Glory-hole parte 2

di
genere
dominazione

Parcheggiata l'auto, ci avviamo all'ingresso. Un volantino recita:

IL MARTEDÌ: La notte più HOT di Torino

Serata singoli — Entrata: 20€ a persona

«Consolidata notte di puro divertimento: crea l'atmosfera perfetta per le coppie che amano incontrarsi con i singoli, ma anche solo per vivere una serata di trasgressione pura. Le Imperial Girls sapranno come scaldare l'ambiente».

Entriamo. Per rompere il ghiaccio ci avviamo al bar e ci guardiamo intorno: ci sono molti uomini seduti ai tavoli e qualche coppia è in pista da ballo per un latino-americano. Ale mi invita a seguirlo in pista, mentre mio marito e Roberta, nel ruolo di spettatori, trovano posto a un tavolo.

Iniziamo a ballare e gli sguardi tra noi si fanno intensi. Il ballo latino-americano è molto sensuale e ci porta al contatto fisico; poi, con mia sorpresa, le sue mani trovano la zip del mio vestito e la aprono dal basso, fino a mettere ben in mostra il perizoma. Le sue dita scorrono lungo le gambe sotto l'abito, afferrano il perizoma e lentamente lo sfilano, lasciandomi nuda e mostrando la mia fica a tutti i presenti. Il nostro è un gioco esibizionista: le mani di Ale alzano piano piano il vestito, fino a lasciare il culo ben esposto agli occhi vogliosi dei maschi in sala.

La musica è ritmica, quasi frenetica, ed ecco che Ale mi apre i glutei per mostrare i buchini più ambiti dagli uomini. Mi sento arrossire ed evito di guardare gli spettatori; i miei occhi non si staccano dai suoi. L'eccitazione in sala è palpabile: i maschi si stanno godendo lo spettacolo in un gioco di vedo-non-vedo sempre più eccitante. Ora siamo l'uno di fronte all'altra, le sue mani sui miei fianchi, le bocche che si sfiorano e si cercano fino ad unirsi in un bacio profondo.

Il Cuck e Roberta, molto divertiti, si godono i commenti pesanti dei vicini di tavolo, eccitati dallo spettacolo. Mio marito non è risentito, anzi è orgoglioso nel sentire che, se ci fosse stata l'occasione, avrebbero scopato la sua troia.

La musica finisce e ridendo torniamo al tavolo. Sono assetata e butto giù il coca e rum tutto d'un fiato. Di lì a poco l'alcol fa effetto e le mie ultime inibizioni cadono proprio come il mio perizoma. Sono eccitata dall'essermi mostrata in pubblico senza mutande; commento con mio marito il fatto che tutti avessero gli occhi puntati su di me e dico, lasciandolo di stucco:

«Se guardano non me ne frega niente, sono qui per divertirmi! E a te, maritino, è piaciuto guardare tua moglie ballare a culo nudo e mostrare a tutti la fica? Ale, ti va di ballare e continuare a dare spettacolo?!»

All'inizio dell'avventura "Cuckold" mi sentivo repressa sessualmente: ero timida e avevo paura di non piacere ad altri uomini. Con Ale, il mio giovane amore, ci siamo incontrati tre anni prima; l'incontro lo aveva organizzato il mio compagno di vita e sposo. Ricordo l'eccitazione per quel primissimo appuntamento, la paura di non essere adeguata, l'insicurezza nell'incontrare un uomo sconosciuto diverso da mio marito. Il primo commento che feci fu:

«Ma è così giovane... dici che gli piacerò? Ma sei sicuro?!»

Da allora facciamo coppia: ci incontravamo al motel a scopare per ore e a rinnovare il nostro amore, mentre mio marito ci fotografava e filmava, per poi farsi le seghe rivedendomi.

Ora siamo nuovamente in pista da ballo. Balliamo, sì, ma il fine è un altro. Non sospetto nulla di quello che di lì a poco sarebbe successo: pensavo che avremmo fatto sesso tra noi come sempre, in una sorta di esibizionismo.

Non era la prima volta che entravo in un privé: ci ero stata per la prima volta qualche mese prima, da sola con Ale. Questo locale però è grande e affollato, e lo esploro con occhi meravigliati. Osservo gli ambienti, la cura dei particolari: corridoi, camere con specchi alle pareti e al soffitto, sbarre, luci soffuse e colorate che rendono l'ambiente caldo e magico. Mi rendo conto di sentirmi a mio agio e il piacere inizia a far capolino. Diversi uomini si aggirano per i corridoi e curiosano eccitati, guardando le coppie ansimanti scopare. Sono uomini desiderosi di partecipare, che attendono con pazienza di essere "scelti". I loro sguardi vogliosi, quasi imploranti, sono l'espressione della loro mente perversa e del loro desiderio di sesso.

Sento una forte sensazione tra le gambe e non resisto:

«Voglio scopare, Ale» gli sussurro.

Ci chiudiamo in una stanza e in pochi secondi mi ritrovo le sue mani e la sua bocca sul corpo. Mi sta esplorando e assaggiando con voluttà estrema. Sento il suo respiro affannato e la lingua scorrere sui miei seni turgidi, sui fianchi e poi sulla mia fica bagnata fradicia. Mi lecca con una maestria straordinaria: prima le grandi labbra, poi man mano mi esplora sempre più in profondità; la ficca dentro e i miei umori si mescolano alla sua saliva. Per un attimo mi distraggo: sento delle presenze improvvise che ci guardano e, a loro modo, godono di tutto quello spettacolo. È la prima volta che così tanti occhi mi guardano e penetrano nella mia intimità. Ale decide di far partecipe il pubblico al nostro gioco.

La libertà che sto vivendo mi ha spogliata di tutte le esitazioni e del mio essere pudica: tutto si è dissolto nel nulla. Esisto solo io con il mio corpo: scopro di possedere un erotismo straordinario e di essere maledettamente vogliosa.

Ale è eccitatissimo. Il suo cazzo duro in un attimo riempie la mia bocca: glielo succhio, lo lecco e faccio scorrere le labbra lungo l'asta bollente, per poi tornare a prenderlo tutto in bocca fino alla radice, fino alle palle. Sono avida del suo cazzo: lo voglio, lo adoro, mi piace il suo sapore. Voglio bere il suo sperma senza lasciarne cadere una goccia e voglio mostrare a tutti i presenti quanto sono brava. È come una droga: mi eccita e mi rende folle. Emetto un suono di piacere strozzato dal cazzo che si fa possedere dalla mia bocca, mentre la mia figa è alla mercé delle sue mani che frugano in profondità nelle mie carni, donandomi uno sconvolgente e intensissimo piacere.

Ale mi dice:

«Abbiamo fatto eccitare i maschi che ci hanno seguito dalla pista da ballo fino a qui... guarda quanti cazzi hai a disposizione!».

Realizzo solo ora che la stanza ha dei fori alle pareti all'altezza del pene di un uomo e, più in alto, due fessure per poter godere della vista dello spettacolo offerto da chi, come noi, si trova all'interno del Glory-Hole.

Sulle prime mi dico non interessata, poi penso per un attimo a mio marito là fuori ad osservarmi: lo immagino eccitato e complice di quella situazione irreale e, al tempo stesso, piena di concrete attese.

Ale mi sussurra:

«Dai, che stasera ti faccio scopare da tutti i presenti! E poi pensa: tuo marito ha sempre voluto vederti alle prese con più uomini. Qui però, a differenza di una gang, non vedrai né la faccia né il corpo di chi ti scoperà, ma solo il cazzo... È quello che desideri, vero, TROIA?! Vedi quanti sono e come sono diversi gli uni dagli altri? Bene, comincia a succhiare questo».

Sono bagnata fradicia, i miei umori misti al sudore hanno inondato le mie cosce e sono pronta a vivere un'altra meravigliosa esperienza.

(Continua...)
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2026-09-24
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