Tre, numero perfetto - 2 - Intime confidenze

di
genere
corna

Il racconto di quell'inaspettato incontro ed il conseguente epilogo, che Ines ne avrebbe fatto al marito, lo avrebbe sicuramente entusiasmato ma ancora di più lo avrebbe colpito il fatto che la moglie, conservasse tra le cosce sotto le mutandine, una prova tangibile di quell'incontro.

Per tutto il periodo in cui l'arem (Lei come centro ed i due maschi nel ruolo di marito e concubino) aveva funzionato alla perfezione con grande soddisfazione dei tre componenti.
In quell'anticonformista intreccio di sesso e amore, Ines era libera di avere anche rapporti al di fuori del trio a condizione che fosse protetto, non coinvolgesse i sentimenti e ne facesse poi partecipi i suoi maschi, dandone prova dopo ogni avventura.

Dunque, il fatto di tornare dal marito con le prove liquide dell'amplesso, non avrebbe potuto che trovare l'approvazione dell'eccitato marito il quale infatti, le si era subito gettato tra le cosce con la testa per chiavarla poi con la bocca ancora satura di sperma e umori di lei.

Il rapporto dunque, era ripreso quasi normale anche se la figura di Lucia, era oramai sempre immanente e fastidiosa anche nei momenti più intimi del terzetto.

In quell'insolito arem dominato da una donna, il suo ruolo di sultano (A?!) le imponeva anche di cercare la soluzione ad ogni problema che si fosse presentato.

Il problema era Lucia, moglie di Roberto, bigotta e refrattaria ad ogni minimo cenno di andare oltre i suoi pregiudizi sessuali.

Prigioniera di quella sua morale, dopo essersi ripresa dalla prima gravidanza, aveva ricominciato a fare l'amore senza protezione per cercare una nuova gravidanza che l'avrebbe esonerata dagli obblighi coniugali per altri 9 mesi.

La cosa incredibile, stupiva assai Ines ed al tempo stesso le creava una certa frustrazione giacché lei stessa desiderava avere un bambino che fosse sicuramente anche figlio di Roberto.

Che fare? (Avrebbe detto Lenin!)

Nel periodo in cui i rapporti con Roberto erano interrotti, lei ed il marito avevano incontrato diverse coppie ed in alcuni di quegli incontri, aveva avuto anche dei rapporti saffici che non erano mai stati previsto nell'ambito dell'arem.

Quell'esperienza nuova e assai soddisfacente, poteva essere usata come arma per cercare di aprire e scaldare i sensi refrattari di Lucia.

Ne aveva parlato con Roberto ed il marito i quali, pur mostrandosi scettici, avevano acconsentito a che ci provasse.

Aveva dunque deciso di rafforzare un rapporto freddo sin dai primi momenti divenuti poi glaciali a causa della loro assenza al matrimonio ed il lungo periodo in cui si erano allontanati (Ufficialmente a causa del lavoro in altra città!).

Ogni tecnica era stata messa in atto per renderle davvero amiche aprendole anche ad una insolita confidenza.

Cene più frequenti, cinema, cucina, scambio di reciproci interessi, ore trascorse lontane dai loro uomini e finalmente, l'inizio di scambi di confidenze intime.

Ines le raccontava dei suoi fidanzati prima di conoscere Paolo.

Lucia le parlava della mamma e delle amiche della parrocchia.

Ines le raccontava di come immaginava il sesso prima e poi....della sua prima volta.

Lucia le parlava del parroco e di come la metteva in guardia dalle cattive compagnie e dai maschi che cercano solo quello.

Ines le raccontava di quando innamorata del prof. di matematica, si erano toccati la prima volta.

Lucia le raccontava delle ragazze della parrocchia e delle compagne di classe che facevano le stupide coi compagni.

Ines la aveva raccontato di quando il prof. glielo aveva messo in mano e se l'era fatto baciare.

Lucia raccontava di come la sua mamma le mostrava le parti intime per farle capire il genere di pericolo che correva.

Ines le aveva raccontato di quando il prof. glielo aveva messo in bocca e poi l'aveva sverginata al secondo ginnasio.

Lucia le aveva raccontato di quando la mamma aveva fatto venire in casa il parroco per farle vedere praticamente cosa avrebbero potuto farle i maschi se non fosse stata attenta.

Ines aveva raccontato di quando il suo parroco a 18 anni l'aveva battezzata col cazzo in canonica riempiendole la fica di sperma santo e lei lo aveva sconvolto ripulendogli poi, il pisello con la bocca "Che puttanella che sei" aveva detto il prete "Che ipocrita figlio di puttana che sei!" gli aveva risposto Ines

"Anche la mia mamma mi aveva fatto pulire con la bocca quello del parroco per farmi vedere cosa non avrei mai dovuto fare con gli altri maschi" aveva risposto Lucia.

"Sai Lucia, io non ho mai avuto mia madre come maestra, ma la vita mi ha portata a leccare ed essere leccata da altre donne ed è stato bellissimo. A te è mai successo?"

"Certo, ero piccola quando la mia mamma mi accarezzava per farmi indurire il bottoncino e farmi bagnare.

Da grande poi, se la faceva leccare e me la leccava per farmi sentire il piacere che avrei provato dopo il matrimonio."

"Magnifico! Ma allora tu e Roberto ve lo leccate! Insomma, tu gli fai i pompini e lui te la lecca sino a farti avere l'orgasmo?"

"No, non l'abbiamo mai fatto!"

"Perché?"

"Perché mi vergogno e poi perché il parroco mi ha detto che faccio peccato se lo faccio con altri."

"Cristo, vuoi dirmi che a tuo marito neanche lo prendi tra le labbra mentre dal parroco ti fai sborrare in bocca?"

"Si!"

Alla fine di quel dialogo così surreale, Ines si era avvicinata a Lucia e le aveva messo la mano tra le cosce trovandola completamente bagnata.

A quel punto, senza esitazione, con un gesto brusco, l'aveva stesa sul divano e dopo averle strappato le mutandine, aveva affondato la testa tra le sue cosce.
scritto il
2026-07-27
8 6
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Tre, numero perfetto!

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.