, corpo scultureo, chiede gentilmente se puó sedersi fronte a lei.
Nerea annuisce e si rimette gli occhiali da sole.
Troia com é, comincia a chiedersi le dimensioni del cazzo che avrá.
Ormai con la fighetta umida, divora il ragazzo con gli occhi.
Accavalla le gambe e comincia a stringerle. Vorrebbe toccarsi ma non puó. L idea di vedere quel cazzo nero, di sentirlo dentro e vederlo schizzare, la manda in paradiso.
S afferra con la mano sinistra al tavolinetto che li separa, con un colpetto...giusto che il ragazzo tolga lo sguardo dal portatile. La vede con le gote rosse.
Nerea si toglie gli occhiali e lo guarda dritto agli occhi.
Con un piede le sfiora la gamba. Lui sorride e si appoggia al seggiolino.
Nerea ora apre un po le gambe, ha la figa fradicia, chiede solo d essere toccata per esplodere.
Lui si alza in piedi con ls scusa di dover prendere qualcosa. In realtá, si sistema il cazzo.
Nerea lo vede. Dev essere enorme.
Il cuore le batte a duemila, i capezzolini delle sue tettine sono turgidi.
Si alza e va in bagno. Deve toccarsi. É eccitatissima.
Mentre aspetta il suo turno, un riflesso dietro la lascia senza parole: il ragazzo nero é dietro di lei.
Le sorride e con la scusa di far passare una signora, s appoggia a Nerea, facendo in modo che possa sentire il suo cazzo.
Finalmente Nerea entra in bagno, vuol chiudere la porta, ma una mano glielo impedisce. Il ragazzo la guarda dallo specchio...Nerea s alza la gonnella e senza pensarci molto, comincia a masturbarsi mettendosi due dita nells figa (che assomiglia ad uns spugna gonfia d acqua), mentre con l altra mano, friziona con velocitá il clitoride. Un minuto, ed un violento orgasmo la percorre, accompagnato da un getto di squirt che bagna il pavimento.
Il ragazzo la guarda, lei si rimette un po a posto ed esce ma rimane li.
Il ragazzo entea e si tira fuori l uccello. É enorme. Nerea lo guarda, si guarda intorno per vedere che non arrivi nessuno, ed allunga la mano e sorridendole, comincia a segarlo.
Anche lui non tarda.
Un copioso schizzo di sborra, riempe tutto. Nerea ha la mano piena.
Lui si mette l arnese dentro e lei ne approfitta per rientrare al bagno e lavarsi le mani.
Ancora con le gambe tremanti torna al suo posto, giusto il tempo per sentire l altavoce annunciare "Stazione Milano centrale".
Sta fantasticando di scendere e conoscere quel ragazzone nero. Ma lui, non si alza, continua il viaggio.
Nerea, scrive il suo numero su un pezzo carta e glielo mette sul computer. Lo saluta senza guardarlo e scende.
Una riunione di lavoro l aspetta.

scritto il
2026-05-16
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