Paola la dea dei sogni….e il suo moroso

di
genere
feticismo

Inizia tutto su un sito di incontri, conosco paola, mora occhi azzurri, 45 anni, una signora dalle forme molto abbondanti e questo a me piaceva.
Ci sentiamo regolarmente per qualche settimana, inizio a notare che il tono sei messaggi diventa sempre più dominante da parte sua, se non rispondevo per non qualche ora iniziavano gli insulti, io sono molto sottomesso e questa cosa mi eccitava anche, era chiaro che voleva comandare ed era sicura di sé.
Decidiamo di incontrarci per un caffè, io ero un fascio di nervi, il suo carattere forte mi eccitava e terrorizzava allo stesso tempo.
Ci troviamo davanti al bar, per la prima volta la vedo di persona, è anche più abbondante che in foto, una vera bbw per intenderci, ci sediamo e iniziamo a parlare del più e del meno, in verità parlava più lei io ero bloccato dalla mia timidezza e trovarmi davanti una persona così sicura mi metteva quasi soggezione.
Dopo una mezzoretta buona decidiamo di uscire dal bar, cioè lo decide lei in verità con questa esatta frase “dai andiamo vai a pagare” quel tono autoritario mi ha fatto scattare sulla seggiola, senza fiatare vado a pagare ed usciamo, una volta fuori mi dice “dai sali in macchina”, eravamo nel parcheggio davanti al bar che si trovava vicino a un supermercato c’era gente che girava non era un posto molto intimo però non ha avuto il coraggio di proporre altri posti.
Appena saliti paola esordisce “ok adesso ci siamo visti e ci siamo conosciuti, vedo che sei timido e ti fai anche insultare senza dire nulla…” una risatina da parte sua e continua “è proprio quello che voglio” io rimango stupito e chiedo in che senso, lei “mi piacciono i sottomessi come te perché posso divertirmi e soddisfare le mie voglie, le mie fantasie” a quel punto ero già eccitatissimo, la sua autorità mi piaceva avrei fatto di tutto a quel punto.
Nei pantaloni la mia eccitazione era evidente e lei lo nota subito “vedi hai già il cazzo duro solo perché ti parlo così, adesso ti spiego come funziona, da adesso mi chiamerai padrona o dea o Miss, mi ringrazierai ogni volta che concedo qualcosa di me e dovrai sempre e dico sempre eseguire i miei ordini” io ormai nelle sue mani preso dall’eccitazione rispondo con un timido “si” e lei subito “si cosa?” “Si padrona” lei ride “vedo che inizi a capire, bene” finisce la frase e vedo che inizia a togliersi una scarpa me la passa e mi dice “mettici la faccia dentro e annusa” io sprofondo e cerco di rispondere “ma c’è gente che gira” lei subito “vedi che sei un coglione? Adesso prendi questa scarpa ci metti la faccia dentro e annusi” il tono era autoritario e alterato non potevo ribattere prendo la scarpa e ci infilo il naso dentro, sento il suo odore di piedi, che imbarazzo se qualcuno fosse passato in quel momento, e intanto accenno un timido “grazie Miss” lei era facile, mi toglie la scarpa dalle mani se la rimette “adesso scendi, domani ti voglio a casa mia che iniziamo” io saluto ringrazio e mi avvio alla macchina con le mutande che quasi esplodevano dall’eccitazione, avevo già fatto dei giochini di questo tipo ma mai in un parcheggio pubblico, inutile dire quella sera non ho dormito.
Il giorno seguente le scrivo subito “buongiorno Miss” lei risponde “ciao coglione muoviti e vieni qui” mi manda la posizione, mi fiondò da lei, salgo le scale la trovo sulla porta, mi invita ad entrare, la casa era in ordine profumata, lei con una gonna un po corta lasciava intravedere le sue cosce grosse, sopra una maglietta semplice.
Sento la porta che si chiude dietro di me e lei che mi dice “mettiti a 4 zampe” io eseguo mi sale sulla schiena, era pesantissima, mi prende i capelli e dice “vai dritto per il corridoio poi a sinistra che c’è la sala” io vado con molta fatica e lei sopra, sento che ride, arrivo in sala c’è un divano grande e un ragazzo seduto sopra in mutande, rimango spiazzato non capivo, che succede? Lei esordisce “vedi coglione lui è il mio moroso e da adesso sarà il tuo padrone” lui subito “ciao merda” non volevo crederci, non sapevo avesse un moroso, era una situazione surreale, lei ancora sulla mia schiena mi dice “adesso vai davanti a lui e bacia i piedi al tuo padrone” mi avvio, preso dall’eccitazione e dallo stupore della situazione mi abbasso e bacio i suoi piedi, lei mi prende la testa “rimani lì coglione annusa bene” io immobile in ginocchio davanti ai suoi piedi, avevano un odore forte mi sono chiesto da quanto non si lavasse.
Lei si siede di fianco a lui e sento che mi mette i piedi in testa schiacciandomi.
Sento che si baciano, ridendo di me, sento che lui si alza e sento qualcosa cadere sulla mia testa erano le sue mutande ancora infilate tra le gambe, allarga i piedi e le fa passare davanti alla mia faccia, mi trovo così con la faccia tra un piede e l’altro e le mutande al centro, lei “lecca le mutande del mio uomo coglione” io lecco, sapevano di uomo e di sudore però mi facevano eccitare.
Lui mi prende per i capelli mi fa alzare la testa sempre in ginocchio li vedo sul divano lui aveva il cazzo già duro e lei lo toccava mi guardavano ridendo, lei “apri la bocca schifoso” io eseguo, mi sputano in bocca prima uno poi l’altro, lei toglie la mano dal suo cazzo e mi dice “leccami la mano” io Lecco aveva il sapore delle sue mutande, intanto lui infila una mano sotto la sua gonna e ne esce con due dita bagnatissime di umori femminili, me le passa davanti alla faccia e me le infila in bocca, che sapore buono, femminile, la mia eccitazione era al massimo.
Vedo lei che si toglie le mutandine e le lancia, “valle a prendere con la bocca come un cane” a gattoni arrivo alle mutande le prende in bocca e torno da loro, che ridono, lei le prende e me le infila tutte in bocca poi lui mi piazza un piede sulla faccia, che toglie poco dopo, mi sfila le mutandine dalla bocca ormai fradice, si alza e mi trovo con il suo cazzo davanti alla faccia, completamente eretto, era grosso e venoso, lei lo prende in mano continua a segarlo, lei “adesso inutile verme dovrai aprire la bocca perché il mio uomo sta per venire” io apro la bocca, lei mi punta il cazzo e inizia a segarlo più forte, lui geme per un attimo poi si lascia andare a una copiosa sborrata dritta nella mia bocca e subito dopo mi infila il cazzo tenendo la testa, lui “dai troietta bevi” deglutisco a fatica, con il suo cazzo in bocca ma ci riesco, lei “adesso puliscilo bene” succhio il suo cazzo con passione.
Lui si siede felice, e lei mi ordina di sdraiarmi a terra, vedo che si toglie la gonna, e si siede sulla mia faccia, il culo era enorme quasi non respiravo “leccami il buco del culo troia” io lecco, infilo anche la lingua dentro, che eccitazione quel culo, la sento godere.
Dopo qualche minuto si alza mi fa mettere in ginocchio e lei davanti a me, avevo la sua figa che quasi gocciolava davanti alla mia faccia, intravedo che il ragazzo le passa qualcosa, era un bicchiere, non capivo, ma ci misi poco a intuire quando se lo mise sotto la figa proprio davanti a me, li sento ridere, e in quel momento un getto di piscio giallo, riempie il bicchiere da quella distanza sento l’odore, inteso e lei che dice “questa è la tua ricompensa inutile verme” io “grazie Miss” mi passa il bicchiere e si siede, mi guardano entrambi mentre io in ginocchio inizio a bere il suo piscio, loro ridono “che schifoso, guarda che gli piace anche a questo coglione” finisco di bere, era pungente, calda.
Lui si alza, si mette davanti a me infila il cazzo nel bicchiere che tenevo in mano mi prende la testa e avvicina entrambi alla mia faccia, inizia a pisciarci dentro, si riempie velocemente, lo tira fuori, “tieni coglione bevi” io bevo aveva un sapore ancora più acre di quello della Miss, sapeva di uomo, finisco tutto. Loro sono molto soddisfatti, lei “guarda ha il cazzo in tiro da 1 ora questa checca si vede il gonfiore nei pantaloni” ridono, “spogliati” mi ordina lei, io eseguo, mi trovo nudo con il cazzo duro davanti a loro, lui subito “che pisellino da frocio che hai” in effetti la dotazione rispetto alla sua era imbarazzante, lei “sdraiati a terra” quando mi sdraio vedo lui che mi alza le gambe me le porta quasi alla testa e mi tiene lì, avevo il mio cazzo davanti alla faccia e lui che mi teneva le gambe non potevo muovermi. Lei mi ordina “adesso voglio che apri la bocca e inizi a segarti” da quella posizione le opzioni erano poche, voleva che mi venissi in bocca da solo, inizio a toccarmi loro se la ridono, ero così eccitanti che venni in qualche secondo, mi ero riempito la bocca della mia sborra, Lei “dai bevi bevi la tua sborra coglione” la mandai giù è solo in quel momento lui mollo la presa, si misero di nuovo seduti e io tornai in ginocchio, con il cazzo che si stava ammosciando dopo la venuta, lei mi passa il bicchiere di prima mi guarda e mi dice “adesso voglio che ci pisci dentro e bevi” io prendo il bicchiere lo avvicino al mio cazzo, nonostante la situazione e la timidezza riuscì a riempirlo, me lo avvicino alla bocca e inizio a bere, loro scoppiano a ridere, “ma guarda che schifoso di merda sì sborra in bocca e beve il suo piscio”
Ero lì ormai umiliato e usato ma non sono mai stato così eccitato in vita mia.

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scritto il
2026-08-28
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