Gli operai del palazzo
di
Chris Rondinelli
genere
gay
Non oso immaginare fossi nata donna invece che avere di donna solo l'aspetto estetico cosa avrei combinato. Forse avrei avuto un sacco di figli illegittimi sparsi qui e li fatti da chissà quanti uomini. Sicuramente il mio bel culetto che chiamo figa anale, ha visto entrare dentro di se molti cazzi di ogni misura colore e dimensione. Facendo il pieno di sperma ogni santa volta, e facendo due conti, ammettendo di prendere la pillola che dicono ingrassi e di conseguenza l'avrei esclusa a priori, mi sarei fatta ingravidare parecchio. Posso considerare una fortuna sia nata così e che di gravidanze, possa parlare solo in fatti puramente ipotetici e fantasiosi.
Abitavo ancora nell'appartamento di famiglia quando annunciarono tramite un comunicato dell'amministratore in bacheca che avrebbero ristrutturato le facciate del palazzo e le balconate. Era una palazzina vecchia e soggetta a vari lavori annuali. L'appalto fu affidato ad una ditta con molti operai extracomunitari, e dopo che ebbero ricoperto di rete verde e impalcature le facciate del palazzo, mi trovai quotidianamente questi ragazzotti di colore a transitare su e giu dai balconi passando spesso davanti alle finestre di casa mia.
Spesso cercavo di attirare la loro attenzione ma non sempre riuscendoci. Mi mettevo in lingerie cercando di infilarmi degli oggettini tra le natiche simulando una scopata. Aprivo le tendine delle porte finestre dei balconi dove questi ragazzotti mulatti transitavano, e mi facevo ammirare mentre mi davo piacere. I primi giorni non ebbi molto successo devo ammetterlo, dato che passavano dalle mie parti solo per trasportare materiale e poi sparivano. Fu quando iniziarono a fare i lavori sul mio piano che ebbi più fortuna a farmi ammirare da loro.
In pochi giorni ero diventata una vera attrazione per gli operai che si fermavano ai miei piani. e ogni volta cercavo di stuzzicarli con siparietti sexy lasciando intendere che se volevano potevano osare entrare in casa. Un pomeriggio per ottenere più risultati, feci il gesto di aprire una delle finestre della casa, quella del bagno precisamente, e salutai i ragazzi che stavano calcificando il sottobalconi. Purtroppo per me nessuno si decise ad entrare nonostante mi osservassero con desiderio.
Una mattina ebbi l'occasione che tanto attendevo, mi ritrovai di fatto uno di quei ragazzotti a lavorare su una scala proprio sul balcone della mia camera da letto. Un'occasione così ovviamente non potevo certo lasciarmela scappare. Mi feci subito notare dal ragazzo, che mi sorrise, mentre lo salutavo con la mia manina dalle unghie ben smaltate di rosso, e con il mio bel completino in lingerie addosso, cercai di stuzzicarlo sperando in una sua reazione. Quando gli mostrai il mio bel culetto voltandomi e facendogli cenno di entrare in camera, il ragazzo scese dalla scala con la sua tuta e le mani sporche di gesso, mi si avvicinò sussurrandomi un 'Ciao' in un italiano primitivo, classico di chi non conosce la nostra lingua. gli ricambiai il saluto, e gli chiesi gentilmente se volesse fare l'amore con me ammiccando ma il ragazzo ovviamente non capì al volo ciò che gli chiedevo nonostante fosse un invito esplicito. Mi feci dunque capire in un altro modo, con il linguaggio universale del corpo che di solito non ha bisogno di traduzioni.
Mi voltai mostrandogli le mie belle chiappe nude coperte solo dal filo di licra tra le natiche del perizomino nero che indossavo. Il ragazzo che stupido non era, mosse la sua manona sporca di calce essiccato poggiandola sulle mie chiappe. Io già eccitata a dovere, mi strusciavo contro di lui come una gatta in calore. Cercai di trascinarlo dentro casa ma il ragazzo fece resistenza cercando di spiegarmi come poteva nel suo italiano, che doveva lavorare e non poteva assentarsi, ma se gli lasciavo il numero di cellulare, potevamo magari vederci quando staccava nel pomeriggio. Ci scambiammo così i numeri di telefono e lasciai che il ragazzo tornasse sulla scala a fare il suo lavoro. Chiusi la porta finestra tirando la tenda, e tornai alle mie faccende di casa attendendo con il cuore in gola l'orario per poter vedere il mulatto.
Arrivò l'ora di pranzo, ma sinceramente avevo ben poco appetito, accesi la televisione per distrarmi e mangiai solo un panino veloce seduta sul divano distratta con il pensiero al grosso cazzo del ragazzo che mi attendeva quel pomeriggio. Passarono forse cinque minuti da quando mi ero seduta davanti la televisione ad assistere ai soliti telegiornali imbottiti di cretinate e baggianaggine, quando udii un lieve bussare ad un vetro. Il bussare non si ripetè all'istante, quindi credetti venisse da altre parti. Quando però i colpi ora più decisi e continui si fecero risentire, capii che il suono proveniva da una delle mie finestre. Mi alzai di scatto correndo a verificare da quale finestra provenisse il bussare.
Entrando in camera da letto vidi una figura che bussava insistentemente alla mia porta finestra. ovviamente non lo riconobbi subito. Ma avvicinandomi e aprendo le tendine, riconobbi all'istante il ragazzo di qualche ora prima. Quello che attendevo nel pomeriggio, era li sul mio balcone per attirare la mia attenzione. Gli aprii immediatamente, e lo feci entrare in camera lasciando la porta finestra spalancata senza richiuderla. Il ragazzo in poche ma chiare parole, mi spiegò che aveva aprofittato della pausa pranzo per farmi visita, e io non volevo fargli perdere nemmeno un minuto, anche se speravo in un incontro piu lungo nel pomeriggio invece che una sveltina di pochi istanti.
Ad ogni modo ero piu che eccitata ad averlo li con me. Gli estrassi senza perder tempo il cazzo già duro dalla tuta, me lo portai alla bocca e lo imboccai seduta sulla sponda del lettone matrimoniale, mentre lui in piedi mi accarezzava i lunghi capelli con la sua mano ora pulita dalla calce di poco prima. Forse per troppa eccitazione il ragazzo mi scaricò in gola dopo qualche succhiata un fiotto di sperma caldo e gustoso che ingoiai prontamente davanti ai suoi occhi leccandomi le labbra.
Fortunatamente il ragazzo non concluse li il rapporto, sarebbe stato assai deludente, dopo avermi riempita la bocca di sperma, volle farmi sdraiare sul lettone a pecorina, con le gambe larghe lo accontentai, presi dalla testiera del letto uno dei tanti preservativi che tenevo senza mai usarli, e anche stavolta come accadeva spesso in quelle occasioni non lo usai. E un miracolo che in tanti anni abbia preso solo una leggera sifilide e null'altro. Mi fece capire che aveva fretta. Meglio così, ero ben consapevole dei rischi che si corre facendo sesso occasionale non protetto, ma se vogliamo dirla tutta me ne sono sempre fregata delle malattie veneree o delle possibili conseguenze di quei gesti che facevo senza pensarci. Mi interessava solo sentirmelo bene piantato dentro senza altri ostacoli di mezzo. Ero splendida con il mio bel completino in calze a rete nere autoreggenti, perizomino nero e corpetto a coppe dure imbottite.
Ai piedi avevo degli zoccoli a zeppa alta, unghie di piedi e mani smaltate di rosso, i lunghissimi capelli sciolti sulla schiena. Dunque mi misi in posizione come il ragazzo voleva mi mettessi, mentre lui salendo sul lettone insieme a me mi monto' come una cagna salendo sulla mia schiena e mettendo la cappella del suo cazzo duro tra le mie natiche ben allargate. Voltando la testa notai alla porta finestra aperta qualcuno che prima non avevo notato. C'erano altri tre colleghi del tipo che avevo sulla schiena, che in rigoroso silenzio guardavano la scena.
Per nulla spaventata dal loro improvviso arrivo, gli feci cenno di avvicinarsi, anche il loro amico sopra di me li noto' e si scambiarono qualche battuta ovviamente nella loro lingua. Subito dopo anche loro si decisero ad entrare in camera con il loro compagno già pronto per incularmi. La cosa si stava facendo assai interessante, avevo quattro bei maschi mulatti con cui potermi sfogare e non era poco. Anche se ero ben consapevole che gli restavano pochi minuti prima che tornassero al loro posto di lavoro. I tre nuovi arrivati non persero tempo ad estrarre subito i loro bei cazzi duri da farmi succhiare che presi avidamente in bocca due alla volta, mentre da dietro il primo di loro finalmente mi scostò da un lato il filo di licra del perizoma che avevo tra le natiche, e tenendo dritto il suo cazzo, lo fece scivolare affondandolo dentro di me.
La sua bella e turgida cappella ha così varcato il mio buchetto in un risucchio, la mia figa anale lo attendeva con impazienza e se lo prese tutto dentro. Ho chiuso gli occhi e mi son lasciata andare al piacere. Mentre quello iniziava a pompare dentro e fuori il suo bel cazzo, i tre davanti mi tenevano occupata la bocca cercando di attutire i miei gemiti di piacere che si fecero sempre piu acuti. Trattata come la puttana che sono sempre stata me la godevo assaporandomi ogni secondo di quella bellissima scopata improvvisata.
Fu in quel momento che mi venne in mente una frase che mia madre mi ripeteva spesso nei momenti in cui mi lanciava le sue battutine ironiche quando era di buon umore: 'Fossi nata femmina non oso immaginare quali altri problemi mi avresti dato...' beh Mamma aveva proprio ragione, già cosi' ero una Troia da far schifo, se fossi nata femmina cosa avrei potuto combinare di peggio? proprio mia madre mi venne in mente, e data l'ora potevo sicuramente trovarla a pranzo senza problemi. Provai ad allungare un braccio per prendere il telefono Cordless che era sulla testiera del lettone, ma non ci riuscii, ero immezzo al letto ingroppata da quello sopra me, e davanti a turno avevo i tre amigos, che mi obbligavano a succhiare i loro cazzi.
Ritentai dandomi uno slancio con il bacino, e stavolta riuscii a prendere il Cordless con una manata veloce. Me lo trascinai accanto era un divertente Deja Vu già visto molte volte, non era infatti la prima volta che trovandomi in situazioni simili avevo contattato mia madre per farle la cronaca via telefono di come qualcuno mi stesse rompendo la figa anale. Speravo anche stavolta di poter condividere quel bellissimo momento insieme alla persona che mi aveva messa al mondo, e contavo di trovarla in casa. A fatica sono riuscita a comporre il suo numero, perché quello sopra di me mi faceva impazzire e in bocca ero obbligata a prendere gli altri, chi si muoveva da quel paradiso a cui mi stavano obbligando a restare?
Ci fu un cambio fortunatamente, e mentre quello sopra la mia schiena toglieva il suo cazzo dalla mia figa osmai bella spanata, potei comporre il numero di mamma e mettere il vivavoce giusto in tempo prima che gli altri tre iniziassero i loro turni. Non appena mamma rispose, stranamente capì all'istante la situazione in cui mi trovavo. O era sveglia, o mi conosceva troppo bene. Le bastava sentirmi sospirare o gemere che già immaginava le porcate che stavo combinando. Feci in tempo a dirle un sospirato 'Ciao ma', prima che uno dei nuovi arrivati mi infilasse il suo cazzo dentro con un colpo secco facendomi gemere di piacere ad alta voce. Quella volta credo di aver trovato mia madre nella sua tipica giornata buona, lei ha sempre avuto queste due facciate, se le girava bene, era disposta a scherzarci sopra e accettare quasi tutto, se era in giornata storta, era meglio non sentirla proprio.
Fortunatamente quella mattina devo averla trovata in giornata ottima, perchè non ricordo di averla sentita mai così di buon umore al telefono. Al mio gemito di piacere mamma ha prontamente risposto con testuali parole che trascrissi proprio per evitare di dimenticarle: "Anche oggi a fare la porca con qualcuno?" al mio secondo tentativo feci in tempo a sussurrarle che stavo facendo conoscenza con dei ragazzi di colore mandati dall'amministratore per fare dei lavori nel palazzo. Mamma ha controbattuto mentre continuavo a goderle all'orecchio ansimando e sospirando: "Lascia in pace gli operai non metterti nei guai e fa la brava" cercai di raccontarle che erano bravi ragazzi e che avevano solo bisogno di distrarsi un po, io ero la loro distrazione momentanea. Infondo che male c'era le sospirai gemendo sempre piu dai colpi di cazzo affondati dentro da quello sopra di me.
Tentai di descriverle quello che mi stavano facendo i quattro di colore sul letto matrimoniale. Non fu facile, ma in un certo senso ci sono riuscita, mentre mamma continuava a fare le sue battutine: "Stai attenta a non farti fare del male hai capito?" e avevo capito si, e come le spiegavo adesso che due di loro dietro di me, stavano tentando di farmi fare una doppia penetrazione? Così fu, due dei quattro si erano messi in fila sopra di me sulla mia schiena e stavano provando ad infilarmi due cazzi dentro alla figa anale comunque già allargata a sufficienza. Descrissi quasi urlando dal piacere, il modo in cui i due mi stavano penetrando insieme montandomi come una cagna.
In certi momenti non mi trattengo con le parole, si perde il senso della misura, ma mia madre ormai da anni era abituata a certe scene e anche se non le gradiva di suo, cercava quando le girava bene, di assecondarmi, cosa che fece anche quel benedetto giorno.
In se fu un'esperienza di breve durata ma che mi fece poi nel tempo riprovare quella pratica più di una volta. Tornata in me, assorta nei miei pensieri, non mi ero nemmeno accorta che avevo i due cazzi dentro e che me li stavano spingendo oltre il limite, tornai con la testa sulle spalle, godendo e gemendo tra dolore e piacere. Le braccia mi tremavano, ero da troppo tempo in quella dannata posizione che ho sempre detestato. Io voglio potermi muovere in un rapporto, non voglio restare mezz'ora appoggiata con le braccia tese. Sulla schiena a stantuffarmeli bene dentro muovendosi anche abbastanza in sincronia avevo due fi loro, mentre davanti che mi tenevano alzati i capelli dal viso, avevo gli altri due a farmi imboccare i loro cazzi ormai prossimi ad esplodere di sborra calda. Alla fine era ciò che volevo io no? mi son detta, li avevo stuzzicati per giorni, e ora erano li a darmi i loro tanto sospirati cazzi.
Puttana e senza vergogna, ho cercato di dare il meglio di me come ho sempre fatto con tutti i miei uomini. Mamma non la sentivo piu, il Cordless era stato abbandonato li sul letto mentre gemiti di piacere e parole in lingua forse araba o comunque a me sconoscita, uscivano dalle bocche degli uomini di colore che avevo addosso. Sembrava si scambiassero pareri o consigli su come scoparmi dedussi.
L'orario di fine pausa pranzo stava per terminare, e i quattro bravi operai a breve dovevano rientrare ai loro posti. Cercarono quindi di darsi una mossa velocizzando il tutto. Fui soffocata in bocca da uno spruzzo di sborra calda densa e copiosa, che cercai di ingoiare senza perderne neanche una goccia. Anche in culo venni lavata a dovere dai due cazzi che avevo ancora dentro facendomi rilassare a dovere e accasciare sul letto sfinita dallo sforzo.
I quattro dopo essersi svuotati bene le palle dentro di me, mi mollarono del tutto. Mi lasciarono li sul letto, si ricomposero saltando fuori dal balcone e correndo sui legni delle impalcature per rientrare ai loro posti. Rimasi li piena di sperma che ancora colava dalla mia figa anale larga come una caverna senza forze e soddisfatta ma dolorante da ogni lato. Non avevo la forza nemmeno per andarmi a ripulire o chiudere le finestre della camera che rimasero spalancate.
Solo allora sentii mia madre parlare nuovamente: "Pronto? pronto?...." la telefonata non era stata interrotta come credevo, presi in mano a fatica il Cordless con quel poco di forze rimastomi in corpo e con il fiato corto ansimando dalla fatica, cercai di raccontarle gli ultimi attimi di quella meravigliosa scopata appena conclusa. Non avevo parole per descriverle ciò che mi era appena accaduto. Mamma ascolto' senza interrompermi, e appena feci una pausa mi disse che se continuavo a fare certe porcate, prima o poi mi sarei rovinata la salute, ma si sbagliava le risposi, l'amore non rovina la salute anzi la allunga le spiegai. L'amore non era sesso cara mamma, l'amore che provavo per gli uomini era qualcosa che lei non riusciva proprio a comprendere. Dovette ammettere che era come dicevo io.
Lei era anziana, e certe cose non le aveva mai viste né ascoltate in vita sua mi disse. Era cresciuta con un'educazione diversa, e l'amore era una cosa intima, non da sbandierare come facevo io a quel modo. Avevamo idee e punti di vista opposti e vero, ma io tentavo sempre di avvicinarla al mio modo di vedere le cose, cercavo a volte riuscendoci, altre meno, di portarla in un mondo di amore moderno attuale, diverso e più eccitante sperando un giorno ci fosse entrata pure lei.
chrisbabyface@libero.it
Abitavo ancora nell'appartamento di famiglia quando annunciarono tramite un comunicato dell'amministratore in bacheca che avrebbero ristrutturato le facciate del palazzo e le balconate. Era una palazzina vecchia e soggetta a vari lavori annuali. L'appalto fu affidato ad una ditta con molti operai extracomunitari, e dopo che ebbero ricoperto di rete verde e impalcature le facciate del palazzo, mi trovai quotidianamente questi ragazzotti di colore a transitare su e giu dai balconi passando spesso davanti alle finestre di casa mia.
Spesso cercavo di attirare la loro attenzione ma non sempre riuscendoci. Mi mettevo in lingerie cercando di infilarmi degli oggettini tra le natiche simulando una scopata. Aprivo le tendine delle porte finestre dei balconi dove questi ragazzotti mulatti transitavano, e mi facevo ammirare mentre mi davo piacere. I primi giorni non ebbi molto successo devo ammetterlo, dato che passavano dalle mie parti solo per trasportare materiale e poi sparivano. Fu quando iniziarono a fare i lavori sul mio piano che ebbi più fortuna a farmi ammirare da loro.
In pochi giorni ero diventata una vera attrazione per gli operai che si fermavano ai miei piani. e ogni volta cercavo di stuzzicarli con siparietti sexy lasciando intendere che se volevano potevano osare entrare in casa. Un pomeriggio per ottenere più risultati, feci il gesto di aprire una delle finestre della casa, quella del bagno precisamente, e salutai i ragazzi che stavano calcificando il sottobalconi. Purtroppo per me nessuno si decise ad entrare nonostante mi osservassero con desiderio.
Una mattina ebbi l'occasione che tanto attendevo, mi ritrovai di fatto uno di quei ragazzotti a lavorare su una scala proprio sul balcone della mia camera da letto. Un'occasione così ovviamente non potevo certo lasciarmela scappare. Mi feci subito notare dal ragazzo, che mi sorrise, mentre lo salutavo con la mia manina dalle unghie ben smaltate di rosso, e con il mio bel completino in lingerie addosso, cercai di stuzzicarlo sperando in una sua reazione. Quando gli mostrai il mio bel culetto voltandomi e facendogli cenno di entrare in camera, il ragazzo scese dalla scala con la sua tuta e le mani sporche di gesso, mi si avvicinò sussurrandomi un 'Ciao' in un italiano primitivo, classico di chi non conosce la nostra lingua. gli ricambiai il saluto, e gli chiesi gentilmente se volesse fare l'amore con me ammiccando ma il ragazzo ovviamente non capì al volo ciò che gli chiedevo nonostante fosse un invito esplicito. Mi feci dunque capire in un altro modo, con il linguaggio universale del corpo che di solito non ha bisogno di traduzioni.
Mi voltai mostrandogli le mie belle chiappe nude coperte solo dal filo di licra tra le natiche del perizomino nero che indossavo. Il ragazzo che stupido non era, mosse la sua manona sporca di calce essiccato poggiandola sulle mie chiappe. Io già eccitata a dovere, mi strusciavo contro di lui come una gatta in calore. Cercai di trascinarlo dentro casa ma il ragazzo fece resistenza cercando di spiegarmi come poteva nel suo italiano, che doveva lavorare e non poteva assentarsi, ma se gli lasciavo il numero di cellulare, potevamo magari vederci quando staccava nel pomeriggio. Ci scambiammo così i numeri di telefono e lasciai che il ragazzo tornasse sulla scala a fare il suo lavoro. Chiusi la porta finestra tirando la tenda, e tornai alle mie faccende di casa attendendo con il cuore in gola l'orario per poter vedere il mulatto.
Arrivò l'ora di pranzo, ma sinceramente avevo ben poco appetito, accesi la televisione per distrarmi e mangiai solo un panino veloce seduta sul divano distratta con il pensiero al grosso cazzo del ragazzo che mi attendeva quel pomeriggio. Passarono forse cinque minuti da quando mi ero seduta davanti la televisione ad assistere ai soliti telegiornali imbottiti di cretinate e baggianaggine, quando udii un lieve bussare ad un vetro. Il bussare non si ripetè all'istante, quindi credetti venisse da altre parti. Quando però i colpi ora più decisi e continui si fecero risentire, capii che il suono proveniva da una delle mie finestre. Mi alzai di scatto correndo a verificare da quale finestra provenisse il bussare.
Entrando in camera da letto vidi una figura che bussava insistentemente alla mia porta finestra. ovviamente non lo riconobbi subito. Ma avvicinandomi e aprendo le tendine, riconobbi all'istante il ragazzo di qualche ora prima. Quello che attendevo nel pomeriggio, era li sul mio balcone per attirare la mia attenzione. Gli aprii immediatamente, e lo feci entrare in camera lasciando la porta finestra spalancata senza richiuderla. Il ragazzo in poche ma chiare parole, mi spiegò che aveva aprofittato della pausa pranzo per farmi visita, e io non volevo fargli perdere nemmeno un minuto, anche se speravo in un incontro piu lungo nel pomeriggio invece che una sveltina di pochi istanti.
Ad ogni modo ero piu che eccitata ad averlo li con me. Gli estrassi senza perder tempo il cazzo già duro dalla tuta, me lo portai alla bocca e lo imboccai seduta sulla sponda del lettone matrimoniale, mentre lui in piedi mi accarezzava i lunghi capelli con la sua mano ora pulita dalla calce di poco prima. Forse per troppa eccitazione il ragazzo mi scaricò in gola dopo qualche succhiata un fiotto di sperma caldo e gustoso che ingoiai prontamente davanti ai suoi occhi leccandomi le labbra.
Fortunatamente il ragazzo non concluse li il rapporto, sarebbe stato assai deludente, dopo avermi riempita la bocca di sperma, volle farmi sdraiare sul lettone a pecorina, con le gambe larghe lo accontentai, presi dalla testiera del letto uno dei tanti preservativi che tenevo senza mai usarli, e anche stavolta come accadeva spesso in quelle occasioni non lo usai. E un miracolo che in tanti anni abbia preso solo una leggera sifilide e null'altro. Mi fece capire che aveva fretta. Meglio così, ero ben consapevole dei rischi che si corre facendo sesso occasionale non protetto, ma se vogliamo dirla tutta me ne sono sempre fregata delle malattie veneree o delle possibili conseguenze di quei gesti che facevo senza pensarci. Mi interessava solo sentirmelo bene piantato dentro senza altri ostacoli di mezzo. Ero splendida con il mio bel completino in calze a rete nere autoreggenti, perizomino nero e corpetto a coppe dure imbottite.
Ai piedi avevo degli zoccoli a zeppa alta, unghie di piedi e mani smaltate di rosso, i lunghissimi capelli sciolti sulla schiena. Dunque mi misi in posizione come il ragazzo voleva mi mettessi, mentre lui salendo sul lettone insieme a me mi monto' come una cagna salendo sulla mia schiena e mettendo la cappella del suo cazzo duro tra le mie natiche ben allargate. Voltando la testa notai alla porta finestra aperta qualcuno che prima non avevo notato. C'erano altri tre colleghi del tipo che avevo sulla schiena, che in rigoroso silenzio guardavano la scena.
Per nulla spaventata dal loro improvviso arrivo, gli feci cenno di avvicinarsi, anche il loro amico sopra di me li noto' e si scambiarono qualche battuta ovviamente nella loro lingua. Subito dopo anche loro si decisero ad entrare in camera con il loro compagno già pronto per incularmi. La cosa si stava facendo assai interessante, avevo quattro bei maschi mulatti con cui potermi sfogare e non era poco. Anche se ero ben consapevole che gli restavano pochi minuti prima che tornassero al loro posto di lavoro. I tre nuovi arrivati non persero tempo ad estrarre subito i loro bei cazzi duri da farmi succhiare che presi avidamente in bocca due alla volta, mentre da dietro il primo di loro finalmente mi scostò da un lato il filo di licra del perizoma che avevo tra le natiche, e tenendo dritto il suo cazzo, lo fece scivolare affondandolo dentro di me.
La sua bella e turgida cappella ha così varcato il mio buchetto in un risucchio, la mia figa anale lo attendeva con impazienza e se lo prese tutto dentro. Ho chiuso gli occhi e mi son lasciata andare al piacere. Mentre quello iniziava a pompare dentro e fuori il suo bel cazzo, i tre davanti mi tenevano occupata la bocca cercando di attutire i miei gemiti di piacere che si fecero sempre piu acuti. Trattata come la puttana che sono sempre stata me la godevo assaporandomi ogni secondo di quella bellissima scopata improvvisata.
Fu in quel momento che mi venne in mente una frase che mia madre mi ripeteva spesso nei momenti in cui mi lanciava le sue battutine ironiche quando era di buon umore: 'Fossi nata femmina non oso immaginare quali altri problemi mi avresti dato...' beh Mamma aveva proprio ragione, già cosi' ero una Troia da far schifo, se fossi nata femmina cosa avrei potuto combinare di peggio? proprio mia madre mi venne in mente, e data l'ora potevo sicuramente trovarla a pranzo senza problemi. Provai ad allungare un braccio per prendere il telefono Cordless che era sulla testiera del lettone, ma non ci riuscii, ero immezzo al letto ingroppata da quello sopra me, e davanti a turno avevo i tre amigos, che mi obbligavano a succhiare i loro cazzi.
Ritentai dandomi uno slancio con il bacino, e stavolta riuscii a prendere il Cordless con una manata veloce. Me lo trascinai accanto era un divertente Deja Vu già visto molte volte, non era infatti la prima volta che trovandomi in situazioni simili avevo contattato mia madre per farle la cronaca via telefono di come qualcuno mi stesse rompendo la figa anale. Speravo anche stavolta di poter condividere quel bellissimo momento insieme alla persona che mi aveva messa al mondo, e contavo di trovarla in casa. A fatica sono riuscita a comporre il suo numero, perché quello sopra di me mi faceva impazzire e in bocca ero obbligata a prendere gli altri, chi si muoveva da quel paradiso a cui mi stavano obbligando a restare?
Ci fu un cambio fortunatamente, e mentre quello sopra la mia schiena toglieva il suo cazzo dalla mia figa osmai bella spanata, potei comporre il numero di mamma e mettere il vivavoce giusto in tempo prima che gli altri tre iniziassero i loro turni. Non appena mamma rispose, stranamente capì all'istante la situazione in cui mi trovavo. O era sveglia, o mi conosceva troppo bene. Le bastava sentirmi sospirare o gemere che già immaginava le porcate che stavo combinando. Feci in tempo a dirle un sospirato 'Ciao ma', prima che uno dei nuovi arrivati mi infilasse il suo cazzo dentro con un colpo secco facendomi gemere di piacere ad alta voce. Quella volta credo di aver trovato mia madre nella sua tipica giornata buona, lei ha sempre avuto queste due facciate, se le girava bene, era disposta a scherzarci sopra e accettare quasi tutto, se era in giornata storta, era meglio non sentirla proprio.
Fortunatamente quella mattina devo averla trovata in giornata ottima, perchè non ricordo di averla sentita mai così di buon umore al telefono. Al mio gemito di piacere mamma ha prontamente risposto con testuali parole che trascrissi proprio per evitare di dimenticarle: "Anche oggi a fare la porca con qualcuno?" al mio secondo tentativo feci in tempo a sussurrarle che stavo facendo conoscenza con dei ragazzi di colore mandati dall'amministratore per fare dei lavori nel palazzo. Mamma ha controbattuto mentre continuavo a goderle all'orecchio ansimando e sospirando: "Lascia in pace gli operai non metterti nei guai e fa la brava" cercai di raccontarle che erano bravi ragazzi e che avevano solo bisogno di distrarsi un po, io ero la loro distrazione momentanea. Infondo che male c'era le sospirai gemendo sempre piu dai colpi di cazzo affondati dentro da quello sopra di me.
Tentai di descriverle quello che mi stavano facendo i quattro di colore sul letto matrimoniale. Non fu facile, ma in un certo senso ci sono riuscita, mentre mamma continuava a fare le sue battutine: "Stai attenta a non farti fare del male hai capito?" e avevo capito si, e come le spiegavo adesso che due di loro dietro di me, stavano tentando di farmi fare una doppia penetrazione? Così fu, due dei quattro si erano messi in fila sopra di me sulla mia schiena e stavano provando ad infilarmi due cazzi dentro alla figa anale comunque già allargata a sufficienza. Descrissi quasi urlando dal piacere, il modo in cui i due mi stavano penetrando insieme montandomi come una cagna.
In certi momenti non mi trattengo con le parole, si perde il senso della misura, ma mia madre ormai da anni era abituata a certe scene e anche se non le gradiva di suo, cercava quando le girava bene, di assecondarmi, cosa che fece anche quel benedetto giorno.
In se fu un'esperienza di breve durata ma che mi fece poi nel tempo riprovare quella pratica più di una volta. Tornata in me, assorta nei miei pensieri, non mi ero nemmeno accorta che avevo i due cazzi dentro e che me li stavano spingendo oltre il limite, tornai con la testa sulle spalle, godendo e gemendo tra dolore e piacere. Le braccia mi tremavano, ero da troppo tempo in quella dannata posizione che ho sempre detestato. Io voglio potermi muovere in un rapporto, non voglio restare mezz'ora appoggiata con le braccia tese. Sulla schiena a stantuffarmeli bene dentro muovendosi anche abbastanza in sincronia avevo due fi loro, mentre davanti che mi tenevano alzati i capelli dal viso, avevo gli altri due a farmi imboccare i loro cazzi ormai prossimi ad esplodere di sborra calda. Alla fine era ciò che volevo io no? mi son detta, li avevo stuzzicati per giorni, e ora erano li a darmi i loro tanto sospirati cazzi.
Puttana e senza vergogna, ho cercato di dare il meglio di me come ho sempre fatto con tutti i miei uomini. Mamma non la sentivo piu, il Cordless era stato abbandonato li sul letto mentre gemiti di piacere e parole in lingua forse araba o comunque a me sconoscita, uscivano dalle bocche degli uomini di colore che avevo addosso. Sembrava si scambiassero pareri o consigli su come scoparmi dedussi.
L'orario di fine pausa pranzo stava per terminare, e i quattro bravi operai a breve dovevano rientrare ai loro posti. Cercarono quindi di darsi una mossa velocizzando il tutto. Fui soffocata in bocca da uno spruzzo di sborra calda densa e copiosa, che cercai di ingoiare senza perderne neanche una goccia. Anche in culo venni lavata a dovere dai due cazzi che avevo ancora dentro facendomi rilassare a dovere e accasciare sul letto sfinita dallo sforzo.
I quattro dopo essersi svuotati bene le palle dentro di me, mi mollarono del tutto. Mi lasciarono li sul letto, si ricomposero saltando fuori dal balcone e correndo sui legni delle impalcature per rientrare ai loro posti. Rimasi li piena di sperma che ancora colava dalla mia figa anale larga come una caverna senza forze e soddisfatta ma dolorante da ogni lato. Non avevo la forza nemmeno per andarmi a ripulire o chiudere le finestre della camera che rimasero spalancate.
Solo allora sentii mia madre parlare nuovamente: "Pronto? pronto?...." la telefonata non era stata interrotta come credevo, presi in mano a fatica il Cordless con quel poco di forze rimastomi in corpo e con il fiato corto ansimando dalla fatica, cercai di raccontarle gli ultimi attimi di quella meravigliosa scopata appena conclusa. Non avevo parole per descriverle ciò che mi era appena accaduto. Mamma ascolto' senza interrompermi, e appena feci una pausa mi disse che se continuavo a fare certe porcate, prima o poi mi sarei rovinata la salute, ma si sbagliava le risposi, l'amore non rovina la salute anzi la allunga le spiegai. L'amore non era sesso cara mamma, l'amore che provavo per gli uomini era qualcosa che lei non riusciva proprio a comprendere. Dovette ammettere che era come dicevo io.
Lei era anziana, e certe cose non le aveva mai viste né ascoltate in vita sua mi disse. Era cresciuta con un'educazione diversa, e l'amore era una cosa intima, non da sbandierare come facevo io a quel modo. Avevamo idee e punti di vista opposti e vero, ma io tentavo sempre di avvicinarla al mio modo di vedere le cose, cercavo a volte riuscendoci, altre meno, di portarla in un mondo di amore moderno attuale, diverso e più eccitante sperando un giorno ci fosse entrata pure lei.
chrisbabyface@libero.it
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