Tre, numero perfetto -6 - Tre vergini per l'arem
di
Andrea 25
genere
incesti
La retata della polizia aveva coinvolto oltre ai tre guru ed i loro sodali, anche tutte le mamme delle ragazze gravide compreso i due mariti sottomessi e cornuti.
Quell'ala del convento era stato sottoposto a sequestro ed ispezionato per giorni alla ricerca di prove sulle responsabilità.
La mamma di Ines, considerata vittima e non complice, se l'era cavata grazie al fatto che la figlia, allertata e istruita da Lucia, non si era fatta ingravidare.
Il rito interrotto prevedeva che le tre giovani venissero sverginate dai tre guru che erano i loro padri genetici e successivamente, sarebbero state prese e impregnate anche da tutti gli altri maschi della congrega sino a che non fossero state ingravidate a loro volta.
Quella, era la modalità attraverso la quale le tre avrebbero avuto il privilegio di diventare subito "Devote di Maria e Giuseppe" senza passare dallo stato di "Figli di Dio"
Le autorità religiose avevano esultato a quegli arresti in quanto, non avendo mai la setta contestato l'autorità del Papa, non poteva essere sottoposta a scomunica o censure ecclesiali.
Quanto alle tre giovani scampate al peggio, Lucia e suo Marito Roberto ne avevano ottenuto l'affidamento grazie alla loro situazione economica e la reputazione della loro famiglia.
Le ragazzine per quanto vergini conoscevano già i piaceri del sesso e, finalmente libere dal lavaggio del cervello subito, senza mai smettere di godere tra di loro, avevano pazientemente atteso il compimento del loro diciottesimo compleanno.
Per loro i quattro componenti dell'arem avevano organizzato alle rispettive scadenze (Vi erano differenze di pochi giorni tra loro) una festa individuale che si sarebbe conclusa con festeggiamenti memorabili.
Bisogna precisare che nell'attesa di quell'evento, Lucia aveva partorito un bel maschietto mentre Ines di era fatta ingravidare da Roberto col consenso e l'aiuto di suo marito che per tutto il periodo, l'aveva scopata con indosso il preservativo dopo che Roberto le avesse scaldato l'utero col suo seme.
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Quell'ala del convento era stato sottoposto a sequestro ed ispezionato per giorni alla ricerca di prove sulle responsabilità.
La mamma di Ines, considerata vittima e non complice, se l'era cavata grazie al fatto che la figlia, allertata e istruita da Lucia, non si era fatta ingravidare.
Il rito interrotto prevedeva che le tre giovani venissero sverginate dai tre guru che erano i loro padri genetici e successivamente, sarebbero state prese e impregnate anche da tutti gli altri maschi della congrega sino a che non fossero state ingravidate a loro volta.
Quella, era la modalità attraverso la quale le tre avrebbero avuto il privilegio di diventare subito "Devote di Maria e Giuseppe" senza passare dallo stato di "Figli di Dio"
Le autorità religiose avevano esultato a quegli arresti in quanto, non avendo mai la setta contestato l'autorità del Papa, non poteva essere sottoposta a scomunica o censure ecclesiali.
Quanto alle tre giovani scampate al peggio, Lucia e suo Marito Roberto ne avevano ottenuto l'affidamento grazie alla loro situazione economica e la reputazione della loro famiglia.
Le ragazzine per quanto vergini conoscevano già i piaceri del sesso e, finalmente libere dal lavaggio del cervello subito, senza mai smettere di godere tra di loro, avevano pazientemente atteso il compimento del loro diciottesimo compleanno.
Per loro i quattro componenti dell'arem avevano organizzato alle rispettive scadenze (Vi erano differenze di pochi giorni tra loro) una festa individuale che si sarebbe conclusa con festeggiamenti memorabili.
Bisogna precisare che nell'attesa di quell'evento, Lucia aveva partorito un bel maschietto mentre Ines di era fatta ingravidare da Roberto col consenso e l'aiuto di suo marito che per tutto il periodo, l'aveva scopata con indosso il preservativo dopo che Roberto le avesse scaldato l'utero col suo seme.
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