Come sono diventato la troia di mio padre - parte 2

di
genere
incesti

Ci eravamo lasciati dopo la prima scopata di mio padre, eravamo in bagno a lavarci, mi pulisco per bene poi rimetto il perizoma, e il vestitino da donna mi avvio verso la cucina
Mio padre mi vede entrare vestito ancora così “mi piace quel completo, quelle mutandine poi sono eccezionali” io “a dire la verità mi sento molto a mio agio così” lui sorride, mangiamo e andiamo subito a dormire distrutti.
Il giorno seguente dopo colazione penso a come soddisfare ancora mio padre e mi viene un idea geniale, vado al centro commerciale, compro dello smalto, dei trucchi, poi mi avvio verso un negozio di intimo e vestiti femminili, mi vergogno tantissimo, la commessa mi guarda, io mi giustifico dicendo che stavo comprando per la mia morosa, spero mi abbia creduto.
Arrivo a casa, prima di tutto metto lo smalto, poi inizio a truccarmi, mi piastra i capelli che già erano lunghi, tiro fuori dalle buste quelli che avevo comprato, infilo delle calze autoreggenti, un perizoma sempre in pizzo, stavolta bianco, una mini gonna disegno scozzese rossa, una camicetta bianca, per finire dei tacchi, vado in bagno mi guardo allo specchio, era completamente cambiato, mi sentivo bene, ero veramente una figa, per ultimo mi metto il rossetto, sono molto soddisfatto.
Aspetto con impazienza che mio padre torni, sono eccitato, sento la porta aprirsi, io esco dalla camera lo vedo, lui mi guarda, inizia a sorridere, gli brillano gli occhi, “ciao papà” lui non dice nulla, mi avvicino sculettando come una troia lo prendo per la maglia e lo bacio, lui mi pianta la lingua in bocca e mi piazza una mano sul culo, poi alza la gonna e mi tocca il culo. Io mi stacco appena prendo la sua cintura lo guardo “vieni in camera e scopami” mi giro e mi avvio in camera, lui mi segue e mi dà una pacca sul culo.
Quando siamo in camera lo spingo sul letto lui si siede, e toglie le scarpe, io mi inginocchio gli tolgo i pantaloni, notò le mutande con già la sua eccitazione evidente, feci quasi fatica ad abbassarle, uscì il cazzo già duro, lo presi in mano, lo inizio a leccare mentre gli massaggio le palle, lui si toglie completamente le mutande si stende sul letto sento che alza le gambe mi prende la testa e la fa scendere, inizio a leccare le palle mentre con la mano continuo a lavorare il cazzo, lui “scendi ancora, leccami il culo” io vado con la lingua più giù, il suo ano era peloso, sudato dopo il lavoro ma non mi interessava ero eccitato lo Lecco, sento il suo sapore, lui gode e geme.
Si sdraia poi completamente a letto mi dici di mettermi di fianco a lui mentre si toglie anche la maglia, il suo petto era peloso e puzzava di sudore, io ero tutto profumato come una troia, mi sdraio di fianco a lui, mi bacia con passione, con la mano mi sfila la gonna, poi inizia a ticcarmi da sopra il perizoma, ho il cazzo duro, si alza appena e si mette in mezzo alle mie gambe è sopra di me, mi guarda, io sotto a gambe aperte gli sorrido, mi prende la mandibola mi fa aprire la bocca ci sputa dentro, io mando giù e sorrido, lui sorride, si allunga sul comodino dove c’era la vaselina, se la mette sul cazzo, quasi brillava con quella sostanza sopra, mi alza le gambe, mi sposta le mutande spalma anche a me la vaselina, fa entrare un dito piano piano nel mio culo, io mi rilasso per farlo entrare meglio, poi 2 dita si sente già di più, le tira fuori mi punta il cazzo e si ributta su di me abbracciandomi, mi bacia e sento che piano fa entrare la cappella, io gli tocco il culo e con una mano gli tengo la testa, lui fa entrare e uscire il cazzo mentre mi bacia, stavamo scopando o facendo l’amore? Era passionale, sento che gode io anche.
Sfila il cazzo dopo qualche minuto, mi guarda io lo guardo “mi vuoi a 90?” Lui “hai capito” mi giro alzo il culo e abbasso le spalle, mi schiaffeggia il culo, avevo ancora le mutandine ormai bagnate me le sfila le prende e me le mette in bocca poi mi prende per il collo da dietro, una mano sul mio fianco, infila il cazzo questa volta più deciso, da quella posizione lo sento tutto, quasi fa male, inizia a dare dei colpi decisi io gemo di piacere e di dolore, lui continua sempre più veloce “v V V vengo vengo” “aaaaa” quando viene lo sento ancora più in fondo, estrae il cazzo, che si stava ammosciando, ci sdraiamo uno di fianco all’altro, io mi tolgo le mutande che ancora avevo il bocca, tiriamo un sospiro entrambi, io”sei felice papà” lui”molto, ma tu non sei venuto” così dicendo inizia a segarmi, mentre mi bacia, non ci volle molto prima di sborrare, ero a pancia in su quindi mi venni sulla pancia, una sborrata forte che arrivo quasi fino al collo, lui lascio il mio cazzo, prese le mutandine e pulisce la sborra sulla mia pancia, poi mi dice “apri la bocca e tira fuori la lingua” io eseguo, mi passa le mutande sulla lingua e sento la mia sborra che mi cola in bocca, sono stremato, ci rilassiamo entrambi, mio padre “oggi a lavoro ho parlato con Paolo” (il suo migliore amico) “non ho resistito a raccontargli quello che è successo” io gelo, mi vergognavo, rispondo solo “ah” lui continua “forse domani viene a cena vuole conoscere questa nuova versione di te”….

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scritto il
2026-08-30
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