Glory-hole parte 3

di
genere
dominazione

Ecco il testo corretto nella punteggiatura, nella grammatica e con una formattazione chiara e scorrevole.

Mi fa mettere alla pecorina: davanti a me ho il cazzo turgido e lucido dello sconosciuto. Ale mi penetra fino in fondo con un colpo solo e sento la mia fica prendere fuoco; poi prende a scoparmi con delicatezza. Non posso far altro che dischiudere la bocca vogliosa e accogliere il glande dello sconosciuto.

Ha un buon odore e il sapore è ancora meglio.

Lo assaggio, lo stuzzico con colpi di lingua decisi, voglio che la senta correre lungo la cappella. Inizio così ad ingoiare quel meraviglioso cazzo: sparisce dentro di me, lo accolgo per tutta la sua lunghezza fino alla radice e lo sento vibrare mentre lo scopo con la bocca.

Ale è straordinario, il fanciullo ci sa fare! È caldo, passionale, deciso e a volte violento. Sa quali corde toccare per farmi godere e sa come toccarle. Inizia a prendermi con forza e nei modi che il suo istinto e la sua foga gli suggeriscono. Mi sento leggera tra le sue braccia mentre mi incita a succhiare il pene dello sconosciuto. Avidamente eseguo il suo volere: sì, succhio e spompino sempre più velocemente. Tutto il mio corpo e i miei sensi sono tesi a un solo obiettivo: voglio farlo godere con la mia bocca, voglio sentirlo mentre si irrigidisce nel momento dell'orgasmo. Succhio e lo scopo con la bocca, lo sento in gola e il suo sapore mi eccita.

Sono inebriata da quei due cazzi che mi stanno scopando davanti a tutti; realizzo che mi piace questo gioco. L'orgasmo arriva prepotente, lungo, intenso. Non riesco a muovere la testa, le gambe mi tremano, ma lo sconosciuto si muove eccome dentro la mia bocca, stantuffando velocemente. Lo sento... Sfilo il cazzo dalla bocca e inizio a segarlo velocemente. Il getto di sperma mi arriva improvviso in bocca e in faccia, caldo, denso. Adoro vedere uscire lo sperma dal pene: mi affascina questo godere così visibile, materiale. Puoi gustare il suo sapore intenso, oppure spalmarlo sul seno, farti riempire la vagina per poi farlo colare lungo le cosce o fartelo leccare.

Come ho fatto quella volta con mio marito. Dopo essermi fatta riempire da Ale, sono corsa da lui ed è stato bellissimo sentire la sua lingua e vederlo, in quell'atto di sottomissione, ripulire la mia fica e ingoiare lo sperma del mio amante segandosi. Come dice il manuale CUCK:

«Che sia un atto di sottomissione o umiliazione, leccare lo sperma di un altro uomo dalla vagina della moglie è al primo posto nella classifica CUCK. Perché eiaculare in una donna è un forte simbolo di possesso; vedere poi lo sperma di un altro uomo nella parte del corpo più intima di tua moglie è la prova evidente che non sei il solo uomo (e forse neppure il più importante), il che dimostra in modo chiaro e inequivocabile che tua moglie non ti è fedele».

Adoro far felice e cornuto mio marito.

Sono in preda a una sorta di entusiasmo; eccitata, mi metto seduta di fronte a quei cazzi duri che fanno bella mostra di sé dalle pareti del GLORY-HOLE. Li avvolgo prima con le mani e poi con la bocca... È fantastico farli miei, possederli e sentire che sono io la causa del loro piacere e della loro erezione.

Ale mi lascia fare, sto vivendo un sogno: passo da un uccello all'altro con frenesia. Molti vengono nella mia bocca, altri svuotano il loro piacere sul mio seno che gronda sperma. Non resisto alla tentazione libidinosa di spalmare tutto quel seme sul mio corpo. L'odore dello sperma sulla mia pelle mi inebria la mente: non penso più a niente, eseguo solo quello che il "regista" Ale mi ordina di fare. Sono uno strumento di piacere nelle sue mani, la sua volontà è la mia!

Lo guardo: si sta masturbando e con fare deciso mi dice:

«SEI LA MIA TROIA! Sei pronta a ricominciare?»

Guardo eccitata attraverso l'apertura la scena in cui un giovane ragazzo si sta avvicinando e mi dice: «Voglio scoparti».

Che faccio?

«Ale, questo vuole scoparmi!»

Come a fugare ogni mio dubbio, mi ordina di appoggiare il culo alla parete in corrispondenza dell'apertura. Provo un misto di paura e vergogna. Inizia a scoparmi con colpi lunghi e decisi; cerco di assecondare il suo ritmo spingendo con forza il mio culo contro la parete del glory-hole. Sento la mia vagina piena, gonfia, calda, liscia. Mi mostro così, senza più difese: credo di essere quasi oscena mentre mi lascio penetrare profondamente, trasportata dalle emozioni che solo un piacere proibito può dare. Rantolo e ansimo; i suoni che emetto giungono all'esterno della stanza.

Riesco a percepire l'eccitazione salire tra gli spettatori chiusi là fuori: immagino i loro volti paonazzi, gli occhi sgranati a cogliere ogni momento di quell'amplesso sfrenato, li vedo toccare i loro membri eccitati, duri, vogliosi delle mie carni. Immagino i loro commenti osceni.

Questi pensieri mi travolgono, li desidero tutti per me: non mi importa più niente del giudizio degli altri, volo libera sulle ali del mio piacere. Che arriva prepotente a scuotere il mio corpo. Mi sembra di svenire quando sento pulsare il cazzo dentro di me, riconosco quella sensazione che precede l'eiaculazione maschile... Ora aumenta il ritmo, spinge il suo membro fino in fondo alla mia vagina bagnata fradicia, come se volesse impormi il suo piacere... che arriva devastante. Ora è fermo: sento i getti di caldo sperma dentro di me inondare la vagina e il mio utero, accompagnati da profondi gemiti di piacere.

Guardo Ale, cerco il suo sguardo. Temo di essermi lasciata andare un po' troppo, ma lui mi guarda con occhi voluttuosi: mi vuole così, troia, la sua troia.

Realizzo in quel momento che non desidero altro che compiacerlo sottomettendomi alle sue voglie. Lui sì... sa come si tratta una donna come me. Lui mi ama, come io lo amo! Lui è il mare ed io la terra laddove il mare si infrange. Al suo fianco accetterò ogni nuova sfida proposta, portando sempre più in alto l'asticella del mio e del nostro piacere.

Sa che deve dosare le emozioni. Ora si stende vicino a me, mi bacia dolcemente e mi sussurra dolci parole:

«Amore, sei fantastica. Ti sei lasciata andare come non mai, tuo marito là fuori si starà segando per lo spettacolo. Ti amo ora, qui e per sempre. Tu sei la mia schiava e io il tuo padrone. SEI MIA, SOLO MIA».

Poi, con voce decisa:

«Ora torna a succhiare quel cazzo che, come vedi, poverino è diventato molle. Sembra quello di tuo marito... magari è davvero il suo!».

Ma non lo era!

Mi avvicino come mi ha ordinato a quel cazzo moscio. Capisco che appartiene a un uomo in sovrappeso e in là con l'età; provo un po' di ripugnanza a succhiarlo (preferisco i ragazzi giovani per ovvi motivi). Ale percepisce la mia esitazione e con una sonora sculacciata mi ordina:

«Prendilo in bocca».

Obbedisco. Incomincio a succhiare e segarlo per stimolare l'erezione, che avviene puntuale nelle mie mani. Il membro di quel panzone viscido cresce vistosamente e ben presto assume dimensioni inaspettate... enormi.

Intanto sento Ale dietro di me: mi sta leccando il buco del culo, spinge la lingua dentro come volesse penetrarmi, mi infila un dito e inizia a masturbarmi analmente. Questa parte del mio corpo è proibita, appartiene solo al mio giovane amante, che ne dispone a suo piacimento. Tanto che neanche mio marito è autorizzato a penetrarmi in nessun modo. «Il mio culo appartiene ad Ale» dico quando tenta un approccio.

So perfettamente cosa vuole... Di lì a poco sento la sua cappella spingere sul mio sfintere, che cede lentamente e si lascia penetrare... È dentro! Si ferma, lascia che il mio ano si rilassi e ceda alla penetrazione profonda... Ecco, ora appoggia le mani sui miei fianchi, si solleva sulle gambe mettendosi in posizione dominante... Mi afferra per i capelli e... con una spinta violenta mi apre il culo.

Mi inarco cercando di sottrarmi, ma lui mi blocca i fianchi con la morsa delle sue mani. Il dolore mi provoca un brivido che attraversa tutto il mio corpo. Mi volto, cerco il suo sguardo: i suoi occhi brillano di una luce strana, traspare la sua soddisfazione nel domare e dominare la sua femmina. Si morde il labbro inferiore, sul volto un'espressione di soddisfazione sadica mentre mi sfonda il culo.

I colpi portati con violenza non mi permettono di spompinare il "grassone", allora lo sego con frenesia. Il suo cazzo scuro ed enorme freme... Ale se ne accorge. Smette di scoparmi il culo, si sfila, mi afferra nuovamente per i capelli spingendo la mia testa verso il cazzo del grassone. Non posso far altro che spalancare la bocca per accogliere l'enorme cappella.

Sono passivamente alla sua mercè fisica e mentale... Mi tiene saldamente la testa e detta il ritmo della penetrazione:

«Sfondati la bocca, troia... Su, scopalo, lurida puttana da quattro soldi!».

Ferita nell'orgoglio dalle sue parole, in un moto di ribellione nei suoi confronti accetto la sfida: mi sparo quel cazzo enorme giù, sempre più giù, sino a quasi soffocare. A quel punto (bastardamente) mi blocca la testa. Non respiro... cazzo, mi manca l'aria! L'unico modo è mollare la presa dell'asta con le labbra e spalancare al massimo la bocca... Tiro un respiro... ma è allora che con una spinta alla nuca Ale mi fa ingoiare sino alla radice il cazzo del vecchio panzone.

Mi sfondo la gola, la cappella mi penetra giù fino all'esofago... Questa volta un colpo secco all'indietro mi sfila il cazzo dalla bocca. È completamente viscido di saliva: sbavo dalla bocca, sputo l'eccesso di saliva su quel cazzo enorme.

Ora sono determinata: lo voglio ancora dentro la mia bocca. Lo afferro con le mani e me lo succhio avidamente, gusto i suoi umori, me lo faccio scorrere sulla lingua e mi faccio penetrare completamente in una "gola profonda" per me senza precedenti. Penso: È questo che vuoi, Ale... È questo che il mio padrone vuole... Allora guarda come sono brava! Va bene così, eh? Va beneee, sì?!

Di lì a poco il getto abbondantissimo di sperma mi inonda la gola e la bocca. Il suo sapore salato e acre mi pervade, non posso far altro che ingoiare quel nettare denso... Mi perdo in quegli istanti di lussuria.

Nessuno più mi sta toccando, eppure sento pulsare e contrarsi la mia vagina: spasmi di piacere attraversano il mio ventre. Godo, sì, godo ancora... Mi sento veramente una puttana.

Mi accascio sfinita, guardo con infinito amore il mio compagno di giochi sorridente disteso accanto a me e gli sussurro:

«Ti amo Ale, sono tua, solo tua».

(Continua...)
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2026-09-24
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