L'ultima estate 2° Parte

di
genere
tradimenti

Undicesimo giorno:
Stamattina Rosanna è uscita dicendo che andava a cavallo. Ma dalla finestra l’ho vista andare a casa di Giuseppe. Forse hanno preferito una maggiore intimità dopo che ieri sono stato beccato da lei a spiarli. Stasera ci sarà di nuovo la grigliata con tutti gli ospiti. Per fortuna non ci sarà Paolo, altrimenti l’avrei vissuta con molta ansia.
Sento la voce di Rosanna all’esterno. Non mi sono accorto che è già tornata. Sta parlando con le due nuove ospiti. La raggiungo e fa le presentazioni:
- “Lui è mio marito Paco. Loro sono Chiara e Giorgia. Vengono dal Veneto”.
Le due signorine mi squadrano dalla testa ai piedi. Sono molto graziose, ma anche molto giovani.
- “Potrei sapere la vostra età? Vedo che siete molto giovani” chiedo.
Risponde Chiara:
- “Abbiamo 19 anni. Ci siamo diplomate da poco entrambe”.
- “Oh complimenti. Auguri”
Mi ringraziano con un ampio sorriso. Devo ammettere che, sebbene Rosanna abbia quasi 20 anni in più, sembra quasi una loro coetanea. Certo la maggiore maturità è evidenziata anche dalla personalità, dalla classe che dispensa con i suoi modi, ma fisicamente è al top.
- “Stasera ci sarà la grigliata con tutti gli altri. Sarete con noi?” chiede Rosanna.
- “Sicuramente!” risponde con entusiasmo Giorgia.
Dopo una giornata al mare, decidiamo di rientrare un po’ prima per prepararci alla serata. Rosanna indossa una minigonna nera a ruota con una maglietta azzurra molto scollata che fa pendant con i suoi occhi.
- “Non ti sembra un po’ eccessiva questa gonna?” chiedo guardandola.
- “Ma no amore, siamo tra amici” mi risponde tranquilla.
In effetti il peggio non è là fuori, ma accade in casa nostra. Però vederla così esposta agli sguardi mi mette a disagio. Forse sono un ipocrita anche su questo, è ben altro di cui dovrei preoccuparmi.
Dal giardino guardo verso la grigliata e vedo che le due ragazze sono le prime a presentarsi. Stanno ronzando attorno a Giuseppe allegramente, hanno preso subito confidenza.
Arriviamo poi io e Rosanna tenendoci per mano. Subito Giuseppe si avvicina, saluta Rosanna con due baci sulla guancia, poi esclama:
- “Sei incantevole stasera!”
Quasi non si accorge della mia presenza, quindi passo a salutare le ragazze che stanno già assaggiando il vino. Poco dopo ci raggiungono Marco e Marina. Presento le ragazze anche a loro. Dopo 5 minuti arrivano anche Carlo e Claudia. Subito Carlo inizia a mangiare e si avvicina a me e Marco raccontando le sue storielle divertenti. Intanto le donne chiacchierano in compagnia di Giuseppe. Le giovani signorine sembrano invece gradire la compagnia di noi uomini più maturi. I tre giovanotti come al solito sono in ritardo.
Giuseppe ci raggiunge e chiama a parte Marco. Io e Carlo rimaniamo in compagnia delle ragazzine. Sarà che non reggono l’alcol ma si mostrano molto estroverse e confidenziali. Poi Claudia richiama suo marito e io resto da solo con loro.
- “Hai l’età di mia mamma ma sei molto più figo. I miei non sono così simpatici alle feste” mi dice Chiara.
Sorrido al suo complimento, poi mi lascio andare a qualche battuta:
- “Non sono un dinosauro, sono solo diversamente giovane” dico ridendo con loro.
Poi Giorgia mi chiede informazioni sulle spiagge più belle da vedere. Io chiedo loro di raccontarmi del recente esame. La conversazione è piacevole. Ci raggiunge Rosanna incuriosita.
- “Come vi sembra mio marito? E’ simpatico?” chiede Rosanna poggiandomi una mano sulla spalla.
- “Sì molto” risponde Chiara divertita.
Lo sguardo di Rosanna mi appare indagatorio, e capisco che forse è il caso di cambiare compagnia. Raggiungo Carlo, il quale comincia a fare apprezzamenti sulle ragazze:
- “Ehi Paco, ma hai visto che belle maialine le nuove due arrivate?” mi dice.
- “Potrebbero essere mie figlie, dai non esagerare” dico provando a contenere il suo slancio di entusiasmo.
- “Potrebbero, ma non lo sono. E poi vedo che sono socievoli” mi dice sorseggiando il bicchiere di vino.
Mi sembra evidente che Carlo ha bevuto già troppo. Ma devo ammettere che Chiara e Giorgia sono molto affascinanti, e sono vestite in modo sexy. Forse truccate in modo un po’ eccessivo.
Ci raggiungono Marco e Marina che ci suggeriscono di fare foto della serata, così da ricordare questa vacanza. L’idea è davvero interessante, quindi prendo il mio telefono e inizio a scattare foto dei gruppetti. Intanto ci raggiungono Francesco, Andrea e Luca che dopo i saluti generali si fiondano su Giorgia e Chiara per fare amicizia.
Mi ritrovo a farmi fotografare con Carlo, Marco e Giuseppe. Le donne si fanno le foto insieme. Poi mi ritrovo tra Giorgia e Chiara, in pose divertenti. Anche Rosanna è molto richiesta in foto, soprattutto dai tre ragazzi. Ma anche Carlo sembra gradire. L’abbigliamento sexy di Rosanna attira gli sguardi di tutti, e tutti vogliono una foto ricordo accanto a lei. Ma lei sembra assumere le pose più ispirate accanto a Giuseppe. Sembrano una coppia. La cosa mi innervosisce un po’. Con i bicchieri di vino che si svuotano le risate e le foto aumentano. Io scatto foto a Rosanna insieme a Giorgia e Chiara, e Carlo segue ogni loro posa con grande eccitazione.
Si è fatto ormai tardi, Claudia trascina in marito in casa che ormai è chiaramente brillo. Poi vanno via anche Giorgia e Chiara che non sono abituate a bere e barcollano sui tacchi ridendo. Rosanna resta a chiacchierare con Marco e Marina. Io e i tre ragazzi facciamo qualche altro brindisi insieme a Giuseppe, il tutto accompagnato da foto ricordo. Constatato che Andrea, il più giovane dei tre, ormai non si regge in piedi, decidono di ritirarsi tutti insieme. Rimango con Giuseppe a parlare della serata. Poi ci raggiunge Rosanna che mi invita a rientrare, si avvicina a Giuseppe e, davanti ai miei occhi, gli da un tenero bacio sulla guancia poggiandogli una mano sul petto. Lo sguardo che si lanciano è di complicità, un segnale che si rivedranno presto. Rosanna si allontana sculettando, e nonostante il vino il suo passo felino ha estrema eleganza. Anche Giuseppe la segue con lo sguardo, e sorseggiando dal suo bicchiere mi sussurra:
- “Domani, se possibile, il cornetto lo vorrei al cioccolato”.
Lo guardo senza dire una parola. Mi volto a salutare Marina e Marco e rientro in casa. Ormai la situazione diventa sempre più esplicita. Per fortuna dobbiamo restare soltanto altri tre giorni.

Dodicesimo giorno:
- “Un cornetto a crema e uno a cioccolato, per favore. Da portare via” chiedo al bar
Sono le 7:30, ho ancora tanto sonno dopo la serata di ieri. Ma Giuseppe sta chiavando mia moglie e non posso tornare a casa a dormire. E’ già quasi un’ora che sto in giro prima di arrivare al bar.
Arrivato fuori all’appartamento sento già le urla di godimento di Rosanna. Stanno esagerando, non si contengono. Spero che nessuno senta perché è davvero imbarazzante. Entro in giardino e le urla si sentono più distintamente. Sto provando una grande frustrazione. Entro silenziosamente in casa, qui le voci si sentono distintamente e inizio a provare un forte senso di inferiorità nei confronti di quest’uomo che fa urlare mia moglie. Mai ho sentito Rosanna godere così clamorosamente. Stavolta non ho nemmeno il coraggio di andare a vedere come la sta spaccando. Provo una estrema vergogna a sentire come riescono a godere. Lascio i cornetti al solito posto ed esco. Mi siedo in giardino e per fortuna, dopo pochi minuti, sento le urla acquietarsi e poi finire del tutto. Decido allora di attendere accanto all’auto, per evitare l’imbarazzante incontro ravvicinato con l’amante di mia moglie.
Dopo circa 20 minuti lo vedo uscire dal cancelletto del giardino. Mi vede, fa un cenno di saluto con la mano. Ricambio il cenno. Poi rientro in casa rapidamente. Rosanna è in cucina di spalle, lavando bicchieri e posate, sta canticchiando e non si accorge della mia presenza. Delicatamente le accarezzo il viso da dietro. Qualcosa di appiccicoso mi rimane sulle dita. Lei sobbalza e si volta per un attimo:
- “Oddio sei già qui!” esclama sorpresa, quasi spaventata.
In quell’attimo che si è voltata ho visto il suo viso imbrattato di sperma. Poi è corsa in bagno. Anche io sono rimasto a bocca aperta, non ho ancora ben realizzato ciò che ho visto per un istante. Ruotando i polpastrelli sento la consistenza scivolosa di quel liquido. Avvicino le dita al naso per sentirne l’odore: non c’è dubbio, è sperma! E’ lo sperma di Giuseppe sul viso di mia moglie. E’ lo sperma di quel toro che la stava facendo urlare. Quanto mi piacerebbe essere come lui, riuscire a farla urlare di piacere. Sarebbe bello se la virilità si potesse trasferire, contagiare. Forse si potrebbe provare… Con la mano pulita tiro giù pantaloncini e mutande. Afferro il mio timido cazzetto, lo scappello. E con l’altra mano spalmo quel concentrato di virilità sul glande, sul prepuzio, sul frenulo. Lo spargo come una crema. Probabilmente non servirà a nulla, ma almeno adesso anche il mio amico dormiente assaggerà un po’ di essenza di maschio, un maschio vero.
Quel giorno al mare un po’ di imbarazzo aleggiava intorno a me e Rosanna. Poi i nostri sguardi si incrociano per qualche secondo, lei arrossisce. E mi scappa una battuta:
- “Posso accarezzarti il viso?” dico.
Lei inizia a ridere di gusto, senza smettere di arrossire. Poi mi dice con estrema dolcezza:
- “Scemo…”
Le accarezzo il viso. Ci baciamo. E io continuo a chiedermi se questa vacanza cambierà in meglio o in peggio la nostra relazione. Ormai la sua storia clandestina è sempre più sfacciata. Fatichiamo ogni giorno di più a non parlarne apertamente. Un’atmosfera carica di falsità ci circonda. Quanto durerà?

Tredicesimo giorno:
Sono le 7:00 e io e Rosanna beviamo il caffè in giardino. Vedo passare Giuseppe a cavallo. Dietro di lui ci sono Chiara e Giorgia su altri due cavalli.
- “E tu non vai con loro? Domani è l’ultimo giorno per noi” le dico.
- “No, adesso no. Forse stasera al tramonto” mi risponde con tono un po’ contrariato.
- “Allora sei rimasta soddisfatta da questa vacanza che volge al termine?” chiedo.
- “Sì tesoro. Peccato che le vacanze siano sempre troppo brevi” mi dice con un sorriso e una nota malinconica.
Mentre ci avviamo in auto, dopo poco più di un’ora, vediamo tornare i tre a cavallo. Rosanna si avvicina a loro, accarezza i cavalli. Si ferma a parlare con Giuseppe. Io resto distante, vicino all’auto, e osservo. Poi torna e ci avviamo in spiaggia. In auto parliamo un po’ degli ospiti che hanno condiviso con noi la vacanza. E ripercorriamo tutte le cose belle viste in questi giorni.
Arrivati in spiaggia, Rosanna mi dice qualcosa di strano:
- “Ho notato che l’altro giorno ti divertivi in compagnia di Chiara e Giorgia”.
- “In che senso tesoro? Sono due bambine, potrei essere loro padre” rispondo.
- “Ma sono carine, ammettilo” mi dice incalzando.
- “Certo, sono carine. Ma pur sempre troppo giovani”.
Mi guarda con sospetto e non aggiunge altro.
Non ho ben capito cosa intendesse dire. Non mi sembrava gelosia, anche perché sa che non ne ha motivo, e sa che, pur volendo, non ho le possibilità per andare con una donna. Ma soprattutto, avendo lei una relazione con Giuseppe, sarebbe il colmo se ora sospettasse di me. Comunque non voglio approfondire.
Rientriamo un po’ prima a casa, a metà pomeriggio. Quando esco dalla doccia sento che Rosanna è nel giardino con Giorgia e Chiara, parlano ad alta voce e sembrano fare una conversazione divertente. Provo ad ascoltare origliando dalla porta d’ingresso. Da quel che ho capito, stanno osservando Giuseppe sul lato opposto, che svolge alcuni lavori di manutenzione e pulizia delle aiuole. Sono commenti divertiti, alcuni di apprezzamento. Poi Rosanna si alza, va verso il muretto tra gli strilli di incitamento delle due ragazze. E dall’altro lato arriva Giuseppe. Entrambi appoggiati al muretto, con i volti molto vicini. Lei gli accarezza il viso. Sorride, poi si volta verso le ragazze divertite. Giuseppe va via, lei lo bacia sulla guancia. Poi torna dalle ragazze con un gesto di esultanza mentre loro due applaudono. Parlano per qualche altro minuto poi le ragazze vanno via.
Nel tardo pomeriggio Rosanna mi dice che va a cavallo. Ormai è il solito linguaggio in codice. E infatti la vedo entrare a casa di Giuseppe. Si baciano sulla soglia della porta, poi la prende per mano e la conduce dentro casa. Per fortuna domani è l’ultimo giorno, poi ripartiremo. “Scopati mia moglie ancora un paio di volte, poi tornerà tutta mia”, penso.
Intanto mi godo lo spettacolo del tramonto dalla stradina sterrata oltre l’appartamento. Mi raggiunge Carlo, appena tornato con la sua auto dopo aver fatto un po’ di spesa.
- “Che meraviglia, vero? Nelle città questi tramonti non si vedono” mi dice.
- “Eh sì Carlo, non mi stancherei mai di guardarlo” rispondo.
Dopo un minuto di silenzio, noto che mi guarda con curiosità. Poi, con un certo imbarazzo, mi chiede:
- “Senti Paco, ma è successo qualcosa?”
- “No, nulla. Cosa vuoi dire?” dico.
- “Beh…non vedo tua moglie da un bel po’…dov’è adesso?” chiede.
Capisco che è una domanda a trabocchetto. Deve aver visto qualcosa, non posso dire che è in casa, forse sa già che non c’è. Devo rispondere in fretta qualcosa di credibile:
- “…Eh…credo che sia a cavallo…” dico.
- “Prima uscivo in auto…e l’ho vista entrare, da sola, a casa di Giuseppe…” dice con un po’ di imbarazzo.
A questo punto mi volto verso di lui impallidendo. Se l’ha vista entrare da Giuseppe, come l’ho vista io, allora ha visto il bacio, la confidenza, e chissà che altro…
- “Ma forse parlavano di cavalli, come al solito. O forse chiedeva consigli sulle spiagge da visitare” dico io con un falso sorriso, provando a minimizzare.
- “Beh Paco, possibile. Però mi sembravano alquanto in confidenza…non so come spiegarti…” aggiunge.
- “Beh, ormai abbiamo tutti acquisito una discreta confidenza” provo a dire con un sorriso falsissimo.
- “Ma forse un bacio è eccessivo…” dice poi con tono serio.
A questo punto ho la certezza che ha visto. Mi prende l’ansia. Ma in questi casi bisogna sempre negare, non posso ammettere che sono consapevole di essere un cornuto e che li tollero e favorisco, finanche a portargli i cornetti.
- “Ma no, avrai visto male. Ti sarai sbagliato” dico ridendo ostentando una falsa sicurezza.
Lui si volta e mi guarda con la faccia molto seria.
- “Beh amico, io te l’ho detto. La mia parte l’ho fatta. Poi è tua moglie, non la mia…” conclude.
Poi mi saluta con un cenno della mano e va via, lasciandomi senza parole.
Adesso in questo posto comincio a non sentirmi più a mio agio. Troppe persone hanno notato movimenti strani, e sento che la mia dignità sta finendo sotto i piedi. L’unico pensiero che mi consola è che domani sarà l’ultimo giorno, poi la mia vergogna sarà lavata via tornando a casa, e tutto questo imbarazzo sarà solamente un brutto ricordo. Ho tollerato per amore di Rosanna, ma non ho intenzione di subire ulteriori umiliazioni.
Quando torna Rosanna io sono ancora pensieroso e adombrato. Sono sul divano riflettendo sulle parole di Carlo, e mi chiedo se ne parlerà con altri di ciò che ha visto, e cosa penserà di me ora. Si avvicina Rosanna, si siede sul divano accanto a me accavallando le gambe. Mi accarezza il volto con i suoi modi ruffiani, poi mi dice con un fil di voce:
- “Senti Paco, domani Giuseppe mi ha invitata a fare un giro sulla sua barca” inizia a dirmi.
Io scatto in piedi, e con voce decisa e carico di rabbia le rispondo:
- “No, basta! Adesso è troppo!” dico urlando.
Lei si alza, si avvicina a me fino a sentire i suoi seni poggiare sul mio petto. Avvicina le sue labbra alle mie fino a sentire l’odore del suo fiato che sa di gelsomino.
- “Dai, domani è l’ultimo giorno…” mi dice con una flebile voce sensuale.
- “Appunto. E dobbiamo preparare le valigie per il viaggio di ritorno” ribatto sempre con voce ferma, ma senza urlare.
- “Ma starò fuori solo mezza giornata. Poi quando torno sistemo tutto io” mi dice accennando un sorriso.
E subito dopo tira fuori la lingua leccandomi il labbro inferiore lentamente. Quel blu mi fissa e mi pervade fino all’anima, ma devo provare a resistere.
- “Troppa gente qui sta notando movimenti strani. Ci sto facendo la figura del buffone!” dico nonostante la sua lingua che sfiora anche le mie gengive.
Poi prende la mia mano, senza distogliere lo sguardo, e la porta tra le sua gambe sulla sua passera. E alterando la voce come una bambina e mettendo il broncio per finta, mi dice con tono ironicamente piagnucoloso:
- “Ma io ne ho bisogno…”
Le mie dita palpano la sua passera da sopra il tessuto dei pantaloncini, ma ne avverto il calore.
- “Non sei ancora soddisfatta?” dico abbassando sempre più la voce.
- “Gno” mi dice continuando la sua pantomima con la voce alterata.
Poi cambiando voce aggiunge:
- “E poi non hai detto che saresti pronto a tutto per vedermi felice?” mi fa l’occhiolino.
- “Sì, ma…c’è un limite a tutto” dico.
Mi accarezza il volto, poi mi stampa un bacio sulle labbra.
- “Le vacanze finiscono in un batter d’occhio, lo sai. Poi torna tutto come prima” mi dice.
Ormai tentenno pericolosamente alle sue richieste.
- “Lo vuoi un bocchino? Ti va?” mi chiede poi con tono entusiastico.
- “In verità, io vorrei scoparti, ma…” dico con tutti i dubbi di circostanza.
Lei ridacchia. Ma poi con risolutezza mi prende per mano e mi tira:
- “Bene, andiamo” dice.
Mi conduce in camera da letto, la stessa in cui ho assistito ai suoi molteplici tradimenti. Si spoglia rapidamente restando nuda. Poi mi incoraggia tirando giù anche i miei pantaloncini e le mutande. Si china dando un bacino alla punta del mio flaccido pene. Poi si stende a gambe spalancate sul letto per invitarmi a penetrarla. Sappiamo bene entrambi che non avrò l’erezione, ma lei desidera accontentarmi. Mi infilo tra le sue cosce con il bacino. Lei con le mani si allarga la figa per incoraggiarmi. Spingo il mollusco dentro aiutandomi con le dita. E’ come infilare una chiave di carta dentro la serratura di una porta blindata. Continua a scivolare fuori. Allora Rosanna solleva le gambe. Io mi adagio sopra di lei, in questa posizione la forza di gravità lo fa penzolare verso l’antro vaginale e non fuori. Le sue gambe poggiano sulle mie spalle. Ora il mio mollusco è verticalmente sulla sua vagina e lo rispingo dentro con l’aiuto delle dita. Serro il mio bacino al suo pube per chiudere le vie d’uscita e non farlo scivolare fuori. Mi muovo lentamente e mi godo il calore avvolgente della sua figa umida che avvolge il mio pesciolino. Dopo un po’, con mia grande sorpresa, Rosanna inizia a gemere. Prima lentamente, poi più intensamente. Sta simulando un eccitazione crescente per darmi l’illusione che le piaccia. Sebbene sappia che è una finzione non posso negare che mi ecciti sentirla così. Ricordo che mi eccitava sentirla gemere anche col suo amante, adesso che è con me il piacere è doppio. Anche le sue espressioni sono credibili, la vedo leccarsi le labbra, socchiudere gli occhi. Poi ansima sempre più forte, inizia a urlare:
- “Sììì Paco, sìììì…continua…oooh…aaaaah…”
La sua voce adesso si sentirà anche fuori. La cosa mi eccita. Inizio ad ansimare anche io. Sentendomi ansimare inizia letteralmente a strillare a gran voce, dicendo il mio nome. Sarà uno spettacolo per tutti sentire queste urla. Anche io urlo il suo nome:
- “Rosanna…ti amo!” dico a voce alta.
Poi sborro nella sua figa. E lei sentendosi bagnata dal mio sperma appiccicoso emette un ultimo strillo col mio nome simulando anche l’apice del suo orgasmo. Sfilo il ridicolo mollusco dalla sua passera bollente, lei distende la gambe. La sborra, che si trova a pochi centimetri dentro la figa, fuoriesce copioso sporcando le lenzuola. Io mi accascio accanto a lei, poggiando la testa sulle sue morbide tette e godendomi le sue carezze affettuose.
Poi avvicino il mio volto al suo, i nostri sguardi si incrociano.
- “Grazie amore, ti amo” dico.
- “Anche io” dice lei sorridendo e dandomi un bacio.
Passo una mano tra i suoi capelli. Le accarezzo il viso. E guardandola negli occhi le dico a voce bassa:
- “Domattina ti rifarai”.
Lei mi sorride, poi aggiunge:
- “Ti amo Paco”.
E limoniamo per lunghi minuti. Poi, districate le nostre lingue, le chiedo:
- “E io cosa farò domani mentre sei con lui?”
La sua risposta mi sorprende:
- “Potresti portare al mare Chiara e Giorgia”
La guardo negli occhi sorpreso. Dice sul serio. Non rispondo. Inizio a succhiare i suoi grossi capezzoli come un bimbo che fa la poppata, e penso a domani…

Quattordicesimo giorno:
Vedo Rosanna salire nell’auto di Giuseppe e portarmela via. Mi ha salutato con un abbraccio e una carezza sul volto, dicendomi “stai tranquillo”. In auto li vedo salutarsi con un bacio sulla bocca. Come cazzo posso stare tranquillo sapendo che se la sbatterà tutto il tempo?! Poco dopo passano i tre ragazzi.
- “Buongiorno Paco. Ho visto Rosanna andare via in auto. Cosa è successo?” mi chiede Francesco.
- “Buongiorno. Hanno organizzato una gita in barca” dico simulando calma.
- “E tu non vai con loro?” chiede Andrea.
- “No, oggi non me la sento. Non sono in forma. Ma non volevo impedirlo anche a lei” rispondo.
- “E’ bello che ci sia tanta fiducia tra voi. Io starei in ansia” dice Luca.
Qui tentenno, resto pensieroso. Capisco i dubbi dei ragazzi, ma io devo nascondere la verità:
- “Siete giovani, è normale. Anche io ero così, poi si cambia” dico chiudendo l’argomento e rientrando.
Mezz’ora dopo sono in giardino da solo, assorto nei miei pensieri. Sento le voci squillanti delle mie vicine d’appartamento che escono in giardino. Mi salutano:
- “Buongiorno Paco” dicono allegramente.
- “Buongiorno ragazze”.
Le sento discutere per decidere in quale caletta andare e come arrivarci. Le ragazze sono neopatentate e poco avvezze a viaggi lunghi nelle stradine sarde che conducono alle calette migliori. Mi avvicino a loro, e poggiato al loro muretto chiedo:
- “State andando al mare? Qual è la vostra meta oggi?” chiedo.
Mi dicono che vorrebbero raggiungere un luogo molto bello, che io ho già visitato con Rosanna. Ma è lontano e hanno paura di perdersi, come già accaduto in altre occasioni.
- “Conosco quel posto, ci sono stato qualche giorno fa. E’ un’ottima scelta. In circa un’oretta ci si arriva. Se non si sbaglia strada…”
- “Eeeeh, è quello il problema!” esclama Giorgia.
- “Se vi fa piacere vi ci porto io. Conosco la strada” colgo la palla al balzo.
Le due ragazze si guardano, poi quasi in coro:
- “Sììì dai, grazie!”
Dopo 20 minuti siamo in viaggio. Le ragazze cantano in auto per tutto il tempo e non stanno mai ferme. Non è il massimo per chi guida, ma almeno mantengono alto l’umore. E io ne ho proprio bisogno, per non pensare…
Finalmente in spiaggia, tra gli strilli entusiasti delle due signorine, che corrono a tuffarsi in acqua soddisfatte. Entrambe sono magroline. Chiara è bionda, con capelli lisci che coprono la lunghezza del collo. Occhi castani, la pelle è abbronzata ma comunque candida. Sarà alta 168 cm circa, una seconda di seno, un culetto piccolo ma sodo e rotondo. Giorgia è mora, capelli lunghi e lisci che scendono sulla schiena. Occhi neri, anche lei magra ma meno di Chiara, alta circa 165 cm. Il seno forse lievemente più grande, culo un po’ più grande ma altrettanto sodo e rotondo.
Mentre le guardo giocare in acqua mi chiamano con ampi gesti, invitandomi a unirmi a loro. Ben presto inizia una battaglia di schizzi d’acqua, poi mi chiedono di sollevarle sulle spalle per tuffarsi. Non sembrano affatto inibite dalla mia età, dal fatto che io sia praticamente uno sconosciuto, hanno preso subito confidenza. E non posso negare che la situazione mi diletta, mi distrae dai pensieri. Il contatto di pelle con due giovani ragazze mi allieta, i loro culi poggiati sulle mie spalle, la loro acerba fighetta poggiata sul mio collo, separata solo da un ridotto strato di tessuto, mi elettrizza. Non sembrano nemmeno preoccuparsi dei miei sguardi che scrutano i loro corpi.
Dopo il bagno ci stendiamo in spiaggia, un po’ all’ombra, un po’ al sole. E iniziano le domande scomode di queste due curiosone.
- “E quindi Rosanna è in barca con Giuseppe?” chiede Giorgia.
Alla mia risposta affermativa, aggiunge:
- “E tu non sei geloso?”
- “Siamo sposati da molti anni, mi fido di lei” dico.
Le due ragazze iniziano a ridere.
- “Perché ridete?” chiedo.
Chiara a questo punto mi racconta:
- “Giuseppe è un amico di mio padre da molti anni. Si conoscono dai tempi dell’università. Lui è venuto al matrimonio dei miei, al mio battesimo. Per questo, come regalo del diploma, i miei mi hanno concesso di venire qui da lui insieme a Giorgia. Quindi io lo conosco bene, da sempre…” mi spiega.
- “Ah ecco. Quindi sai che è una persona fidata” dico mentendo, fingendomi ingenuo.
Le due ragazze ridono di nuovo ma più divertite.
- “Paco da quando lo conosco, ogni volta si presenta con una donna diversa. E i miei genitori dicono che quando venivano qui, prima di sposarsi, lui faceva sempre conquiste tra le donne ospitate negli appartamenti ihihih” continua Chiara ridacchiando.
- “Quindi dici che dovrei preoccuparmi? Ma io mi fido di mia moglie…” dico.
Anche stavolta suscito la loro ilarità.
- “Non hai mai notato come si guardano?” mi dice Giorgia facendo scorrere un dito sul mio petto lascivamente.
Queste ragazzine sanno fin troppo. E inizio a sospettare che sia caduto in una trappola. Sono amiche di Giuseppe, ieri parlavano amichevolmente con Rosanna e sembrava che cospirassero qualcosa. La stessa Rosanna mi ha invitato a stare con loro. Ma ormai è tardi per rimuginare. Ormai devo stare al gioco.
- “No. Perché come si guardano?” chiedo.
- “Anche Francesco e Andrea hanno notato i loro sguardi languidi…mmmh…i loro bacini teneri e affettuosi…” aggiunge Chiara con tono di scherno.
- “Quindi secondo te ora che stanno facendo in barca, soli soletti?” mi dice Giorgia avvicinando il suo volto al mio e sgranando gli occhi.
- “Guardano il panorama, fanno il bagno, prendono il sole…” dico ma vengo interrotto dalle loro risatine.
- “E allora perché non ti hanno portato con loro?” chiede Chiara facendo l’occhiolino e accarezzandomi la coscia con la sua mano.
- “No, è che non mi andava un giro in barca oggi…” dico in modo poco credibile.
- “O forse perché cercavano intimità per fare…” dice Giorgia facendomi la linguaccia.
- “Cosa…?” chiedo e pentendomene poco dopo.
Entrambe ridendo fanno il gesto col palmo della mano che indica “stanno chiavando”.
E qui arrossisco e resto in silenzio calando il capo sentendomi umiliato.
- “Povero Paco” esclama Chiara poggiando una mano sul mio petto e chinandosi verso me per baciarmi sulla guancia.
Contemporaneamente anche Giorgia mi bacia sull’altra guancia.
Ringalluzzito da quei baci, sfrutto la situazione almeno per vederci chiaro:
-“E voi due come fate a saperlo? Come ne potete essere sicure?” chiedo.
- “Lo sappiamo e basta” risponde Chiara.
- “Ma secondo me lo immaginavi anche tu” aggiunge Giorgia con tono ammiccante.
- “E quindi secondo voi che dovrei fare?” chiedo.
- “Non ci pensare. Pensa a divertirti come fa lei” dice Chiara con un sorriso e quegli occhietti furbi.
- “Non metterti a pensare che sta urlando in mezzo al mare adesso” mi dice Giorgia divertita toccandomi la punta del naso col suo dito.
- “L’avete sentita urlare ieri, vero?” a questo punto chiedo, poiché mi sembra evidente che abbiano sentito.
Le ragazze ridono.
- “E non solo ieri” dice Chiara.
- “Anche con Giuseppe in precedenza!” continua Giorgia.
E poi tornano a ridere di gusto. Mentre io mi sento sempre più umiliato, schernito da due mocciose perché sono un cornuto incapace di tenersi stretta la moglie, la quale adesso sta fottendo col suo amante mentre io perdo tempo qui. A questo punto mi alzo e vado a sbollire la mia frustrazione in mare da solo.
Per fortuna la giornata scorre veloce, l’argomento non viene più trattato. Prendo un gelato con le ragazze prima di tornare a casa, glielo offro io. Gli atteggiamenti di queste ragazzine sono fin troppo maliziosi per la loro età, a volte mi mettono a disagio. Come anche i discorsi espliciti fatti in spiaggia. A un certo punto Giorgia passa un dito sulle mie labbra sporche di gelato, raccoglie la crema di pistacchio sul dito e poi se lo mette in bocca per succhiarlo. In modo del tutto naturale. Forse, se il mio maledetto cazzetto inutile funzionasse, avrei potuto prendermi una rivincita sui tradimenti subiti con queste due troiette. Purtroppo, però, non mi è possibile. E devo subire l’onta del tradimento senza reagire. Capisco che, con la scusa del “sono pronto a tutto per vederti felice”, si è superato ogni limite. Ma per fortuna la vacanza è finita, e questi sono gli ultimi oltraggi che dovrò subire.
Torniamo a casa verso le 17. Rosanna non è ancora tornata, e per fortuna che doveva rientrare presto per aiutarmi a sistemare le valigie. Inizio a sistemare un po’ di cose aspettando che arrivi. Poi dopo un po’ sento la sua voce sul viale. Esco in giardino, la vedo parlare allegramente con Chiara e Giorgia. Sembrano entusiaste, si scambiano abbracci e sorrisi. Poi la invitano a entrare in casa loro. Non capisco cosa abbiano da dirsi e raccontarsi. Dopo circa un quarto d’ora rientra in casa.
- “Finalmente ti sei decisa a tornare. Ma non dovevi tornare presto per prepararci alla partenza di domani?” le dico.
- “Abbiamo tutto il tempo per preparare le valigie, non lamentarti” mi risponde.
- “Hai trascorso tutto il giorno fuori con lui, come potrei non lamentarmi?”
- “Mi sembra che anche tu abbia passato una bella giornata con le ragazze…o sbaglio?” ribatte.
- “Ma sei tu che mi hai consigliato di andare a mare con loro per non restare solo, visto che tu hai preferito stare con lui oggi, e non con me”.
- “Ma perché me lo rinfacci? Eri d’accordo, e poi ho bisogno anche io di relax, di fare ciò che mi piace…”
- “E hai bisogno di un altro uomo per fare ciò che ti piace?”.
- “Io e Giuseppe siamo solo amici, e condividiamo la stessa passione per i cavalli”.
- “Sì, ho notato come ti piace …cavalcare!”.
- “Sei ingiusto…” dice mentre i suoi occhi diventano umidi “Sai bene che ho sopportato qualunque cosa per starti vicina in questo periodo difficile…”
- “E quindi pensi di avere il diritto di frequentare un altro?”
- “Smettila! Mi avevi promesso che qui avremmo recuperato la nostra affinità di coppia”.
Le lacrime iniziano a scendere sul suo viso.
- “Ci ho provato. Ma non pensavo che andasse così. Comunque non voglio litigare con te l’ultimo giorno”.
Rosanna è seduta sul divano con la testa tra le mani. Inizio a sentirmi in colpa per aver concluso così questa vacanza. Mi avvicino e mi siedo accanto a lei. Le metto una mano sulla spalla.
- “Beh, almeno ti sei divertita oggi? Sei stata bene?” le chiedo.
Non mi risponde, non alza lo sguardo. Decido di alzarmi e andare in giardino.
Mi raggiunge dopo 10 minuti, ancora con gli occhi rossi e il viso bagnato dalle lacrime. Si siede accanto a me. Le asciugo le guance con la mia maglietta.
- “Io ho bisogno ancora di relax, di serenità” mi dice.
- “Se vuoi, quando torniamo a casa, organizziamo un’altra vacanza”.
- “Non è necessario” mi dice.
- “Come vuoi fare allora?”.
- “Sai, oggi Giuseppe mi ha proposto di restare qui ancora una settimana. Gratis”.
Sono sbiancato! L’idea di restare ancora, ora che tutti sanno della tresca amorosa tra mia moglie e Giuseppe, mi fa rabbrividire. Sarei lo zimbello della situazione.
- “Non se ne parla proprio!” le dico con tono alto della voce.
Lei si alza stizzita, sbattendo la sedia. E allontanandosi dice:
- “Ecco, lo sapevo”.
L’idea di fare il cornuto per un’altra settimana non mi piace affatto. Ormai questa relazione tra Rosanna e Giuseppe è diventata il segreto di Pulcinella. Questa continua vergogna incontrando gli ospiti non può farmi bene, può solo distruggere la mia autostima.
Dopo mezz’ora rientro in casa, Rosanna è sul letto, con la faccia sul cuscino. Sembra distrutta. Provo a sedermi sul letto accanto a lei, ma urla:
- “Vattene!”
Esco dalla stanza. E’ arrabbiata davvero. Non mi aspettavo questa conclusione. Il ritorno a casa sarà un inferno se ha questo atteggiamento. Rischio di perderla se la vacanza si conclude con un litigio. A questo punto devo scegliere tra il mio orgoglio, il mio senso del pudore dinanzi a degli estranei e la mia relazione con mia moglie, sebbene si sia macchiata di adulterio. Se fossi stato disposto a perderla per il suo tradimento avrei fatto un casino già la prima volta che li ho visti. E invece ho tollerato per una settimana, per non rinunciare a lei. Ho capito che stare più di un anno senza sesso soddisfacente era un tormento per lei che è sempre stata passionale. Ma nonostante fosse colpa mia mi è rimasta accanto. Forse dovrei sopportare un’altra settimana, fregarmene dei pettegolezzi, e accettare la sua richiesta, per ricambiare la sua dedizione a me in questi 18 mesi in cui ho sofferto di disfunzione erettile grave. Ormai il tradimento c’è stato, Giuseppe mi ha scopato la moglie tante volte. Il danno è già fatto. Se non avessi voluto perdonarla l’avrei già ripudiata. Non sarebbe necessario aspettare una settimana ancora. Devo solo riuscire a superare la vergogna davanti agli altri ospiti.
Torno nella stanza da letto. Resto appoggiato alla porta e la guardo.
- “Se accettassi di restare me lo meriterei un bacio da una bellissima bionda?” dico.
Lei gira la testa poggiata sul cuscino e mi guarda. Poi si volta nel letto, e con una voce flebile mi dice:
- “Dici sul serio?”
- “Se è davvero ciò che vuoi, che ti fa star bene…allora restiamo”.
Rosanna scatta, si alza dal letto e mi viene incontro abbracciandomi. Mi stringe forte. Le accarezzo la testa, infilando la mano in quel grano dorato che sa ancora di sale.
- “Grazie Paco” sussurra.
Poi mi bacia sulla bocca. La sua saliva è adesso amara dopo questo lungo pianto, è chiaramente disidratata. Ma le sue labbra morbide mi regalano sempre brividi.
Accenna un sorriso. Poi dice:
- “Beh, ora dobbiamo avvisare Giuseppe. Andiamo insieme, no?”.
- “Prima però lavati la faccia, non vorrai mostrarti così a lui, con gli occhi rossi?!” le dico scherzando.
- “Vado a fare subito una doccia”.
Dopo 10 minuti Rosanna è fresca come una rosa. Le è tornato il sorriso e ha lo sguardo sognante.
- “Amore, sei sicura che sia il caso che vanga anch’io?” chiedo.
Lei si avvicina, mi accarezza e mi guarda fisso negli occhi.
- “Non devi essere geloso di lui. Tu sei mio marito”.
- “Sicura che non ho motivi per essere geloso?” chiedo con tono lievemente sarcastico.
Rosanna abbassa per un attimo lo sguardo.
- “Tesoro, è solo un flirt estivo”.
- “Sai bene che non è facile per me” le ricordo.
- “E tu sai bene di cosa ho bisogno, che mi è mancato per tanto tempo… Solo un’altra settimana”.
Mano nella mano andiamo da Giuseppe. Ci fa entrare. Lei lo bacia sulla guancia. Poi ci fa accomodare nell’ampio soggiorno.
- “E’ d’accordo anche lui a restare un’altra settimana” dice Rosanna seduta sul divano accanto a me.
- “Sono felice che tu abbia deciso di accettare la mia proposta” dice Giuseppe.
- “Io ti ringrazio. Ma dimmi, cosa ti ha spinto a offrirci un’altra settimana? A cosa dobbiamo tanta generosità?” dico con una punta di sarcasmo.
- “L’ho fatto per Rosanna. Lei ne ha bisogno. Avete avuto un periodo difficile, e questa vacanza può aiutare entrambi. In questi giorni ho conosciuto bene Rosanna, e penso che restare qui possa aiutarla a rigenerarsi”.
- “E come mai ti sta così a cuore Rosanna se fino a due settimane fa nemmeno la conoscevi?” chiedo.
- “Io penso che lei stia a cuore soprattutto a te, altrimenti non saresti qui. Non conta da quanto tempo conosci una persona, ma quanto intensamente l’hai conosciuta”.
- “Paco si tratta solo di una settimana. E Giuseppe ha saputo capire e soddisfare le mie esigenze” interviene Rosanna.
- “Tesoro” dice Giuseppe rivolgendosi a mia moglie “per favore prendi un po’ di Mirto per me e Paco”.
- “Quindi, dovrei accettare che per questa settimana sia tu a occuparti delle esigenze di mia moglie?” dico palesando i miei dubbi.
Intanto Rosanna riempie il mio bicchiere, e poi quello di Giuseppe. E si siede sul divano accanto a lui.
- “Paco, siamo seri. Non credo sia più necessario fingere e nascondersi. Non sei d’accordo?” dice.
Resto in silenzio, non so più cosa dire. Non ha tutti i torti, ma ammetterlo è così dura…
- “Tra qualche settimana a stento vi ricorderete di me. Inutile mettere la testa sotto alla sabbia a questo punto. Si tratta solo di un’altra settimana… per il bene di Rosanna, e forse di entrambi visto che la ami davvero tanto” aggiunge poco dopo.
- “E’ vero, la amo tantissimo…” dico sospirando.
- “E allora basta ostacolarla…” conclude.
Poi si volta verso di lei, si guardano languidamente. Le loro labbra si fondono. Posso vedere le loro lingue intrecciarsi. Sto assistendo a mia moglie che limona con il suo amante, è una sensazione forte che mi fa esplodere il cuore in un mix di gelosia, ansia, eccitazione, delusione, umiliazione. Afferro il bicchiere di Mirto e lo svuoto in un colpo solo. Il bacio è lungo quasi un minuto, eppure mi sembra un anno. Non oso immaginare quanto sarà lunga questa settimana…

Quindicesimo giorno:
- “Amore, ho bisogno” mi sussurra Rosanna all’orecchio, facendomi aprire gli occhi.
Poi sento il rumore dei suoi tacchi allontanarsi. Riesco a stento a sollevare la testa per vedere la sua sagoma scura, contrastata dalla luce che filtra dalla porta, uscire da casa. Quella sagoma che esalta la rotondità del suo culo. Dalla finestra la vedo sculettare fino a giungere al suo amante, che la attende sulla soglia. I movimenti dei suoi glutei hanno sempre un potere ipnotico su di me, e vedere la mano di lui poggiarsi proprio lì, per sospingerla dentro casa, mi lascia sgomento.
Dopo oltre un’ora e mezzo vedo Chiara e Giorgia entrare in casa di Giuseppe. Questa cosa mi sorprende. Dopo circa 10/15 minuti escono insieme a Rosanna. Sono allegre, parlano alcuni minuti ferme in strada. Poi insieme vengono verso l’appartamento. Esco silenziosamente in giardino per provare a carpire qualche frase. Le vedo entrare insieme nell’appartamento accanto, quello delle ragazze. Solo dopo altri 10 minuti Rosanna rientra di buon umore.
In spiaggia Rosanna passa gran tempo a guardare il cellulare, scrivere messaggi.
- “Con chi parli?” chiedo incuriosito.
- “E’ mia madre, mi chiede della vacanza” risponde lei serenamente.
Mi rendo conto che ormai tra me e mia moglie ci sono troppe cose nascoste, troppe parole non dette, troppi discorsi omessi. Quando si alza per rinfrescare la candida pelle arsa dal sole, ne approfitto di nascosto per prendere il suo telefono. Conosco ormai il suo segno di sblocco, gliel’ho visto fare tante volte. Entro nei messaggi WhatsApp, effettivamente l’ultima chat è con la mamma, che le chiede se si sta divertendo. Sapessi, mia cara suocera, quanto si sta divertendo tua figlia. Scorro con lo sguardo sulle conversazioni successive. Ci sono due amiche, e successivamente c’è Giuseppe. Apro la chat, mi soffermo sui messaggi di stamattina:
- “Ho voglia” scrive lei.
- “Ti aspetto” risponde lui.
- “Mi piace cavalcare con te” aggiunge lei con cuoricini e cavalli.
Preso dall’indignazione quasi non mi accorgo che Rosanna sta già uscendo dall’acqua, si passa le mani tra i capelli facendo zampillare gocce d’acqua che al sole sembrano polvere di diamanti. Velocemente ripongo il telefono sul suo telo. Spero non abbia notato nulla. Si siede tranquilla accanto a me e mi sorride:
- “Mi ci voleva proprio un bel bagno” dice.
Al ritorno a casa incontro Carlo e Marco che chiacchierano. Mi unisco a loro.
- “Ho notato che avete deciso di prolungare la vostra permanenza” mi dice Carlo.
- “Sì, ci siamo trovati bene qui” dico con un po’ di imbarazzo.
- “Vi ha fatto qualche agevolazione economica per questa settimana aggiuntiva?” chiede Marco.
Sono colto alla sprovvista, non so cosa rispondere.
- “Beh sì, abbiamo risparmiato qualcosa” dico alla fine.
- “Lo immaginavo, il mio amico Giuseppe lo fa con gli ospiti più graditi” aggiunge Marco.
- “Lo sospettavo anche io…” aggiunge Carlo punzecchiando con il suo tono.
A questo punto devo defilarmi da questo disagio:
- “Beh, io vado ora. Buona serata” concludo.

Sedicesimo giorno:
Mi alzo dal letto, Rosanna è sotto la doccia. Mi siedo sul divano, esce completamente nuda. Mi si avvicina:
- “Tesoro, ho voglia!” mi dice mordendosi le labbra.
Per un attimo mi sono lusingato, ho quasi creduto che quella frase fosse indirizzata a me. Per un attimo devo anche aver sorriso. Poi vedo che si veste velocemente. Noto che sotto la gonna corta non ha infilato nemmeno le mutandine. A quel punto le chiedo:
- “Quindi vai a cavalcare?”
Si avvicina, si china verso il mio volto, e cogliendomi di sorpresa afferra il mio pacco tra gambe stringendolo:
- “Con un cavallo di razza” dice con sarcasmo.
Poi esce senza voltarsi. Resto lì, sotto il peso insostenibile delle mie corna. Non mi resta che attendere che abbia soddisfatto le sue voglie.
Torniamo presto dalla spiaggia. In giardino ci godiamo un po’ di fresco dopo una doccia rigenerante. Lei seduta accanto a me mi afferra la mano che ho sulla coscia, e la stringe.
- “Grazie Paco” mi dice sottovoce.
Poi si avvicina e mi bacia sensualmente. Afferra il mio labbro tra le sue labbra. Poi si siede sulle mie gambe e avvolge le sue braccia attorno al mio collo. E mi bacia ancora con più passione.
- “Grazie per la tua comprensione” aggiunge.
- “Io voglio solo che tu sia felice” rispondo annebbiato e eccitato da quei baci.
Torniamo a limonare, la mia mano si insinua sotto la sua gonna, e dalla coscia risale sul suo culo verificandone la compattezza marmorea. La mia lingua perlustra la sua bocca mentre la mia mano stringe quella carne solida.
Mentre abbiamo gli occhi socchiusi sentiamo due vocine squillanti:
- “Ma che bei piccioncini” si sente la voce di Giorgia.
- “Che carini” aggiunge Chiara.
Rosanna sorride senza staccare le labbra dalle mie. Poi si rivolge a loro scherzando:
- “Sciò sciò mocciosette, non disturbate!” e ridono insieme.
Io invece resto concentrato sul suo décolleté. Restiamo a limonare ancora due minuti. Poi Rosanna si alza, vede ripassare le ragazze oltre il muretto e le chiede:
- “Dove state andando?”
- “Andiamo a fare un po’ di spesa…se non ci perdiamo” dice Chiara. Poi ridono entrambe.
- “Ora vedo se vi accompagna Paco!” dice Rosanna.
Io strabuzzo gli occhi. Non avrei proprio voglia di alzarmi.
- “Ma no, lascialo stare” dice Giorgia “Sta riposando”.
- “Dai Paco, sii gentile. Queste sono imbranate e si perdono” mi dice a bassa voce voltandosi verso di me.
Senza dire una parola mi alzo, capisco che mi tocca, anche se mal volentieri.
- “Adesso arriva lui!” dice Rosanna alle ragazze.
Il supermercato più fornito è a 15 minuti di auto, non ci metterò molto. Le ragazze mi ringraziano per la cortesia, e si mostrano gentili anche durante il viaggio. Ma il momento degli acquisti è terribile. Perdono tantissimo tempo a discutere su cosa comprare, nella scelta dei prodotti, per poi prendere solo merendine, cibo spazzatura, bibite gasate, e altri sottoprodotti che poco hanno a che vedere col cibo. Mentre rientriamo è trascorsa più di un’ora. Parcheggiando l’auto vedo Giuseppe uscire dalla porta di casa mia. Dopo di lui esce Rosanna, col viso disteso e sorridente.
- “Oh oh” esclama Giorgia, seduta dietro, ironicamente. Poi esce aprendo la portiera.
Intanto Marco che torna dal mare lo vede e lo chiama dal muretto del giardino. Giuseppe si avvina, parlano per qualche secondo. Poi Giuseppe torna indietro baciando sulla bocca Rosanna, ed esce seguendo Marco.
- “Quindi lui la scalda e l’altro la accende” commenta Giorgia dall’altro lato dell’auto.
- “Dai smettila” dice Chiara. E poi sghignazzano insieme.
- “Finitela stupide!” rispondo stizzito voltandomi verso di loro.
- “Ehi!” risponde Giorgia altrettanto irritata sentendosi offesa.
Quindi adesso ho la certezza che anche Marco è a conoscenza di questa relazione. Ormai non manca più nessuno. E’ di dominio pubblico! Sto sfoggiando le mie corna come un cervo sfoggia i palchi.
Rosanna è rientrata in casa, ma prima di entrare a chiedere spiegazioni aiuto le ragazze a portare le buste nell’appartamento. Quando ho concluso, prima di andare, Chiara mi tira per un braccio vedendomi scuro in volto:
- “Paco non te la prendere” dice con voce rassicurante.
- “Non è semplice” rispondo.
- “Lo devi accettare” aggiunge Giorgia sottovoce.
Abbasso lo sguardo sul pavimento.
- “Devi provare a capirla” aggiunge Giorgia.
- “E chi capisce come mi sento io?” chiedo.
- “Non sei solo. Sei in Sardegna e ci sono tante cose da fare. E puoi distrarti aspettando che finiscano questi giorni” dice Chiara.
- “Vieni da noi quando ti senti solo” dice Giorgia.
Le loro parole gentili non riescono a confortarmi, ma almeno placano la mia ira. Stemperano la mia rabbia. Accenno un sorriso di ringraziamento, poi esco.
Entro in casa e dico a Rosanna:
- “Adesso anche di pomeriggio?” chiedo con tono inquisitorio.
E lei con molta calma risponde:
- “E cosa cambia tesoro?”
Poi aggiunge “Che sia una, due o tre volte al giorno…cosa cambia? Questa resta comunque l’ultima settimana qui”.
- “Sei diventata così insaziabile?” dico.
- “E pensi basti a recuperare questo anno e mezzo di astinenza? E i mesi a venire?” chiede cinicamente.
La guardo in silenzio, lei si avvicina.
- “Se c’è una possibilità di recuperare la nostra passione, quella passa per Giuseppe. Altrimenti forse saremmo già in crisi e al punto di non ritorno” mi dice con sguardo serio, con quel blu che mi fissa come un faro puntato addosso.
Resto fermo a riflettere. In effetti non saranno due bacini miei a cambiare le cose, a sovvertire le dinamiche innescate. Ma sono ancora il marito, e non voglio accettare passivamente, non completamente almeno…

Diciassettesimo giorno:
Rosanna si prepara per la sua consueta “cavalcata”, e io stavolta la osservo. Quando è pronta mi paro davanti a lei mentre esce. La cingo con la mano sui fianchi. Il suo sguardo incuriosito fissa le mie papille.
- “Cosa c’è?” mi chiede incuriosita.
- “Divertiti amore. E ricorda che lo faccio per te” le sussurro.
Lei mi sorride con dolcezza, mi prende il viso tra le mani e mi bacia sulle labbra.
- “Dai, lasciami andare ora che mi aspetta” dice ansiosa arrossendo un po’.
- “Ma solo se mi prometti che dopo allieti anche tuo marito” le dico con un sorriso.
- “Scemo” mi dice ridendo. Poi si divincola dal mio abbraccio ed esce.
Quando torna la accolgo ancora nel mio abbraccio.
-“Allora, sei stata bene?” chiedo.
Lei è un po’ imbarazzata e gira lo sguardo. Ma non trattiene un sorriso accennato.
- “Sì…” sussurra annuendo con la testa.
Va in camera da letto a prendere la borsa per prepararci ad andare in spiaggia. Io la seguo, la stringo da dietro baciandola sul collo. E le sussurro all’orecchio:
- “E al tuo comprensivo marito niente?”
Lei si rigira tra le mie braccia, col viso davanti al mio.
- “Che intenzioni hai?” chiede sorpresa.
- “Voglio leccarti un po’…” dico iniziando a leccare il suo collo.
Lei sospirando da quel tocco che non la lascia indifferente, mi dice:
- “No dai, non ora…”
Continuo a salire con la lingua fino al lobo, poi la mia lingua entra nel suo orecchio facendole avere un brivido.
- “Ti voglio adesso” sussurro all’orecchio.
- “Paco, mi vergogno adesso…” dice ancora a bassa voce, un po’ divertita un po’ imbarazzata.
Col corpo la spingo delicatamente verso il letto, finché è obbligata a sedersi. Le mia mani sulle sue cosce si fanno spazio sotto la gonna. Mi poggia la mano sul petto implorando:
- “No, ti prego…”
Lecco le sue labbra fino a spingerla giù sul letto. Quando manca poco al vederla completamente stesa, tenendo le labbra incollate alle sue, dico:
- “Sì…”
Le sue difese sono scalfite, e si adagia stesa sul letto. Sollevo la sua gonna sapendo che non indossa le mutandine. Divarico le sue cosce inginocchiandomi dinanzi a lei, avvicino la faccia alla sua passera e capisco il motivo del suo imbarazzo. La sua bellissima figa è completamente impastata di sperma. Tra le labbra, ma anche sull’inguine, posso vedere pezzetti bianchicci ancora abbastanza freschi. Dentro quel fiore ancora largo e non richiuso vedo luccicare la bianca sborra adagiata. Tenendo le cosce larghe una goccia biancastra si fa largo e scivola lungo le pieghe. Con la lingua la ripulisco, e il sapore salato contrasta col dolce miele che stilla dalla sua rosa. La sua vagina ha un rosso acceso che tradisce il recente rapporto sessuale. Ne voglio ancora. Comincio a leccare tutti i pezzettini bianchi dal suo inguine, poi meticolosamente anche tra le pieghe delle labbra. Ripulisco ogni traccia dell’amante e mi prendo cura dell’ordine della passera di mia moglie. Poi spingo la lingua dentro. Qui il liquido appiccicoso è ancora freschissimo, tra il calore della figa che pulsa sotto le mie leccate. Sento mia moglie fremere mentre sulla lingua assaporo quel bianco fluido salato. Affondo la mia faccia e la mia lingua, lecco con vigore. La sento gemere sempre più forte, vedo quell’antro rosso contrarsi attorno alla mia lingua. Infine ha un orgasmo che non riesce a trattenere, accentuato dai suoi gemiti intensi. E la sua figa adesso non ha più tracce di amanti, è bagnata solo dalla mia saliva.
Mi avvicino a lei, rotea la sua testa sul cuscino e mi guarda:
- “Sei soddisfatto adesso?”.
Nel pomeriggio torniamo dal mare. Mentre mi godo il relax in giardino arriva Claudia:
- “C’è Rosanna?” chiede.
- “Sta facendo la doccia. Cosa ti serve?”
- “Volevo preparare un dolce per domani da portare alla grigliata. Ma volevo qualche dritta da Rosanna che è più esperta” mi dice.
- “Ma certo, non appena esce glielo riferisco”.
Quando Rosanna esce le spiego la richiesta di Claudia. Lei va nel suo appartamento. Dopo 5 minuti ritorna per prendere alcuni attrezzi per la preparazione.
- “Vado ad aiutare Claudia” mi dice con un sorriso entusiasta.
Resto solo a godermi il fresco e il leggero vento. Dopo 10 minuti arrivano le due discole, Chiara e Giorgia.
- “Ciao Paco” dice Chiara.
- “Buon pomeriggio signorine” rispondo.
- “Senti…ti andrebbe di accompagnarci a prendere il gelato in quell’ottimo bar, con i tavolini fuori, che sta più avanti?” chiede Giorgia.
Conosco bene quel bar, è dove prendo i cornetti per mia moglie e il suo amante. Ma non ho mai assaggiato il loro gelato. Perché no, stare in compagnia di queste due monelle potrebbe rallegrarmi.
- “Ok, andiamo” dico.
- “Però paghiamo noi stavolta” dice Chiara.
Quando torniamo l’umore è alto. Il gelato era delizioso, la compagnia è stata gradevole e vivace. Entro in casa sicuro che Rosanna sarà ancora ad aiutare Claudia alle prese con il dolce. Apro il frigo e mi riempio un bicchiere d’acqua fresca. Poso il bicchiere sul tavolo, poi un momento inaspettato. Vedo uscire Rosanna dalla camera da letto, completamente nuda, con la faccia incazzata. Ma soprattutto con la faccia tutta imbrattata di sborra! E subito grida:
- “Che cazzo ci fai qui? Esci fuori!”
In quel momento, dalla camera, si affaccia per un attimo Giuseppe, anche lui nudo, con il suo cazzo scappellato e penzolante. Poi subito rientra vedendo Rosanna partire decisa nella mia direzione.
Non mi da il tempo di reagire e spiegarmi, che attacca:
- “Perché sei qui?! Vorresti leccare anche la mia faccia ora?” urla riferendosi a stamattina.
Non posso fare a meno di osservare con stupore il suo volto bellissimo profanato, con una notevole quantità di sperma. Il sopracciglio destro con una striscia bianca che passa sulla palpebra e poggia sulle ampie ciglia dondolando; dal ponte del naso scendono due rivoli ai due lati, e uno giunge fino al labbro superiore. La guancia sinistra ha una grossa chiazza bianca. Sulle labbra e sul mento le gocce bianche pendenti vibrano alle sue urla. E’ così vicina al mio viso che posso sentire l’odore dello sperma sulla sua faccia, un odore che conosco bene ormai.
- “Esci immediatamente da qui” strilla più forte.
In quel momento una gocciolina di sborra si stacca dal suo mento e cade sul pavimento. Un’altra vibra penzolando sul suo labbro superiore, e lei rapidamente passa la lingua sul labbro ingurgitandola e facendola sparire.
Mi volto senza fiatare ed esco in giardino. Sarebbe stato inutile provare a spiegarmi, era troppo nervosa. Anche lei è rimasta sorpresa dalla mia presenza, almeno quanto me. Ma non posso nemmeno stare in giardino in attesa che escano.
- “Posso chiedere asilo politico?” chiedo alle fanciulle poggiato al muretto del loro giardino, mentre stendono i loro costumi.
- “Entra Paco, tranquillo” dice Chiara.
- “E’ successo qualcosa?” chiede Giorgia “Abbiamo sentito gridare”.
- “Ehm…Rosanna è impegnata…” dico arrossendo.
Giorgia scoppia a ridere.
- “Quei due sono instancabili!” afferma Chiara divertita.
- “Resta pure con noi quanto vuoi, tranquillo” dice Giorgia.
Restiamo seduti a chiacchierare in giardino. Giorgia tira fuori uno spinello e lo accende. Sento l’odore della marijuana che non sentivo dai tempi dell’università. Passa la canna a Chiara che fa un tiro. Poi Chiara me la porge e chiede:
- “Vuoi fare un tiro?”
- “No, grazie” rispondo
Le due sorridono guardandosi in faccia. Sembrano abituate a fumare questa roba. Io, al contrario, non fumo da quasi due decenni. E in questo periodo, con i miei problemi, non mi gioverebbe. Poi, dopo circa 20 minuti, vediamo uscire Giuseppe.
- “Ecco l’amante di tua moglie. A quanto pare hanno finito” afferma Giorgia ridendo.
- “Paco” chiede Chiara “Ma secondo te cosa la spinge a scopare con un altro?”.
Qui vado in difficoltà. Non so cosa dire. Blatero qualcosa:
- “Beh sai…dopo anni di matrimonio…la noia…” balbetto.
Giorgia ride. Poi dice:
- “Dai, sii sincero” e mi fa l’occhiolino.
- “Possiamo entrare dentro? Non vorrei che mia moglie esca e mi veda qui”.
Le ragazze mi prendono per mano entrambe, e mi conduco celermente dentro. Mi fanno sedere sul divano, e loro prendono posto accanto a me.
- “Allora, vuoi dirci qual è il problema tra voi?” insiste Chiara.
Vedendo il mio silenzio imbarazzato Giorgia incalza:
- “Avete problemi sessuali, vero?”
- “Sono cose personali” dico infastidito.
- “Guarda che lo sappiamo già” dice Chiara.
Poi entrambe ridono divertite.
- “Sapete cosa?” chiedo quasi spaventato.
- “Che hai il pisellino moscio” dice Giorgia.
Poi scoppiano di nuovo a ridere entrambe. Non riesco a credere che Rosanna abbia detto una cosa tanto riservata a queste due sciocche. Resto a bocca aperta e a testa bassa.
- “Possiamo vederlo?” chiede Chiara.
- “Ma siete impazzite?!” dico a voce alta scattando dalla poltrona.
- “Ma sì dai” aggiunge Giorgia “Io non ho mai visto un cazzo che non diventa mai duro. Sono curiosa” dice mostrando un certo entusiasmo.
- “Ma nemmeno per sogno!” Affermo con decisione.
E intanto Giorgia avvicina il dito tra le mie gambe muovendolo su e giù e facendo stupidi versi infantili:
- “Ghirighirighiri” dice divertita come se giocasse con un neonato.
Entrambe sembrano divertite mentre io sono estremamente imbarazzato. Torno a sedermi per non rischiare un mancamento.
- “Paco, ma non diventa duro proprio mai mai mai mai?!” insiste Chiara con questo linguaggio da bambina deficiente.
- “Ho un grave problema di disfunzione erettile. Non raggiungo mai l’erezione” provo almeno a riportare il dialogo su un discorso più professionale e medico.
- “Wow figo!” Esclama Giorgia “Dai, ce lo fai vedere?” poi continua.
- “Sì dai, ti prego” insiste Chiara “noi siamo abituate solo a vedere cazzi duri”.
- “Ma vi rendete conto della vostra richiesta?” provo a farle ragionare.
- “Beh, se puoi tollerare le richieste di tua moglie…le nostre sono poca cosa…” dice Giorgia ammiccando.
- “Però dai, è normale che lei ora voglia scopare con un uomo che ha il cazzo duro. Non puoi darle torto” dice Chiara.
- “E infatti lo sta facendo! La smettete di umiliarmi?!” dico alzando la voce.
Le due sogghignano. Poi Giorgia mi accarezza la coscia:
- “Dai non fare così” dice con la voce alterata da mocciosa “stiamo solo giocando”.
- “Non è questo il modo” ribatto.
Chiara si siede sulla mia gamba, e languidamente mi sussurra:
- “Ma davvero non c’è nessun modo per stimolarti?”
Io scuoto la testa.
Le due si alzano, si avvicinano tra loro restando in piedi in mezzo alle mie gambe.
- “Nemmeno se vedi questo…?” dice sensualmente Giorgia.
Poi le due si guardano negli occhi, si sorridono. Iniziano a baciarsi. Giorgia mordicchia il labbro di Chiara. Poi Chiara infila la lingua in bocca a Giorgia. Con la mano tira fuori la tetta di Giorgia, posso vedere quell’areola scura e il suo capezzolo turgido.
La tentazione è fortissima, irrefrenabile, ma so bene che queste due mocciose vogliono solo schernirmi e prendersi gioco di me. Se cedessi farei la figura del pollo. E penso di essermi fatto già umiliare abbastanza.
Le loro labbra si scollano, Giorgia si ricompone rimettendo la tetta al suo posto.
- “Nemmeno questo te lo fa diventare duro?” chiede Chiara divertita.
Mi alzo e me ne vado. Uscendo le dico:
- “Siete due stronzette!”
Entro in casa mia e mi avvicino a Rosanna chiudendola in un angolo:
- “Perché hai detto a quelle due troiette del mio problema di impotenza?” le urlo faccia a faccia.
- “Perché…” prova a parlare ma con due dita sulle labbra la metto a tacere.
- “E sappi che prima sono entrato solamente perché credevo che fossi ancora con Claudia! Non avevo certo voglia di vedere quello spettacolo” dico urlando ancora.
Rosanna vedendo il mio sguardo infuocato, e sentendomi agitato, con le spalle al muro, chiede con un fil di voce:
- “Posso?” lasciando intendere che vorrebbe spiegarsi.
Annuisco.
- “Non sapevo che eri entrato involontariamente. Ho sentito un rumore e mi sono spaventata. Poi ti ho visto…E non è così scontato che tu non sia lì per guardarci di nascosto…o sbaglio?” mi dice con voce calma, facendo riferimento a quel precedente in cui mi vide mentre li spiavo.
- “Per quanto riguarda le due ragazze” dice scostandosi dal muro dove era chiusa, e dandomi le spalle “cosa avrei dovuto dire dopo che hanno capito la situazione? Che sono una puttana che tradisce senza motivo e per puro divertimento? Ho semplicemente detto la verità…”
- “Mi hanno perculato per tutto il tempo, Rosanna!”
- “Sono due mocciose Paco! Non capiscono le cose serie, è tutto un gioco per loro. Prendile per quel che sono! Se avessimo avuto una figlia della loro età sarebbe esattamente come loro. Cosa credi” mi dice.
- “E quindi devo lasciare che calpestino la mia dignità?” chiedo
- “La tua dignità…Paco tu sei uno stimato professore, con uno spessore culturale che quelle due non avranno nemmeno tra cent’anni. Sono poco più che bambine, sono andate a scuola fino a un mese fa, non sanno un cazzo della vita, sono alle primissime esperienze e si credono donne. Deridono i coetanei dei genitori, scherniscono gli anziani come i loro nonni, ma non sanno nemmeno come arrivarci all’età dei loro genitori, e come realizzare ciò che hanno costruito. Dovresti provare compassione e empatia per quelle due tenere scimmiette”.
Beh, su questo Rosanna non ha tutti i torti. Mi sono lasciato provocare dalle loro illazioni, ma in fondo non sono cattive. Sono più sceme che cattive.
- “Sono delle piccole canaglie? Ma certo, Paco, che lo sono. Tu non lo eri alla loro età?” conclude.
- “Sì, forse hai ragione tu. Ho semplicemente perso la testa per tutta questa situazione…”
Si avvicina a me. Mi accarezza il viso.
- “Mantieni la calma, Paco. Io e te abbiamo tutto sotto controllo ora”.

di
scritto il
2026-07-25
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