Il Portiere di Notte

scritto il 2026-10-06 tempo di lettura 14 min

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dominazione
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C+

A Luca mancava pressapoco un'ora alla fine del suo turno come portiere di notte del Grand Hotel Ares. Era in ginocchio dietro il bancone a sistemare della roba sui ripiani, quando improvvisamente qualcuno suonò campanello.

Si alzò per vedere chi fosse e si vide davanti, con le braccia appoggiate sul ripiano, Mary Rose, l'olandesina della 147 al terzo piano. Bellissima col la sua cascata di capelli rossi a boccoli che le scendevano fin sulle spalle, che lo guardava sfoderando un sorriso a fossette bianchissimo in un visino dalle lentiggini appena accennate, un nasino alla francese, con degli incredibili occhi blu. Un corpo in carne tutte curve, esaltato da un vestitino attillato a tubino a fiorellini corto fino alle ginocchia, che dalla parte superiore faticava a tenere nascoste due favolose tette almeno da quarta misura. Piedi stupendi, perfettamente curati e laccati color melanzana, calzati dentro delle infradito a stringhe dorate. Insomma una visone paradisiaca, una dea gli si parò davanti!

Luca rimase interdetto qualche secondo. La sensualità e la carica erotica di Mary Rose lasciavano davvero senza fiato. Poi si riprese e anticipandola le disse. “Oh...buonasera signora...si...le do subito la chiave!”
Si girò veloce a prenderla e gliela consegnò. A quel punto la ragazza, con la chiave in mano, fece come per andarsene. Poi si fermò, tornò al bancone e, come titubante, rimase a guardarlo con un sorriso malizioso. Così Luca le chiese: “Signora ha bisogno di qualcos'altro?”

“In realtà si, grazie...avrei un'altra richiesta da farti” rispose Mary Rose in un discreto italiano

“Si mi dica signora”

“Ecco...volevo sapere se avevate una coperta da salire in camera per stanotte?”
“Una coperta!? Oh bella! Una coperta in pieno luglio!? Con questo caldo?”
Mary Rose scoppiò a ridere, mentre Luca la incalzava: “Ah ho capito! Forse la temperatura del climatizzatore è troppo bassa...gliela faccio regolare subito!”

La ragazza continuò a ridere divertita e poi, fissandolo con decisione con quegli splendidi occhi blu, gli rispose: “Ma davvero non hai capito cosa intendo per coperta!? Non ci posso credere!”

Luca si bloccò. Un po' per orgoglio, visto che a canzonarlo era una ragazza per di più straniera, e un po' perchè intuì a cosa si riferisse e non gli sembrava vero.
“Aspetti, mi faccia capire...intende una...una...quello che penso io!!??...insomma, si...una, chiamiamola così, una compagnia in camera a pagamento per la notte?” disse come esterrefatto il giovane portiere

“Oooh allora ci sei arrivato! Ma si certo...ma per donna, però...non per uomo...a me piacciono ancora e tanto gli uomini” rispose sempre divertita l'olandesina

“Cioè, aspetti, aspetti...cioè, una gran fi....ops, volevo dire, una gran bella donna come lei, vuole una prost...no, volevo dire, un gigolò per la notte...cioè, vuole pagare per fare sesso!? Una meraviglia come lei paga per fare sesso? Ho capito bene!?”

“Hai capito benissimo! Cosa ti stupisce? Da noi in Olanda è assolutamente normale...li abbiamo interi quartieri dedicati al sesso a pagamento...come paga un uomo per divertirsi, paga pure una donna! E' una cosa assolutamente normale per noi...”

“No, no...non volevo fare un discorso sessista, me ne guarderei bene signora. Capisco benissimo come usate da voi e lo trovo pure giusto, anche io sono per la parità di diritti per tutti i generi...è che semplicemente mi stupisce che una donna così bella e sensuale come lei, non abbia trovato, qui in vacanza, in zona di mare, così frequentata, un partner occasionale con cui spassarsela gratuitamente stanotte...e debba ricorrere ad un gigolò a pagamento...ma mi perdoni l'ardire: pagherei io per venire con lei tutta la notte e pure l'indomani mattina, ma che scherza!?”

Mary Rose scoppiò in una fragorosa risata e poi disse: “Ma grazie per i complimenti...no, per la verità i partner occasionali non mi sono mancati...oggi pomeriggio, per esempio, ho fatto del buon sesso in spiaggia con un ragazzo conosciuto stamattina...è che in camera mia non mi va di fare salire sconosciuti occasionali, preferisco un professionista del sesso...ma soprattutto, ti dico la verità: adoro da impazzire pagare un uomo per soddisfare le mie voglie! L'idea che sono io che comando perchè ti pago, mi piace da morire...”

“Capisco, Signora...beato lui, allora: fortunato e pure pagato!...”

Mary Rose rise ancora e poi chiese: “...e allora questa coperta?”

“Beh, ecco...sinceramente non so come potrei aiutarla, perchè qui, almeno in questo hotel, non siamo abituati a richieste simili...oddio, per gli uomini magari si, ma una donna che chiede servizi del genere non c'è mai capitato...boh, posso provare via internet...”

“Ah ok...allora quand'è così, ci provo io appena salgo in stanza direttamente dal mio cellulare, non ti disturbare...buonanotte Luca e grazie lo stesso!”

Mary Rose, quindi, sta per prendere l'ascensore, ma Luca la blocca: “Mary Rose, vero?...ecco, Mary...pensavo...ecco, se vuoi ci sono io tutto per te stanotte!”

La ragazza torna al bancone e ridendo gli risponde: “Tu!?”

“Si, io...e totalmente gratis, anzi, come dicevo prima, ti pago io!”

Mary Rose risfodera quel meraviglioso sorriso e gli ribatte: “Hai sempre voglia di scherzare tu...pure a quest'ora? Io a quest'ora ho altre voglie...su!”

“Ma io non sto scherzando, Mary...mi sto proponendo sul serio e, ripeto, totalmente gratis, anzi disposto a pagare io...pur...pur...pur di avere una dea come te! Mary Rose...guarda, fra poco più di mezz'ora smonto e se vorrai sono tutto tuo!”

L'olandesina lo guardò con aria di sfida e poi gli disse: “Sei serio allora?”
“Serissimo, Mary...serissimo!”

“Si, di essere sei molto carino, però voglio vederti tutto...vieni fuori da sto bancone e fatti vedere meglio!”
Luca eseguì e Mary Rose lo osservò con attenzione dalla testa ai piedi e poi gli disse: “Ok, ci sto! Però ti pago lo stesso, altrimenti non ci provo gusto...”

“Guarda Mary, credimi...non c'è bisogno di pagarmi per avermi in tuo potere...giuro che non appena salgo sarò...sarò...sarò...il tuo schiavo, ecco...potrai farmi fare quello che vuoi...e io per una come te , Mary, faccio di tutto...dammi solo il tempo di aspettare il collega per il cambio, che sono da te in un baleno!”

“Ok, va bene...allora ti aspetto...non tardare!” concluse soddisfatta la ragazza che si avviò verso l'ascensore e salì in camera.

Luca, aspettò con comprensibile impazienza il cambio turno, trattenendo a stento la gioia per quello da li a poco sarebbe sarebbe successo. Aveva già un'erezione imbarazzante. Era eccitato a palla! Non appena arrivò il collega, lo salutò di fretta e scappò via, per poi rientrare di nascosto in hotel da un entrata di servizio e salire di corsa da Mary Rose.

Arrivato davanti la 147, col cuore in gola, bussò. Pochi secondi e la bella olandesina lo accolse con quel suo sorriso smagliante, bellissima e sexy in accappatoio, e lo fece accomodare. Si osservarono entrambi per un attimo, poi Luca chiese di fare una doccia, mentre la ragazza lo aspettava sul letto.

Finita la doccia, Luca con l'asciugamano legato ai fianchi, trovò Mary Rose in baby doll di raso viola, voluttuosamente distesa sul letto, con le spalle, su cui scendevano fluenti i suoi boccoli rossi, poggiate su due cuscini. Le belle cosce tornite stese coi piedi accavallati che muoveva in maniera sensuale. Era stupenda.

La ragazza era assorta sul suo smartphone. Ma appena si vide il suo toy boy davanti, con un'erezione che gonfiava l'asciugamani, lo posò sul comodino, gli sorrise ammiccante e poi, voltandosi per stendersi di pancia, gli disse: “Vediamo prima come te la cavi coi massaggi...li c'è l'olio profumato (indicando un flacone sul comodino), datti da fare che io adoro il massaggio prima di scopare!”

“Me la cavo benissimo, Mary...ci puoi giurare che me la cavo!” rispose Luca mentre si ungeva le mani di olio. Poi gliene verso qualche filo sulle piante dei piedi, sui polpacci, sulle cosce e cominciò il massaggio dai piedi, lento ma deciso, via via a salire.

“Uuuhm, devo dire che non c'è male! Te la cavi molto bene coi massaggi per essere solo un portiere d'albergo!” esclamò Rose Mary, quando Luca dopo un pò arrivò a ridosso dei glutei. Quindi si spogliò del babydoll e rimase completamente nuda sempre girata di pancia.

Luca continuò a salire, lento ma deciso, fino ad arrivare alle spalle e poi al collo. A quel punto, la ragazza si gira lentamente sulle spalle, lo afferra e lo avvicina in modo che gli salga addosso. Luca così, fra le braccia di Mary Rose, partì con un bacio in bocca appassionato, per poi mettersi in posizione fra le cosce per scoparsela. Ma la ragazza lo blocca.

“No! Così no! Si fa come dico io...prima mi voglio divertire!” gli disse Mary Rose fissandolo con un espressione quasi satanica. Di colpo se lo tolse da sopra facendolo cadere sul letto. Dopo di che, prese delle corde da una valigia e lo legò al letto dai polsi e dalle caviglie fino ad immobilizzarlo totalmente. Poi, sghignazzante, gli si mise a cavallo sull'addome, puntandolo con uno sguardo di arrogante soddisfazione: “Da qualche tempo a questa parte, ho scoperto che avere un maschio legato ed immobilizzato in balia dei miei capricci, mi fa godere da impazzire...e ora con te mi voglio divertire!”.

Così, ridendo, gli piazza le piante dei piedi sulla faccia e gliela tormenta per un po', mentre con una mano gli masturba lentamente il cazzo fino a farlo diventare duro e dritto. Quindi si piazza nello spazio tra le gambe aperte di Luca che cerca di divincolarsi, e comincia a praticargli un gioco sadico e crudele: gli lecca dolcemente il cazzo in lunghezza e su tutta la superficie della cappella sgusciata, mentre lo sega molto lentamente. Poi glielo prende completamente in bocca e, sempre lentamente, glielo succhia. Fa questo gioco per alcuni minuti. Per Luca è un vero è proprio supplizio, perchè lo porta quasi al punto di sborrare, ma sul più bello, la sadica olandesina, si stacca dal cazzo e lo guarda divertita mentre il ragazzo agonizza di voglia.

“Ti eri detto disponibile a farmi da schiavetto...ed io ti sto accontentando!” esclama divertita, quindi sensualmente gli si corica addosso in modo da strusciarsi le belle tette sul corpo del suo prigioniero, prima mettendogli il cazzo in mezzo per un lenta e suppliziante spagnola, e poi gliele mette in faccia e gli ordina di leccare e succhiare i capezzoli. Poi dopo avergli messo la faccia in mezzo fino a farlo quasi soffocare, si gira e si mette a 69. Riprende a soffocarlo, stavolta con le chiappe del suo bel culo, prima mettendosi dritta e poi calando verso il cazzo.

In questa posizione gli mette la fica calda a portata di bocca. Gli ordina di leccarla, mentre riprende il supplizio dell'eiaculazione frustrata. Con quelle belle labbra carnose, ingoiava dolcemente ma con voracità il cazzo durissimo di Luca, che le leccava il clitoride nonostante stesse impazzendo di voglia di sborrare, lappandoglielo, palle comprese, con la lingua. Con una mano lo segava lentamente, poi aumentava la velocità e, quando capiva che stava per raggiungere il punto di non ritorno, repentinamente rallentava.

“Ti prego Mary Rose, fammi venire!” la supplicava il ragazzo dopo qualche minuto di quel gioco, ma Mary Rose per tutta risposta, con più sadismo, gli suppliziava il cazzo ancora con la bocca e la mano.

“Piuttosto impegnati meglio a leccarmi la fica, che me la stai leccando da schifo...e magari ti meriterai il premio!” disse, poi, sarcastica la ragazza.

Così Luca si mise di impegno e la leccò con voracità, fino a farle avere un orgasmo sottolineato con delle espressioni in olandese e poi seguite da dei “si si si così mio schiavo si!!”.

Quindi dopo essersi asciugata la fica fradicia sul viso del povero giovane, si girò e si sedette sul cazzo penetrandosi a smorzacandela. Da lì cominciò una cavalcata, alternata fra lentezza e velocità, che fermava sul più bello per suppliziarlo ancora un bel po'. Con le unghia gli graffiava il torace, mentre con un'espressione fra il sadico e di il soddisfatto lo guardava soffrire.

Quando ritenne di averlo suppliziato per bene, aumentò la velocità nel cavalcare, fino a che, con un urlo liberatorio, fece sborrare il povero Luca dentro di se. Ma non si fermò. Continuò a cavalcare sul cazzo che si stava afflosciando, e dunque procurava dolore al suo povero prigioniero che la supplicava di fermarsi, fino a che non venne ancora pure lei.

Sadicamente soddisfatta, si distese con la testa verso la pediera del letto, fra le gambe aperte del ragazzo, distese le sue di gambe, in modo da mettergli di nuovo i piedi in faccia, e riprese a tormentargliela come fece all'inizio. Mettendoglieli in bocca e obbligandolo a succhiarne le dita. Poi dopo un po', stanca si addormentò, lasciando Luca legato. Il ragazzo cercò in qualche maniera di slegarsi, ma non ci riuscì e dopo un po' crollò esausto pure lui.

“Oddio, oddio...che nottata!” disse Luca risvegliandosi alle prime luci dell'alba nella penombra della stanza. Si guardò intorno e guardandosi i polsi si vide ancora legato al letto. “Cazzo...devo pisciare, come devo fare?”.

Così tentò ancora di liberarsi, ma non ci riuscì. Poi si accorse di avere la faccia ancora vicino ai bellissimi piedi di Mary Rose. Si avvicinò con la bocca ad uno di essi e cominciò a sbaciucchiarlo e leccarlo per svegliarla nella speranza di essere liberato.

“Oh si! Questo si che è un bel risveglio, con qualcuno che mi bacia e mi lecca...” esclamò al risveglio, ancora assonnata, l'olandesina.

“Ti prego consentimi di andare al gabinetto...sto per pisciarmi addosso! Ti prego, al ritorno ti giuro ti leccherò ancora meglio!” la implorò il povero Luca.

Mary Rose, si alzò sempre sul letto, si mise in ginocchio tra le gambe divaricate della sua povera vittima e guardandolo con un espressione sadica, iniziò a masturbargli il cazzo.

“No...no, no...prima mi scopi di nuovo come piace a me..e poi forse...forse...ti consentirò di andare a far pipì”.

In breve quel cazzo tornò duro e dritto, cosi' che Mary Rose riprese con mano e bocca quel gioco sadico della notte, trovandolo ancora più divertente perchè il suo prigioniero oltre ad impazzire per la pipì, ora aveva adesso voglia di sborrare. “Ti prego abbi pietà, Mary Rose...fammi venire e poi fammi andare al cesso! Ti giurò che ti sarò sottomesso per sempre! Ti prego...” provò ancora ad implorarla.

Ma la ragazza per tutta risposta, gli si stendette sull'addome, ci strusciò per alcuni secondi la fica, poi la sedette sul cazzo e cominciò la scopata a cavalcata alternata, sempre per farlo soffrire. Quando poi vennero, quasi all'unisono, prima si divertì ancora a suppliziarlo tormentandogli il cazzo scarico e poi quando capì che c'era il pericolo che si pisciasse sul letto, finalmente lo liberò ed il ragazzo come un fulmine corse al bagno.

Al suo ritorno in stanza, sollevato dall'aver svuotato la vescica, Luca trovò Mary Rose in baby doll comodamente stesa al letto con le spalle appoggiate ai cuscini della testiera che con un sorriso beffardo che gli disse: “Sono sicura ti sarai pentito di avermi fatto da escort boy...come hai visto ci vado giù pesante...a me piace così, anche per questo sono convintamente single...se non vi faccio soffrire a voi maschietti non ci trovo piacere!”

Luca ci pensò un po' su mentre si rivestiva e poi le rispose: “No, non sono per nulla pentito...lo vorrei rifare ancora invece! Mai incontrata una come te...fin'ora solo donne dal sesso ordinario e quasi banale...invece con te ho scoperto un mondo che non immaginavo e che mi piace tanto...quando possiamo rivederci?”

“Penso mai più!...fra qualche ora ho un aereo che mi riporterà ad Amsterdam...piuttosto, visto che ti è piaciuto essere il mio schiavo, quando scendi mi fai trovare caffè e colazione pronta al tavolo, che vado di fretta, poi con la tua macchina mi accompagni in aeroporto e in fine...ti togli dai coglioni che mi hai già annoiato...vai, sbrigati!” gli rispose Mary Rose, con una risoluta naturalezza, prima di aprirgli la porta per farlo uscire e poi sparire in bagno!




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