Un marocchino trovato in cantiere

di
genere
tradimenti

-Ciao papà!

-Ciao Lucy!-

-Papà, non andare in camera adesso.-

-Perché?-

-C'è la mamma con un suo amico.-

-Chi è, lo conosco?-

-Non credo, io non l'ho mai visto.

Mi sembra un tipo strano, un po' trasandato.. forse è uno straniero!

Tu però, non preoccuparti papà, la cena l'ho già preparata io e se vuoi, intanto che la mamma "finisce" puoi andare a farti la doccia nella mia camera.

Io purtroppo non mi posso fermare perché tra un po', arriva il mio ragazzo e mi sono già preparata per uscire con lui e non posso disfare il trucco e sgualcire il vestito.

Se vuoi e se hai voglia, te lo posso prendere in bocca così, se anche lui suona, in quattro e quattr'otto mi rimetto in ordine.-

-Va bene cucciola, ma così non mi piace, mi sembrerebbe di essere una padre padrone che sfrutta o violenta la sua bambina.

Direi di toglierti il perizoma e tenerlo vicino insieme ad un asciugamani così ti posso far godere anch'io con la lingua e se lui arriva, ti puoi subito asciugare e rimetterti in ordine.-

-Ok papà, ma prima voglio succhiartelo io, così non rischio di fargli sentire il tuo sapore quando mi bacia.-

Seduto sul letto della figlia, mentre dalla sua camera matrimoniale giungevano i gemiti di piacere della moglie e i grugniti del suo amante, la ragazza gli si era inginocchiata davanti, glielo aveva preso in bocca e glielo aveva succhiato senza mai staccarsi sino a farlo sborrare.

Poi, dopo essersi spalmata un po' di sperma tra le labbra della fica, aveva ingoiato tutto lucidandolo poi per bene con la lingua e, subito dopo, si era distesa sul letto offrendosi alla lingua del padre a cosce aperte.

Aveva già avuto un primo orgasmo fulminante e, mentre era sul punto di godere ancora, era squillato il campanello:

-Cazzo! Cazzo.. proprio adesso!-

Aveva borbottato la ragazza ansimando mentre deglutiva un orgasmo interrotto sul più bello.

Mentre con una mano teneva la cornetta del citofono, con l'altra si asciugava la fica ancora madida di umori.

-Ciao papà!-

Salendo in macchina, aveva subito abbracciato il suo ragazzo e dopo un appassionato lingua in bocca gli aveva detto:

-Ma cazzo Marco, non potevi arrivare prima!

Avevo voglia di scopare prima di andare dai tuoi amici!

Senti, senti anche tu come sono bagnata!-

Gli aveva detto prendendogli la mano e portandola tra le sue cosce:

-Adesso fermati in quello spiazzo dietro gli alberi e leccamela.

Devo godere, lo sai che quando sono così eccitata devo godere altrimenti passo una serata di merda e la faccio passare anche a te ed i tuoi amici!-

Effettivamente, la fica della ragazza era un tale lago da avere inzuppato anche il perizoma.

Il ragazzo, arrapato come una bestia anche lui, l'aveva fatta godere con la lingua ed al tempo stesso, si era sborrato anche lui in mano.

Mentre l'uomo in cucina, non sapendo se l'amico della moglie sarebbe rimasto a cena, aveva preparato per tre.

Il rumore della porta della camera da letto, lo aveva avvisato che la moglie stava arrivando.

Sulla soglie della cucina, era apparsa la moglie con indosso solo un baby doll alquanto succinto mentre l'uomo indossava una sua vestaglia da camera che toccava quasi terra tanto era basso.

-Lui è mio marito e lui è......._

Non ricordava neanche il nome tanto era complicato:

-Othman!-

Aveva detto l'uomo allungando la mano callosa.

-Ah, Othman.... straniero?-

Aveva commentato il marito.

-Marocco!-

Aveva aggiunto l'uomo con uno spiccato accento arabo.

-Hai un lavoro in Italia?-

-Muratore!-

Aveva risposto l'uomo continuando a bofonchiare a monosillabi.

-Ah, bene, siamo colleghi, anch'io sono del settore, sono ingegnere edile.-

A quel punto, la moglie che aveva seguito quel dialogo surreale in silenzio, era intervenuta e con fare brusco, aprendo la vestaglia del muratore, aveva detto:

-Sarete anche colleghi, ma tu un coso così te lo sogni!-

Con una mano sotto i gonfi coglioni e l'altra a stringere la verga che si ergeva dritta e dura come una colonna di marmo aveva aggiunto:

-Certo, siete colleghi con la differenza che, mentre tu hai bisogno del cemento per erigere una colonna, a lui basta il profumo di fica per farglielo alzare duro più del cemento armato.-

Colpito nell'onore, il marito aveva cambiato discorso:

-Si ferma a cena con noi il signor Othman?-

-Certo, cena con noi e passa la notte qui, poi domattina lo aspettano in cantiere dove l'avevo visto mentre tornavo a casa.

Ero ferma davanti ad un semaforo e girando lo sguardo, lo avevo visto che pisciava contro una colonna.

Non ci potevo credere!

Non avevo mai visto una cosa del genere.

Mentre se lo scrollava con entrambe le mani tanto era grosso, lo vedevo sfiorare quasi il pavimento tanto era lungo.

Non potevo lasciarmi scappare tanta meraviglia.

Fregandomene delle macchine che mi suonavano dietro, ero scesa e, senza dirgli una parola, mi ero inginocchiata e gli avevo leccato la cappella che sapeva ancora di urina e poi, prendendolo per mano, l'avevo portato a casa ed eccoci qui!-










scritto il
2026-03-20
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