La mistress trans - parte 1
di
Passiluca
genere
dominazione
Questo è il racconto di una serata che mi capitò qualche anno fa, avevo 29 anni, con i miei amici decidiamo di andare a fare serata in discoteca, una serata come tutte le altre, quella sera era pieno di ragazze, praticamente tutte mezze nude, essendo estate, ne notai una, bellissima, volevo provarci ma non avevo il coraggio, aspettai che la serata andasse avanti, continuai a bere, ormai ero molto avanti e i freni inibitoti si iniziarono ad affievolire.
Mi avvicino come va va
Era con delle amiche
“Ciao ti va di ballare?”
Era uno spettacolo, aveva un vestito veritiginoso, scarpe con i tacchi, capelli biondi, pazzesca
Lei mi guarda le sue amiche ridono, pensavo di aver fatto una figura di merda e invece
“Va bene”
Si alza, era alta quanto me, sicuramente era più grande, andiamo insieme verso la pista e iniziamo a ballare e parlare
“Sai che sei bellissima? Ti ho notato già da inizio serata”
“E perché non sei venuto prima?”
“ sono timido, non avevo il coraggio di avvicinarmi”
“Mi piacciono i ragazzi timidi”
Io arrossisco, non sapevo cosa dire
Allora lei
“Sei timido e sottomesso?”
Come aveva fatto a leggermi così bene, non me lo aspettavo
“Mmmm sì”
“Ah se uno di quei timidoni a cui piace essere comandato”
Quelle parole mi fecero eccitare subito
“In effetti si”
“Allora sei perfetto”
“In che senso?”
“A me piace comandare i timidi come te, ho visto che mi guardavi da inizio serata e ho visto che hai dovuto bere fino ad ora per trovare il coraggio”
Io sbianco, non mi aspettavo una risposta cosi, però il suo tono così diretto mi piaceva
“Ah”
“Quindi vuoi essere il mio schiavetto?”
Quella frase così, esplicita e diretta, mi fece perdere la testa
“Si”
“Allora inizia a dire si padrona”
“Si padrona”
“Quindi sei pronto a tutto?”
“Si padrona”
Mi pregustavo già la sua dominazione
“Allora andiamo in macchina”
Io la seguo eccitato come un cagnolino,
Arriviamo alla macchina ci mettiamo dietro, il parcheggio era completamente al buio si vedeva veramente poco
“Toglimi le scarpe e annusa i miei piedi schiavo”
Io lo faccio, gli sfilo i tacchi e annuso quei piedi un po sudati, mi piacevano, iniziai a leccarli
“Ah ti piace che sono sudati eh sfigato”
“Si Miss”
“Allora continua a leccare, puliscimi bene i piedini”
Io contino, sapevamo di sudore e la cosa mi stava facendo impazzire.
Lei prende allora una sua scarpa e me la mette in faccia
“Annusa il mio odore annusa”
Io respiro e sento il suo odore di piedi, il suo sapore mi stava facendo impazzire
“Lecca le scarpe adesso schiavo”
Le lecco tutte, mi infila il tacco in bocca, la cosa mi faceva schifo ma era così eccitato che non ne potevo fare a meno
Mi mette una mano sul pacco era già duro lei ride
Mi prende la mano, se la passa sulle gambe e piano piano la fa salire, sono a pochi cm dalle sue mutandine, arrivo al centro delle sue gambe e mi si gela il sangue, sento un grosso membro, rimango bloccato poi tolgo la mano
Lei mi tira uno schiaffo
“Eh no schiavetto, adesso sei mio non puoi scappare”
Non sapevo cosa rispondere, era un uomo, la cosa mi schifava ma eccitava allo stesso tempo, era un esperienza nuova, ma l’eccitazione era troppo per ragionare, rimetto la mano su quel pacco, lei sorride
Si toglie le mutandine me le passa davanti alla faccia
“Leccale”
Io le lecco, eccitato ormai avrei fatto di tutto, aveva un sapore che sapeva di donna anche se era un uomo, mi passa le mutandine sulla lingua, sento tutto il sapore, mi piaceva, mi dice poi di sdraiarmi e si siede su di me
“Leccami il culo chiavo”
Io inizio, era profumato, leccai tutto concentrandomi sul suo ano
“Sei proprio un lecca culo sfigato”
Continuo per qualche minuto poi mi fa alzare
Si alza il vestito, nel buio posso intravedere la sua verga, enorme, molto più grande del mio, tutto bello rasato, mi prende la testa mi guarda negli occhi mi sputa in faccia
“Adesso con la lingua parti dalle palle e arriva alla cappella”
Era la prima volta che leccavo un cazzo, mi senti in imbarazzo ma quando iniziai a leccare le palle la mia eccitazione mi fece capire che la cosa mi piaceva, lecco le palle poi passo la lingua sull’asta bella dura e arrivo alla cappella, provo a prenderlo in bocca, ci stava poco era troppo grande, lei però mi preme la testa contro di lei
“Un po di impegno, ingoialo dai”
Così dicendo mi spinge verso di lei, la maggior parte del suo cazzo mi entra in bocca quasi mi soffoca
Lei se la ride e gode
“Sei proprio un inutile succhia cazzi”
Io contino con l’eccitazione che mi sale, cercando di succhiare sempre di più
“Impari in fretta, e pensa che non ne potrai più fare a meno”
Mi prende per i capelli mi toglie dal suo cazzo mo guarda e mi dice
“Adesso ti farai venire in bocca, e dovrai ingoiare tutto capito”
“Sì Miss”
Poi mi spinge ancora giù, continuo a succhiare, non sapevo che sapore aspettarmi, sentì la tua eccitazione, il cazzo si gonfia e lei si irrigidisce, sento la bocca che mi si riempie completamente, devo ingoiare per non soffocare, aveva un sapore nuovo ma eccitante, quando finì
“Puliscimi il cazzo schiavo”
Lo pulisco tutto per bene
“Bravo chiavo adesso lasciami il tuo numero” disse mentre si rivestiva
Gli do il numero
“Ti scriverò io” e se na va
Tornai dai miei amici, imbarazzato ma felice di questa nuova esperienza, non dissi nulla a nessuno
Il giorno dopo aspettai un suo messaggio, non arrivo, e nemmeno il giorno dopo ancora, finché dopo 3 giorni mi arrivò un messaggio
“Ciao schiavo, allora ti manca il mio cazzo”
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